venerdì 25 gennaio 2013

Trivellazioni. Il prof Cicchella (Unisannio): “Dove saranno smaltiti i rifiuti petroliferi tossici?”

di Erika Farese

Il Sannio terra di conquista per i cacciatori dell'oro nero. Dopo aver di recente ottenuto il Via regionale al progetto di ricerca di idrocarburi denominato "Pietra Spaccata", che coinvolge molti comuni del Tammaro e del Fortore, la società inglese Delta Energy è pronta ad avviare un altro progetto, questa volta tra Sannio e Irpinia, denominato "Case Capozzi", che coinvolge 15 comuni della provincia di Benevento e 4 dell'Irpinia. Per fermare le trivelle si stanno attivando amministrazioni e associazione ambientaliste. Di pochi giorni fa la conferma della nascita del comitato No Triv Sannio. Ma perchè le trivelle fanno tanta paura? Quali rischi le attività di ricerca petrolifere comporterebbero per il territorio e l'ecosistema sannita? E l'inquinamento?
In una intervista, rilasciata ad NTR24, il Prof. Domenico Cicchella, ricercatore e docente di Geochimica all’Università del Sannio e Associate Editor della rivista scientifica internazionale “Journal of Geochemical Exploration”, risponde ad alcune domande che molti si pongono quando si parla di trivellazioni petrolifere. Il prof. Cicchella è anche autore di decine di articoli scientifici su riviste internazionali e nazionali tra cui ricordiamo lo studio condotto sulle acque minerali e di rubinetto italiane. È inoltre autore di diverse monografie tra cui l’Atlante geochimico-ambientale della Provincia di Benevento.

Perché secondo lei è necessario che il Sannio dica no alle trivellazioni petrolifere?
Sono convinto che qualora ci fosse il petrolio, alla fine della storia questo territorio ne uscirebbe solo come vittima dell’ennesima ingiustizia ambientale. È chiaro che nel Sannio sono pronti ad una folle caccia all’oro nero. Analizzando le richieste ed i permessi, le compagnie petrolifere sembrano sicure di trovare dei giacimenti di idrocarburi che si preparano a sfruttare. Senza un intervento immediato per tutelare le risorse naturali che il territorio ci offre e le economie locali che da esse dipendono, queste aree rischiano di diventare una groviera con rischi inaccettabili per le comunità locali. Qualora ci fossero idrocarburi nel sottosuolo sannita, ripeto, le grandi multinazionali del petrolio arriveranno, lo prenderanno, si arricchiranno ed andranno via lasciandosi probabilmente alle spalle l’ennesimo disastro ambientale.

Quali rischi la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi comportano per l’ecosistema del Sannio?
A prima vista, sembrerebbe un'attività innocua. Si scava un buco nel terreno, si verifica la presenza di petrolio e poi tutto finisce. E' così oppure la situazione è più complessa? È ampiamente documentato da diversi lavori scientifici che una volta che il petrolio e le altre sostanze chimiche derivanti dalla sua estrazione penetrano nei suoli e nelle acque possono persistere per decenni, influenzando negativamente la vegetazione e le altre forme di vita.

I progetti di trivellazione, previsti tra Sannio e Irpinia, sono davvero numerosi. C’è una probabilità di compromettere la potabilità di gran parte delle acque di questi territori?
Le rispondo solo che nel Paese in cui si è scavato uno dei primi pozzi di petrolio al Mondo cioè in America, recentemente i governatori degli Stati della regione dei Grandi Laghi hanno detto NO all’estrazione di petrolio proprio al fine di proteggere le falde acquifere. È ormai noto a tutti che l’acqua nel prossimo futuro sarà una risorsa fondamentale e non vedo ragioni valide per compromettere le riserve idriche del nostro territorio.

Dal punto di vista chimico, quali sono le conseguenza più importanti che le attività di ricerca petrolifera determinano nell'ambiente e di conseguenza anche sulla salute?
Generalmente dal sottosuolo viene estratta una miscela di petrolio gas e acqua. Quest’acqua può contenere circa 8-10% di idrocarburi nonché altri additivi chimici come solventi organici, piombo, cromo, nichel, zinco, cadmio, mercurio, arsenico, cianuro, e bario cioè tutte sostanze tossiche per l’uomo. Quest’enorme quantità d’acqua deve essere depurata prima di essere smaltita nel più vicino corso d’acqua. L’altro problema è legato ai fanghi e ai detriti, che anche essi possono contenere grandi quantità di additivi chimici, sali, metalli e idrocarburi. Quest’ultimi sono rifiuti speciali che vanno smaltiti in apposite discariche. Visto che dalle nostre parti non riusciamo a depurare neppure le acque contenenti reflui urbani e per quanto riguarda i rifiuti li smaltiamo esportandoli altrove, le lascio immaginare il destino del “rifiuto” petrolifero.

Questi effetti nocivi si determinerebbero solo nel caso in cui effettivamente si rinvenga petrolio nel sottosuolo, oppure anche l'attività di trivellazione in sé può portare danni all’ambiente?
Ovviamente gli effetti maggiori si avrebbero con l’estrazione del petrolio anche se non sono da escludere effetti inquinanti, anche se più contenuti e facilmente controllabili, legati alla perforazione dei pozzi.

Petrolio è una parola, che nell'immaginario collettivo, viene associata alla ricchezza, soldi. Non si pensa subito ai danni ambientali o all'inquinamento. Ma secondo lei è così? Ci potrebbero essere dei vantaggi in termini economici, per esempio per i proprietari dei suoli sui quali si effettuano le trivellazioni?
Beh è giusto associare petrolio è ricchezza, i petrolieri sono sicuramente molto ricchi. Non so quanto convenga al nostro Paese estrarre petrolio. In Italia il titolare di una concessione di coltivazione di un giacimento di idrocarburi è tenuto a corrispondere annualmente allo Stato il valore di un'aliquota del prodotto della coltivazione pari solo al 7% della quantità di idrocarburi liquidi e gassosi estratti. Questo denaro viene poi assegnato al Ministero dell'Ambiente e al Ministero dello sviluppo economico per assicurare il pieno svolgimento rispettivamente delle azioni di monitoraggio ambientale e delle attività di vigilanza e controllo della sicurezza degli impianti. Per ciascuna concessione sono esenti dal pagamento dell'aliquota i primi 20 milioni di mc di gas e le prime 20000 tonnellate di petrolio prodotti annualmente in terraferma, condizioni queste tra le più convenienti al Mondo secondo le stesse compagnie petrolifere perlopiù straniere che non hanno neppure restrizioni sul rimpatrio dei profitti. Che io sappia non è previsto alcun compenso per gli Enti locali e ancor più per i cittadini.

Qualche cittadino è invece convinto del contrario, anzi crede che questo possa rappresentare un volano di sviluppo per le aree interne della Campania.
Di questi tempi accade tutto e il contrario di tutto, qualcuno va in giro raccontando che ha visto un ciuccio volare e molti gli credono. Io l’unico ciuccio che vedo volare è il Napoli in serie A, ma se così fosse, un domani sarò il primo a ricredermi.

Lei si è fatto promotore di un appello, che cittadini, amministratori, membri di associazioni e di organizzazioni professionali della Provincia di Benevento, possono sottoscrivere per fermare la ricerca e l’eventuale sfruttamento di idrocarburi. Oltre a firmare l'appello, secondo lei, cosa altro possono fare le istituzioni, le amministrazioni locali e la stessa Università del Sannio per difendere il territorio?
In verità sono solo l’autore dell’appello, i veri promotori sono molti cittadini, associazioni e liberi professionisti come i geologi Briuolo e Portoghese. Veda, io non sono un sannita, sono un napoletano che ha scelto di vivere qui non solo per motivi di lavoro, ma anche come scelta di vita. Sono anni che studio l’inquinamento ambientale, soprattutto delle aree urbane, e i danni che provoca alla salute dell’uomo e di conseguenza ho trasferito la mia famiglia nel Sannio. Chi vive in questo territorio deve essere consapevole di vivere in un’area ancora poco contaminata, e questo sono sicuro che a lungo termine rappresenterà una fonte di ricchezza importante. Il Sannio deve assolutamente puntare sulla cosiddetta green economy, su fonti energetiche rinnovabili, sul turismo e su prodotti alimentari di alta qualità. Credo che i sindaci dei vari comuni e l’assessore provinciale all’ambiente Aceto condividano il mio pensiero e sono pronti a dare battaglia. Per quanto riguarda l’Università del Sannio, essa rappresenta una risorsa fondamentale per le aree interne della Campania. Le garantisco che molte ricerche che oggi vengono fatte in questi territori non si sarebbe mai neppure immaginato farle senza l’Università a Benevento. Il Dipartimento di Scienze ha condotto numerosi studi di carattere ambientale di fondamentale importanza; ne cito due tra i tanti: la Cartografia geochimica ambientale della Provincia di Benevento da me realizzata e la Carta delle frane della Provincia di Benevento del gruppo di ricerca del Prof. Guadagno. Certo molto spesso il nostro lavoro è conosciuto solo in ambito scientifico e non viene divulgato ai più, ma voi giornalisti venite ad intervistarci in Dipartimento, sarete sempre ben accolti e scoprirete tante cose nuove.

www.ntr24.tv

San Giovanni Rotondo, l’ospedale di Padre Pio a rischio fallimento - Il Fatto Quotidiano


I 123 milioni di euro di buco in bilancio non lasciano molte possibilità: in pericolo il lavoro di 600 persone e l'eccellenza delle cure fornite nel miglior ospedale di Puglia (con pochi eguali al Sud). L'unica speranza è che il Tar lo equipari il polo ecclesiastico alle strutture pubbliche (Clicca qui sotto per continuare a leggere la notizia)


San Giovanni Rotondo, l’ospedale di Padre Pio a rischio fallimento - Il Fatto Quotidiano

mercoledì 23 gennaio 2013

Ricerche petrolifere, i sindaci: «Bloccare tutto»

Postiamo un interessante articolo apparso sul sito di "Ottopagine-Benevento". Come si evince dal pezzo l'assessore regionale all'Ambiente, Giovanni Romano, non si è presentato ieri mattina all'audizione chiesta dal presidente della Commissione ambiente, Luca Colasanto. E ciò dimostra tutta l'attenzione della Regione alle problematiche che interessano il Sannio e nello specifico il Fortore

Fermare le autorizzazioni in corso e annullare quelle già rilasciate. Lo chiedono i sindaci dei comuni sanniti, in particolare del Fortore e del Tammaro, interessati dai progetti di ricerca di idrocarburi. Molti primi cittadini e loro delegati han­no preso parte ieri alla audizione svoltasi presso la commissione Am­biente della Regione Cam­pania. Presenti tra gli altri i sindaci di Reino (Antonio Verzino), Pago Veiano (Mau­ro De Ieso), Apice (Ida An­tonietta Albanese), Sassinoro (Pasqualino Cusano), Colle Sannita (Giorgio Carlo Ni­sta), Fragneto L’Abate (Nun­ziatina Palma), Campolattaro (Pasquale Narciso), Pesco Sannita (Antonio Michele), e i rappresentanti delegati dei Comuni di Pietrelcina, San Giorgio la Molara, Santa Croce del Sannio, Morcone, Circello, Castelpagano.

Le fasce tricolori cercano di correre ai ripari provando ad arrestare un processo già avviato. Il programma di ricerca «Pietra Spaccata» che investe un’area da 333 chilometri quadrati distribuita in 18 comuni ha ottenuto lo scorso 14 dicembre parere favorevole alla valutazione di impatto ambientale da parte della ap­posita commissione tecnica della Regione. In questa fase, va chiarito, non sono state ancora rilasciate autorizzazioni per la realizzazione di pozzi per i quali sarà necessario un ulteriore iter.

Ma le comunità locali sono chiaramente preoccupate per le ricadute ambientali che potrebbero essere determinate dall’avvio delle trivellazioni. Da mesi i sindaci dei comuni coinvolti hanno avviato una campagna di protesta contro i progetti di ricerca di idrocarburi nel Sannio.

A partire dalla scorsa estate, con la collaborazione della Provincia, decine di Comuni hanno deliberato contro l’arrivo delle trivelle. Un ‘no’ ribadito anche ieri in commissione Ambiente della Re­gione dove avrebbe dovuto tenersi l’audizione dell’assessore al ramo, Giovanni Roma­no. Ma l’esponente dell’esecutivo campano ha disertato l’incontro facendo pervenire la relazione stilata dal coordinatore del settore Ambiente, Michele Palmieri.

