giovedì 21 maggio 2026

La sperequazione e disparità territoriale italiana tra nord e sud nelle fonti ufficiali

Negli ultimi anni il dibattito sulle disparità territoriali in Italia è tornato al centro dell’agenda pubblica. Non si tratta più soltanto di un divario economico o infrastrutturale: oggi la frattura riguarda diritti fondamentali, come l’istruzione e la salute. E mentre alcune regioni consolidano modelli di welfare più generosi, alle altre nemmeno sono garantiti persino gli standard minimi.

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(nella foto l'ospedale di San Bartolomeo in Galdo)

martedì 14 aprile 2026

Inverno demografico, il 2025 anno orribile per il Fortore. Si salva solo Foiano

Si parla tanto di spopolamento, si tengono convegni, si ricercano soluzioni, si ipotizzano cure, nel frattempo il paziente muore. Ogni anno i dati sono un po’ più negativi dell’anno precedente, ma il 2025 è stato devastante per la demografia dei paesi da noi osservati. Il 2025 per San Bartolomeo è stato un anno drammatico demograficamente. Il paese perde ben 63 abitanti, passando da 4254 a 4191 residenti, ma ciò che fa paura sono solo le 15 nascite. Il 2025 per SBiG da che esistono i registri parrocchiali e dunque dal 1591, è l’anno in cui sono nati meno bambini. A questo punto, bisognerà abbandonare sogni di gloria e cominciare a ragionare anno per anno sulla costituzione di una prima elementare.

martedì 24 marzo 2026

Referendum giustizia, Baselice e Montefalcone per il no. Foiano, Sbig e Castelvetere votano sì

La Valfortore si spacca sul referendum costituzionale. Montefalcone e Baselice votano a maggioranza per il no. Il 37,2% dei montefalconesi si esprime per il sì e il 62,7 per il no. I baselicesi votano il 41,4% per il sì e il 58,5 per il no. Maggioranza ribaltata, anche se di poco, a San Bartolomeo, il 50,7 per sì e il 49,2 per il no. Stesso discorso a Foiano: il 50,1 vota sì, mentre il 49,8 si è espresso per il no. Schiacciante vittoria del sì a Castelvetere, dove la riforma del governo Meloni ottiene il 68,1% contro il 37,2 che ha detto no.

sabato 28 febbraio 2026

Fuga dal sud, la responsabilità delle classi dirigenti e la gestione del consenso

di Rocco Ciarmoli

Se da un lato non possiamo dimenticare le responsabilitàstoriche dello Stato centrale, dall’Unità d’Italia a oggi, dall’altro è indispensabile uno sguardo critico e impietoso sulla politica locale. Per troppo tempo, in ampie parti del Mezzogiorno, la classe dirigente si è concentrata sulla gestione del consenso più che sulla costruzione del futuro. L’appartenenza partitica è diventata un’identità da esibire, non uno strumento per incidere. Si è replicata in scala ridotta la liturgia della politica nazionale (correnti, fedeltà, simboli) senza possederne la reale capacità decisionale. Nelle aree interne questo meccanismo è stato ancora più evidente. Anni preziosi sono stati consumati nell’illusione di contare qualcosa attraverso l’allineamento a dinamiche esterne, mentre i territori perdevano popolazione, competenze, prospettive. È stata una politica di rappresentazione più che di trasformazione.

giovedì 19 febbraio 2026

Fuga di massa, insieme ai giovani ora partono anche gli anziani

di Natale Cuccurese

Ormai si può parlare di "esodo strutturale": numeri alla mano, in Italia, tra il 2011 e il 2024 sono emigrati 630mila giovani (18-34enni), il 49% dalle regioni del Nord e il 35% dal Mezzogiorno. Il saldo al netto degli immigrati è pari a -441mila. Complessivamente, i giovani andati all'estero nel 2011-24 corrispondono al 7% dei giovani residenti in Italia nel 2024. La fuga dal Mezzogiorno addirittura non aspetta più la laurea. Comincia prima, già al momento dell’immatricolazione. Nell’anno accademico 2024/2025 quasi 70 mila studenti meridionali – su circa 521 mila complessivi – risultano iscritti in un ateneo del Centro-Nord: oltre il 13% del totale. La quota sale fino al 21% tra chi sceglie corsi Stem.

