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| Nella foto Angelo Mascia uno dei vincitori del gioco |
L’albero
della cuccagna - a Baselice e nel Fortore veniva chiamato "palo della cuccagna" ed è stato in
voga fino agli anni Ottanta (ndb) - è un gioco
popolare i cui partecipanti devono cercare di prendere dei premi posti in
cima ad un palo (in genere i premi sono prosciutti, capicolli o altri generi alimentari).
Solitamente il palo viene ricoperto di grasso o altra sostanza che renda
difficile l'arrampicata da parte dei concorrenti.
L’ORIGINE
L'oggetto ha una lunga storia
alle sue spalle.
James Frazer fa un'ipotesi
antropologica che ne colloca l'origine assai indietro nel tempo, nei culti
arborei diffusi in tutta Europa a partire dall'area celtica: le feste del
Maggio (tra cui spicca il Maggio di Accettura) sarebbero una persistenza degli
antichi culti della fertilità, centrali presso le popolazioni agricole.
Al centro dei bisogni c'era il
cibo.
Al centro della scena c'era
l'Albero di Maggio, venerato come simbolo della nuova stagione e delle sue
promesse di abbondanza.
Attorno c'era la festa (e le
feste popolari hanno al centro il cibo, anche quando sono religiose) e la sacra
rappresentazione - o la rappresentazione del sacro.
Le popolazioni germaniche
onoravano in generale gli alberi e gli dei a cui essi appartenevano, e
festeggiavano le nuove fioriture con "sacrifici", probabilmente
offrendo agli dei focacce (Kuchen) appese all'albero consacrato.
Attorno all'albero sacro si
celebravano del resto le feste principali delle civiltà agricole arcaiche: il
solstizio d'estate e il solstizio d'inverno.
Di quest'uso resterebbe traccia
nel Maibaum che capita di incontrare all'ingresso delle città, con la
rappresentazione stilizzata dei prodotti locali, e nelle feste del Midsummer,
tipiche dell'Europa settentrionale.
Una variante dello stesso culto
- ma collocata nel periodo del solstizio d'inverno - sarebbe l'albero di
Natale, trasferito dalla Chiesa a rendere onore a santi che segnavano
l'ingresso nel nuovo anno, come san Nicola (il Santa Klaus del nord Europa).
I condizionali nascono dal
fatto che, data la sua natura popolare, non risultano attestazioni scritte
circa l'evoluzione del fenomeno.
È certo comunque che, nelle
lingue europee, esistono termini diversi per indicare queste scene attorno
all'albero, probabilmente scaturite da un'unica fonte, ma diverse nello
sviluppo e nel senso.
Il NOME
Il NOME
L'albero della Cuccagna sembra
dunque essere quanto resta dell'arcaico albero sacro di maggio, spogliato di
ogni magia e di ogni significato sacrale, e ridotto a gioco nel quale i giovani
andavano alla conquista di proteine e calorie aggiuntive, nonché
dell'ammirazione delle ragazze spettatrici delle loro esibizioni.
All'origine del termine
"Cuccagna" c'è probabilmente la radice latina coq- quella di cucina
(coquina), ma anche di "cake" e "kuche".
(tratto da wikipedia)


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