Un dossier dettagliato che riepiloga le principali tappe dell’iter autorizzativo del progetto denominato «Pietra Spaccata» riguardante l’area compresa tra i comuni di Baselice, Campolat­taro, Casalduni, Castelpagano, Castelvetere in Valfortore, Circello, Colle Sannita, Foiano di Valfortore, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti.

L’istanza prodotta dalla ‘Delta Energy’ ha ottenuto il parere favorevole della commissione di Va­lutazione impatto ambientale (Via) in data 2 agosto 2012. Nel provvedimento si precisava che il via libera è relativo alle indagini preliminari e non a perforazioni che dovranno essere sottoposte a successiva procedura. Sulla scorta del parere della commissione, il 14 dicembre 2012 il dirigente del settore Ambiente della Regione ha rilasciato il decreto Via. La relazione del funzionario regionale inoltre riferisce che in merito alla procedura per il rilascio del parere Via, pubblicata nelle forme previste dalla legge in data 13 gennaio 2012, sono state presentate osservazioni soltanto dall’amministrazione provinciale di Benevento e dai Comuni di Pesco Sannita, Morcone, Reino, Pietrelcina, Apice.

«Tutte le osservazioni – rileva peraltro Palmieri – sono pervenute oltre la tempistica prevista dalla fase di consultazione pubblica» fissata dalla normativa in 60 giorni dalla pubblicazione dell’avviso per la fase di consultazione pubblica. «In ogni caso – aggiunge il responsabile del settore Ambiente della Regione – tutte le osservazioni dei Comuni consistevano nella trasmissione di delibere di Giunta comunale nelle quali, in considerazione dei notevoli impatti ambientali determinati dalle attività di estrazione degli idrocarburi, si esprimeva un parere sfavorevole. A tal proposito si evidenzia che il progetto non prevede estrazione di idrocarburi». In pratica, il dirigente regionale fa notare come le proteste dei Comuni sanniti in merito alla iniziativa della ‘Delta Energy’ siano state tardive e formalmente inappropriate.

E da Palmieri arriva una sottolineatura velenosa anche nei confronti della Provincia: «In merito alla impossibilità di visionare la documentazione afferente l’istanza della Delta Energy affermata dalla Provincia, si evidenzia che tale documentazione, come dichiarato dal proponente nell’istanza e nell’avviso del 13 gennaio, è stata depositata anche presso la Provincia di Bene­vento». Secondo la relazione, inoltre, l’assessore all’Ambiente della Provincia, Gianluca Aceto, non si sarebbe presentato il 23 luglio 2012 all’appuntamento in Regione dallo stesso richiesto per avere accesso agli atti. Spiegazioni che chiaramente non hanno fatto recedere i sindaci dalla protesta.

Nel corso dell’incontro è stato messo agli atti della commissione un documento contenente le motivazioni della contrarietà ai progetti di ricerca. Nel testo si lamenta «il mancato coinvolgimento nella fase iniziale dell’avvio del procedimento» e si chiede «come l’Ente Regione, che dovrebbe promuovere lo sviluppo delle zone interne, possa rappresentare invece gli interessi di singoli». I sindaci sanniti pertanto chiedono la revoca dell’autorizzazione Via rilasciata dallo stesso Palmieri il 14 dicembre 2012 per il progetto «Pietra Spac­cata» e la sospensione della procedura già attivata per il programma «Case Ca­pozzi» che investe altri comuni del Sannio. Proposta anche una moratoria di tutte le autorizzazioni per attendere l’esito della prossima tornata elettorale.

www.ottopagine.net

lunedì 21 gennaio 2013

Trivellazioni petrolifere. i sindaci si preparano alla battaglia legale

Dal cuore del Sannio Pentro parte l'offensiva contro le trivellazioni petrolifere. Qui si sono riuniti i sindaci dei Comuni che hanno ricevuto l'avviso di prossime indagini alla ricerca di idrocarburi. Ad organizzare l'incontro è stato Domenico Costanzo, consigliere comunale di San Marco dei Cavoti. "Noi abbiamo un forte legame con il nostro territorio – dice Giorgio Nista, sindaco di Colle Sannita -. Io sono per la sua salvaguardia e per la sua tutela. Abbiamo il diritto di comprendere cosa si intende fare e capire se sia dannoso per il nostro territorio che non ci appartiene ma dobbiamo trasferirlo a chi verrà dopo di noi".

Questa, in sintesi, la posizione dei sindaci. I progetti di trivellazione sono due. Uno denominato "Terra Spaccata", che riguarda i territori di 18 comuni interamente ricadenti nella provincia di Benevento ed un altro chiamato "Case Capozzi" che interessa sia il territorio della provincia di Benevento che di Avellino. Il primo è in una fase avanzata dell'iter burocratico mentre "Case Capozzi" è in una fase istruttoria. Durante l'incontro, che originariamente doveva essere riservato solo ai sindaci, sono intervenute anche delegazioni di associazioni ambientaliste. "Nel 2008 per Terra Spaccata è stata fatta una conferenza dei servizi in Regione Campania che è andata deserta – dice il geologo Vincenzo Briuolo, consulente dell'UNISANNIO -. I comuni interessati sono stati invitati?. Perché altrimenti ci sono gli estremi per un ricorso al TAR".

Intanto è lo stesso geologo, esperto di trivellazioni petrolifere, che mette in guardia sulle prospettive di un'eventuale trivellazione. "La questione è delicata – continua Briuolo -. L'estrazione di petrolio, sopratutto se sporco come quello che potrebbe esserci dalle nostre parti, comporta l'emissione in atmosfera di idrogeno solforato. Il livello di idrogeno solforato accettato nell'aria a livello mondiale è di 23 parti per miliardo, in Italia è stato abbassato a 6 parti per milione. Questo lascia pensare. Intanto in Italia si stima che nel sottosuolo ci sia petrolio per soddisfare il 4% del fabbisogno nazionale ma si tratta di petrolio molto sporco. In ogni caso l'Unisannio dispone di documentazione sulla qualità dell'aria prima che queste operazioni di trivellazione inizino. Si tratta di materiale che potrebbe essere utile come riferimento". Se i sindaci vogliono capire e le associazioni sono contrarie c'è anche chi la pensa diversamente.

"Attenzione a mettersi in una posizione di muro contro muro con le società di trivellazione – dice Giorgio Basilone -. Le trivellazioni possono restituire ai Comuni informazioni utilissime tipo la presenza di sorgenti d'acqua o informazioni sulla natura del terreno in profondità. Spesso i comuni hanno bisogno di queste informazioni e sono costrette a spendere molti soldi per ottenerle". I sindaci presenti hanno sottoscritto un Protocollo d'Intenti ed eletto un organo esecutivo. Il Protocollo d'intenti è la forma più veloce di associazione. Le altre forme, infatti, avrebbero richiesto il passaggio in consiglio comunale. L'obiettivo è quello di costituire un solo organismo territoriale per il contrasto delle trivellazioni. Questo vuol dire che, ad esempio, se ci dovesse essere la necessità di un ricorso al TAR si darebbe un incarico ad un solo studio legale e si porterebbe avanti un solo procedimento. Con il risultato di essere più forti e spendere meno denaro.

www.irpino.it

giovedì 17 gennaio 2013

Il Sannio e le trivelle pronte. Partiti politici in letargo da sette mesi

"Siamo totalmente contro le trivellazioni petrolifere. Oltre 595 Kmq di territorio sannita sono in pericolo, questo dobbiamo capirlo e bisogna muoverci prima possibile. La ricerca degli idrocarburi è deleteria per la salute dei cittadini e rischia di mettere in ginocchio il comparto agricolo sannita. Non siamo un territorio a vocazione industriale, l'agricoltura è la priorità ed una politica del genere andrebbe in netta contrapposizione con tutti i discorsi ed i progetti legati al rilancio del comparto e del territorio". Così il presidente provinciale Cia Benevento, Alessandro Mastrocinque, in occasione del dibattito "La politica e l’agricoltura - Analisi e proposte sul rapporto tra politica e agricoltura" che si è tenuto presso la sede della Confederazione italiana agricoltori in via delle Puglie.

All'incontro era presente anche il presidente regionale Cia, Salvatore Ciardiello: "La politica non capisce che questo è un pericolo grave per il Sannio. Operazioni del genere sono già state eseguite in passato: a Camposauro, dove ci sono ancora le vecchie buche, non sappiamo se e come sono state messe in sicurezza. Sarà un caso, ma la vegetazione che si trovava intorno non cresce più". Sia Mastrocinque che Ciardiello sono stati poi sollecitati da Nicola Colangelo del Codisam, ad intraprendere azioni concrete nel più breve tempo possibile.

SETTE MESI PERSI: L'INGIUSTIFICATO RITARDO DI POLITICA E ISTITUZIONI
Finalmente qualcosa comincia a muoversi al riguardo, anche se la grande assente, se si escludono azioni delle amministrazioni locali, è la politica. La Provincia di Benevento ha cominciato a seguire la problematica dalla primavera del 2012, quando il comitato "No Luminosa" venne a conoscenza di questi progetti. La reazione dei sindaci fu inizialmente freddina: il 29 giugno 2012 solo cinque sindaci ed una ventina di consiglieri comunali, si presentarono alla convocazione dell'assessore provinciale Gianluca Aceto. Un mese prima, Aceto chiese gli atti alla Regione Campania, ad oggi ancora non arrivati a destinazione. Andò meglio nella seconda riunione provinciale: i sindaci furono invitati a formulare delibere comunali in consiglio contro la ricerca di idrocarburi. Molto attive le amminstrazioni locali, diverse riunioni si sono avute specie a S.Marco dei Cavoti.

Dalla Regione Campania però, nessun segnale, poi negli ultimi mesi del 2012 l'interesse per questa problematica è scemato avvantaggiando così la multinazionale britannica Delta Energy Ltd ha avuto sotto l'albero il suo regalo di Natale con il decreto dirigenziale del 24 dicembre 2012 pubblicato sul Burc della Regione Campania: è arrivato infatti il parere favorevole di Via integrata con la Valutazione d'incidenza "su conforme giudizio della Commissione V.I.A., V.A.S. e V.I., espresso nelle sedute del 2 agosto 2012 e del 30 ottobre 2012 per il al progetto "Intervento di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma denominato "Pietra Spaccata" in vari Comuni della Provincia di Benevento. Ecco allora scendere in campo le associazione del Fortore, considerano che buona parte dei 19 comuni interessati sorgono proprio nella vallata della provincia sannita. Neppure il tempo di realizzare ed ecco arrivare, pochi giorni fa, il "raddoppio" della Delta Energy con il progetto "Case Capozzi": in tutto 33 comuni sanniti, compresa Benevento.

Con un ritardo enorme, oltre sette mesi dopo, ecco arrivare la prima vera mossa a livello regionale che si avrà il prossimo 22 gennaio quando la Commissione Ambiente alla Regione Campania, si riunirà proprio sulle trivellazioni petrolifere su richiesta del presidente di Commissione, Luca Colasanto da Baselice, uno dei comuni sanniti coinvolti nel "progetto trivella" della Delta Energy Ltd. Mossa tardiva? Probabilmente si ma non vogliamo fare i disfattisti, però davvero non si riesce a capire il ritardo delle istituzioni su un argomento così delicato. Ancora più grave il ritardo delle segreterie provinciali dei vari partiti politici: ad oggi, nessun partito del Sannio hai mai intrapreso un'azione ufficiale al riguardo seguita da azioni concrete, se non qualche isolato comunicato stampa che lascia il tempo che trova. Nessuno. Da destra a sinistra, passando per moderati, gialli, rossi, verdi, arancioni e grillini. Nessuno contro, nessuno neppure a favore. Segnale tangibile che il problema non è stato considerato tale o, forse, non interessa proprio. Il tempo per rimediare c'è, ma è veramente poco.

