domenica 17 marzo 2013

I No triv a Morcone

No alle trivellazioni. Questo il grido del Comitato che lotta contro la ricerca di idrocarburi sul nostro territorio, il NoTriv, che il giorno 13 marzo, alle ore 17, presso l'auditorium di San Bernardino a Morcone, ha tenuto un'assemblea a cui tutta la cittadinanza è stata invitata a partecipare.

Ad illustrare il tema ai presenti i geologi Vincenzo Briuolo e Vincenzo Portoghese, anche attraverso l'ausilio di proiezioni digitali su parete. Il Comitato ha l'obiettivo di sensibilizzare i comuni interessati al problema e mantenere desta l'attenzione per opporsi all'inevitabile devastazione di un territorio pieno di ricchezze a cui si vuole dare un valore d'uso diverso da quello che ha.

Come scritto nel manifesto che il Comitato ha promulgato: "Dobbiamo reagire, unire le comunità in difesa del nostro patrimonio, del nostro diritto a vivere e non farci derubare e depredare. Se resteremo a guardare passivamente, delegando agli altri la soluzione ai nostri problemi, e non costruiamo una grande mobilitazione del nostro territorio, consentiremo, ancora una volta, alle istituzioni ai vari livelli di agire indisturbati e garantire gli interessi dei grandi capitali a discapito degli interessi della collettività".

I membri del NoTriv hanno invitato i presenti a formare un gruppo indipendente che porti avanti la lotta sul proprio territorio in modo da dar vita a più di un movimento che contrasti l'avanzata delle trivelle. Si è parlato a lungo degli scavi effettuati negli anni settanta-ottanta, illustrando i principali bacini petroliferi. I geologi hanno sottolineato che l'attività di ricerca di idrocarburi è altamente dannosa se rapportata alle nostre terre perchè il petrolio presente in queste zone è sporco e ricco di zolfo e necessita di raffinazione.

L'attività sfrutta questioni industriali costosissime (un pozzo richiede circa venticinque milioni di euro) e non crea, come si vuole far credere, grandi opportunità occupazionali in quanto la manodopera specializzata arriverà per lo più dal Nord Italia e, in minor parte, dall'estero.

La tecnologia, al nostro stato, permette di perforare fino a 4000-5000 metri di profondità ed i costi si elevano notevolmente. L'obiettivo fondamentale è quello di bloccare il tutto sul nascere: il passo dalle analisi di impatto ambientale alla perforazione vera e propria è breve ed occorre intervenire tempestivamente.

Le ricerche sono coperte da segreti industriali e, quindi, non subito a beneficio della collettività; non vengono rese pubbliche se non dopo un ventennio. Come più volte evidenziato dai geologi, la parte politica in Italia è totalmente schierata a favore delle trivelle e se noi semplici cittadini, supportati dai nostri amministratori locali, non ci opponiamo, gli sforzi del Comitato risulteranno vani.

Di grande importanza le conseguenze dell'idrogeno solforato che, emesso nell'aria tramite l'attività in questione, in quantità maggiori rispetto al limite consentito (pari a 0,005 ppm) è altamente nocivo. L'elemento in dosi massicce comporta odore offensivo, danni alla vista, paralisi olfattoria, edema polmonare, intossicazione acuta, danni al sistema nervoso, apnea, collasso, aborti spontanei, tumori al colon, morte immediata.

Rapportato alla nostra realtà raggiungerebbe una concentrazione pari a 30 ppm (parti per miliardo). Le stesse trivelle sono altamente dannose in quanto l'ADN, il dispositivo adibito, sfrutta l'americio-241 che è un elemento fortemente radioattivo combinato con berillio e litio, sostanze anch'esse tossiche e nocive. L'americio-241 emette raggi gamma ed alfa, proprio per questo non è tollerata la presenza di nessuno nel raggio di dieci chilometri.

In ultimo, i geologi hanno posto l'accento sul decreto n.152/2006 e in particolar modo sull'art.303 grazie al quale, la Delta Energy e le altre società sarebbero tutelate non potendo dimostrare il nesso tra danni ed attività; tutto ciò non può essere accettato. All'incontro, è giusto sottolinearlo, non erano presenti le istituzioni che dovrebbero difendere a spada tratta la salute dei propri cittadini e lottare assieme a loro.Una totale indifferenza da parte degli amministratori dinanzi a un problema di così grande gravità.

I rappresentanti del Comitato NoTriv, congedando coloro che sono accorsi all'assemblea, hanno invitato tutti ad unirsi a gran voce al motto "Il Sannio è verde , non è nero!".

tratto da Ottopagine/Benevento

giovedì 14 marzo 2013

Da Baselice il no alle trivellazioni


“Una prova di maturità, quella del consiglio comunale, nell’esprimere unanimemente un fermo no alle trivellazioni”. Così Michele Bianco e Michele Del Vecchio, consiglieri del comune di Baselice, all’indomani della decisone dell’assise di esprimere parere negativo ai progetti di ricerca di idrocarburi sul territorio comunale.

Bianco e Del Vecchio avevano chiesto al sindaco di convocare un consiglio per affrontare e approfondire l’argomento delle trivellazioni, perché preoccupati, anche alla luce delle richieste fatte ai comuni interessati dall’assessore provinciale Aceto di adottare delibere con parere sfavorevole a tali progetti, dei rischi delle ricerche di idrocarburi per l’ambiente.
I due consiglieri hanno presentato una dettagliata relazione sull’argomento, snocciolando dati ed esempi sui rischi e sui possibili danni, “senza una ricaduta economica per le popolazioni interessate, là dove tali progetti si sono realizzati”.
“Abbiamo molti esempi di territori devastati dalle trivellazioni, penso alla Basilicata, alla Calabria, alla Sicilia” afferma Michele Bianco.

“Quello che ci preoccupa sono i progetti che le aziende hanno presentato ai comuni. Sono progetti incompleti, privi di dati di obiettivi concreti. Come si può giudicare la validità e la correttezza di tali iniziative senza dati reali? Alcuni esperti nel campo delle ricerche dei idrocarburi, ci hanno detto che tra l’altro il nostro territorio è già stato scandagliato nel passato e i risultati dicono che non c’è niente di interessante nel nostro sottosuolo. Le nostre preoccupazioni condivise ad unanimità dal consiglio sono soprattutto per i rischi ambientali. Le trivellazioni potrebbero arrecare gravi danni alle nostre falde acquifere. Falde acquifere importanti, tant’è che il comune ha messo in cantiere progetti importanti per la captazione e la valorizzazione di tali risorse”.

Il no di Baselice arriva dopo i pareri negativi dei comuni del Tammaro e di alcuni comuni del Fortore interessati dai progetti di ricerca di idrocarburi.

“Ora, anche alla luce del fatto che anche altri consigli comunali hanno espresso parere negativo alle trivellazioni, , credo – conclude Bianco – che tutti insieme, con l’appoggio della Provincia, dobbiamo dar vita ad iniziative che ci mettano a riparo da tali pericoli, facendo sentire la nostra voce e il nostro dissenso alle istituzioni regionali e statali, visto che i progetti sono stati sottoposti alla valutazione dell’impatto ambientale della Regione Campania”.

benevento.ottopagine.net

Petrolio nel Sannio: La Regione Campania dice no. All'appello manca Caldoro e qualche esponente locale


Prima il Consiglio Regionale, poi la Giunta. La Campania prende posizione sulla ricerca di idrocarburi, dopo mesi e mesi di silenzio, mezze dichiarazioni e sortite personali. Pericolo scampato? Mica tanto. (Per continuare a leggere clicca qui sotto)

Petrolio nel Sannio: La Regione Campania dice no. All'appello manca Caldoro e qualche esponente locale - ilQuaderno.it

mercoledì 13 marzo 2013

"Bisogna serrare i ranghi"

di Leonardo Bianco

“Serrare i ranghi”. Questo l’appello lanciato da Foiano, lunedì sera, da Umberto Del Basso De Caro ai militanti, dirigenti e amministratori del Pd fortorino.

Il neo eletto parlamentare sannita è partito dall’analisi del voto, ammettendo la sconfitta del centrosinistra. Per Del Basso De Caro la mancata vittoria della coalizione è stata innanzitutto determinata “dall’aver raccontato la verità agli italiani, da parte di Bersani, contro le bugie e le promesse degli avversari politici”.

Per quanto riguarda il voto nel Sannio, il neo deputato si dice soddisfatto visto i risultati che il partito e la coalizione ha ottenuto a livello nazionale e regionale. “Rispetto al dato regionale – afferma Del Basso de Caro – abbiamo perso, intermini percentuali, la metà dei voti rispetto al dato della Campania”.

Sul futuro della XVII legislazione non è ottimista. Il deputato sannita è convinto che si presto alle urne. Poi l’attacco frontale a Caldoro e al Pdl sul governo della regione Campania.

Umberto Del Basso De Caro ha duramente criticato l’azione politica e amministrativa della giunta di centrodestra, mettendo in evidenza i ritardi e le disattenzioni su molte questioni. Sotto accusa la vertenza dei forestali, la mancata approvazione della legge sui rifiuti, il mancato utilizzo dei fondi Fas, le dimenticanze sulle politiche energetiche. Sulle trivellazioni, il parlamentare del Pd, non ha risparmiato critiche a qualche esponente sannita del Pdl.

Nonostante tutto questo – ha affermato Del Basso De Caro – il centrodestra ha vinto in Campania sia alla Camera che al Senato”.
Per questo il leader del centrosinistra sannita ha chiesto agli esponenti del Pd fortorino di serrare i ranghi. Di tornare alla militanza politica. Nel chiudere il suo intervento, Umberto Del Basso De Caro ha chiesto ai militanti, ai dirigenti e agli amministratori del centrosinistra del Fortore, di coordinarsi, di parlarsi e soprattutto di prepararsi al governo delle amministrazioni locali.

Ad aprire la serata era stato il vicesindaco di Foiano, Giuseppe Ruggiero, promotore dell’incontro.
L’amministratore fortorino partendo dall’analisi del voto del 24 e 25 febbraio scorso ha spiegato ai “compagni” presenti i motivi dell’incontro. “Una riunione per ritrovarsi e riflettere sul particolare momento che il panorama politico sta vivendo. Un incontro – ha detto Ruggiero – per definire i nuovi assetti organizzativi del partito”.

Per Giuseppe Ruggiero c’è l’esigenza di tornare tra la gente, parlare a quegli elettori che hanno delusi dalla politica hanno scelto il partito di Grillo. “Bisogna avere la capacità di aprirsi a quelle persone che chiedono il cambiamento”.
Per il vicesindaco di Foiano “c’è l’esigenza di tornare alla militanza politica, anche per questo ho deciso di dimettermi da assessore alla comunità montana”.

Un incontro a cui hanno partecipato molti esponenti del Pd e della sinistra fortorina. C’erano rappresentati di Ginestra degli Schiavoni, di Castelfranco in Miscano, di Montefalcone, di San Giorgio la Molara, di Baselice.

benevento/ottopagine.net

lunedì 11 marzo 2013

Petrolio nel Sannio: I sindaci presentano ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

Continua l'attività del Gruppo di lavoro del "Protocollo d'intenti fra Comuni e Comunità montane interessati dalle indagini per la ricerca di idrocarburi". L'ultimo incontro si è tenuto mercoledì 6 marzo scorso, presso l'aula consiliare del Comune di Campolattaro.

Presente, insieme ad amministratori e tecnici di alcuni Comuni del Sannio e dell'Irpinia, anche l'avvocato Pierluigi Giordano, che ha portato i suoi contributi al tavolo di discussione. Come già ipotizzato dai promotori, va delineandosi in maniera più decisa la strategia di lotta a tutela del territorio avverso quelle attività ritenute altamente invasive, quali quelle che senz'altro dovranno seguire alla preannunciata fase di indagine. In questi due mesi, dall'otto gennaio di quest'anno, l'attività è stata finalizzata a raccogliere adesioni da parte del maggior numero di Enti, ed acquisire in modo ufficiale informazioni e documenti relativi ai due progetti di ricerca denominati "Pietra Spaccata" e "Case Capozzi": "E' singolare che nel Sannio -si legge nella nota a firma di Domenico Costanzo e Valentino Castello per il coordinamento del Protocollo d'Intenti - mentre si sta tuttora pagando lo scotto per le attività estrattive di un passato abbastanza recente (vediattività di bonifica in atto da circa quattro anni nel territorio di San Marco dei Cavoti, bonifica che continuerà per qualche anno ancora), si pensi di avviare ulteriori ricerche in ben 33 Comuni (compresa la città capoluogo di provincia, stranamente silente e assente nella vicenda) coinvolti nei due progetti presentati dalla società inglese Delta Energy ltd al Ministero per lo Sviluppo Economico e quindi alla Regione Campania".

