di Giuseppe d'Agata
Non conosciamo il suo nome e neppure il significato che
possedeva per gli abitanti dell’antica Fontegallina. Dopo circa
duemilacinquecento anni, però, il suo volto continua a guardarci e a porci
delle domande. Il cosiddetto “Guerriero di Castelvetere” non era
necessariamente il ritratto di un uomo realmente esistito. Non possiamo
identificarlo con Ercole, né con il meddix tuticus. Potrebbe essere stato,
invece, l’immagine idealizzata della forza, della protezione e dell’identità
della comunità.