LE ASSOCIAZIONI SI COMPATTANO: 'DOBBIAMO ESSERE UNITI'
Anche le associazioni stanno prendendo coscienza della situazione: le prime a muoversi, poche settimane fa, sono state quelle del Fortore mentre questo pomeriggio presso la sede della Lipu di Benevento si riuniranno anche gli ambientalisti di Benevento e dintorni dopo la riunione preliminare dei giorni scorsi. Si punta a creare, su proposta del Codisam di S.Arcangelo Trimonte, un documento costitutivo: "Bisogna stare uniti - ha detto Colangelo del Codisam stamane alla Cia Benevento - facciamo un coordinamento di associazioni, comitati e cittadini contro la decisione di estrazioni petrolifere sul territorio sannita". La proposta, avanzata dal Codisam di S. Arcangelo Trimonte, ha la volontà di coinvolgere tutti i soggetti civili affinchè ci sia una corretta informazione sulle problematiche in oggetto e, come conseguenza, l’avvio di azioni sul territorio provinciale atte alla sensibilizzazione di tutti i cittadini, anche attraverso l’informazione diretta agli amministratori locali. La prima iniziativa è quella di inviare a tutti i sindaci sanniti una lettera di adesione.
Ricordiamo che i comuni coinvolti sono i seguenti: Benevento, Baselice, Foiano di Val Fortore, Molinara, Montefalcone di Val Fortore, Castelfranco in Miscano, Ginestra degli Schiavoni, San Giorgio la Molara, Buonalbergo, Pago Veiano, Pesco Sannita, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Pietrelcina, Paduli, Sant'Arcangelo Trimonte, Apice, San Nicola Manfredi, San Giorgio del Sannio, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Circello, Castelvetere di Valfortore, Colle Sannita, Morcone, Pontelandolfo, Reino e San Marco dei Cavoti.

www.ilquaderno.it

mercoledì 16 gennaio 2013

Sannio e petrolio: Oltre 595 kmq da trivellare ma, dopo nove mesi, resteranno solo buche - ilQuaderno.it


"Case Capozzi" e "Pietra Spaccata": 423,70 Kmq (261,85 Kmq in territorio beneventano) e 333,30 Kmq, per un totale di 595,15 Kmq di territorio ricadente nella provincia di Benevento, 33 comuni sanniti interessati (cinque di loro da entrambi i progetti, altri quattro sono ricadenti nella provincia di Avellino). Eccolo qui, nella sua completezza, il doppio progetto della Delta Energy Ltd, società britannica che intende sbarcare nel Sannio alla ricerca del petrolio. Trivelle tra le colline sannite in arrivo dunque. Con tanto di istanze di permesso del Ministero dello Sviluppo Economico, (Direzione Generale per le risorse minerarie ed energetiche) e di pubblicazioni nel Bollettino Ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse. (Per continuare a leggere clicca qui sotto)

Sannio e petrolio: Oltre 595 Kmq da trivellare ma, dopo nove mesi, resteranno solo buche - ilQuaderno.it

lunedì 14 gennaio 2013

L’allarme di Marfella: “Con le estrazioni petrolifere a rischio le falde acquifere”

Di Billy Nuzzolillo

I sanniti devono impedire ad ogni costo le trivellazioni petrolifere. L’allarme, veemente e arrabbiato, è stato lanciato nei giorni scorsi attraverso il Sannio Quotidiano da Antonio Marfella, oncologo, dirigente medico presso la Fondazione Pascale di Napoli e referente dell’associazione ‘Medici per l’Ambiente’.
Sta passando sulle vostre teste – ha spiegato Marfella al giornalista Nicola De Ieso – una decisione vergognosa. C’è un piano che prevede centinaia di pozzi petroliferi proprio tra Sannio e Irpinia, con autorizzazioni in corso e altre in fase di autorizzazione. L’Appennino è su una delle faglie sismiche più instabili e in nessun posto al mondo si scavano pozzi petroliferi dove può arrivare un terremoto. Non perché il pozzo provoca il terremoto, ma perché le falde acquifere si trovano sopra le riserve di gas e petrolio. Se una forte scossa, come ha ricordato il professor Franco Ortolani, spaccasse anche un solo tubo che tira su il petrolio, si comprometterebbe l’acqua potabile che oggi disseta un’area che va da Napoli a Bari. Sulla costa ormai non la beviamo più e quella dell’Appennino serve anche noi e a buona parte della Puglia. Il petrolio che c’è sotto terra è di pessima qualità ed estremamente inquinante. Siamo alla follia. Pensate che in California nelle zone a ridosso della famosa faglia sono vietate le trivellazioni. E tra Napoli e Bari passa una faglia non dissimile. Come si può autorizzare una pazzia del genere? Che ce ne faremo del petrolio se non potremo bere l’acqua? Bisogna fermare le trivelle, tutti i costi. Lancio un appello a Luca Colasanto, in quanto presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania. Ponga questa questione in cima, perché in ballo c’è uno scempio che va fermato.

Nell’articolo pubblicato da il Sannio Quotidiano, il giornalista Nicola De Ieso ricorda anche che il governo tecnico ha deciso di cercare ovunque il petrolio, punto. I dipartimenti minerari regionali danno il via libera di default e la commissione di valutazione per l’impatto ambientale sta facendo altrettanto. Per ora sono state autorizzate le ricerche, ma di conseguenza si dà il via libera all’avvio dei pozzi. Ad aggiungere ulteriore preoccupazione è la possibilità per le società estrattive di coprire le attività con una sorta di “segreto di Stato”, una volta avviate le torri.

Sulla questione, intanto, si registrano due importanti novità: il consigliere regionale Luca Colasanto ha fissato per il 22 gennaio un’audizione sulle trivellazioni nella Commissione Ambiente da lui presieduta e, su iniziativa del Codisam e di altre associazioni, è stato deciso di costituire un Coordinamento di associazioni, comitati e cittadini contro la decisione di procedere ad estrazioni petrolifere sul territorio sannita. Un’iniziativa che vedrà la luce in occasione dell’ulteriore incontro fissato per mercoledì 16 gennaio alle ore 18.30 sempre presso la sede di Benevento della Lipu. Incontro aperto alla partecipazione di singoli cittadini ed associazioni.

sabato 12 gennaio 2013

“No alle trivellazioni”, nasce il comitato

Il testo integrale della lettera inviata ai sindaci

Si è tenuta nei giorni, presso la sede Lipu di Benevento, la riunione preliminare per la costituzione di un coordinamento di associazioni, comitati e cittadini contro la decisione di estrazioni petrolifere sul territorio sannita.

La proposta, avanzata dal Codisam di S. Arcangelo Trimonte, ha la volontà di coinvolgere tutti i soggetti civili affinchè ci sia una corretta informazione sulle problematiche in oggetto e, come conseguenza, l’avvio di azioni sul territorio provinciale atte alla sensibilizzazione di tutti i cittadini, anche attraverso l’informazione diretta agli amministratori locali. In tale riunione è stata stilata una bozza di lettera da mandare ai sindaci.

E’ prevista una ulteriore riunione mercoledì 16 gennaio 2013 alle ore 18.30 sempre presso la sede Lipu di Benevento. In quella sede è previsto un approfondimento dell’argomento e la sottoscrizione di un documento costitutivo e di intenti tra i partecipanti.

Di seguito, il testo integrtale della lettera:
Oggetto: Informazioni in merito ai rischi per l’ambiente e per la salute derivanti dalle trivellazioni petrolifere previste in provincia di Benevento – provincia di Avellino.

Egregio Sig. Sindaco,
la delicata questione “ Petrolio “ è giunta alla fase di autorizzazione regionale per la realizzazione delle indagini geofisiche ma, non ancora definita, per quel che riguarda la realizzazione del pozzo esplorativo (che comunque dovrebbe essere effettuato a valle delle indagini geofisiche). Il nostro Comitato ha seguito e continua a seguire tale vicenda, di cui all’oggetto, ed ha visionato in maniera diretta quanto accaduto e sta accadendo in Val d’Agri in Basilicata: scempio del territorio, azzeramento dei diritti alla salute dei cittadini di molti paesi interessati dalle estrazioni petrolifere, inquinamento dell’aria oltre i limiti imposti dall’OMS, in special modo per quanto riguarda l’idrogeno solforato gas pericoloso, tossico e cancerogeno) e chissà quali altri parametri mai inseriti in un monitoraggio serio, scarsa ricaduta occupazionale locale, bassissimi ritorni economici per i comuni e continue prevaricazione dei diritti dei cittadini.
La prego di credere a quanto si afferma poiché documentato da materiale audio-visivo e da documenti tecnici; saremo lieti di incontrarLa e portare a Sua conoscenza, e alla sua comunità, quanto da noi documentato.
Non è, le assicuro, la solita battaglia con un “No contro tutto e contro tutti”, è una azione di contrasto alle Compagnie Petrolifere che intendono sfruttare Noi ed il Nostro territorio a spese della nostra salute e delle generazioni future!
Il Sindaco è la massima Autorità Sanitaria locale ed in quanto tale responsabile della salute della propria comunità. La situazione ambientale del nostro territorio è ben conosciuta da studi svolti dal mondo della Ricerca Scientifica; essa è un formidabile strumento a supporto dei diritti dei cittadini che può essere, quindi, utilizzato dalle Autorità locali per promuovere azioni tecnico-legali nelle sedi di Giustizia nazionali ed Europee.

Lei, sig.or Sindaco, si chiederà: come mai questo in Basilicata non è avvenuto? La risposta è semplice: grazie alla connivenza tra Agenzie Ambientali, politici regionali e/o locali, cittadini distratti o ignoranti la problematica, mancanza di studi di comparazione con la situazione attuale, hanno aperto la strada a quanto avvenuto…… Noi non faremo lo stesso errore. I parametri che le Compagnie Petrolifere dichiareranno, saranno confrontati con gli studi già effettuati e non esiteremo a denunciare quanti (Amministratori, ARPAC, Province, politici etc) faranno solo i loro interessi.

La preghiamo di seguirci e di sostenerci; non ripetiamo gli errori già commessi da altre comunità. Siamo disponibili ad incontrarvi e spiegare con molta calma quanto avviene non lontano da noi. I documenti di intento, Le assicuro, se controfirmati dai Sindaci, ad esclusione di danni sanitari e ambientali oramai acclarati a livello scientifico ma non recepiti in Italia, possono essere l’unico strumento valido per la tutela del cittadino e dell’ambiente.

Il Comitato

Il CODISAM ha proposto:
Invio della Lettera qui riportata ai Sindaci dei Comuni rientranti nelle Autorizzazioni Petrolifere.
Coordinamento Provinciale dei Comitati, Associazioni e Cittadini.
Coordinamento dei 32 Sindaci interessati dalle Autorizzazioni.
Coordinamento delle Organizzazioni Sindacali della Provincia di Benevento.
Organizzazione di un pubblico dibattito sull’argomento da tenere a Benevento.
Nascita di un Comitato tecnico – legale che segua l’iter delle Autorizzazioni e di supporto alle discussioni con le parti in causa.

benevento.ottopagine.net

giovedì 10 gennaio 2013

«Il nostro territorio sta pagando un costo eccessivamente alto»


Le ultime vicende, che hanno visto il territorio del Fortore “vittima” di provvedimenti che lo mettono in una condizione di forte disagio, hanno acceso il dibattito politico e amministrativo tra gli amministratori locali. Dall’accorpamento degli ambiti sociali al piano di dimensionamento scolastico dimostrano un accanimento verso un territorio che rischia di rimanere isolato. Questa era stata l’analisi qualche giorno su Ottopagine del vicesindaco di Foiano e assessore alla comunità montana Giuseppe Ruggiero. Ruggiero che interviene nel dibattito politico facendo un’analisi sulla situazione toccando i temi che hanno suscitato la delusione e la rabbia di molti amministratori locali.

“Nonostante il momento, particolarmente difficile, in cui stiamo vivendo, è evidente che il nostro territorio – afferma il vicesindaco di Foiano - è uno di quelli che sta pagando un costo eccessivamente alto, soprattutto alla luce delle tante aspettative che per anni hanno animato il dibattito politico in questa valle”.

Il Fortore sembra sia diventato il bersaglio preferito delle istituzioni centrali, qual è lo stato d’animo degli amministratori locali e dei cittadini?
“L’idea maggiormente diffusa fra i fortorini è quella di un relativo disinteressamento da parte delle istituzioni Provinciali e Regionali delle problematiche che storicamente interessano l’alta valle del Fortore, il tutto contornato da una continua assenza di interlocuzione col le locali amministrazioni, quasi come se il loro parere possa ritenersi superfluo”.

Il Fortore vive un disagio che viene da lontano, e che oggi ha raggiunto un grado alto di insoddisfazione, quali sono secondo lei le cause?
“Il senso di disaggio viene amplificato dalla consapevolezza che a decidere delle sorti di questa area marginale della provincia di Benevento debbano essere persone nominate, mai elette e soprattutto completamente distanti dalla realtà delle nostre comunità. Certamente scontiamo una rappresentatività poco incisiva, non solo per il peso numerico delle nostre piccole comunità, quanto per la lontananza geografica di queste dal capoluogo di provincia. Una serie di ultime vicende in termini cronologici sono alquanto rappresentative di questa condizione che non aiuta certamente a rasserenare gli umori, anzi, spesso giustifica posizioni secessioniste verso vicine province, come accade ad esempio per San Bartolomeo in Galdo”.