In virtù di queste considerazioni, preoccupanti e condivise dai rappresentanti degli Enti aderenti, si è confermata la decisione di procedere con un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e al Difensore Civico della Regione Campania.

"Contemporaneamente - conclude il comunicato - verrà avviata una campagna informativa, in aggiunta all'opera meritoria che è stata già intrapresa da associazioni e comitati, mirata a raggiungere e coinvolgere ogni singolo cittadino, poiché non tutti sono a conoscenza di quanto si sta preparando ad accadere sul proprio territorio, in modo invasivo e probabilmente irrimediabile, con gravi ripercussioni sulle vocazioni agroalimentari, sulle prospettive di sviluppo e di promozione turistica, legate alle caratteristiche ambientali e culturali delle nostre zone”.

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domenica 10 marzo 2013

Storia di ordinaria povertà. Sfrattati da casa, vivono in auto

di Leonardo Bianco

Anna e Ilario, compagni di vita, sono rimasti senza casa. Da qualche settimana la loro casa è un’automobile. A causa delle ristrettezze economiche, nella impossibilità di provvedere al pagamento dell’affitto, hanno subito lo sfratto e dal 18 febbraio scorso non hanno più una casa. L’alimentazione è ridotta al consumo di qualche panino e solo grazie all'ospitalità di una loro amica possono provvedere ai bisogni e alla cura dell’igiene personale.

Il 17 gennaio si sono rivolti al comune di Pontelandolfo per una sistemazione momentanea in attesa di un lavoro. Ma il comune ha provveduto solo a dare loro la possibilità di sistemare i pochi mobili e qualche effetto personale in un locale di proprietà dell’ente. L’ente ha comunicato alla coppia che “in merito alla possibilità di assegnazione momentanea di un alloggio ad uso abitazione, questo comune non ha allo stato la possibilità di reperire immobili di proprietà comunale idonei allo scopo”.

Anna e Ilario si sono appellati anche al prefetto di Benevento. La lettera, nella quale si evidenzia tutta la disperazione della coppia è stata indirizzata anche ai servizi sociali del comune di Pontelandolfo e alla Procura della Repubblica di Benevento. Nella missiva Anna e Ilario hanno fatto rilevare che accanto al locale dove hanno depositato le loro cose, esiste un monolocale libero, tra l’altro aperto all’utilizzo abusivo di chiunque, chiedendone la possibilità di abitarlo. Ma le istanze che purtroppo non sono state accolte in quanto il locale, tra l’altro privo degli allacci ai servizi pubblici essenziali (corrente elettrica, acqua potabile, rete gas e rete fognaria), risulta inserito nel complesso da destinare a casa albergo anziani. L’immobile è stato infatti realizzato mediante l’utilizzo di fondi regionali.

La condizione di Anna e Ilario è a dir poco disastrosa, disumana. In questo momento non si vede nessuno spiraglio di luce per un ritorno alla normalità di una vita che li ha messi con le spalle al muro.

Anna non chiede la luna, come dice, ma “solo un lavoro, un piccolo lavoro, perché tutti hanno il diritto di vivere. Tutti hanno il diritto di avere un lavoro. La nostra Costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.” Certo è che il futuro di Anna e Ilario è avvolto nel buio. Ilario ce l’ha un lavoro, ma il suo stipendio è appena sufficiente per passare gli alimenti alla ex moglie. E allora che fare. Nulla, purtroppo, Anna e Ilario continueranno ad andare a dormire nell’auto.

tratto da benevento.ottopagine.net

venerdì 8 marzo 2013

«Sul Psaut un eccesso di potere»


Sarà depositato questa mattina (ieri per chi legge, ndb) presso il Tar di Napoli il ricorso contro la delibera numero 13 del 6 febbraio 2013 dell’Asl da parte del comune di Foiano di Val Fortore. L’atto è già stato notificato la settimana scorsa all’Asl di Benevento, al comune di San Bartolomeo in Galdo e alla Regione Campania. Nel ricorso, redatto dall’avvocato Diego Perifano, nominato legale rappresentante dal comune fortorino, si chiede al Tribunale amministrativo di annullare l’atto del direttore generale dell’Asl di Benevento poiché esso contrasta con le direttive regionali in materia di organizzazione dell’emergenza sanitaria territoriale. Per l’amministrazione di Foiano, le scelte fatte con la delibera del 6 febbraio scorso vanno contro i decreti 49/2010 e 40/2011 del commissario ad Acta.

Secondo il ricorso presentato dall’amministrazione di Foiano, l’apertura del Psaut con lo spostamento delle unità mediche e infermieristiche dei 118 di Foiano e Ginestra presso il presidio di San Bartolomeo e la contestuale soppressione dei due Saut ha impoverito, contrariamente a quanto previsto dai due decreti del commissario ad Acta, il servizio dell’emergenza sul territorio.
Per il legale la delibera del 6 febbraio 2013, che decretava l’apertura del Psaut di San Bartolomeo, è una violazione e una falsa applicazione del Piano previsto dal decreto del 27 settembre 2010. “L’Azienda saniataria locale Bn1 con la delibera del direttore generale del 6 febbraio 2013 ha inteso proseguire l’obiettivo di attivazione del presidio Psaut di San Bartolomeo in Galdo – si legge nel ricorso al Tar – attraverso l’illegittima soppressione della postazione Saut esistente a nel comune di Foiano di Val Fortore, e posta a servizio della locale popolazione, nonché di quella residente nei paesi limitrofi, ovvero Baselice, San Marco dei Cavoti, Molinara, Montefalcone, Castelvetere. Identica soluzione di liquidazione dell’esistente presidio emergenziale è stata adottata anche per il Saut di Ginestra degli Schiavoni, la cui competenza si estende anche in favore delle popolazioni dei comuni di Castelfranco, Buonalbergo e San Giuorgio la Molara”.

Da quanto si evince del ricorso del comune di Foiano l’apertura del Psaut è avvenuta nonostante la carenza di personale, sacrificando l’efficienza della rete emergenziale nel territorio fortorino.
Un eccesso di potere, secondo il legale dell’amministrazione foianese, dunque, che viola le disposizione regionali previste dai decreti 49/2010 e 40/2011. I decreti del commissario ad Acta prevedevano il pitebnziamento del servizio emergenziale sul territorio fortorino con l’attivazione del Psaut e il mantenimento dei Saut di Ginestra e Foiano.

Il comune di Foiano, inoltre imputa all’Asl di Benevento la mancanza di istruttoria e l’erroneità nei presupposti che hanno portato alla riorganizzazione del servizio di emergenza territoriale nel Fortore. Nel ricorso si mette in evidenza come l’azienda sanitaria nella delibera numero 13 del 6 febbraio scorso non abbia tenuto conto dell’esigenza di potenziare e non impoverire l’offerta sanitaria, delle distanze dei comuni interessati dal capoluogo sannita, del disagio dei collegamenti stradali, del carattere prettamente rurale della comunità fortorina, dell’isolamento dovuto alla conformazione orografica del territorio. Il nuovo assetto emergenziale, dunque secondo l’amministrazione di Foiano, mette a dura prova il servizio allungando di molto i tempi di percorribilità.

Tratto da benevento.ottopagine.net

martedì 5 marzo 2013

Comunità montana, Ruggiero si dimette

Di Leonardo Bianco


Il terremoto provocato dalle elezioni del 24 e 25 febbraio scorso comincia a produrre i suoi effetti anche nelle amministrazioni degli enti locali. E’ il caso della comunità montana del Fortore. Giuseppe Ruggiero lo aveva annunciato su Ottopagine che c’era bisogno di una verifica politica nell’ente montano e dopo solo due giorni ha presentato le sue dimissioni da assessore della giunta della comunità montana guidata da Zaccaria Spina.

A provocare le dimissioni di Giuseppe Ruggiero sono state le affermazioni del vicepresidente della comunità montana, Salvatore Brancaccio, che, ieri su Ottopagine, aveva sostenuto che “non c’era nessuna necessità di una verifica politica e che le posizioni di Ruggiero erano dettate dallo stress pre e post elettorale”.

“Le affermazioni di Brancaccio - sottolinea Ruggiero – dimostrano che non si vuole fare chiarezza politica. Evidentemente c’è qualcuno che ha difficoltà a spiegare da che parte sta, anche alla luce delle dichiarazioni dell’onorevole De Girolamo, che sostiene che lo stesso Brancaccio ormai sia fuori dal Popolo delle Libertà. Fra una stress pre e post elettorale ed una vera e propria amnesia di appartenenza, scelgo senza dubbio la prima, anche perchè in un contesto politico come quello attuale non si ci può permettere di occupare cariche senza sapere chi o cosa si sostenga elettoralmente, abbandonandosi a continui esibizionismi giornalistici. La mia decisione, irrevocabile, deriva dalla consapevolezza che non si può stare con un piede in due scarpe. Se qualcuno vuole continuare a difendere l’operato del governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro, che è ormai latitante su molte questioni, a partire dalla vicenda dei forestali (il presidente non conosce nemmeno il numero dei forestali e non sa che i lavoratori non sono dipendenti delle comunità montane ma bensì della Regione), non trova certamente il mio consenso”.

“I danni di questo governo ormai sono sotto gli occhi di tutti. I comuni non possono fare fronte alle ordinarie attività in quanto da tre anni non ricevono i rimborsi sulle rate dei mutui contratti per le opere pubbliche. I fondi per il sociale e la sanità sono stati drasticamente ridotti, gli aiuti comunitari, unica vera risorsa della Regione, sono stati spesi in minima parte. La confusione sul piano energetico regionale – continua il vicesindaco di Foiano - ha fermato investimenti vitali per il nostro territorio. Attendiamo da oltre un anno la legge sulla gestione dei rifiuti, con le tariffe che stanno schizzando alle stelle per la mancanza di una seria programmazione sull'impiantistica deputata allo smaltimento. Ancora attendiamo i fondi per l'emergenza neve ormai promessi da oltre un anno. Credo che l'amico Brancaccio si renda conto di tutto questo, o almeno spero. E' assurdo che persone non ricevano da 14 mesi uno stipendio, con la Regione Campania a sventolare i soliti 60 milioni di euro che non si capisce bene quale annualità dovrebbero coprire. Sono due anni che fotocopiamo gli stessi progetti e li chiamiamo in modo diverso, piano forestale o grande progetto della forestazione, la sostanza comunque non cambia. Non comprendo come si potesse illudere oltre 4000 persone del fatto che i fondi europei potessero essere usati per la forestazione. Non credo che la stabilizzazione sia stata un problema anche alla luce del fatto che la Regione Campania ha visto ridurre drasticamente in questi anni il numero dei lavoratori forestali e soprattutto dal fatto che sulla spesa ordinaria l'Ente non reperisca, da circa tre anni, nemmeno i fondi che garantirebbero un rapporto di lavoro simile a quello a tempo determinato assicurato negli ultimi trent'anni. E’ paradossale che di tutto ciò si continui a darne responsabilità alla precedente amministrazione di centrosinistra, come è solito fare delle amministrazioni locali che dimostrano la propria incapacità”.

“Infine, se un’istituzione come la comunità montana non è capace di difendere il territorio, anche su questioni che non sono di competenza dell’ente stesso, come l'organizzazione dell'emergenza territoriale, credo che non ci siano più i presupposti per dialogare. Mi auguro – conclude Giuseppe Ruggiero - che questa mia decisione possa essere di stimolo ad un serio confronto fra tutte le amministrazioni e che si possa riavviare con decisione una nuova fase che veda protagonisti gli uomini e le donne del partito democratico”.

