mercoledì 28 ottobre 2020

Il patrimonio culturale e il futuro della comunità

di Angelo Iampietro*

Sono fermamente convinto che il sapere e la conoscenza siano il seme fecondo per far crescere ognuno e, nel contempo, facilitare e migliorare i rapporti interpersonali e determinare la crescita di un paese, di un popolo, di una nazione, di uno Stato. E credo che le spinte innovatrici di una comunità, le cui azioni proficue sono ampiamente riconosciute, sia se sono agli esordi, sia se sono consolidate, vanno incoraggiate e sostenute.

Per questo credo che non sia l’unico a leggere in maniera positiva le tante attività culturali che ci hanno visto protagonisti di manifestazioni di tutto rispetto. A tal riguardo voglio citare le associazioni che tanto han dato in diversi campi di loro competenza: La “AGB”, impegnata da un cinquantennio in tantissime manifestazioni: dall’arte al teatro (ricordiamo la Biennale di pittura), dalle pubblicazioni e divulgazioni di autori locali alle serate musicali per i più piccoli. 

“Li Janare”, con il loro teatro, “La chiesa”, sempre in campo con tante iniziative anche di carattere sportivo, con recite, e, non ultimo, con il “Presepe vivente”. “La Pro loco”, con le sue iniziative tenute in più momenti dell’anno, il “Gruppo folk Murgantia”, noto per la  partecipazione a manifestazioni nazionali con le loro proposte. L’associazione "Archeoclub”, per l’istituzione del museo paleontologico, per la raccolta di reperti, per la conservazione di utensili ed attrezzi delle civiltà passate. A tutti coloro che si sono impegnati, per non far spegnere ciò che ingentilisce l’animo, va un vivo ringraziamento, perché hanno  creduto nel valore della cultura, quale mezzo di elevazione morale e civile di una comunità.

Fare aprire gli occhi sugli orizzonti culturali, sempre più ampi, avvantaggia, nel tempo, anche chi, inizialmente, non ne ha intravisto l’utilità. La nostra comunità è apprezzata al di fuori dei suoi confini non solo per le specialità gastronomiche, che riescono a proporre, ma anche per tutto ciò che ha prodotto in cultura: pittura, teatro, sacre rappresentazioni, pubblicazioni, incontri tematici, assemblee, sagre, feste padronali, feste civili ed ecclesiastiche legate alla nostra tradizione.

Vedere qualche gruppetto di forestieri che si aggira per le strade e che  osserva con interesse ciò che di bello abbiamo, credo, rappresenti un’opportunità per aprirsi al futuro. E il futuro sarà anche fonte integrativa di economia, diversa dal passato, se saremo in grado di far conoscere ciò che ci caratterizza nella produzione agricola, nell'artigianato, nelle bellezze paesaggistiche, nella gastronomia; si aggiungono, poi, la visita ai monumenti e all’arte e, nel contempo, saper accogliere chi ci onora della sua  presenza.

In poche parole, gli ingredienti della crescita sono quelli elencati e non solo, ma anche saperli valorizzare, per assicurare un futuro ad una comunità da dove, purtroppo, tanti giovani ancora continuano a partire per non fare ritorno, mancando in loco un lavoro.

*docente in pensione

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