La Sanità resta un problema serio e mai risolto per i comuni fortorini. L’apertura del Psuat con la contemporanea soppressione dei Saut di Ginestra e Foiano desta preoccupazione nei cittadini, qual’è la sua posizione?
“Gli episodi negli ultimi mesi sono veramente tanti e riguardano molteplici aspetti, si va dalla rete dell’emergenza dove un direttore generale dell’Asl proclama di voler applicare una palese erronea programmazione regionale, che prevede la soppressione dei Saut di Foiano di Val Fortore e di Ginestra degl Schiavoni in favore dell’apertura di un unico centro, a San Bartolomeo in Galdo, che mal potrebbe servire un bacino di utenza così ampio quale il territorio del Fortore e del Miscano. L’inquietudine nasce dal fatto che l’organizzazione proposta servirebbe poco anche allo stesso paese ospitante del Psaut facendo apparire l’intera operazione come una specie di contentino per la mancata apertura di un nosocomio a San Bartolomeo in Galdo. E’ chiaro a tutti che i tempi di intervento, in un territorio orograficamente complesso quale la Val Fortore, non sarebbero minimamente in regola con i protocolli dell’emergenza”.

Il piano di dimensionamento scolastico della Provincia, che ha fatto arrabbiare il sindaco di San Bartolomeo in Galdo e non solo, è stato un ulteriore schiaffo all’Alto Fortore? Quale poteva essere l’alternativa?
“La ridefinizione dei distretti scolastici, dopo aver dato ampie garanzie di autonomia all’istituto superiore di San Bartolomeo in Galdo, rappresenta un’ulteriore vicenda che ci aiuta a comprendere quale sia l’idea che a Benevento si ha della Valle del Fortore. Certamente esistono chiare responsabilità locali come il destino dell’istituto tecnico per l’agricoltura, ma accorpare l’istituto di San Bartolomeo in Galdo con quello di San Marco dei Cavoti, senza tenere in considerazione nemmeno la grandezza demografica dei due comuni, fa venir meno quell’autonomia scolastica che da sempre ha definito un chiaro e preciso ambito territoriale, e che invece un operazione di verticalizzazione degli istituti, come chiesto sia dal Sindaco di San Bartolomeo in Galdo che di San Marco dei Cavoti, avrebbe certamente meglio rappresentato. E’ chiaro che hanno prevalso logiche sindacali e di protezionismo che la stessa Provincia non ha avuto la forza di limitare”.

L’accorpamento degli ambiti è stato ancora una volta una sconfitta per i comuni fortorini, si può rimediare alla spaccatura creatasi il 28 dicembre scorso?
“La Regione Campania ultimamente ha deciso l’accorpamento dell’Ambito dei servizi Sociali B5 di Montefalcone con quello B4 di Morcone, quest’ultimo composto da un numero maggiore di comuni, definendo di fatto non una fusione fra gli ambiti ma un vera e propria annessione. Ciò ha prodotto che sindaci come quello di Colle Sannita e di Morcone abbiano potuto impostare il nuovo assetto dell’ambito su una vecchia logica fatta di maggioranze e di minoranze, con un campanilismo spicciolo che speriamo sia esente da interessi di tipo localistico e personalistico. Spero che il nuovo assetto che dovremmo darci entro il trenta giugno tenga in considerazione le maggiori esigenze che hanno i comuni più grandi e le difficoltà economiche di quelli più piccoli, dando vita ad un vero nuovo ambito che non si rifaccia sempre ed esclusivamente ai territori del Fortore e del Tammaro e con essi delle vecchie sedi degli uffici di piano”.

Anche sul fronte dei rifiuti il Fortore continua pagare per colpe non sue.
“Senza alcuna interlocuzione e dopo ampie garanzie da parte del presidente della Provincia Cimitile ai sindaci della valle sulla rifunzionalizzazione dell’impianto di compostaggio di Molinara, leggi che l’assessore provinciale ai rifiuti Gianluca Aceto, nominato come tanti, intende realizzare un digestore anaerobico che volgarmente altro non è che un impianto di biogas alimentato a rifiuti, riconvertendo un sito abbandonato da anni e che era stato finanziato dalla vecchia gestione commissariale e mai entrato in funzione. Spero che in questa occasione sia stato almeno informato il sindaco di Molinara, considerato che, come comuni limitrofi e quindi eventualmente beneficiari anche di misure compensative, non ci è mai pervenuta alcuna informativa che ci mettesse al corrente delle intenzioni dell’assessore di Telese. Comprendiamo, come si legge dai giornali, la volontà della Provincia di Benevento di impegnare i dieci milioni di euro concessi dalla Regione Campania, ma è talmente ovvio che una materia come quella della gestione dei rifiuti non può essere affrontata senza l’interlocuzione dei territori ospitanti gli impianti. L’assessore Aceto forse conosce poco i costi che il Fortore sostiene per lo smaltimento della frazione umida dei rifiuti negli impianti del Casertano e dell’Avellinese, che hanno generato un costo per la raccolta differenziata non più sostenibile per la locale popolazione, specialmente in un clima economico come quello in cui viviamo. Se aggiungiamo le conseguenze che da aprile avrà sulle tasche della gente l’entrata in vigore della Tares, l’entrata in esercizio dell’impianto di Molinara con la sua originaria funzione, avrebbe aiutato tantissimo i cittadini del Fortore i quali avrebbero avuto una bolletta della Tarsu molto meno salata. Se poi pensiamo anche alla mancata bonifica della discarica di San Bartolomeo in Galdo si comprende bene il senso di perplessità che l’intera valle ha nei confronti della politica e degli uomini che governano oggi la Provincia”.

Altra piaga per il territorio fortorino: i trasporti.
“Devi constatare che una delle tante ditte concessionarie dei trasporti della Provincia di Benevento, l’Etac, sopprime, senza alcuna conseguenza, l’unica corsa che realmente ha un senso per il Comune di San Bartolomeo in Galdo, quella che lo collega con Campobasso, perché a suo dirsi, nonostante la sostenuta utenza, non è più conveniente e in quanto tratta interregionale non beneficerebbe di alcun contributo.L’assurdità di questa questione sta nel fatto che questo collegamento aveva in parte alleviato le problematiche che San Bartolomeo in Galdo da sempre lamenta nei confronti di un capoluogo di provincia troppo distante e mal collegato, dandogli la possibilità di raggiungere la più vicina città di Campobasso”.

Insomma un vero accanimento verso Il Fortore.
“Sembra quasi che qualcuno si diverta ad aggiungere sventure ad una terra martoriata dal dissesto idrogeologico che puntualmente ha effetti su un assetto viario fermo ancora a quello del dopoguerra, a cui si aggiungono condizioni climatiche inclementi come quelli dell’ultimo inverno e per cui, nonostante lo stato di calamità e le promesse dell’Assessore Regionale Cosenza, i Comuni della valle ancora non hanno ricevuto un euro. Si potrebbe continuare per ore elencando problematiche storiche ed attuali ma credo che adesso sia arrivato semplicemente il momento di dire basta a questo stato di cose, il consiglio della Comunità Montana del 10 gennaio servirà anche a prendere atto di queste situazioni aprendo, mi auguro, un tavolo di confronto con proposte e strategie ben precise”.

(tratto da Ottopagine/Benevento)

S. Marco dei Cavoti: tanti sindaci e cittadini all’incontro contro le trivellazioni - ilQuaderno.it


Soddisfacente esito dell’incontro sul tema “No alle trivellazioni! Il Sannio non è un deserto. Il nostro territorio non deve essere ferito!”, tenutosi a San Marco dei Cavoti martedì 8 gennaio nell’aula consiliare del Comune, esternamente presidiata in forze dai carabinieri, allertati a causa delle preoccupazioni manifestate dai cittadini. Promosso da due consiglieri comunali di minoranza di San Marco, Domenico Costanzo e Valentino Castello, il convegno si è svolto pacificamente ed ha visto la partecipazione di numerosi tra amministratori, rappresentanti di movimenti e semplici cittadini, per attestare unanime e decisa contrarietà alla recente autorizzazione regionale ad una multinazionale inglese ad eseguire perforazioni per indagini mirate alla ricerca di giacimenti petroliferi in 18 comuni sanniti (Per continuare a leggere clicca qui sotto)

S. Marco dei Cavoti: tanti sindaci e cittadini all’incontro contro le trivellazioni - ilQuaderno.it

martedì 8 gennaio 2013

S.Bartolomeo in Galdo: Studenti in corteo contro il Piano di dimensionamento - ilQuaderno.it


Pronti, determinati, numerosi e compatti. Ritornano gli studenti in corteo ma stavolta non si tratta dei ragazzi dei licei di Benevento che scendono in piazza contro la riforma scolastica. La nuova onda di protesta nel Sannio viene da S.Bartolomeo in Galdo ed è capeggiata dai ragazzi del liceo scientifico "Medi" che, come preannunciato più volte, hanno deciso di protestare contro il Piano di dimensionamento scolastico che prevede l'accorpamento tra l'istituto sanbartolomeano ed il "Livatino" di S.Marco dei Cavoti che si aggiudicherebbe la sede legale (clicca qui sotto per continuare a leggere)

S.Bartolomeo in Galdo: Studenti in corteo contro il Piano di dimensionamento - ilQuaderno.it

lunedì 7 gennaio 2013

Petrolio, scuola, trasporti e sanità. Mobilitazione delle associazioni del Fortore


No al provvedimento della Regione Campania sull'autorizzazione alle trivellazioni petrolifere, no alla soppressione delle corse delle autolinee Etac che collegano i comuni del Fortore, in particolare la linea verso Campobasso, no al piano di dimensionamento scolastico voluto dalla Provincia di Benevento e no agli accorpamenti degli ambiti sociali e assistenziali B4 e B5.

Troppe novità (negative) in poco tempo e stavolta, le associazioni di diversi comuni fortorini hanno deciso di unirsi e protestare: si tratta di Misericordia, Pro Loco ed Arci di S.Bartolomeo in Galdo, Circolo ricreativo "Gianni Vergineo", il circolo della Valfortore di Legambiente, la Pro Loco di Castelvenere Valfortore, la Pro Loco di Baselice, il circolo Arci-Uisp di Montefalcone Valfortore, la Misericordia di Baselice, gli studenti del liceo "Medi" di S.Bartolomeo in Galdo ed il Motoclub Fortore.

Una protesta decisa per una serie di vicende che preoccupano le popolazioni di diversi comuni sanniti: "Rivendichiamo il diritto alla salute - si legge nella nota inviata in redazione - all’ambiente, alla mobilità, all’istruzione e allo sviluppo del territorio, fortemente compatto intorno alla difesa della propria identità e dignità, già memore di troppe scelte sbagliate calate dall’alto. Chiediamo maggiore rispetto per le popolazioni fortorine, che manifestano il loro dissenso predisponendosi ad eventuali altre forme di protesta, in attesa dell’annullamento di questi insostenibili provvedimenti".

Realizzato anche un volantino che verrà divulgato già nella giornata di oggi a Benevento per sensibilizzare l'opinione pubblica su tali problematiche.

www.ilquaderno.it

sabato 5 gennaio 2013

Trivellazioni petrolifere, la proloco di Baselice scrive a Colasanto

Egr. Consigliere Regionale Luca Colasanto,
l’approvazione delle indagini sulla presenza di idrocarburi nel Sannio, e nel paese che le ha dato i natali, preoccupa intensamente anche questa associazione, spingendoci a scriverle questa prima lettera aperta. È opportuno premettere che secondo l’articolo 2 comma “g” delle norme statutarie della scrivente associazione, che prevede di “tutelare e mettere in valore le bellezze naturali, artistiche e monumentali per farle meglio conoscere ed apprezzare”, è nostro dovere chiedere delucidazioni in merito a progetti che rischiano di incidere in modo indelebile sul nostro territorio.

Ricordiamo tutti il suo impegno nella salvaguardia di Baselice e del suo territorio, finalizzato anche al preservarne la vocazione agricola, ancora non contaminata: sana. Sentiamo quindi, come tutti i fortorini, il bisogno di rassicurazioni che potrebbero in parte venire dalle risposte alle seguenti domande, che secondo il suo gradimento potrà darci senza mezzi termini di persona, anche in un apposito convegno da tenersi a Baselice.