Tratto da Ottopagine/Benevento

domenica 3 marzo 2013

Petrolio nel Sannio, la Puglia 'avverte' Caldoro: 'Danno a falde acquifere e agricoltura'

La questione relativa alla ricerca di idrocarburi nel Sannio ed in Irpinia supera i confini territoriali e arriva all'attenzione della vicina Puglia, preoccupata, molto preoccupata del tipo di politica ambientale che balena in testa ai vertici della Regione Campania. Una posizione ambigua, quella di Palazzo S.Lucia con il consiglio regionale che ha votato all'umanimità contro qualsiasi tipo di ricerca del petrolio sul territorio campano ma con il Governatore regionale Stefano Caldoro che, proprio in occasione di un comizio elettorale a Benevento, aveva aperto alla ricerca di idrocarburi nell'entroterra campano definendole "ricerche geologiche".

Mancanza di chiarezza dunque, e preoccupazione dei "vicini" pugliesi che hanno convocato un incontro a Bari con sindaci ed amministratori dei comuni campani interessati dai progetti della Delta Energy ltd, la società che intende dare il via alla ricerca di idrocarburi nelle province di Avellino e Benevento.

L'interesse della Regione Puglia va specialmente alle possibili trivellazioni nel territorio irpino, per una questione di vicinato: così l'assessore Opere pubbliche e Protezione civile della Regione Puglia, Fabiano Amati si è detto preoccupato dei rischi di inquinamento delle falde acquifere.

Contrarietà netta dunque da parte della Puglia con la possibilità di estendere la protesta anche in Basilicata. Sull'argomento delle trivellazioni, durante la campagna elettorale, intervenne proprio il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, con un secco "no" ai progetti di ricerca ed alle trivellazioni in Campania. Una sorta di avvertimento al collega Caldoro: "Siamo da sempre contrari a questo tipo di intervento perchè danneggia l'ambiente con inquinamento delle falde acquifere e effetti disastrosi sull'agricoltura senza nessun beneficio per la popolazione locale. La partita è tutta da giocare insomma, con l'aggiunta di nuovi protagonisti.

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giovedì 28 febbraio 2013

LO TSUNAMI 5STELLE TRAVOLGE IL FORTORE

Il terremoto politico che ha stravolto l’Italia non ha risparmiato neanche il Fortore e il Tammaro, anzi in alcuni gli effetti sono stati anche più clamorosi. Baselice e San Marco sono l’emblema di questo tsunami chiamato Grillo. Nel primo comune il Movimento 5 Stelle, dopo anni di assoluto dominio del centrosinistra, non solo è riuscito a diventare il primo partito ma con i voti ottenuti ha superato anche le due coalizioni principali. Con 513 voti alla Camera e 438 al Senato ha stravolto lo scenario politico. Altro dato significativo per quanto riguarda il voto baselicese è il tracollo del centrodestra e del suo principale partito. Per i berlusconiani solo il 17,62 al Senato e 15,99 alla Camera. Nel 2008 i voti per Silvio Berlusconi erano stati 532 pari al 31,7% alla Camera.

Anche nel secondo comune il risultato dei grillini è, sorprendentemente, esaltante. Anche qui il Movimento 5 Stelle non solo è il primo partito ma prende più voti delle coalizioni di centrodestra e centrosinistra. Il dato delle politiche sammarchese è controtendenza rispetto al voto sannita e campano, proprio come quello di Baselice. Vince Grillo, secondo arriva la coalizione di centrosinistra, mentre i berlusconiani si piazzano al terzo posto perdendo oltre il 60% dei voti conquistati nel 2008, dove arrivarono primi.

Successi di Grillo anche nel Tammaro. Il Movimento 5 Stelle conquista il primato a Circello, sia al Senato che alla Camera, battendo la coalizione berlusconiana che nel 2008 aveva ottenuto il 50% dei voti. Anche a Colle Sannita vince il partito dell’antipolitica, nonostante il sindaco fosse candidato nella lista “Monti”. Lista monti che comunque nel comune di Giorgio Nista ottiene il miglior risultato della provincia sannita. Il M5SS che diventano il primo partito di riferimento a Colle Sannita, al Senato arrivano secondi, dietro l’alleanza che appoggiava Berlusconi, per soli 9 voti, mentre alla Camera si piazzano al primo posto.

Risultato a due facce per Morcone. Al Senato vince il centrodestra, mentre alla Camera si afferma il centro sinistra. In entrambi i casi il partito di Grillo arriva al terzo posto ma con una manciata di voti di scarto dalle due coalizioni principali. Il Movimento 5 Stelle al Senato è il secondo partito, mentre alla Camera è il primo alle spalle del Pdl, mentre alla Camera il primo.

San Bartolomeo in Galdo si conferma una roccaforte del centrodestra. L’alleanza berlusconiana ottiene la vittoria sia al Senato che alla Camera con il doppio dei voti sul Movimento 5 Stelle che diventa il secondo partito del principale centro fortorino. Il Pdl & Company ottengono poco più di 1100 voti mostrando un calo importante rispetto al 2008 quando alla Camera conquistò oltre 1800 voti. Ancora una volta il centro sinistra sanbartolomeano è costretto a registrare una sconfitta.

Buon risultato del Pdl e della coalizione di centrodestra anche Catselfranco in Miscano che vedeva in corsa anche il suo sindaco, Pio Antonio Morcone, candidato nelle liste del Popolo delle Libertà. Il centrodestra ottiene il 52,7% dei voti, il 6% comunque in meno rispetto al 2008. Nel comune di Pio Antonio Morcone i grillini ottengono un risultato negativo, rispetto al resto del territorio. Il M5SS si piazza addirittura al quarto posto, alle spalle del centrosinistra e della coalizione montiana. Stesso risultato, per il partito di Grillo, ottenuto a Ginestra. Nel comune guidato da Zaccaria Spina vince il centrosinistra, davanti a Berlusconi e alla lista “Monti”. Resistono le roccaforti del Pd di Molinara e Montefalcone. Nel primo il centrosinistra conquista il primato davanti al Movimento 5 Stelle, perdendo però il 6% dei voti rispetto al 2008, terzo il centrodestra. A Montefalcone vince il centrosinistra davanti alla coalizione di Monti. Solo terzo il centrodestra, mentre il partito di Grillo si deve accontentare della quarta posizione.

A Foiano si è ripetuto lo scontro elettorale delle amministrative. Il centro sinistra, rappresentato dall’amministrazione, vince davanti alla coalizione che sosteneva Mario Monti, rappresentata dal candidato dell’Udc Bruno Casamassa. La piazza d’onore la conquista il centrodestra, mentre per il M5SS solo il quarto posto.

A Reino vince il centrosinistra davanti alle liste berlusconiane e al movimento dei grillini. Il dato più sorprendente è quello ottenuto dalla lista Fratelli d’Italia che si affermano come primo partito all’interno della coalizione di centrodestra.

Nell’Alto Sannio il centrodestra vince anche a San Giorgio la Molara e Castelvetere di Val Fortore, Castelpagano e Santa Croce del Sannio, mentre il centrosinistra vince a Pontelandolfo, Buonalbergo e Sassinoro.

(tratto da Ottopagine/Benevento)

martedì 26 febbraio 2013

Grillo primo a Baselice

Senato (Definitivo – Ufficiale. Fonte Ministero interno): Centrodestra 218 voti (17,62%); Centrosinistra 404 voti (32,65%); M5S 438 voti (35,40%); Monti 96 voti (7,76%) - Elettori: 1.927 - Votanti: 1.333 69,17 %.

Camera
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO 513 36,95

PIER LUIGI BERSANI
PARTITO DEMOCRATICO 377 27,16
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' 31 2,23
CENTRO DEMOCRATICO 11 0,79
Totale Coalizione 419 30,18

SILVIO BERLUSCONI
IL POPOLO DELLA LIBERTA' 161 11,59
FRATELLI D'ITALIA 18 1,29
MIR - MODERATI IN RIVOLUZIONE 16 1,15
GRANDE SUD - MPA 9 0,64
INTESA POPOLARE 7 0,50
LA DESTRA 6 0,43
PARTITO PENSIONATI 5 0,36
LEGA NORD - -
Totale Coalizione 222 15,99

MARIO MONTI

SCELTA CIVICA CON MONTI PER L'ITALIA 81 5,83
UNIONE DI CENTRO 61 4,39
FUTURO E LIBERTA' 10 0,72
Totale Coalizione 152 10,95

ANTONIO INGROIA

RIVOLUZIONE CIVILE 21 1,51

GIACINTO MARCO PANNELLA

LISTA AMNISTIA GIUSTIZIA LIBERTA' 12 0,86

GIUSEPPE CIRILLO

VOTO DI PROTESTA 10 0,72

MAGDI CRISTIANO ALLAM

IO AMO L'ITALIA 9 0,64

SIMONE DI STEFANO

CASAPOUND ITALIA 9 0,64

OSCAR FULVIO GIANNINO
FARE PER FERMARE IL DECLINO 7 0,50

RENATA JANNUZZI

LIBERALI PER L'ITALIA - PLI 6 0,43

ROBERTO FIORE

FORZA NUOVA 5 0,36

RAFFAELE BRUNO

RIFONDAZIONE MISSINA ITALIANA 3 0,21

TOTALE 1.388

venerdì 22 febbraio 2013

No triv Sannio: Basta inquinamento! No al petrolio!

Decenni di devastazione ambientale, speculazione “emergenziale”, ecoballe, ecomostri e inceneritori non sono bastati. L'ennesimo disastro incombe sul nostro territorio: i progetti petroliferi di Delta Energy, che coinvolgono molti comuni del Sannio.

Oggi, curiosamente in chiusura di campagna elettorale, il Consiglio Regionale della Campania delibera all'unanimità una prima opposizione ai progetti petroliferi. Intanto dopo aver taciuto, all'unanimità, rilasciano i primi Via. Il Pdl locale, invece, sta ancora cercando di capire se questi progetti “servono”.

Il punto non è 'se' servono, ma 'a chi' servono. Non servono a chi il territorio lo abita, ma a imprese multinazionali, abituate a saccheggiare, inquinare e devastare i territori ancora relativamente incontaminati dei tanti sud del mondo, dove il petrolio finanzia e alimenta le guerre.

La popolazione deve sapere che l'impatto sull'ambiente, sulla salute e sull'economia, delle tre fasi di esplorazione, estrazione e raffinazione, significa aumento della franosità del territorio, probabile incremento del rischio sismico, inquinamento acustico e luminoso, tumori (l'esperienza della Basilicata ce lo insegna), deforestazione, altissimo consumo di acqua, deviazione e inquinamento delle falde acquifere.

Altri sono i bisogni, altre le esigenze reali del territorio, a partire dai trasporti locali che da tempo subiscono pesanti tagli: ne fanno le spese pendolari, studenti e lavoratori, anche quelli dello stesso settore che continuano con gravi disagi ad assicurare il servizio. Intanto vengono finanziate grandi opere inutili come il progetto di Alta Capacità Napoli-Bari. Il miliardo e mezzo stanziato in questi giorni per una piccolissima tratta basterebbe per sistemare i collegamenti interprovinciali e regionali.

Noi ci opponiamo a qualsiasi forma di esplorazione preliminare che rappresenterebbe solo la prima fase di un'occupazione de facto del territorio, in nome di interessi economici speculativi, perché rifiutiamo la cultura del petrolio e ne riconosciamo il fallimento e le devastazioni. Altre sono le ricchezze della terra, e su queste dobbiamo puntare per un modello economico a misura di donna: turismo, agrozootecnìa d'eccellenza, patrimonio storico e culturale.

No Triv Sannio

mercoledì 20 febbraio 2013

Il Fortore dice “no” alle perforazioni petrolifere

di Angelo Iampietro

Verso il nostro territorio ci sono state noncuranza e dimenticanza volute da parte di coloro che avrebbero dovuto impegnarsi perché non fosse, più di tanto, isolato geograficamente ed economicamente; al contrario quando c’era da prendere voti in occasione delle votazioni, quasi per miracolo, molti si materializzavano e, con un benevolo sorriso verso i capi delle sezioni politiche, facevano il pieno di consensi; del resto, gli abitanti della Valfortore sono stati sempre generosi ed ospitali oltre misura; è questa una caratteristica che ci ha sempre contraddistinto. Sta di fatto che questa nostra generosità, in “Alto Loco” l’hanno recepita oltremisura, tanto che è in essere l’autorizzazione per la trivellazione delle viscere della nostra terra con un interesse mozzafiato: cercare il petrolio!.