sabato 31 gennaio 2026

Addio prof Fuschetto, storico e intellettuale del Fortore

L’ultima volta che l’ho incontrato fu nove anni fa a San Bartolomeo in Galdo in occasione del convegno per il 60esimo anniversario della Marcia della fame del 1957. Il suo fu un intervento appassionato in difesa della nostra terra: il Fortore. Ricordo ad esempio che in quell’occasione ribadì il concetto che la strada Fortorina – per il momento incompiuta – sarebbe dovuta iniziare da San Bartolomeo e non da Benevento. Questo tuttavia non fu l’unico episodio condiviso con il prof Angelo Fuschetto. Ce n'è fu un altro, qualche anno prima, nel 2012, quando presentammo nel suo paese natale, San Marco dei Cavoti, il mio libro “Il brigante Secola”. 

martedì 27 gennaio 2026

Inverno demografico, Baselice sotto la soglia psicologica dei 2mila abitanti

di Ariadeno

Volevamo attendere i dati definitivi del 2025 per stilare il nostro report demografico o bollettino di guerra, ma con la pubblicazione dei dati di ottobre, ci preme espletare alcune considerazioni. Il dato lampante che balza agli occhi è che Baselice scende sotto la soglia psicologica dei 2000 abitanti e si attesta a 1996 residenti. A Castelvetere si continua a non nascere e continuano a diminuire i residenti, ad ottobre sono 917. Foiano perde 4 abitanti ad ottobre, scendendo da 1298 residenti di inizio anno ai 1294 di ottobre. Di gran lunga i migliori dati anagrafici della Valfortore campana. San Bartolomeo in Galdo continua a perdere abitanti, scendiamo a 4202, ma il dato peggiore non sono i 52 abitanti in meno rispetto a gennaio, quante le sole 12 nascite. Dato peggiore dall’Anno Domini 1591.

martedì 20 gennaio 2026

Legge sulla montagna, nel Fortore a rischio quattro comuni montani

Comunità montana del Fortore 
Con la nuova "legge sulla Montagna", voluta dal leghista Calderoli, 125 comuni della Campania rischiano di perdere lo status di centro montano, e di conseguenza perdere i benefici fiscali, come ad esempio l'esenzione Imu sui terreni agricoli. I comuni della Comunità montana del Fortore che rischiano di uscire dai parametri della nuova legge sono Apice, Buonalbergo, Paduli e Sant’Arcangelo Trimonte.
Secondo la legge Calderoli per essere definito "montano" un comune deve avere almeno il 25% della superficie territoriale superiore a 600 metri di altitudine e almeno il 30% di essa deve presentare una pendenza di almeno il 20%, ovvero un’altimetria media superiore a 500 metri.

(Fonte: Fanpage.it)

martedì 16 dicembre 2025

Svimez, cresce il Pil del Sud. Ma i giovani continuano a emigrare

Tra il 2021 e il 2024 il Sud ha registrato un aumento dell’occupazione pari all’8%, quasi 500mila posti di lavoro in più. Ovvero, un terzo del milione e quattrocentomila dei nuovi occupati a livello nazionale. A spingere l’economia meridionale è stata prima l’espansione degli incentivi edilizi (Superbonus), poi l’avvio dei cantieri del Pnrr, che hanno sostenuto valore aggiunto e occupazione nei comparti produttivi del terziario e nel settore delle costruzioni. Non solo, nel triennio considerato gli under 35 occupati sono aumentati di 100mila unità al sud, con un tasso di occupazione giovanile al +6,4%, un dato comunque più basso rispetto al centronord. Dati positivi che però non hanno fermato l’esodo dei giovani meridionali: in 175 mila hanno lasciato il Sud in cerca di nuove opportunità.