Ecco le domande:
Come inciderebbero le tecniche di sondaggio sul territorio fortorino?
È una bugia quella della tossicità dei fanghi e dei fluidi perforanti in Basilicata?
È insensata la posizione del governo tedesco di abbandonare le perforazioni in favore delle energie pulite?

Le risulta che con il petrolio o il gas le popolazioni locali interessate ne abbiano mai trovato giovamento?

Non è vero che già in passato furono condotte indagini simili culminate in un grosso buco a San Marco dei Cavoti e che il sito interessato dallo scavo dovette poi subire una approfondita opera di decontaminazione?

Questi sondaggi non rischiano di mettere a repentaglio la salute delle popolazioni fortorine? Non è forse vero che a San Marco dei Cavoti è aumentata l’incidenza di determinate patologie nei residenti limitrofi al famoso buco?
In caso di presenza di idrocarburi i terreni confinanti e nelle vicinanze degli eventuali pozzi avranno un decremento o un incremento del loro valore? Ed in che misura?

Le risulta che nelle zone di estrazione di gas e petrolio i prodotti agricoli trovino favorevole collocazione sul mercato? Come avrà notato si tratta di semplici domande a cui potrà dare sicuramente risposte esaurienti, considerato che l’istruttoria amministrativa che ha condotto la commissione ad approvare tali indagini conoscitive certamente si sarà preoccupata delle problematiche appena evidenziate.

Confidando in una celere risposta, porgiamo i nostri saluti.

S. Bartolomeo in Galdo, è protesta su scuola e trasporti - ilQuaderno.it

A partire dal 7 gennaio i consiglieri di maggioranza e minoranza di San Bartolomeo in Galdo ed i cittadini del paese fortorino, metteranno in campo iniziative di proteste che andranno avanti ad oltranza. Scopo della protesta è evitare l’aggregazione dell’Istituto Scolastico cittadino a quello di San Marco dei Cavoti, come previsto dalla Giunta Provinciale di Benevento e di evitare la soppressione a cominciare dal 1° febbraio del collegamento dell’autolinea interregionale S. Bartolomeo – Campobasso, comunicata dall’Etac con una nota del 19 dicembre scorso.
S. Bartolomeo in Galdo, è protesta su scuola e trasporti - ilQuaderno.it

martedì 1 gennaio 2013

Se solo potessero, ci ridurrebbero anche l’aria per respirare

di Angelo Iampietro

Quelle elemosine concesse negli anni addietro circa i collegamenti su strada con altri centri (Baselice con S. Bartoleo in Galdo, Castelvetere in V.F, Benevento, Campobasso, ecc.) da e per il Fortore più in generale con autocorriere di linea, come servizio pubblico essenziale per la nostra crescita civile e culturale, pian piano ce le stanno riducendo; del resto gli abitanti della Valfortore hanno sempre vissuto di speranze perdute.

Una prima speranza fu quella di vedere aperto l’ospedale di S. Bartolomeo in Galdo; speranza che ci ha accompagnato per decenni e che poi è caduta come le foglie in autunno, che non restano attaccate ai rami neanche se le si vogliono incollare con il “bostik” o legare con resistente filo.

Speranza di una viabilità migliore per un territorio tanto bisognoso di una nuova arteria di collegamento con il capoluogo, considerando la sua orografia, con la montagna da valicare d’inverno con la nebbia e la neve.

Una realtà, questa sì, che ha visto la Valfortore, forse illudendosi, dare molto ai politici di turno senza che questi si attivassero minimamente per darle, non dico tutto quello che le toccava, ma almeno una minima parte che altre popolazioni, nelle nostre stesse condizioni, avessero.
Nulla di tutto ciò!

Speranza che il territorio fortorino fosse potenziato con qualche attività che consentisse una reale crescita economica per impedire una ulteriore emigrazione delle nuove leve, di cui molti con elevato livello culturale.
Speranza di difendere un territorio, che a quanto leggo, potrebbe essere compromesso con perforazioni del suolo per la ricerca petrolifera.

Dei pali eolici non aggiungo nulla: si sa già molto…!. E ci sarebbe ancora tanto da dire... Avere notizia che di qui a qualche mese sarà eliminato il servizio di autolinea sulla tratta di collegamento tra Baselice-S. Bartolomeo- Campobasso è di una gravità inaudita per il danno che essa arreca all’intera popolazione fortorina; si toglierebbe la possibilità di raggiungere S. Bartolomeo in Galdo a quei Baselicesi, per lo più anziani e soli, che necessitano delle inderogabili visite medico-specialistiche presso l’ospedale virtuale “P. Pio”in orari meno disagevoli per loro, sia per l’andata, sia per il ritorno.

L’eliminazione della linea suddetta, decisa dall’Etac, a quanto è dato apprendere, di fatto, impedirà, in primis, l’iscrizione e la frequenza dell’ateneo universitario del capoluogo molisano, dove sono iscritti, alle varie Facoltà, molti ragazzi della Valfortore. E’ un dato di fatto che molti degli iscritti a quella Università sono pendolari, per cui, eliminando il collegamento, gli attuali fruitori di questo servizio saranno fortemente danneggiati perché costretti o a dimorare in loco e, quindi, sostenere maggiori spese o rinunciare per sempre ad un diritto oggettivo: lo studio.

In passato un ministro, poco sensibile ai bisogni dei più deboli, ebbe a dire: ”…con la cultura non si mangia…”. Con la cultura – affermo - si mangia e come!!!.
La cultura esprime tante professionalità necessarie ed è la base della ricerca; con essa si fa il progresso, perché fornisce, per la produzione di beni e servizi, gli strumenti necessari per essere competitivi e, quindi, creare nuove opportunità di lavoro.

Con l’eliminazione del collegamento, di cui ho parlato, nella nostra zona ci sarà più emarginazione, meno possibilità di crescita culturale e limitazione di quella futura, già attualmente gravemente compromessa.

Gli altri fruitori di questo primario servizio di trasporto pubblico sono le tante persone che utilizzano le strutture sanitarie per visite o ricoveri in Campobasso, e non sono poche.

A queste due categorie se ne aggiungono altre, che, per varie ragioni, hanno bisogno di raggiungere Campobasso con il servizio di linea. Venendo esso meno, sono tanti i cittadini di Baselice e di S. Bartolomeo, che si sentiranno meno cittadini di altri per le opportunità a cui dovranno rinunciare, per il venir meno di un servizio che, inevitabilmente, sopprimerà di fatto l’utilizzo di altri servizi, di cui prima fruiva.

E’, perciò, interesse che tutta la popolazione non faccia orecchio da mercante e che si attivi perché questo essenziale servizio di collegamento di linea tra Baselice – S. Bartolomeo – Campobasso non venga soppresso.
Se così dovesse essere, si tenga bene in mente che da Febbraio 2013 saremo meno cittadini di altri cittadini di altre realtà geografiche.


domenica 30 dicembre 2012

L’assalto delle compagnie petrolifere e il silenzio di Luca Colasanto

di Billy Nuzzolillo

Con un avviso pubblicato sul Burc del 24 dicembre la Regione Campania ha reso noto che la Commissione di Via (Valutazione Impatto Ambientale) ha dato il via libera alle trivellazioni petrolifere nella provincia di Benevento.

Il parere, dunque, segue quelli già espressi della Commissione V.I.A., V.A.S. e V.I. nelle sedute del 2 agosto e del 30 ottobre. Il progetto “Intervento di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma denominato Valle Spaccata in vari Comuni della Provincia di Benevento” è stato presentato dalla società inglese Delta Energy Ltd e riguarda, dunque, una delle tre zone individuate nel Sannio per le ricerche petrolifere: oltre a “Valle Spaccata” sono, infatti, ancora in piedi i due iter per la ricerca di idrocarburi in zona “Nusco” e “Santa Croce”.

I comuni interessati alle trivellazioni sono: Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Circello, Castelvetere di Valfortore, Colle Sannita, Foiano in Val Fortore, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara e San Marco dei Cavoti.

Come ricorda il giornalista Pietro Dommarco, “il 4 giugno 2012 in un documento l’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha affermato che il fracking utilizzato per estrarre gli idrocarburi da scisti e sabbie bituminose è molto invasivo del territorio, ma è soprattutto ad altissimo consumo di acqua e molto inquinante del suolo e delle falde idriche del sottosuolo” e “può provocare anche micro terremoti”. Un tema divenuto d’attualità in seguito al terribile sisma che nel mese di maggio ha colpito l’Emilia Romagna.

Una regione, quest’ultima, che dalla fine dell’Ottocento ad oggi ha assistito alla perforazione di 1.697 pozzi, configurandola come il territorio più trivellato d’Italia. Sovrapponendo la mappa sismo-tettonica dell’Emilia -Romagna con la carta delle concessioni e dei permessi di ricerca di idrocarburi vigenti, ci si rende conto che la maggior parte di queste autorizzazioni incide su faglie attive. E il Sannio, si sa, è una delle zone a maggiore rischio sismico della Campania.

Sempre Dommarco ha recentemente ricordato che “mentre negli Stati Uniti il fracking è sotto accusa per aver provocato eventi di micro-sismicità in Ohio ed in Texas, e mentre Francia, Germania e Inghilterra hanno dichiarato fuorilegge la fratturazione idraulica o stanno discutendo sul suo divieto, in Italia si sviluppano progetti dagli elevati costi ambientali e rischi per le falde idriche”.

Senza dimenticare, infine, che l’ultimo rapporto Istat ha inserito il Texas d’Italia, ovvero la Basilicata, ai primi posti per mortalità da tumori, con percentuali che superano la media nazionale. Tumore allo stomaco, al colon, al fegato, alla laringe, ai polmoni, alla pleura, alla vescica e patologie cardio-respiratorie in aumento, come è possibile leggere nella relazione di attività del Registro tumori Basilicata Ircss-Crob.

In particolare, la leucemia mieloide non ereditaria fa registrare notevoli incrementi nella Val d’Agri del petrolio. Tra le cause si sa, oltre al fumo delle sigarette, si annoverano le esposizioni al benzene, sostanza contenuta nel petrolio e nelle benzina. Una forma di leucemia, dunque, maggiormente giustificabile in centri urbanizzati e con forte inquinamento atmosferico che non in aree depresse e poco popolate, come appunto la Val d’Agri (che tanto somiglia alle aree del Sannio interessate alle trivellazioni).

Dati che, dunque, impongono una seria riflessione e che, oltretutto, mal si conciliano con il generale disinteresse che in questi giorni ha accompagnato la notizia del via libera della Regione Campania all’assalto che le compagnia petrolifere si apprestano a fare nel Sannio.

Vero, consigliere Luca Colasanto? Eppure lei, oltre ad essere originario di Baselice (territorio interessato alle trivellazioni) ed essere uno strenuo difensore dei territori sanniti rispetto all’assalto delle lobby dell’eolico, è anche il presidente della Commissione Regionale Ambiente, Energia e Protezione Civile. Come mai non interviene?

www.sanniopress.it

sabato 29 dicembre 2012

Petrolio nel Sannio, la Provincia ricorrerà al Tar. I cittadini: 'Una condanna a morte'

Si parla di rilancio dell'agricoltura, di scommessa della green economy, del grande progetto della diga di Campolattaro. Poi ecco che la Regione Campania decide di favorire la società inglese "Delta Energy" per le trivellazioni petrolifere in 19 comuni del Sannio.

E' una mattina strana per i cittadini delle zone interessate dalle possibili trivellazioni petrolifere. Molti sono preoccupati ed hanno come riferimento lo scempio della Val d'Agri, in Basilicata, dove da oltre un decennio la ricerca di idrocarburi (in quel caso da parte dell'Eni) ha stravolto il quotidiano di piccoli centri lucani (Viggiano su tutti) con vantaggi praticamente nulli per le comunità locali. Proprio quello che potrebbe succede tra qualche mese nel Sannio.

E' molto rammaricato l'assessore all'ambiente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto, che da mesi ha messo in guardia i primi cittadini dei comuni interessati: molti di loro hanno firmato le delibere comunali contro qualsiasi autorizzazione a "scavare" alla ricerca di petrolio.