Sì, si vuol trivellare il nostro territorio per ricerca petrolifera!.
“Cui prodest?”, ( a chi giova?).

Certamente non gioverà agli abitanti della nostra trascurata e abbandonata Valfortore da tempo immemorabile per le ben note ragioni che non sto qui ad elencare, perché le conoscono anche le pietre dei nostri tratturi, ai quali, in più tratti, somigliano le nostre strade di comunicazione con poca manutenzione, tante buche, avvallamenti e lavori di rattoppatura, che sono diventati ormai segni indelebili che non ci tengono lontano dal lontano passato; ma quando c’è da predare ciò che ci appartiene e a cui teniamo moltissimo, ecco che, all’insaputa di gran parte degli abitanti (non so se le autorità locali ne fossero a conoscenza ed hanno fatto di tutto per opporsi, al primo sentore, a queste scelte molto discutibili per la compromissione ambientale del nostro territorio!), arrivano le decisioni prese dall’alto, che consentirebbero alle grosse trivellatrici di perforare gli strati del nostro sottosuolo. Ci toglierebbero, in aggiunta a ciò che in parte c’è stato già tolto, tutto ciò che è stato ed è tuttora l’emblema del nostra vivere: rispetto e cura dell’aria e della terra. A Baselice - un tempo si diceva – l’aria, l’acqua, “lu pàne, lu vìne e l’óglie”, e tutti gli altri prodotti derivanti dalla coltivazione della terra, erano giudicati ottimi per qualità. Adesso lo sono ancora, ma in futuro?, Chissà!

C’è da dire, però, che il rispetto dell’ambiente non sempre è avvenuto in alcuni ambiti: come la conservazione e la tutela di qualche corso d’acqua, gli opportuni interventi su terreni franosi e l’accettazione dei pali eolici, che lentamente, nel giro di qualche lustro, ha trasformato il volto delle nostre colline, credo, uniche per gli orizzonti riposanti nel susseguo delle vallate, dove le immagini del paesaggio si perdono a vista d’occhio, perché non vi sono ostacoli che si frappongono ad essa.
La trivellazione del suolo potrebbe compromettere anche la nostra salute, che verrebbe messa gravemente in pericolo, poiché le falde acquifere, che alimentano le sorgenti da cui si preleva l’acqua per i nostri bisogni quotidiani, certamente sarebbero inquinate e, di conseguenza, danneggerebbero gravemente ed in modo irreparabile, tutto il mondo vivente per la rottura dell’intero ecosistema.

Ricordo ai lettori che, già negli anni ’60, vi furono delle ricognizioni da parte di una società petrolifera, di cui non ricordo il nome, per conoscere a quali profondità ed in che misura vi fosse petrolio. Il territorio di Baselice, dopo qualche mese, non fu più al centro dell’interesse petrolifero e venne abbandonato; l’attenzione, nel contempo, si spinse, e durò parecchio, verso i territori di S. Marco dei Cavoti e dei paesi limitrofi. Si trivellò il terreno in più località, ma di quanto venisse fatto la popolazione non fu mai informata e, se ricordo bene, non ci fu una vera e propria presa di posizione o di coinvolgimento delle popolazioni per qualcosa che avrebbe trasformato l’utilizzo del territorio.

Da circa un anno la questione attinente la ricerca petrolifera si è riproposta e si ritorna all’attacco, ma, per quanto abbia potuto conoscere dalla stampa locale, essa è sorretta fortemente dalle decisioni delle competenze regionali, tanto è vero che sembra siano in atto le autorizzazioni per procedere alla trivellazione dei territori di più comuni della provincia di Benevento, e, tra questi, anche la nostra dimenticata Valfortore, di cui ci si ricorda solo quando c’è da portare via qualcosa; del resto, dicevo che siamo ospitali per formazione ed educazione atavica, ma in questo contesto non possiamo esserlo. Ricordo che Baselice, nel Sannio, è stato uno dei pochi ad esprimere nel “Referendum Istituzionale del 2 Giugno 1946”, il proprio consenso alla Repubblica. Non è poco!.

Abbiamo già tanto dato a tutta la comunità nazionale con l’emigrazione di necessità che definisco “forzosa”, iniziata alla fine dell’Ottocento verso le Americhe; è continuata, poi, nel dopoguerra verso i Paesi europei e, quasi contemporaneamente, verso il Nord, verso cui, ancora adesso, sono costretti a spostarsi, in cerca di fortuna, molti giovani. Non c’è stata famiglia che non abbia avuto emigranti!. L’abbandono, per necessità, della propria terra fa sì che questa diventi ancora più povera; è necessario porre rimedio, se non si vuole un ulteriore calo demografico!.( Cfr. i dati del Censimento del 2011: tutta la Valfortore ha perso un numero considerevole di residenti).

Mi permetto di ricordare che le case in Valfortore sono state ristrutturale o costruite in gran parte con le rimesse degli emigrati; loro hanno contribuito all’economia locale, dando lavoro a molte attività artigianali e alla manovalanza generica con le loro rimesse, in più hanno rimpinguato anche la Cassa Depositi e Presiti con i loro risparmi depositati presso le Poste, risparmi utilizzati dalle Amministrazioni Comunali che ad essa chiedevano prestiti, che hanno consentito la realizzazione di opere infrastrutturali di primaria necessità per quelle comunità.

Nel nostro piccolo abbiamo dato tanto, ma adesso non vogliamo che ci venga rovinato il bene più prezioso che è la nostra terra. Per difenderla dobbiamo essere vigili e dobbiamo farci sentire, (siamo stati silenziosi per molti decenni!) perché essa non venga compromessa per scelte vantaggiose solo ed esclusivamente a pochi altri, ma non alla nostra comunità.

L’acqua minerale, se vi saranno le trivellazioni, dovremo comprarla per necessità; sarebbe sufficiente questa riflessione per far sì che ciascuno si impegni perché ciò non accada. L’inquinamento da petrolio riguarderà prima l’acqua, poi la terra ed infine l’aria; sono questi tre elementi che, una volta contaminati, non consentiranno al regno vegetale ed animale di continuare il proprio ciclo naturale: la vita.

La vera ricchezza di una comunità è che ciascuno si senta cittadino attivo del luogo su cui vive, luogo che difenderà nel bene comune, affermando, in tal modo, la sua dignità ed i diritti inalienabili a lui spettanti, perché qualcuno, estraneo ai valori della vita per meri interessi materiali, non rovini l’habitat (ambientale, culturale, sociale, civile) e la sua salute.
La difesa di questi valori rappresenta il contributo più nobile che ciascun uomo dovrà dare, se vorrà continuare a respirare quell’aria , che ci ha consentito di crescere forti nel fisico e maturi nella mente.

lunedì 18 febbraio 2013

Don Michele: “Uniti contro le trivellazioni”

di Biagina Cece

Tempi che cambiano, valori diversi, o meglio, crisi di valori e non solo, tutto ciò colpisce grandi e piccoli centri e chi meglio di un sacerdote, che da anni è alla guida di una comunità, può meglio notare tali cambiamenti? Abbiamo incontrato nella Chiesa San Leonardo Abate di Baselice, don Michele Benizio, parroco da tanto tempo del paese, per capire il perché dei vari cambiamenti non sempre positivi.

Don Michele, ormai lei conosce bene la realtà di Baselice, riscontra dei cambiamenti nella gente e nei giovani rispetto al passato?
In generale posso affermare che i baselicesi seguono molto le funzioni religiose e i vari momenti di aggregazione che riguardano la parrocchia, si pensi al grande Presepe Vivente; il successo ottenuto, non indifferente, è dovuto proprio alla buona volontà della gente che tanto si è spesa per la riuscita dell’evento. Sono del parere che l’unione fa la forza e questo lo dimostra. Il problema è che oggi c’è una grande crisi spirituale, non si ha più fiducia né in Dio , né nelle istituzioni, manca la speranza e questo grande malcontento, porta inevitabilmente anche a quella che è la crisi economica che ci affligge. Per quanto riguarda i più giovani, la differenza sta forse nel fatto che vivono spesso nella realtà virtuale dei social network, che non sono sempre negativi; io stesso sono iscritto come Oasi San Leonardo Abate sia a Facebook che a Twitter e ho rinnovato il sito , proprio per stare vicino ai giovani, perché io credo tanto in loro e sono sempre qui se hanno bisogno. Molte volte però si rischia di mettere un muro tra la realtà e il virtuale e così si dimenticano i rapporti veri, il contatto visivo. Ci si perde in amicizie virtuali che, mi chiedo, quanto possano essere vere. Anche a loro manca la fiducia negli altri, anche loro soffrono di questa crisi spirituale. Ripeto, io sono sempre qui anche per organizzare insieme qualcosa di bello, si pensi ai due musical che in passato con loro abbiamo portato in scena e che tanto sono piaciuti.

Come lei ha affermato, crisi spirituale che sfocia in crisi materiale…
Si, e che si sente maggiormente negli ultimi mesi. Manca il lavoro principalmente, molti sono venuti a chiedere un aiuto economico. Molti vivono con le pensioni dei genitori, è davvero un momento difficile. Credo che la soluzione sia puntare su ciò che si ha; la nostra è un’economia agricola, fatta di mestieri antichi, allora perché non rivalutare l’amore per la terra? Perché non rivalutare i mestieri artigianali? Magari non faranno vivere nel lusso, ma faranno vivere. Il lusso è un’utopia, almeno al momento bisogna pensare a vivere. Basta telefonini all’avanguardia, basta vestiti firmati. Si può vivere in maniera modesta ma dignitosa. Naturalmente lo Stato dovrebbe incentivare chi vuole provare a rivalutare l’artigianato, non tassare come invece continua a fare. In questo modo si apprezzerebbe quello che è il nostro territorio, i prodotti della terra, i nostri prodotti tipici; le nostre zone hanno davvero tanto da offrire. A livello ambientale, ad esempio, si potrebbe puntare sul turismo; magari c’è chi vorrebbe rilassarsi in un posto semplice, naturale e con prodotti propri genuini.

Un territorio questo che invece sembra essere nel mirino delle trivellazioni.
Sono assolutamente contrario! Abbiamo già tanti problemi con le falde acquifere, ci sono dei terreni dissestati, ma nemmeno voglio immaginare i danni ambientali che queste trivellazioni causerebbero. Noi lo dobbiamo tutelare il territorio, non lo dobbiamo distruggere! È importante che ci uniamo per evitare un tale disastro. E dobbiamo difendere ciò che abbiamo; si pensi al Psaut, ottimo sicuramente, ma perché eliminare i Saut? Non siamo sicuri, il territorio non è più coperto, forse non abbiamo difeso abbastanza il servizio che i Saut offrivano. Quindi uniamoci e cerchiamo di evitare almeno che ci siano queste trivellazioni, insieme possiamo farcela.

Don Michele, mentre parliamo con lei, qui in Chiesa i volontari della Misericordia di Baselice, stanno dando una mano nei piccoli lavori di manutenzione; questo sta a dimostrare che la solidarietà ancora esiste in questo paese?
Questo dimostra che qui ancora ci sono valori di amore, buona volontà, voglia di aiutare senza ricevere nulla in cambio. È davvero bellissimo e ciò mi rende felice e mi convince sempre di più che insieme davvero si può raggiungere qualsiasi risultato.

Lei ha parlato di sfiducia nelle istituzioni, nella politica, nella Chiesa; cosa si sente di dire per incoraggiare ad avere fiducia in un momento che vede anche il ritirarsi del Papa?
La scelta del Papa è giusta e merita grande rispetto. Bisogna avere coraggio per ammettere che è difficile sostenere un momento instabile come quello che stiamo attraversando; ha capito che la Chiesa ha bisogno di qualcuno più forte, Lui pregherà per la Chiesa e per noi tutti, darà in questo modo il Suo contributo. È solo da ammirare tale scelta. Anzi deve servirci da insegnamento, bisogna capire i propri limiti e affidarsi, quindi fidarsi, di chi può tenderci una mano, chiedere aiuto in un momento difficile e mai scoraggiarsi. La Fede, la grande fiducia in Dio e nelle Istituzioni, può salvarci ancora una volta, basta crederci e restare uniti.

