Dopo il successo dell’ultima edizione del concorso “Radici Poetiche” dedicato a Massimo Troisi, non solo per i numerosi lavori pervenuti da tutta Italia, ma per la qualità degli stessi, come ha ben sottolineato il prof. Aniello Russo che anche quest’anno presiederà la giuria di esperti che vede tra i giurati anche Corrado Taranto e Gianni Mauro, il concorso arriva in Svizzera, a Lucerna, dove si recherà l’editore Donatella De Bartolomeis, grazie ad Antonia Cianciulli, referente del concorso per gli Italiani all’estero.
Ad abbracciare l’iniziativa come Presidente Onorario Pino Aprile che dichiara “i concorsi di poesia dialettale spesso sono intesi come folklore, perché il dialetto è stato a lungo e a torto ritenuto un ghetto, una scelta minoritaria. Mentre l'uso della parlata di casa è una ricerca di significati profondi, di radici che andrebbero perse, di costruzioni verbali spesso nate in una cultura contadina e riadattate alla modernità. Pasolini lo ha fatto capire come pochi; e questo recupero ha raggiunto vette sofisticatissime: si pensi soltanto alla costruzione di una lingua personale e poetica a base dialettale, compiuta da Albino Pierro (più volte candidato al Nobel), con le sonorità della parlata di Tursi, il suo paese. Ma il concorso è intitolato a Massimo Troisi, che, come Eduardo, ha dimostrato che si può essere universali, ci si può far capire da tutti, usando il proprio dialetto. Il napoletano, è vero, uno degli idiomi più teatrali che esistano, che si fa comprendere anche solo con i toni e i suoni; ma pur sempre una scelta coraggiosa, per chi si rivolge non a un pubblico selezionato, come il poeta Pierro e altri, ma indistinto, attraverso il cinema, la televisione. Con queste iniziative si recuperano brandelli di identità”.
In Svizzera Rosaria Troisi, madrina del concorso sarà presente attraverso una lettera che ha scritto per il fratello Massimo, pubblicata sul Corriere della Sera “… incontro ragazzi che non erano nemmeno nati quando te ne sei andato. Gli racconto la tua storia, la storia di un timido ragazzo di provincia che non si è mai arreso di fronte alle difficoltà della sorte. E che alla fine ha vinto a dispetto di tutto. Loro sono già troppo grandi per credere alle favole, ma quando nel loro sguardo vedo accendersi un bagliore capisco che alla tua storia però ci stanno credendo, e che ai loro occhi riesci a incarnare un simbolo di speranza vera, come sei stato vero tu.”
Sul sito www.edizioniilpapavero.com il bando 2015. Segretario del concorso la giornalista Jenny Capozzi.
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