Potrebbe non bastare dopo che la Regione Campania, a fari spenti e con un decreto dirigenziale spuntato il giorno della Vigilia di Natale sul Burc, ha dato di fatto il via libera alla multinazionale inglese: "E' sicuramente un punto a favore per loro - ha commentato Aceto - ma quello che più mi sconforta è che la Regione Campania ha avuto al riguardo un atteggiamento misterioso, non inviandoci mai la documentazione che da mesi abbiamo richiesto. E' ovvio che c'è da reagire subito anche se la partita è tutta in salita: prima di tutto faremo immediato ricorso al Tar. Vale un po' lo stesso discorso fatto per scongiurare la realizzazione della centrale turbogas. Poi è chiaro che bisogna avere un colloquio risolutivo con i vertici regionali".

Strada in salita, afferma l'assessore, come in salita sono le strade della maggior parte dei comuni coinvolti nella "ricerca dell'oro nero". In salita e dissestate. Il gap infrastruttuale dei paesi del Fortore e del Tammaro è sotto gli occhi di tutti: se ne discute da decenni ma il risultato è scadente: "Immaginatevi un po' il traffico di autocisterne su queste strade - ci confida preoccupato Giuseppe, un cittadino di Molinara - e senza il minimo controllo".

In Basilicata, proprio per questo motivo, si sono avuti incidenti gravissimi con rovesciamenti di tir e fuoriuscite di petrolio. Intaccate, forse per sempre, falde acquifere e torrenti, persino un lago montano: "E' assurdo pensare ad una cosa del genere - dichiara un altro cittadino di Molinara nei pressi di un bar - tra qui e S.Giorgio la Molara siamo pieni di falde acquifere, anche per questo motivo non sono mai riusciti a fare una discarica per i rifiuti. Stanno mettendo gli occhi su questo territorio da decenni, questo è l'ennesimo attacco e, secondo me, è il più pericoloso".

Proprio a S.Giorgio La Molara c'è un laghetto montano. Stasera in paese c'è il "Natale a La Terra", una festa tradizionale molto sentita e partecipata: "Altro che pale eoliche - ha tuonato un cittadino - qua rischiamo di mettere in pericolo la nostra salute. Questa è una zona dove tira tanto vento, è una vallata aperta. Vogliono forse avvelenarci con etilene e altre schifezze come hanno fatto in Val d'Agri? Cos'è una condanna a morte?".

La Basilicata è l'esempio. Non bisogna andare lontano per immaginare gli effetti che un insediamento del genere può provocare all'entroterra sannita: "Proprio sul vostro portale - ha continuato Marco, residente a Pago Veiano - ho letto i programmi dei candidati e delle candidate di centrosinistra. Tutti parlano di rilancio all'agricoltura. Come pensano di rilanciarla l'agricoltura? Con le trivelle? In questi paesi l'unica vera ricchezza è la zootecnia, abbiamo allevamenti di carne marchigiana in ascesa, indiviati da altre realtà e questi pensano al petrolio".

Per gli intervistati insomma, la ricerca di idrocarburi è un inganno: "Non porterà ricchezza - aggiungono - sarà peggio dell'eolico, si arricchiranno solo in pochi. Almeno l'eolico è energia pulita, questo invece è veleno per le nostre terre, per i nostri figli e per il nostro futuro". La speranza di Marco è proprio quella di un interessamento al problema degli imprenditori della cosidetta, energia pulita: "Credo che a loro non dovrebbe far piacere avere in questi territori, una multinazionale pronta a lavorare a colpi di trivella. Spero in un loro intervento al fianco delle amministrazioni e dei cittadini".

www.ilquaderno.it

venerdì 28 dicembre 2012

Trivellazioni petrolifere in 19 comuni del Sannio, ecco quali sono

Prima la scoperta di un'associazione, poi il fronte comune lanciato in Provincia. Ma potrebbe non bastare. Con un avviso pubblicato sul Burc della Regione Campania del 24 dicembre 2012, viene comunicato che la Commissione di Via (Valutazione Impatto Ambientale) ha dato il via libera per le trivellazioni petrolifere nella provincia di Benevento.

E' arrivato infatti il parere favorevole di Via integrata con la Valutazione d'incidenza "su conforme giudizio della Commissione V.I.A., V.A.S. e V.I., espresso nelle sedute del 2 agosto 2012 e del 30 ottobre 2012 per il al progetto "Intervento di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma denominato "Valle Spaccata" in vari Comuni della Provincia di Benevento" proposto dalla società "Delta Energy Ltd", con sede legale a 43 Park Crescent, Brighton, East Sussex BN2 3HB, Regno Unito. Si tratta di una delle tre zone individuate nel Sannio per le ricerche petrolifere: oltre a "Valle Spaccata" sono ancora in piedi i due iter per la ricerca di idrocarburi in zona "Nusco" e "Santa Croce".

Oltre a quella della "Delta Energy", le istanze presentate presso il Ministero dello Sviluppo Economico risulterebbero essere: 1) Istanza della Soc. Italmin exploration s.r.l. presentata il 18/07/2002 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Nusco”; 2) Istanza della Soc. Sviluppo risorse naturali s.r.l. presentata il 16/11/2005 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Santa Croce”.

I comuni sanniti sono Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Circello, Castelvetere di Valfortore, Colle Sannita, Foiano in Val Fortore, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara e San Marco dei Cavoti.

Nessuna battaglia vinta, ma i ricercatori di idrocarburi hanno di sicuro messo in cascina un punto importante dalla loro parte. La questione "petrolio" totalmente sconosciuta nella provincia beneventana, è stata sollevataper la prima volta dal comitato "No Luminosa" che venne a conoscenza di recenti concessioni di trivellazioni nel Sannio, regolarmente rilasciate dalla Regione Campania. La prima presa d'atto risale allo scorso giugno quando si riunì la Prima Commissione Consiliare su iniziativa del vicepresiente del Consiglio Provinciale, Giuseppe Lamparelli: alzata la guardia sono arrivate le prime mosse ufficiali con la richiesta, da parte dell'assessore provinciale Gianluca Aceto, di accedere agli atti sulle concessioni per le esplorazioni di idrocarburi nel Sannio.

Successivamente furono informati anche tutti i sindaci dei comuni sanniti. Da giugno ad oggi qualcosa si è mosso, ma non a Napoli. In un'intervista rilasciata a "Il Quaderno.it" lo scorso novembre, Aceto affermò di aver più volte sollecitato la Regione Campania senza mai avere una risposta concreta visto che "non ci sono stati ancora inviati i documenti richiesti". Diversa è la situazione nei comuni sanniti a rischio trivellazioni: "Va dato atto del grande impegno delle realtà locali - sostenne l'assessore provinciale - molte amministrazioni si sono schierate contro presentando le delibere, stessa cosa vale per la Comunità Montana del Fortore. Il fronte del no è attivo, ci siamo riuniti a San Marco dei Cavoti in un consiglio comunale aperto". Tutto questo però potrebbe non bastare, dopo il punto a favore della "Delta Energy Ltd".

Negli stessi giorni invece proprio sul tema della trivellazioni petrolifere, un'altra regione, la Lombardia, ha invece deciso lo stop alle ricerche di petrolio in Lomellina. L'assessore all'ambiente della regione Lombardia Leonardo Salvemini ha dichiarato in proposito che "Il primo parametro per tutte le nostre valutazioni è la tutela dell'ambiente e della salute dei nostri cittadini". Vedremo quale sarà la prossima mossa della Regione Campania: magari qualcosa in più potrà fare il consigliere regionale sannita Luca Colasanto, che è anche presidente della Commissione Ambiente: Baselice, il suo paese di nascita, figura nella lista dei 19 comuni a rischio trivellazioni.

www.ilquaderno.it

giovedì 27 dicembre 2012

Trivellazioni petrolifere, parere favorevole della Regione per perforare nel Fortore

Con un avviso pubblicato sul Burc della Regione Campania di lunedì 24 dicembre è stato comunicato che la Commissione di Via (Valutazione Impatto Ambientale) ha aperto le porte alle trivellazioni petrolifere nella provincia di Benevento. E’ arrivato infatti il parere favorevole di Via integrata con la Valutazione d’incidenza “su conforme giudizio della Commissione V.I.A., V.A.S. e V.I., espresso nelle sedute del 2 agosto 2012 e del 30 ottobre 2012 per il progetto “Intervento di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma denominato “Valle Spaccata” in vari comuni della Provincia di Benevento” proposto dalla società “Delta Energy Ltd”, con sede legale a 43 Park Crescent, Brighton, East Sussex BN2 3HB, Regno Unito. Si tratta di una delle tre zone individuate nel Sannio per le ricerche petrolifere. Oltre a “Valle Spaccata” sono ancora in attesa di essere esaminati i due iter per la ricerca di idrocarburi in zona “Nusco” e “Santa Croce”.

www.sannioweek.it

mercoledì 26 dicembre 2012

Il Fortore e l'inesorabile morte demografica

I dati definitivi del’Istat riguardo al censimento, confermano in modo inesorabile il continuo spopolamento del territorio fortorino. Dal 2001 al 2011 gli abitanti del Fortore sono diminuiti di circa il 10%, con punte massime che vanno dal 13% di Castelvetere, Ginestra e San Bartolomeo in Galdo al 14,6% di Molinara. I comuni che in termini percentuali hanno perso di meno sono Foiano (-5%), San Marco Dei Cavoti (-5,5%) e Buonalbergo (-5,9%).

Nel dettaglio Baselice segna -10%; Buonalbergo -5,%; Castelfranco – 12,2%; Castelvetere – 13%; Foiano -5%, Ginestra -13%; Molinara – 14,6%; Montefalcone -10%; San Bartolomeo -13%; San Giorgio la Molara -7%; San Marco dei Cavoti -5,5%.

Resta San Bartolomeo il comune più popoloso con 5.090 abitanti. Castelvetere è sceso a 935 abitanti e con Ginestra, ultimo comune con 532, sono gli unici paesi fortorini sotto quota mille.

Il segno meno, dunque, accomuna tutti paesi dell’area fortorina. Uno spopolamento dovuto oltre al saldo negativo tra natalità e mortalità, anche alla “fuga” dei giovani causata dalla scarsa opportunità di lavoro e di miglioramento delle condizioni sociali.

Una tendenza che preoccupa gli amministratori locali e che si sentono impotenti di fronte ad una condizione socio-economica che non riesce a cambiare il passo. “E' inesorabile - afferma Vincenzo Sangregorio, sindaco di San Bartolomeo in Galdo, nel commentare i dati Istat - il comune più popoloso del Fortore ma che negli ultimi anni ha perso 751 abitanti. Ormai le opportunità nel nostro paese sono sempre di meno e i giovani se ne vanno in cerca di fortuna altrove. E non solo i giovani... Anche molti padri di famiglia sono da mesi senza lavoro o senza stipendio: penso agli operai della comunità montana, agli operai delle piccole fabbriche presenti sul territorio che comunque sono in difficoltà. Qualche giorno fa ho parlato con un mio amico escavatorista che da luglio non lavora. I comuni sono in crisi, strangolati o dai debiti o dal patto di stabilità e, spesso, riescono a mala pena a pagare i dipendenti, anch'essi in soprannumero. Le tasse aumentano, il valore reale degli stipendi (per chi ce l'ha) è sempre meno”.

“Se non si trovano strategie nuove per la crescita, non vedo vie di uscita. I nostri territori hanno avuto grosse opportunità di sviluppo – continua Sangregorio nella sua analisi amara dei fattori che hanno portato il Fortore e il suo comune a un decremento demografico ormai inesorabile ascesa - che non sono state sfruttate appieno. Penso non solo ai soliti Fortorina e ospedale, ma anche ai fondi post-sisma, con i quali si è spesso costruito fuori dal centro abitato con la conseguenza che il nostro bellissimo centro storico è in totale abbandono e le case costruite nella zona di espansione sono in vendita o, addirittura, ancora in corso di costruzione, ma, soprattutto, senza mercato di vendita. San Bartolomeo, infatti, potrebbe ospitare più del doppio degli attuali residenti. Penso, ancora, alle installazioni di fonti di energia rinnovabili. In nome di una strenua difesa del territorio si è persa una buona opportunità di ricchezza (se ben sfruttata)”. “Bisogna dare nuove opportunità alle imprese, a chi ha voglia di mettersi in gioco; agevolare i giovani imprenditori – conclude il primo cittadino di San Bartolomeo in Galdo - con poche tasse, soprattutto per chi assume”.