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sabato 16 febbraio 2013

Fiori per colmare la distanza tra terra e cielo

di Maurizio Cuzzupè

L'altro giorno, alle 8.00, poco prima di entrare a scuola, sento la triste notizia dell'atleta Oscar Pistorius che uccide la sua fidanzata. Mi ha colpito questa storia. Una bellissima modella, molto impegnata nella lotta contro gli stupri in Sud Af rica, che solo quattro giorni prima di essere uccisa scriveva su Facebook: "Stamattina mi sono svegliata in una casa sicura e felice. Non a tutti capita. Solleva la tua voce contro gli stupri in Sudafrica". Quella voce è stata brutalmente strozzata. In un primo momento si è detto questo: lei per fare una sorpresa al fidanzato rientra a casa alle 4 di notte, lui scambiandola per un malvivente gli spara quattro colpi uccidendola. Pare, inoltre, che lei abbia lanciato su twitter un messaggio dove chiedeva ai suoi followers: "Cosa fareste per il vostro amore?". E qui traspare la volontà di sorprendere il proprio fidanzato giusto per poter magari festeggiare insieme il giorno di S. Valentino. Devastante.

Ma che storia è questa mi chiedo? Dovremmo conoscere il limite, dovremmo imparare a "circoscriverci" magari includendo le persone che amiamo se proprio non riusciamo ad amare tutti. E invece c'inganniamo. Anche un bambino prova amore, odio, piacere e dolore ma se queste emozioni, per loro natura irrazionali, non si adeguano al senno, per sua natura razionale, allora la virtù si corrompe nel suo contrario divenendo disumana e perversa. Se non hai le gambe puoi usare le protesi per correre ma nell'amore per un cuore spezzato non c'è protesi che tenga. Giorni come questo non credo servano ai cioccolatini ma ad una devota "circoscrizione", con potenza con forza, ma quella positiva intendo. Forse i fiori? Beh, si questi non mancheranno a segnare la distanza tra la terra e il cielo. Perciò, che esali il profumo di fiori per tutti gli innamorati, per tutte le donne ovvero per tutto ciò che amiamo "circoscrivere" con devota protezione.

venerdì 15 febbraio 2013

Psaut S.Bartolomeo, debutto flop: Soccorsi lumaca e infermiera ricoverata al 'Rummo'

Non si può certo dire che il Psaut di S.Bartolomeo in Galdo sia partito con il piede giusto. A poche ore dall'inauguazione ci sono già i primi casi di disagio per gli utenti e difficoltà per il personale. A farne le spese, addirittura, un'infermiera della struttura di via Costa che, nel tardo pomeriggio di oggi, è stata ricoverata all'ospedale "Rummo" di Benevento. Motivo? Probabilmente eccessivo stress o organizzazione della struttura insufficiente (una sola ambulanza che deve garantire assistenza ad un territorio molto vasto e dalla viabilità precaria).

A questo bisogna aggiungere che i locali di via Costa sembrerebbero una sorta di "work in progress" (freddo, umidità e qualche tubo dell'acqua rotto che ha già provocato qualche piccolo allagamento delle stanze). Il ricovero dell'infermiera a Benevento ha, di fatto, tenuto il Psaut "scoperto" per oltre un'ora, con il medico in presidio senza assistenza. In poche parole, servizio sospeso fino a quando c'è stato l'arrivo di un altro infermiere. E meno male che in quel frangente non ci sono state chiamate. Non è andata meglio per i due interventi che si sono avuti nelle ore precedenti, uno a Buonalbergo, l'altro a S.Marco dei Cavoti. Nel primo caso, una donna (codice giallo) ha chiesto di essere visitata: come primo soccorso è arrivata l'ambulanza demecalizzata da Ginestra degli Schiavoni (sembrerebbe infatti che la centrale operativa abbia "inteso" codice verde l'intervento di Buonalbergo) che, a sua volta, vista l'impossibilità di operare, ha chiesto l'intervento del medico del Psaut, arrivato soltanto dopo un'ora con l'unica ambulanza della struttura. Analogo episodio a San Marco dei Cavoti, stavolta per i soccorsi si è dovuto attendere ben oltre la mezzora.

Pochi mezzi, personale costretto a fare salti mortali, territorio troppo vasto da coprire: "Una scelta affrettata - ha commentato senza mezzi termini il sindaco di Foiano Valfortore, Michelantonio Maffeo, contattato dal nostro portale - quando lunedì scorso, assieme ad altri sindaci, ci siamo recati al Palazzo del Governo a Benevento, lo abbiamo fatto proprio per questo motivo. Ben venga il Psaut, ma il servizio sanitario deve essere capillare, ben organizzato e non improvvisato. Occorre urgentemente completare l'assistenza sul territorio fortorino e, dunque, non c'era bisogno di affrettare l'inaugurazione del Psaut, era molto meglio tenere in vita il vecchio sistema con il Saut in attesa di garantire un servizio completo per l'utenza. Invece si è preferito affrettare tutto, solo per propaganda elettorale, lasciando allo sbaraglio personale e cittadini. Nelle prossime ore solleciteremo il Prefetto di Benevento per un suo immediato interessamento alla questione che, così com'è, è un vero e proprio rischio".

www.ilquaderno.it

giovedì 14 febbraio 2013

La protesta dei fortorini: 'Psaut trappola. S.Bartolomeo ha bisogno di un ospedale non di spot elettorali'


"Siamo delusi? Secondo lei? Solo un grande spot elettorale, un'apertura ad orologeria e non si sono neppure resi conto che, così facendo, hanno peggiorato la situazione". Ieri l'inaugurazione in pompa magna del Psaut di San Bartolomeo in Galdo, tra sorrisi e un leit motiv: "Dopo 50 anni abbiamo ridato dignità alla comunità fortorina". Basta spostarsi di soli quattro chilometri e constatare, come spesso accade, che a riflettori spenti la realtà è un'altra. Foiano Valfortore, poco più di un migliaio di abitanti, comune sannita collocato nel bel mezzo della vallata: "Proprio per questo motivo dovremmo essere un punto di snodo del Fortore - ci fa notare un anziano del posto - siamo in posizione baricentrica anche se è vero che siamo penalizzati dalle strade e dai collegamenti". Se a San Bartolomeo in Galdo si festeggia l'apertura del Psaut, a Foiano si decreta la chiusura del Saut: "Stamattina hanno messo i sigilli, il personale è stato spostato a San Bartolomeo. Non abbiamo più nulla". Non si parla d'altro nei bar o in piazza S.Giovanni dove fanno capannello un nutrito numero di pensionati. La verità è che l'apertura del Psaut non è andata giù a nessuno, ma i foianesi non vogliono certo puntare il dito contro gli abitanti di San Bartolomeo in Galdo: "Ci mancherebbe! - esclama un 50enne del luogo - i nostri vicini meritano ben altro però. Il Psaut è una farsa bella e buona, hanno combinato un papocchio, si sono fatti l'autogol".
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La protesta dei fortorini: 'Psaut trappola. S.Bartolomeo ha bisogno di un ospedale non di spot elettorali' - Ilquaderno.it 

Il Psaut e i lavoratori del 118 da mesi senza stipendio

Postiamo la nota di Cgil e Uil in merito alla vertenza dei dipendenti del 118.

“Stamattina (ieri per chi legge, ndb) alla presenza delle Autorità politiche, è stato inaugurato in pompa magna, il Psaut di San Bartolomeo in Galdo, questa sera, come ciliegina sulla torta i lavoratori del 118 Sanit e Modisan, già in enorme difficoltà economiche per non aver ricevuto gli stipendi da oltre 4 mesi, sono stati informati che una parte di loro, a turnazione sono obbligati a coprire il turno di 24 ore presso il Psaut di San Bartolomeo in Galdo. A seguito di questa drammatica vicenda, il responsabile addetto alla turnazione, ha deciso spontaneamente di lasciare l’incarico a lui affidato da molti anni, in segno di protesta, secondo la versione di alcuni lavoratori che ci hanno comunicato l’accaduto.
E’ il caso di ricordare che questi lavoratori, oramai versano in condizioni drammatiche e non sono in grado, per le evidenti difficoltà economiche a recarsi in quelle zone, in quanto non hanno la possibilità di fare benzina nella propria autovettura.
Per queste motivazioni in quanto oltre al danno la beffa si diffida la Sanit di non avviare nessuna iniziativa che possa incidere sulla sopravvivenza dei lavoratori stessi”.

Fonte: www.ntr24.tv

mercoledì 13 febbraio 2013

Petrolio, firma l'appello dei No triv Sannio

Noi cittadini, amministratori, membri di associazioni e di organizzazioni professionali della Provincia di Benevento, coscienti delle minacce che gravano sull’ecosistema locale e sulle economie che da esso dipendono, firmiamo questo appello a testimonianza del Nostro impegno contro le indagini petrolifere e per chiedere al ministro dell’Ambiente di proteggere in modo efficace il nostro territorio.

Considerato

che il territorio sannita presenta, come testimoniato da diversi studi scientifici, aree ancora incontaminate, rispetto al resto del nostro Paese l’assenza di misure efficaci che permettano di proteggere dalla contaminazione aria, suoli, acque superficiali e sotterranee e di tutelare quindi dalle minacce delle perforazioni risorse che sono strategiche per le comunità locali;

che le comunità locali hanno necessità di un modello economico ecosostenibile e che i settori sui quali si vuole puntare sono: agricoltura di qualità, zootecnia, turismo, energia rinnovabile;

che la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi rappresenta un grave rischio per l’ecosistema e per le economie che da esso dipendono, come ampiamente dimostrato in diversi studi scientifici in varie parti del Mondo dove estrazione, utilizzo e trasporto di petrolio hanno gravemente compromesso attività agricole, turismo, biodiversità e non ultimo la salute della popolazione residente;

il rapporto costi/benefici che fa pendere la bilancia solo ed esclusivamente dalla parte dei costi per le comunità locali e che gli unici benefici sono solo di natura economica e ad esclusivo vantaggio delle compagnie petrolifere (la stessa Regione Campania non incasserà nulla come già accaduto e ancora accade in altre Regioni italiane).

Chiediamo
che il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio si impegni ad agire in maniera rapida, coraggiosa, intelligente ed incisiva per il blocco immediato di ogni processo di autorizzazione per progetti di ricerca e perforazione.

Vogliamo,
nei nostri territori, che le attività economiche debbano servire l’interesse generale, il bene comune o bene pubblico come è normale che sia in un Paese moderno e democratico e che non si sostenga un modello economico obsoleto e retrogrado.

PER FIRMARE CLICCA QUI

Trivellazioni petrolifere, De Girolamo (Pdl): "Sono favorevole solo a quello che serve" (IL VIDEO)

Il Sannio si prepara ad affrontare la complessa questione delle trivellazioni petrolifere. Cittadini e associazioni, riuniti nel coordinamento No Triv stanno portando avanti una battaglia contro i progetti di ricerca di idrocarburi con iniziative mirate ad informare la popolazione sui rischi per l'ambiente e il territorio. 

Come annunciato qualche giorno fa dal presidente Cimitile, anche la Provincia di sta attivando per fermare le trivelle: approvata ieri una delibera con cui ci si oppone ai progetti di ricerca dell'inglese Delta Energy. Prossimi passi saranno la convocazione di un'Assemblea dei Sindaci per una mobilitazione istituzionale e la convocazione anche di un consiglio provinciale ad hoc. (Per vedere il video clicca qui sotto)
Trivellazioni petrolifere nel Sannio, Nunzia De Girolamo (Pdl): "Sono favorevole solo a quello che serve" | ambiente | news | NTR24 - l'informazione sul web

martedì 12 febbraio 2013

La Delta Energy arriva nel Sannio: "Siamo fiduciosi di trovare il petrolio" (IL VIDEO)

La Delta Energy arriva nel Sannio. La società inglese, costituita da manager che hanno lavorato nelle multinazionali petrolifere, ha presentato i progetti di ricerca petrolifera, che coinvolgono molti comuni sanniti, incontrando alcuni sindaci e amministratori del Fortore, i cittadini e il comitato No Triv Sannio nella sala consiliare del paese di Ginestra degli Schiavoni. Un incontro annunciato negli scorsi giorni dal sindaco Zaccaria Spina. Accanto a lui gli amministratori di Foiano di Valfortore, Molinara, Montefalcone di Valfortore, San Giorgio La Molara e San Marco dei Cavoti. 
(Clicca qui sotto per vedere il video)
La Delta Energy arriva nel Sannio: "Siamo fiduciosi di trovare il petrolio" | ambiente | news | NTR24 - l'informazione sul web

lunedì 11 febbraio 2013

Sannio e petrolio: A Ginestra degli Schiavoni incontro con la Delta Energy. I No Triv a casa di Spina


Nuova azione di protesta del coordinamento NoTriv Sannio contro i progetti di trivellazioni petrolifere nel Sannio e in Irpinia, messi in atto dalla società inglese Delta Energy. Ieri mattina una nutrita delegazione del coordinamento si è recata presso l'abitazione beneventana del sindaco di Ginestra degli Schiavoni e presidente della Comunità Montana del Fortore, Zaccaria Spina, per avere delucidazioni in merito ad un suo incontro, in programma nella giornata stamane a Ginestra degli Schiavoni, con i rappresentanti della società inglese.