(tratto da Ottopagine/Benevento)

venerdì 21 dicembre 2012

Fortore, l’Etac sopprimerà la linea per Campobasso

Dal primo febbraio l’Etac sopprimerà la linea Baselice – Campobasso – San Bartolomeo in Galdo. Con un avviso che apparirà nei locali pubblici dei centri fortorini questa mattina l’azienda di trasporto annuncerà agli utenti la soppressione del servizio. Un servizio che interessa molti studenti fortorini che frequentano gli istituti superiori molisani. Ancora un duro colpo, dunque, per una popolazione che da sempre vive enormi disagi di collegamento con i centri più importanti del territorio.

Una tegola che mette a rischio, se così fosse, la frequenza scolastica di molti ragazzi. La decisione dell’Etac sembra sia stata presa perché l’azienda non riesce a sostenere i costi, nonostante la linea ha un’utenza importante ogni giorno. Una decisione che arriva in un momento difficile per il sistema di trasporto che riguarda il Fortore, infatti, è ancora in atto la protesta sempre contro l’Etac da parte degli utenti per la vicenda del rinnovo degli abbonamenti che sta mettendo a dura prova la pazienza dei cittadini. E’ di qualche giorno fa l’intervento del sindaco di San Bartolomeo in Galdo, che chiedeva con una lettera l’istituzione di un punto vendita nel proprio comune. Se questa è la risposta, nelle prossime settimane assisteremo sicuramente a un duro scontro tra azienda, istituzioni e utenti.

(www.benevento.ottopagine.net)

martedì 18 dicembre 2012

Psaut, Pisapia mette d'accordo i sindaci

Dopo l'intervista a Ottopagine, il manager Michele Rossi ha sollevato ieri dall'incarico il direttore amministrativo Felice Pisapia. Noi riproponiamo qui un articolo sulla vicenda del Psaut di San Bartolomeo uscito un paio di giorni fa

Non sono passate inosservate le parole di Pisapia per quanto riguarda l’apertura del Psaut di San Bartolomeo e sul destino dei Saut di Foiano e Ginestra. Il direttore amministrativo dell’Asl nell’intervista rilasciata a Ottopagine ha dichiarato: “Per San Bartolomeo, si può aprire il Psaut senza impoverire il Fortore. Basta avere il coraggio di togliere laddove c’è in più, ovvero Benevento”.

Parole che trovano il consenso da parte di alcuni amministratori fortorini. Per Vincenzo Sangregorio, sindaco di San Bartolomeo in Galdo, le affermazioni di Pisapia confermano che l’attivazione del Psaut, che va aperto per legge, non significa necessariamente smantellare il servizio 118 sul territorio fortorino.

“D'altronde – afferma Sangregorio – più volte abbiamo ribadito che il servizio di primo soccorso sul nostro territorio va rafforzato e non ridimensionato. Nel 2010, in un incontro tra sindaci avevamo sottoscritto un accordo con l’allora commissario ad Acta Di Salvio con il quale si decideva di fare proprio quello che il direttore amministrativo ha sottolineato”.

Stessa opinione anche per Michele Maffeo, primo cittadino di Foiano di Val Fortore. “Se non ricordo male – dice Maffeo – era ciò che in realtà prevedeva il decreto regionale n° 49 del settembre 2010. Con il commissario di allora avevamo, tra l’altro, raggiunto un accordo. In quell’occasione otto sindaci avevano esplicitamente chiesto di rafforzare e non impoverire il territorio fortorino. di quel verbale nessuno parla più, se non la stampa”.

Le parole di Pisapia, forse, aprono uno spiraglio a una vicenda che da mesi sta turbando i cittadini fortorini che si sono organizzati in un comitato e hanno raccolto, ad oggi, oltre duemila firme con le quali si chiede il mantenimento dei Saut. Sindaci e amministratori fortorini hanno sempre sostenuto che l’apertura del Psaut doveva essere l’occasione per arricchire il servizio di assistenza e di soccorso sanitario su un territorio difficile anziché diventare un motivo di guerra tra poveri. “E’ solo una questione di volontà politica”, ha detto il sindaco di San Bartolomeo.


(tratto da Ottopagine/Benevento)

lunedì 17 dicembre 2012

Baselice e la cena di beneficenza pro ambulanza

Una cena a scopo benefico per raccogliere fondi per l’acquisto di un’ambulanza.
L’iniziativa è della confraternita della Misericordia di Baselice che, per il
22 dicembre, ha organizzato una cena a base di prodotti tipici locali presso il
ristorante “Villa Canonico”.

Una serata che non sarà solo culinaria, ma anche un momento di divertimento all’insegna della musica e del cabaret. Sarà l’artista Pier Luigi Tortora e il maestro Sandro Paolozza a tenere compagnia agli ospiti e ad animare la serata. Durante la cena saranno organizzate lotterie sempre con l’intento di raccogliere soldi per dotare la Misericordia locale di un’ambulanza che sarà a servizio della comunità baselicese. E’ prevista la partecipazione di tutte le Misericordie del comprensorio e la partecipazione di alcuni sindaci fortorini.

“Un evento – dice Orazio Marucci, responsabile della Misericordia di Baselice
– organizzato per poter dotare la nostra comunità di uno strumento, quale l’
ambulanza, necessario per il primo soccorso in un territorio lontano da
ospedali e centri di primo soccorso”.

(Tratto da Ottopagine/Benevento)

sabato 15 dicembre 2012

Referendum pro Molise: toni accesi alla Fondazione Iacocca

I toni del dibattito sulla bocciatura del referendum pro Molise da parte del consiglio provinciale restano alti. Anche l’altra sera a San Marco dei Cavoti non sono mancate scintille tra i promotori del referendum e qualche consigliere, come Franco Cocca, si era espresso contro. Un incontro durissimo e dai toni accesi quello svoltosi nell’auditorium Iacocca.

Ad accogliere i partecipanti del convegno il sindaco Franco Cocca, che nel suo intervento ha tentato di spiegare i motivi che lo hanno indotto ha bocciare insieme al gruppo del Partito Democratico la richiesta di referendum avanzata dal comitato “Salviamo il Sannio” che aveva raccolto circa quattromila cinquecento firme. Principalmente due le motivazioni che hanno indotto Cocca avotare contro: la mancanza di una preventiva intesa con le istituzioni molisane ed i costi pari a circa quattrocentomila mila euro per poter svolgere i referendum.

In netto contrasto con la posizione del primo cittadino sammarchese è stato il referendario Luigi Bocchino, che ha evidenziato come la Provincia di Benevento “stia sempre più diventando la pattumiera di Napoli e Caserta, che utilizzano il nostro territorio per depositare i loro rifiuti mentre riservano ai cittadini sanniti le briciole in fatto di servizi e assistenza specialmente nel settore della sanità, scuola, trasporti e cultura”.

“Il Presidente Caldoro ha dimostrato nei fatti quanto a cuore gli siano le sorti del territorio sannita – ha rimarcato Bocchino – non partecipando alla seduta del Consiglio regionale di Benevento avendo immaginato di ridisegnare la regione Campania con una città metropolitana ed una macro provincia composta da Salerno, Caserta, Avellino e Benevento”.

Riguardo ai presunti costi di un atto democratico come il referendum, Bocchino ha ricordato come tra personale, assessori, portaborse, direttore generale e dirigenti la provincia sborsa ben 3 milioni di euro all’anno; e tra i tanti sperperi, “come il Gladiatore d’oro costato quest’anno oltre 100 mila euro, a chiesto per quale motivo sempre con i soldi dei cittadini, si stipendia da 5 mesi un assessore provinciale senza deleghe e funzioni?”.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Luigi Bocchino il sindaco di Colle Sannita Giorgio Nista, l’ex sindaco di San Giorgio La Molara Luigi Vella e Vincenzo Lombardi, presidente regionale di Federturismo di Confindustria. Essi hanno espresso il netto dissenso dalla visione antistorica adottata dal Pd in consiglio provinciale, facendo fare un netto passo indietro alla democrazia ma anche alla credibilità delle istituzioni. In stridente evidenza, la circostanza che il Pd abbia chiamato i cittadini a scegliere il candidato Premier, così come a breve si appresterà a scegliere anche nel Sannio con le primarie, i candidati da proporre per una eventuale nomina al Parlamento.

“Il vero motivo politico per cui il referendum è stato bocciato – ha affermato il portavoce del comitato Antonio Verga – è stato quello di aver voluto impedire a tutti i costi che i cittadini potessero discutere liberamente nelle piazze per riappropriarsi delle radici e dell’identità popolare. Uno stratagemma messo in atto dai partiti politici nel tentativo di conservare anacronistiche rendite di posizioni. La risposta la avremo nella prossima tornata elettorale – ha concluso Verga – che determinerà una svolta epocale poiché i partiti politici, a detta dell’ultimo rapporto Censis, saranno spazzati via poiché non sono riusciti a cogliere i mutamenti della società, per cui si apriranno spazi smisurati per quei movimenti civici e territoriali in grado di rappresentare le esigenze concrete della gente”.

Luigi Ruscello ha definito surreale il Consiglio Provinciale del 12 novembre scorso, bollando la decisione di bocciatura “al di fuori di ogni logica, al pari di quanto sta avvenendo in questi giorni in Parlamento con la mancata conversione del decreto sul riordino che genererà un grave danno per i cittadini per la indeterminatezza di competenze e responsabilità tra la regione, le province e Ccomuni”. All’incontro sono intervenuti i consiglieri comunali di San Marco Domenico Costanzo, Valentino Castello e Remo Cavoto e Angelo Cocca, volontario della protezione civile.

Presente anche Raffaele Tornesello, Raffaele Fusco e Giuseppe Fusco, le professoresse Maria Assini e Rosalia Assini. A chiudere i lavori è stato il consigliere provinciale Spartico Capocefalo, molto critico sulle decisioni assunte dai consiglieri provinciali che hanno votato contro “dimostrando tutta la sua preoccupazione per lo sfilacciamento tra le istituzioni e cittadini che, giorno per giorno, si allontanano sempre più dalle istituzioni nutrendo profonda sfiducia sull’operato della politica ormai distante anni luce dai veri problemi quotidiani della gente”.

www.benevento.ottopagine.net

giovedì 13 dicembre 2012

Riduzione rifiuti? Baselice partecipa alla campagna

Alla campagna di prevenzione e riduzione dei rifiuti, lanciata dalla Regione Campania con un finanziamento di oltre 400 mila euro accreditato alla provincia di Benevento, parteciperà, con un suo progetto, anche il Comune di Baselice.

Dal marzo 2010 - periodo in cui il Comune avviò e potenziò la raccolta differenziata dei rifiuti, con un sensibile e graduale incremento della percentuale delle diverse tipologie di rifiuto da portare a riciclo -l'amministrazione Canonico ha fatto passi da gigante, tanto che oggi la percentuale media si attesta intorno al 70%. Il bando a cui il comune prenderà parte, prevede interventi strategici sia materiali che immateriali, complementari alle attività di incentivazione della raccolta differenziata e coerenti con il piano di previsioni messo in campo in sede regionale.

A curare l'iniziativa sarà la società Publiteas, la quale senza costi aggiuntivi a carico, presenterà a nome dell'ente civico il relativo progetto che sarà confacente con le direttive proposte dall'assessorato comunale all'ambiente.

"Tra gli obiettivi strategici - ci comunica l'assessore al ramo Salvatore Brancaccio - perseguiremo senz'altro quello inerente la ulteriore riduzione del monte rifiuti, un dato che, pur non discostandosi dalle previsioni attese, bisogna sempre tenere sotto controllo. Infatti - ci dice sempre l'assessore – è stata messa in programma, per i prossimi giorni, anche una campagna di controllo ed accertamento sul conferimento del rifiuto indifferenziato sia da parte delle famiglie che da parte delle attività commerciali. In sinergia con il corpo della Polizia Locale e con la Sogesi si procederà a controlli selettivi, con ispezioni capillari, al fine di verificare chi ancora non si adegua al corretto conferimento del rifiuto e che nonostante i ripetuti avvisi continua a conferire rifiuti differenziabili con l'indifferenziato (cd. Sacco nero), e chi continua e persevera con l'abbandono dei rifiuti vicino alle campane del vetro od in altri luoghi del paese. Quello che voglio sottolineare - conclude Brancaccio - è che questa iniziativa rappresenta una operazione che non vuole essere assolutamente vessatoria, ma solamente un ulteriore deterrente ed un richiamo al rispetto delle regole che governano la raccolta differenziata dei rifiuti".