"Il Sannio è verde non nero" è stato il messaggio lanciato dai NoTriv Sannio in uno striscione esposto sotto la casa del primo cittadino fortorino. "Il timore del coordinamento - affermano dal comitato No Triv Sannio è che incontri del genere preludano ad accordi con la società, mentre è necessario ribadire con forza fin da subito una decisa opposizione a qualsiasi progetto di estrazione di idrocarburi nel Sannio, che non porterebbe che devastazione ambientale ed impoverimento economico".

Il sindaco Spina ha incontrato la delegazione e ha rassicurato il coordinamento sulla propria opposizione alle trivellazioni, aggiungendo che l'incontro di domani si terrà solo per avere chiarimenti tecnici sui provvedimenti. Il primo cittadino ha inoltre assicurato che parteciperà alla prossima assemblea del coordinamento NoTriv, prevista per giovedì prossimo 14 febbraio, presso il Palazzo del Volontariato di Benevento.

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sabato 9 febbraio 2013

La Provincia va al Tar per battere le trivelle

L’amministrazione provinciale presenterà ricorso al Tar contro gli atti rilasciati dalla Regione Campania per l’autorizzazione delle estrazioni petrolifere nel Sannio. Lo ha annunciato ieri l’assessore provinciale all’Ambiente nel corso della seduta della commissione consiliare presieduta da Angelo Capobianco.

Due gli argomenti all’ordine del giorno: programma di trivellazioni per le ricerche petrolifere in numerosi comuni del Sannio e gestione del ciclo dei rifiuti. «Sulla prima questione – riferisce la Rocca – la Commissione consiliare e lo stesso assessore hanno già affrontato nei mesi scorsi l’argomento ed hanno promosso numerose iniziative, tra le quali la proiezione nella sala Consiliare della Rocca dei Rettori del documentario-inchiesta “Mal d’Agri” sull’estrazione degli idrocarburi in Val d’Agri nel potentino. Commissione e assessore hanno ribadito la loro netta e convinta opposizione al programma di trivellazioni ed hanno discusso sulle azioni di contrasto più opportune da intraprendere in tutte le sedi politiche ed istituzionali.

La Commissione intende richiedere una discussione in Consiglio provinciale, mentre l’assessore ha annunciato che già domani (oggi, ndr), con l’ausilio di docenti dell’Università del Sannio, verrà discusso in Giunta un dossier da allegare al ricorso innanzi la Magistratura amministrativa contro i provvedimenti autorizzativi regionali».

L’assessore Aceto e la Commissione, infine, hanno auspicato, «così come successo per la centrale a turbogas “Luminosa”, il massimo coinvolgimento delle Istituzioni locali e degli stessi cittadini del Sannio per fare fronte comune contro l’annunciato scempio del territorio sannita».

Sul tema, va ricordato che lunedì prossimo è in programma a Ginestra degli Schiavoni un incontro promosso dal sindaco del piccolo centro, Zaccaria Spina, con i referenti della società che intende realizzare i progetti estrattivi di idrocarburi nel Sannio, la ‘Delta Energy’. Nello stesso giorno a Napoli si terrà l’annunciata iniziativa di accesso agli atti presso gli uffici regionali richiesta dai consiglieri comunali di San Marco dei Cavoti Domenico Costanzo e Valentino Ca¬stello.

Tornando ai lavori della commissione, Aceto ha relazionato sullo stato dell’arte in tema di rifiuti. «Un confuso ed inestricabile guazzabuglio legislativo – l’ha definito l’assessore – che (non) governa la materia». La Commissione ha auspicato che il disegno di legge regionale attualmente in discussione possa essere utile a rendere più certi poteri e funzioni, soprattutto se lo stesso verrà coordinato e discusso con il nuovo Par¬lamento. Si è inoltre discusso della vertenza dei lavoratori dei disciolti Consorzi rifiuti, mentre l’assessore Aceto ha relazionato sullo stato dell’attuazione del programma di impiantistica predisposto dalla Provincia per la gestione del ciclo rifiuti.

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venerdì 8 febbraio 2013

No Triv: ecco come e dove vogliono cercare petrolio


Fermare le trivelle e salvare il territorio. Con questo obiettivo il coordinamento No Triv Sannio ha dato vita al primo incontro di autoformazione per far comprendere alla popolazione i rischi che le trivellazioni petrolifere comportano per l'ambiente e il territorio sannita. A relazionare il geologo Roberto Pellino, che partendo da un'analisi geomorfologica dell'area interessata dai progetti di ricerche petrolifera, ha messo in rilievo le possibili incidenze sul territorio.

Pellino ha poi spiegato come avvengono le ricerche di petrolio. Il primo passo da compiere è l'indagine geosismica. Compiuto questo primo step con esito positivo, si passa alla creazione di pozzi esplorativi. Tra il 1961 e il 1982 i cercatori di oro nero hanno già trivellato alcune parti del Sannio. Nel corso degli anni nella provincia di Benevento sono stati relizzati 17 pozzi. Due hanno anche dato petrolio. Ma alcune conseguenze di quell'attività di ricerca si fanno sentire ancora oggi: un pozzo realizzato nell'area di San Marco dei Cavoti oggi è nella lista dei siti da bonificare della Regione Campania.

L'area interessata dalle trivellazioni degli anni passati è quasi la stessa che oggi è inserita nei due progetti della Delta Energy: Case Capozzi e Pietra Spaccata. Una zona tra il Fortore, il medio Calore e l'Irpinia che se, come spiega il geologo, non si caratterrizza dalla presenza di particolari serbatoi idrici, è però attraversata da fiumi importanti come il Calore, l'Ufita, il Tammaro e il fiume Fortore. Si può così immaginare il danno che si provocherebbe per un'eventuale fuoriuscita di inquinanti dai pozzi. Non mancano certo gli esempi di eventi simili. Nella vicina Basilicata, terra di petrolio, la diga del Pertusillo è completamente inquinata.

Altro tema che accende l'attenzione di chi si oppone alle trivellazioni è la paura per le conseguenze di effettuare trivellazioni in una zona sismica. La zona dei progetti di ricerca ricade infatti in una zona a sismicità medio-alta. Unanime il giudizio negativo dell'assemblea sui progetti di ricerca di idrocarburi nel Sannio. Un no che non mancherà di farsi sentire con future iniziative.

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giovedì 7 febbraio 2013

IL PSAUT DELLA DISCORDIA


La decisione dell’Asl non piace ai sindaci

Da ieri mattina la notizia è ufficiale: a partire dal 13 febbraio prossimo sarà aperto il Psaut di San Bartolomeo in Galdo. Ieri il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Benevento, Michele Rossi, ha firmato la delibera con la quale si dà il via libera al presidio nel centro fortorino. L’apertura del Psaut prevede lo spostamento totale del Saut di FoianoValfortore e dei medici del 118 di Ginestra degli Schiavoni, trasformando così la struttura di ginestra in uno Sti (Sistema di trasporto infermi). In sostanza nel centro del Miscano sarà presente solo un ambulanza con autisti soccorritori e infermieri senza la presenza dei medici.

Il presidio di pronto soccorso per le piccole emergenze territoriali, che sarà allocato nei locali dell’ospedale di San Bartolomeo in Galdo, prevede dunque un’unità mobile che svolgerà il servizio di 118 e una postazione fissa per un totale di 12 medici più infermieri e autisti socco ristori.

La delibera di ieri, dunque, conferma ciò che Ottopagine da mesi va affermando: l’apertura del Psaut a fronte dello spostamento del 118 di Foiano a San Bartolomeo e la soppressione del Saut di Ginestra. Se a San Bartolomeo c’è soddisfazione per la decisione dell’Asl, nel resto del territorio fortorino la notizia ha lasciato perplessi e scontenti molti amministratori.

Il sindaco di San Marco dei Cavoti ha preferito non commentare la notizia, anche perché, a suo dire, “la notizia si commenta da sola”. Il primo cittadino si chiede però “chi e con quale criterio si è fatta questa scelta”. Zaccaria Spina, sindaco di Ginestra esprime rammarico e dispiacere. “Si è presa una decisione importante, visto l’argomento, senza coinvolgere e concertare con gli enti locali. Addirittura non c’è stata nemmeno un’informazione preventiva. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno”.

“Una decisione – sottolinea Spina - che provoca una rivoluzione del sistema sanitario del territorio. Una delibera che stravolge il verbale condiviso da molti sindaci nell’ottobre del 2010, nel quale si affermava che l’apertura del Psaut non doveva comportare la chiusura dei due Saut presenti nell’area del Fortore”.
“Naturalmente salutiamo con soddisfazione l’apertura del presidio a San Bartolomeo, - afferma il sindaco di Ginestra e presidente della comunità montana – ma così come è stato deciso dall’Asl quello che doveva essere un arricchimento dell’assistenza sanitaria per il territorio, rischia di trasformarsi in un impoverimento del sistema”.

“Il rischio è l’abbandono di quei comuni che erano serviti dal 118 di Ginestra. I tempi percorrenza si allungano e le possibilità di interventi tempestivi diminuiscono. Ormai per questo comuni resta solo il presidio STI di Ginestra che interviene solo in caso di soccorso di base di emergenza, cioè casi di basso codice di gravità”.

Preoccupato dalla scelta dell’azienda sanitaria anche Luigi Paragone, sindaco di San Giorgio la Molara, che pur esprimendo soddisfazione per la decisione di aprire lo Psaut di San Bartolomeo afferma che “la delibera pregiudica l’assistenza e l’emergenza del soccorso sanitario sul tutto il resto del territorio fortorino”. “Si rischia di scatenare una guerra tra poveri – sottolinea Paragone – che non fa bene a nessuno. Togliere ad un povero per dare ad un altro povero non risolve il problema. Restano poveri entrambi”.

Chi è sorpreso dalla notizia è il sindaco di Buonalbergo, Igino Miele. “Questa decisione del’Asl crea un danno notevole al nostro comune. Chi ha assunto tale decisione, evidentemente, non conosce i tempi di percorrenza che ci sono tra San Bartolomeo e Buonalbergo. In questo modo si mette a repentaglio la sicurezza e la vita della gente”. Miele ci ricorda che proprio per migliorare il servizio dei soccorsi di emergenza qualche mese fa la sua amministrazione aveva deliberato per chiedere un servizio di 118 a Buonalbergo per ovviare alla distanza che intercorre tra il suo comune e il capoluogo.

Giuseppe Addabbo, sindaco di Molinara ribadisce ancora una volta che si decide senza conoscere e senza coinvolgere il territorio. “Una scelta che penalizza molti comuni come Molinara, San Marco dei Cavoti, San Giorgio la Molara, Ginestra, Buonalbergo “, dice Addabbo.

“Credo che si poteva tranquillamente aprire lo Psaut di San Bartolomeo in Galdo senza chiudere i 118 di Foiano e Ginestra. Bastava utilizzare, attraverso un accordo con i sindacati. il personale in esubero a Benevento”. La decisione dell’Asl ha scatenato il malcontento anche degli amministratori di Foiano. Il sindaco Michele Maffeo è sconcertato dalla notizia e afferma che è stato un errore. “Si apre un presidio per le piccole emergenze, mentre l’azienda sanitaria, chiude i servizi per le prestazioni specialistiche. C’è un gabinetto di radiologia che funziona a singhiozzo, - afferma Maffeo – mentre per un esame ecografico bisogna aspettare mesi. Questa decisione è un ulteriore segnale di impoverimento del servizio sul territorio”.

Ancora più dure le parole dell’assessore alla comunità montana Giuseppe Ruggiero. “Una decisione che rende peggiore il servizio”. Così Ruggiero esordisce nel commentare la notizia. “Il vasto territorio del Val Fortore sarà servita da una sola ambulanza per quanto riguarda le emergenze gravi. Lo Psaut, così come concepito rischia di essere un servizio inutile”.

“Questo tipo di riorganizzazione e razionalizzazione fatta dall’Asl non credo che faccia risparmiare soldi alla collettività”.
L’assessore alla comunità montana va oltre le questioni politiche e amministrative. Ruggiero si chiede se la struttura dove sarà ubicato il presidio è agibile a tale scopo. “Nella delibera – afferma Giuseppe Ruggiero - si parla di "Certificato di agibilità parziale del 28 agosto 2012 relativo al piano seminterrato da adibire a Psaut, nella sede dell'istituto Sps di Via Costa in San Bartolomeo in Galdo, individuato in catasto al Fg. 90 p.lla 1084, allibrato a pr. ASL bn al n. 113217 del 29 agosto 2012" e continua...."il Decreto Sindacale di autorizzazione sanitaria, rilasciato in data 15 gennaio 2013 con atto prot. N. 416 dal sindaco di Comune di San Bartolomeo in Galdo". Che significa? Che il fabbricato, nella sua complessità, non ha nemmeno la totale agibilità...ma solo nel seminterrato dove verrà ubicato il Psaut, ed inoltre perché una autorizzazione sanitaria la concede con decreto il sindaco e non la stessa Asl? Si intravedono – conclude Ruggiero - sempre di più gli estremi di una decisione politica di fretta e furia prima delle elezioni”.

Preoccupato anche l’ex sindaco di Ginestra degli Schiavoni, Pietro Giallonardo, che ci ha raggiunto telefonicamente per esprime la preoccupazione sul futuro di un territorio che rischia di rimanere isolato e sul fatto che vista la distanza e visto la informazione del territorio mette seriamente a rischio la vita dei cittadini del Miscano.

Reazioni negative, dunque, rispetto alla decisione dell’Asl da parte di quasi tutti gli amministratori che questa sera si incontreranno a San marco dei Cavoti per mettere in campo un’azione comune contro la delibera del direttore generale dell’Asl.

(benevento.ottopagine.net)

martedì 5 febbraio 2013

Ancora eolico nel Fortore


La Commissione Via della regione Campania ha dato parere positivo ad un nuovo progetto per la realizzazione di un parco eolico a San Marco dei Cavoti. La Commissione ha infatti espresso parere di compatibilità ambientale, su conforme giudizio della Commissione V.I.A., V.A.S. e V.I., al progetto “impianto eolico composto da 7 aerogeneratori di potenza complessiva 14 MW da realizzarsi alle località Piana delle Logge ed Acquafredda del comune di San Marco dei Cavoti. Ne da notizia il Burc regionale di lunedì 4/2/2013. Da sottolineare che la medesima commissione aveva in un primo tempo bloccato il progetto poichè “l’impianto proposto risultava in adiacenza ad altri impianti, realizzati e di futura realizzazione.

Esso si prefigurava a nord del centro abitato di San Marco dei Cavoti, alla distanza media di 4 km e a una quota media di 800 m.s.l.m., con un’installazione complessiva di 47 torri eoliche, differenziate per taglia e potenza. Si evidenziava a tale proposito che il sito interessato, in una valutazione in area vasta, risultava gravato da una serie di impianti realizzati e di futura realizzazione che, seppur di impatto visivo moderato se presi singolarmente, avrebbero dato forma ad inevitabili insediamenti a selva, con notevolissimo impatto sulla componente paesaggistica in una valutazione cumulativa”. La Sorgenia riformulava quindi il progetto riducendo il numero di torri da installare ed ottenendo in questo modo il via libera della Commissione ambientale regionale e superare per “magia” il notevolissimo impatto sulla componente paesaggistica che la medesima Commissione aveva in un primo tempo correttamente considerato.

(Fonte: informatoresannita.it)

lunedì 4 febbraio 2013

Gli operai forestali vogliono risposte: «Basta con le parole, servono i fatti»

di Biagina Cece

Solo apparente la calma tra i forestali di Baselice. Dopo le tante battaglie e proteste che gli operai hanno portato in campo non molti mesi fa, oggi si fa il bilancio della situazione. Nell’ultimo Consiglio della Comunità Montana del Fortore si era attestata quella che era la conformità dei progetti del 2012 e quelli futuri. La Regione nell’occasione, come è stato poi ribadito anche nell’incontro con l’Uncem (ottopagine, 02/02/2013), ha stanziato una cifra di poco più di tre milioni di euro per il 2012 e un’altra dello stesso importo per il 2013. Soldi che, affermano gli operai della forestale “non sono affatto sufficienti per pagare tutti gli operai. Purtroppo si continua a ribadire il concetto che non ci sono fondi, ma noi abbiamo delle famiglie da mantenere e ormai è più di un anno che non abbiamo stipendio”.

Si è in attesa dei suddetti finanziamenti della Regione, per ora assicurati in maniera formale, ma nulla di scritto “è stato preso un impegno nulla di più – continuano gli operai – la Regione Campania in passato ha preso tanti impegni che poi non ha realmente concretizzato. Sinceramente noi non crediamo più a quello che ci dice, vogliamo i fatti”. Al momento gli operai della forestale di Baselice sono in cassa integrazione. Quello che si vuole è solo trovare una soluzione ad un problema sempre più grande. Varie le proposte fatte dagli operai “viviamo in un mondo che si professa solidale solo a parole – afferma qualcuno – una proposta sarebbe quella di aiutarci economicamente, perché al momento non abbiamo più soldi. Non vorremmo mai arrivare a gesti estremi; tante sono le associazioni, le istituzioni, anche le banche, perché non fanno un prestito a noi operai che comunque restituiremmo appena questa situazione si sbloccherà? Un prestito magari che non avesse degli interessi troppo alti, perché sarebbe un costo troppo elevato da sostenere per noi. Ci ritroviamo ad avere difficoltà anche a pagare le bollette”.

E qualcuno, dato il periodo in cui ci troviamo, ha affermato “un’idea sarebbe quella di consegnare le tessere elettorali, è il periodo migliore date le imminenti elezioni. Sarebbe un segno di protesta civile, naturalmente non solo Baselice dovrebbe compiere tale protesta, ma anche i forestali degli altri paesi”.

Ad esprimersi anche il sindaco di Baselice, Domenico Canonico “siamo vicini agli operai forestali, che tanto danno con il loro contributo, è un lavoro importante da non sottovalutare il loro. La Comunità Montana del Fortore si è attivata per aiutarli e anche noi come Amministrazione proveremo ad aiutarli in questo momento difficile”. Un momento che dura da troppo “siamo stanchi anche di protestare, molte persone non hanno una buona opinione di noi. Parecchia gente pensa che non dovremmo nemmeno protestare perché non ci riconosce nella nostra professione. Invece noi sappiamo di lavorare anche tanto”.

“La Comunità Montana del Fortore non può permettersi di agire da sola; – ha affermato Salvatore Brancaccio, Vice Presidente della Comunità Montana del Fortore – il ‘vulnus’ del problema è strettamente legato allo spirito che le nuove Disposizioni regionali in materia hanno disposto. Infatti queste ultime incidono gravemente e fortemente con lo status del rapporto lavorativo di tutte le unità in carico al settore forestazione. Se non ci sarà qualcuno disposto ad accollarsi le responsabilità, frutto di scelte scellerate del passato, credo che difficilmente si potrà venire a capo della risoluzione definitiva del problema. L’invito accorato che rivolgo ai forestali fortorini, è quello di coalizzarsi tutti per un unico fine, cercare di organizzare fattive forme di protesta, oltre a rappresentare il loro dramma sociale alle Istituzione di ogni ordine e grado”.

Dagli ultimi incontri sembra esserci ancora un barlume di speranza, ma la paura che anche stavolta siano solo parole, è purtroppo protagonista tra gli operai della forestale fortorina. Solo apparente la calma tra i forestali di Baselice. Dopo le tante battaglie e proteste che gli operai hanno portato in campo non molti mesi fa, oggi si fa il bilancio della situazione.



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venerdì 1 febbraio 2013

No Triv Sannio, ecco come firmare la petizione. L'ex assessore regionale Nappi: 'Tutelare il Fortore'

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Si mobilita il popolo "No Triv Sannio" per scongiurare le ricerche petrolifere nella provincia di Benevento. E' stata redatta infatti, la petizione popolare già redatta nei giorni precedenti. Per supportare l'iniziativa è sufficiente lasciare i propri dati su questo link
http://www.activism.com/it_IT/petizione/appello-per-fermare-la-ricerca-e-l-eventuale-sfruttamento-di-idrocarburi-nella-provincia-di-benevento/42026

Intanto sull'argomento è intervenuto, con un'intervista rilasciata a "Repubblica" anche Gianfranco Nappi, l'ex assessore all'agricoltura della Regione Campania. "Sotto l’attenta regia del Governo Monti e, manco a dirlo, nel consenso della Regione Campania, si stanno avviando le procedure conclusive per l’ingresso in grande stile in Campania della Delta Energy ltd. società del Regno Unito.

La società in questione è una delle principali protagoniste nella ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi: ebbene si, dopo i ‘successi’ lucani, anche la Campania si accinge ad aprire una sua via allo sviluppo fondata sulla risorsa
energetica di maggiore futuro e di minore impatto ambientale esistente (sic): il petrolio.

L’area in questione riguarda la provincia di Benevento, oltre 30 comuni, epicentro nella Val Fortore. Siamo ad un passo dall’avvio delle ricerche. L‘iter non è ancora concluso, ma le fasi più importanti si sono consumate in un silenzio assordante. Se le ricerche partiranno, come appare assai probabile, nessuno sa se daranno effettivamente risultati apprezzabili. E’ credibile che non si avvii una ricerca in un’area dove non si abbia una seria probabilità di riuscita.

Dunque, facciamo lo scenario completo: si trova il petrolio. Nel giro di pochi anni la Val Fortore si troverà inondata da pozzi, trivelle e quant’altro. Diciamo come in Val D’Agri. Cambia il destino di un pezzo di Regione. Davvero imbarazza il fatto che una simile possibilità, dalle implicazioni così grandi, sia assunta senza un confronto pubblico, senza quel necessario processo democratico in assenza del quale nessun meccanismo di sviluppo positivo si può avviare. Ma, diamo per scontato che del petrolio si trovi, ovviamente in quantitativi che non potranno che essere in ogni caso contenuti, davvero è questa la prospettiva che può costruire un futuro diverso per quei territori come per la Campania? Queste domande sarebbe corretto porsele esattamente ora. Dopo, sarà troppo tardi in ogni caso. A me, una prospettiva del genere, appare più come una scorciatoia che brucia futuro piuttosto che costruirlo. Si veda anche la discussione che è aperta in Basilicata proprio sull’esperienza della Val d’Agri dopo circa venti anni di storia. Certo su quel petrolio c’è qualcuno che ci ha guadagnato, a cominciare dall’ENI.

Mi pare difficile che si possa sotenere che ci abbia guadagnato la Basilicata, nè mi sembra si possa sostenere che la realtà di sviluppo della Valle sia mutata sensibilmente nel mentre aumentano le serie preoccupazioni di impatto ambientale delle attività in corso da tanti anni. E i comuni si ritrovano con la mancia lasciata dall’ENI molto spesso senza sapere bene neanche come utilizzarla : non solo perchè magari è carente un progetto di sviluppo d’insieme, ma perchè quella scelta è in radicale contraddizione con ogni idea di sviluppo fondato sulla valorizzazione delle risorse del territorio: quelle emerse e rinnovabili e non quelle sommerse, finite e carburante, appunto, di uno sviluppo drogato e inquinante. Le due cose non possono stare insieme. Ecco perchè nessun turismo,rilancio dei prodotti dell’agricoltura, qualità della vita... si è determinato in Val d’Agri.