(Tratto da Ottopagine-Benevento)

Comuni Ricicloni: Nel Sannio la migliore è Circello, maglia nera a Casalduni. Sale Benevento - ilQuaderno.it


 In una graduatoria dominata dai comuni del salernitano, per scorgere la seconda sannita bisogna scendere al 52esimo posto dove troviamo Faicchio con il 69,91. Segue al 53esimo posto Paduli (69,86%), poi al 55esimo Cerreto Sannita (69,72%), Baselice è 57esima con il 69,46% mentre Foglianise è 58esima con il 69,40%. Al 70esimo posto, settima in provincia, c'è Pago Veiano con il 67,88%, poi S.Nazzaro è 78esima con il 67,26%, 85esima è S.Nicola Manfredi con il 66,4% e Colle Sannita si assesta all'89esimo posto con il 65,99%. (Clicca qui per continuare)

Comuni Ricicloni: Nel Sannio la migliore è Circello, maglia nera a Casalduni. Sale Benevento - ilQuaderno.it

mercoledì 12 dicembre 2012

Campania, parlamentari impresentabili di corsa sulla zattera di Silvio

L’annuncio è finalmente arrivato: Silvio Berlusconi per la sesta volta sarà candidato alla guida dell’Italia. Tirano un sospiro di sollievo i tanti deputati e senatori campani con gravi guai giudiziari e che nel corso dell’attuale legislatura, grazie al voto parlamentare, hanno scansato i ferri ai polsi (per continuare a leggere clicca qui sotto)
Campania, parlamentari impresentabili di corsa sulla zattera di Silvio

martedì 11 dicembre 2012

Neve nel Fortore. Qualche disagio per la circolazione e allerta dei Carabinieri - ilQuaderno.it

La notte scorsa la valle fortorina è stata imbiancata dalla neve. Pochi per fortuna i disagi alla circolazione stradale, con qualche caso isolato subito risolto, in quanto gli automobilisti erano in parte preparati alla nevicata. I carabinieri della Compagnia di San Bartolomeo in Galdo hanno allertato i mezzi speciali da neve a disposizione, due gatti delle nevi, dislocati presso la sede della Compagnia e presso la Stazione di Montefalcone di Valfortore e una motoslitta. Inoltre, le Stazioni di tutto il Fortore, munite di fuoristrada “quattro per quattro”, d’intesa con l’Aliquota radiomobile di San Bartolomeo in Galdo, hanno incrementato le pattuglie sul territorio, assicurando una concreta presenza in caso di necessità da parte dei cittadini.
Neve nel Fortore. Qualche disagio per la circolazione e allerta dei Carabinieri - ilQuaderno.it

lunedì 10 dicembre 2012

Abbonamenti Etac: protestano Tpl Fortore e sindacati | Fortore | news | NTR24 - l'informazione sul web

Torna a farsi sentire il Comitato Tpl Fortore. Nato sei mesi fa, quando l'Etac, la società di trasporto che gestisce i collegamenti nell'area sannita, aveva annunciato tagli e modifiche alle corse nei comuni fortorini, oggi i membri del comitato denunciano nuovi disagi per l'utenza. Il problema ora riguarda il rinnovo degli abbonamenti mensili. 
Abbonamenti Etac: protestano Tpl Fortore e sindacati | Fortore | news | NTR24 - l'informazione sul web

Prime nevicate nel Sannio. Comuni del Fortore preoccupati: Ancora non arrivano i fondi per l'emergenza neve - ilQuaderno.it

Temperature in calo e prime nevicate nel Sannio. I fiocchi di neve hanno fatto una brevissima comparsa anche a Benevento nelle primissime ore di questo pomeriggio ma, chiaramente, le zone maggiormente interessate restano quelle della provincia sannita, Fortore e Tammaro su tutti. La neve si è posata in molti comuni della Valfortore ma non ci sono, almeno fino al tardo pomeriggio di domenica 9 dicembre, criticità. Ma nel Fortore però c'è grande preoccupazione e rammarico perchè i fondi per l'emergenza neve dello scorso mese di febbraio ancora non sono arrivati. 
Prime nevicate nel Sannio. Comuni del Fortore preoccupati: Ancora non arrivano i fondi per l'emergenza neve - ilQuaderno.it

giovedì 6 dicembre 2012

Baselice e l’albo delle associazioni locali


Via libera all’assestamento del bilancio 2012. Lo ha deliberato il Consiglio comunale riunitosi venerdì sera in sessione ordinaria. L’assise è stata presieduta dal vicesindaco Giuseppe Ferro – il Primo cittadino Canonico ha dovuto dare forfait per motivi di salute – ed ha fatto registrare l’assenza dell’intero gruppo di minoranza, che ha deciso di disertare la seduta per cause che ufficialmente non si conoscono.

L’assestamento al bilancio, con poche ma necessarie modifiche ad alcuni capitoli, sia in entrata sia in uscita (dove si è dovuto prendere atto dei tagli della cd. spending review) è stato votato all’unanimità dall’intero gruppo di maggioranza dell’Amministrazione Canonico, che ha deciso anche per la immediata esecutività della deliberazione. All’unanimità è stato poi votato anche il regolamento che disciplina la istituzione dell’Albo delle associazioni comunali, una iniziativa proposta dall’Amesci- C2.0- a cui il Comune ha deciso di aderire.

L’argomento e’ stato illustrato dall’assessore Brancaccio il quale nell’annunciare e spiegare ufficialmente l’iniziativa ha ricordato: “Speriamo di poter allargare a quanti piu’ sodalizi possibili l’iniziativa e la possibilità di partecipazione, che rappresenta una ulteriore opportunità per le associazioni che decidano di prenderne parte. Infatti, l’albo rappresenta innanzitutto una ulteriore opportunità di incontro, e poi perché deve consentire la gestione delle manifestazioni e delle attivitàche già svolgono e si propongono con più armonia e collaborazione. Insomma – conclude Brancaccio – la costituzione di questo albo deve essere visto come una opportunità di crescita e di maturazione e non soltanto come un canale per poter accedere a contributi o finanziamenti con adesione a progetti della comunità europea”.

Nei prossimi giorni l’iniziativa sarà ulteriormente e nuovamente pubblicizzata con un avviso pubblico, dove sarà ricordato che è possibile presentare domanda di iscrizione fino a fine anno.

In conclusione del consiglio il presidente Ferro ha dato anche comunicazione della recente nomina avvenuta nell’organo esecutivo comunale ed effettuata dal Sindaco, con il ritorno in giunta del consigliere Giancarlo Verdura al posto di Francesco Delli Veneri.

tratto da Ottopagine/Benenvento

lunedì 3 dicembre 2012

Dal comitato pro 118 raccolte duemila firme per il mantenimento dei Saut


(nella foto il verbale con cui i sette sindaci del Fortore si accordano con il commissario Di Salvo per mantenere i due Saut)

Nonostante l’assenza, giustificata da impegni istituzionali (in molti comuni si sono svolti i consigli comunali per l’adempimento dei riequilibri finanziari) della maggior parte dei sindaci invitati, l’incontro organizzato dal comitato “Autotuteliamoci – pro 118 di Ginestra e Foiano” di giovedì sera si è svolto ugualmente. I responsabili del movimento hanno comunque voluto aggiornare i presenti sul lavoro, finora svolto dal comitato e, soprattutto, hanno reso noto che fino a giovedì sera le firme raccolte a sostegno del mantenimento dei due Sauto, Foiano e Ginestra, sono circa duemila. Firme raccolte in tutti i comuni del comprensorio fortorino.

L’incontro, spiegano gli organizzatori, era stato organizzato per chiedere ai sindaci della Val Fortore di istituire un tavolo per affrontare nelle sedi istituzionali la questione del riassetto territoriale del soccorso sanitario. “Perché crediamo – hanno affermato i responsabili del comitato – che il problema vada affrontato insieme alle istituzioni. Noi vogliamo solo essere da supporto alle amministrazioni ma vogliamo che siano soprattutto i sindaci a farsi carico di una battaglia necessaria per il territorio”.

Gli unici sindaci presenti erano Domenico Canonico di Baselice e Michele Maffeo di Foiano che hanno rassicurato il comitato e i presenti che gli amministratori saranno in prima linea per difendere i diritti dei cittadini della Val Fortore. Domenico Canonico ha voluto sottolineare che i colleghi assenti avevano tutti impegni istituzionali e solo per questo motivo non erano presenti.

Canonico e Maffeo fanno presente che a seguito del decreto regionale n° 49 del settembre del 2010 ci fu un incontro con l’allora commissario ad acta dell’Asl di Benevento, nel quale fu sottoscritto un verbale ad unanimità nel quale si chiedeva di lasciare aperto i due Saut attualmente in funzione con l’apertura del Psaut di San Bartolomeo. A quell’incontro erano presenti i sindaci di Foiano, San Marco dei Cavoti, San Giorgio la Molara, Montefalcone, Ginestra, Baselice e San Bartolomeo in Galdo e il commissario ad acta Di Salvo.

Con quell’incontro sembrava superato il decreto commissariale 49/10, che prevedeva l’attivazione del Psaut di San Bartolemo in Galdo entro il 30 giugno 2011. Ma oggi pare che tutto questo non sia praticabile, anzi rispetto al decreto commissariale addirittura si fa un passo indietro, perché esso prevedeva l’utilizzo di diciotto unità mediche, oggi invece, a causa della spending rewiew i medici sarebbero solo dodici.

La questione del riassetto territoriale del soccorso sanitario resta ancora aperta. Il comitato, incoraggiato anche dai sindaci Canonico e Maffeo, si prepara ad organizzare un nuovo incontro nei prossimi giorni con la speranza di capire finalmente quali saranno le scelte dell’Azienda sanitaria rispetto all’ipotesi di apertura del Psaut con contestuale chiusura dei Saut di Foiano e Ginestra.


(tratto da Ottopagine/Benevento)

domenica 2 dicembre 2012

Il Fortore a rischio, si prospettano altre trivellazioni

Per l'Associazione "Generoso Simeone" c'è correlazione con gli eventi sismici

La terra trema e non risparmia neppure le zone considerate un tempo a bassissimo rischio terremoti, come l’Emilia Romagna.L’Italia si piega ai facili guadagni ottenuti sulla pelle del nostro amato e bel territorio e l’opinione pubblica rimane in silenzio e la politica tace e la stampa non riesce da sola a risvegliare le coscienze.Eppure non c’è da star tranquilli, perché il risultato di anni di politica affaristica cominciamo visibilmente a pagarlo e a pagarlo sulla nostra pelle. Ci stanno uccidendo, insieme a noi muoiono le nostre terre, la nostra storia. Ci stanno uccidendo per sbavare l’eccesso di brama di ricchezza sui soldi acquisiti dall’offesa al sottosuolo e l’Italia viene dilaniata nel ventre e insudiciata.

L’estate 2012 si è parlato tanto di trivellazioni e di ricerca dell’oro nero, perché l’ultima geniale idea del Ministro Passera è far calare il PIL aumentando i pozzi di Petrolio in Italia e facendo dell’Italia un corridoio del gas che corre verso l’Europa. Questo a discapito dell’altro settore, quello delle energie alternative che ora si vede ridimensionati gli incentivi.

Così dopo Nusco e Santa Croce è stata individuata un’altra zona da trivellare dal nome convenzionale di “Pietra Spaccata” che interesserà i comuni di: Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Castelvetere in Val Fortore, Circello, Colle Sannita, Foiano di Val Fortore, Fragneto l’Abate, fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti.

Le società londinesi vengono con la solita spocchia ad investire su una terra che già anni fa, parliamo del 1861, hanno a lungo depredato e ci vengono, come allora, con il lasciapassare del governo italiano, ma spero non con la complicità ultima dei Comuni.

Le attività estrattive causano pericolose fratture nel sottosuolo, in seguito all’utilizzo di sostanze chimiche aggressive e violente, nocive per la terra e di conseguenza per la nostra salute. Eppure come dimostrano ricerche ultimamente pubblicate da Legambiente il Petrolio in Italia è poco ed estrarlo sperando di arricchirsi è una vittoria di Pirro.

Noi non abbiamo soldi, non abbiamo potere, abbiamo soltanto una coscienza ed in nome di quella continueremo a dare voce a chi competentemente, analizzando la situazione ambientale italiana, si impegnerà a denunciarla e continueremo a parlarne, a scriverne, ad urlare se necessario attraverso la organizzazione di banchetti informativi, seminari universitari video intervista e tanto altro.

Perché la verità è che ci stanno uccidendo tutti e che noi non possiamo rimanere ancora zitti, ma dobbiamo rispondere eloquentemente che la nostra terra non si tocca!

www.lunaset.it