E allora vediamola questa Val Fortore. Sono alcuni anni che mi capita di conoscerla a fondo, da napoletano. Parliamo di un’area di straordinario valore ambientale, il Sannio ai confini con Molise e Puglia : un’area marginale nel paradigma dello sviluppo industrialista che invece diventa centrale in quello fondato sulla valorizzazione delle risorse dei territori, con la loro storia e cultura; sulla esaltazione della loro unicità e inimitabilità che mal si adatta alle riproduzioni seriali; sulla sua capacità di fondarsi sulla qualità: della vita, del prodotto, del lavoro, delle relazioni sociali.

Mi sembra davvero difficile immaginare che in un territorio dove già le pale eoliche l’hanno vinta su ogni altro elemento verticale del paesaggio (e poco male, si tratta di energia pulita: l’unico vero rammarico e’ che al territorio, di questa energia prodotta e del suo valore, rimanga ben poco...), a San Giorgio la Molara, forse uno dei paesi d’Italia con il più alto numero di bovini allevati pro capite, e di una razza pregiata, la Marchigiana (cugina della Chianina per intenderci ), o a Castelpagano, dove da piccoli allevamenti di montagna con mucche che mangiano erbe e fieni di svariate qualità, è nato il primo, e al momento unico, latte diventato Presidio Slow Food nel mondo, il Latte Nobile, o a Castelfranco in Miscano, dove in questi anni si è rilanciata un’antica tradizione casearia che fa del Caciocavallo prodotto in quel territorio una eccellenza assoluta, o a Montefalcone dove si coltivano legumi eccezionali come il fagiolo giallo di Montefalcone o quello giallo del Fortore, o in tutta l’area, dove di coltiva un pomodorino che , cresciuto in montagna praticamente senz’acqua, ha una consistenza e un gusto straordinari, o a San Marco dei Cavoti, famoso nel mondo per i suoi torroncini o nel territorio dove si incrociano i Regi Tratturi della transumanza più antica, tutto questo possa continuare a diventare, progressivamente, il fondamento di un faticoso percorso di sviluppo e di valorizzazione in presenza delle trivelle e degli effluvi delle scorie del petrolio bruciate h24.

Non raccontiamoci sciocchezze : le due cose insieme non si tengono. O se ne sceglie una o l’altra. E davvero non dovremmo avere alcun imbarazzo nella scelta. Ma c’è ancora il tempo per una scelta?". (E noi aggiungiamo il famoso Moscato di Baselice, ndb).

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giovedì 31 gennaio 2013

I ‘No Triv’ ai sindaci: «Uniti contro i pozzi»

Fare fronte comune contro il pericolo nero che minaccia il Sannio. Ancora una volta so­no i movimenti a farsi parte diligente nella battaglia per la difesa del territorio, dell’ambiente e della salute. Il neonato coordinamento ‘No Triv’ fa appello ai sindaci dei comuni inseriti nei quattro programmi di ricerca di idrocarburi che interessano il Sannio. Ben 18 quelli che rientrano nell’area di intervento del progetto «Pietra Spac­cata» della società britannica ‘Delta Energy’: Baselice, Cam­po­lattaro, Casalduni, Ca­stel­pagano, Castelvetere in Val Fortore, Circello, Colle Sannita, Foiano di Val Fortore, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Ve­iano, Pesco Sannita, Ponte­landolfo, Reino, San Giorgio La Molara, San Marco dei Cavoti. Altrettanti (ma alcuni sono in comune tra i due progetti) sono toccati dal programma di ricerca «Case Capozzi» della stessa ‘Delta Energy’: Foiano in Val Fortore, Molinara, Montefalcone di Val Fortore, Castelfranco in Mi­scano, Ginestra degli Schia­voni, San Giorgio la Molara, Buo­nalbergo, Pago Veiano, Pesco Sannita, Fragneto l’Abate, Fra­gneto Monforte, Benevento, Pietrelcina, Paduli, Sant’Arcan­gelo Trimonte, Apice, San Nicola Manfredi, San Giorgio del Sannio. Ma non è tutto. Il Ministero dello Sviluppo economico ha già autorizzato (grazie al parere favorevole della Giunta regionale) le ricerche petrolifere per altri due progetti che investono sia pure marginalmente la provincia di Benevento.

Si tratta del «Nusco», presentato dalla ‘Italmin Explo­ration’ che si sviluppa in gran parte in Irpinia ma tocca anche il comune sannita di Apice, e del «Santa Croce», tra Sannio e Mo­lise, con il coinvolgimento diretto di tre centri beneventani: Morcone, Santa Croce del Sannio, Castelpagano. A questi comuni si rivolge l’appello redatto dal professor Domenico Cicchella dell’Università del Sannio e fatto proprio dal coordinamento dei movimenti. La nota è indirizzata anche alle Comunità montane ‘Fortore’, ‘Titerno-Alto Tammaro’ e ‘Ufita’. «Noi cittadini, amministratori, membri di associazioni e di organizzazioni professionali della provincia di Benevento – esordisce il testo – coscienti delle minacce che gravano sull’ecosistema locale e sulle economie che da esso dipendono, firmiamo questo appello a testimonianza del Nostro impegno contro le indagini petrolifere e per chiedere al Ministro dell’Ambiente di proteggere in modo efficace il nostro territorio. La ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi rappresenta un grave rischio per l’ecosistema e per le economie che da esso dipendono, come ampiamente dimostrato in diversi studi scientifici in varie parti del mondo dove estrazione, utilizzo e trasporto di petrolio hanno gra­vemente compromesso attività agricole, turismo, biodiversità e non ultimo la salute della popolazione residente.

Il rapporto costi/benefici fa pendere la bilancia esclusivamente dalla parte dei costi per le comunità locali e che gli unici benefici sono di natura economica e ad esclusivo vantaggio delle compagnie petrolifere. Le comunità locali hanno necessità di un modello economico ecosostenibile, e i settori sui quali si vuole puntare sono: agricoltura di qualità, zootecnia, turismo, energia rinnovabile. Vo­gliamo che le attività economiche debbano servire l’interesse generale, il bene comune come è normale che sia in un Paese moderno e democratico e che non si sostenga un modello economico obsoleto e retrogrado». Di qui la richiesta al Ministero dell’Ambiente che si chiede ai Comuni di condividere: «Il Ministero si impegni ad agire in maniera rapida, coraggiosa, intelligente ed incisiva per il blocco immediato di ogni processo di autorizzazione per progetti di ricerca e perforazione». Si attende ora l’adesione dei Comuni che nei mesi scorsi hanno già deliberato contro le trivelle. Per giovedì a Colle Sannita è in programma un incontro dei primi cittadini dei comuni coinvolti dai programmi di ricerca.

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martedì 29 gennaio 2013

Petrolio del Sannio: Il doppio gioco della Regione e l'elaborato della 'Delta Energy'

Le rassicurazioni dell'assessore regionale all'ambiente, Giovanni Romano, le precisazioni del presidente della Commissione Ambiente, Luca Colasanto, la "leggerezza" della Commissione "Via" per quanto riguarda concessioni ed autorizzazioni, l'attesa perenne delle carte della Provincia di Benevento, le azioni dei comuni sanniti, dei sindaci preoccupati e delle associazioni ambientaliste che hanno formato il comitato "No Triv".

La questione trivellazioni, dopo un lungo letargo, è sulla bocca di tutti. E meno male. Dei quattro progetti riguardanti la ricerca di idrocarburi in Campania ("Case Capozzi", "Pietra Spaccata", "Nusco", "S.Croce") tutti e quattro riguardano il Sannio (anche se gli ultimi due lambiscono solo il territorio sannita) per un totale di 35 comuni coinvolti. Gli "avversari" si chiamano "Delta Energy ltd", ‘Italmin Exploration’ e ‘Sviluppo Risorse Naturali’. Non è chiaro un altro aspetto: chi è l'arbitro? In Regione Campania si gioca, come al solito, allo scaricabarile. Lo sanno tutti ma la responsabilità non è di nessuno. Senza voler essere noiosi e ripetitivi, è bene ricordare, sopratutto ai lettori, che la Regione Campania dovrà pronunciarsi sui due progetti della britannica "Delta Energy" nei primi giorni del mese di marzo.

L'ultimo intervento, in ordine temporale, è quello dei sindaci dei territori interessati dai progetti della società britannica (Colle Sannita, Pesco Sannita, Fragneto l’Abate, San Giorgio la Molara, Pago Veiano, Montefalcone di Val Fortore, Circello, Castelpagano, Campolattaro, Pietrelcina, Ariano Irpino, Montecalvo Irpino, San Marco dei Cavoti, Molinara, Reino, Fragneto Monforte, Sassinoro – Comunità Montane: del Fortore, del Titerno-Alto Tammaro, dell’Ufita).

A dare battaglia è il consigliere comunale di S.Marco dei Cavoti, Domenico Costanzo, che, in qualità di coordinatore, con una nota ufficiale, ha chiesto l'accesso a tutti i documenti. Inviti inoltre estesi all'assessore provinciale, Gianluca Aceto, e nuovo appuntamento rivolto a tutti i responsabili degli uffici tecnici comunali, previsto a Colle Sannita, il prossimo 31 gennaio alle 18.30, presso l'aula consiliare.

Tutto questo mentre le "carte" della Delta Energy e le richieste dei sindaci sanniti, sono state pubblicate sul sito ufficiale del Comune di Apice (che vi alleghiamo nei link di questo articolo). Interessante è l'elaborato di progetto della Delta Energy: 29 pagine tra programma di lavori, indagini geofisiche e sismiche, azioni di cantiere, tempi di esecuzione, sicurezza, vibrazioni, limiti di legge, occupazione del suolo ed altro.

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lunedì 28 gennaio 2013

Il paesologo Arminio sbarca nel Fortore per portare un messaggio di speranza

di Leonardo Bianco

Paesi, comunità, territori. Questi i temi trattati venerdì sera nell’incontro con Franco Arminio a Molinara. Un confronto con il poeta e scrittore irpino sulla vita e sulle potenzialità dei territori interni. Arminio ha affrontato il tema della desertificazione che colpisce i piccoli centri come Molinara. L’abbandono della terra da parte dei contadini per fuggire verso centri industrializzati dove le opportunità di lavoro di riscatto sociale sono maggiori.

Un’analisi, quella di Arminio, che però apre la speranza per un futuro diverso per i “paesi dell’Appennino”. Un ritorno alla terra, alle vecchie tradizioni, ai costumi semplici e genuini della civiltà contadina. Piccoli centri caratterizzati dal silenzio di chi è partito e non è più tornato, ma allo stesso tempo di un silenzio che rilassa, che fa riflettere. Piccole comunità attraversate dal silenzio del vento, dalla ricchezza della terra e dell’aria. Fattori che possono ridare vita e speranza, che possono far tramutare la desolazione, l’abbandono un dono ricco e pregiato.

Il “paesologo” Franco Armino ha dato vita ad un dibattito con il folto pubblico presente fatto di domande, risposte e analisi. Un confronto che ha entusiasmato i partecipanti e che ha visto Arminio protagonista di una serata che ha ridato fiducia ad una comunità che nonostante tutto è saldamente legata alla propria terra. Il poeta irpino ha annunciato che a primavera tornerà per un “viaggio nel Fortore”, per storia e pregi di una terra di confine. Una serata riuscita, così come l’aveva immaginata il primo cittadino di Molinara, Giuseppe Addabbo che dei concetti di terra, agricoltura, tradizioni, ne ha fatto un cavallo di battaglia. “E’ giunto il momento che le nostre comunità devono confrontarsi, fotografando la realtà così come è, senza nascondere la verità”.

Così ha esordito il sindaco nel presentare l’evento fortemente voluto da lui e dalla sua amministrazione. “E’ con uno spirito da briganti che vogliamo difendere i nostri paesi. Ieri contro i “piemontesi”, oggi contro le scelte politiche ed economiche. I nostri territori sono sotto un attacco crudele che rischia di schiacciarci”. “I nostri paesi non sono un problema, – conclude Addabbo -, ma la soluzione”. A presentare lo scrittore e poeta Franco Armino è stato il responsabile della Biblioteca comunale Cosimo Caruso, che ha sottolineato l’importanza e l’efficacia del lavoro e dello studio del paesologo.

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