mercoledì 7 ottobre 2020

Baselice: alla ricerca dello straordinario nell’ordinario

Postiamo uno stralcio dell'interessante riflessione che Giovanni Calabrese* (giovane social designer che da alcuni mesi passa parte della sua vita nel piccolo comune fortorino) ha postato nei giorni scorsi sul proprio profilo LInkedin

Cosa sia Baselice, nel Fortore, lo si nota appena ci si arriva: un paesino, seppellito dal freddo nei lunghissimi inverni e poi il Silenzio. Tanto silenzio. Un paese ormai di circa duemila abitanti, anziani per lo più. Poche famiglie che ancora resistono alle tentazioni e/o necessità del mondo che c’è là fuori. Un mondo che ha tentato anche me per molti anni. Forse per colpa dell’atavica mancanza di lavoro. Forse per una rassegnazione che non trova risoluzione. Forse per un velo di profonda depressione che avvolge il paese e gli abitanti come la nebbia mattutina o semplicemente perché il corso del tempo costringe quel posto all'estinzione.

Si percepisce di fare qualcosa, per il semplice motivo di non stare fermi, ma senza una meta chiara. Alle volte ho avuto l’impressione che la meta non la si voglia nemmeno immaginare. Un posto dove si tende a fare del silenzio un difetto e del vento un pregio. Un vento che spinge tutti ad andare e qualcuno a tornare. E quando torni a casa, c’è sempre un senso di amarezza, una propensione all'insuccesso che spegne l’entusiasmo e la voglia di provare a cambiare qualcosa. Perché quando provi a cambiare qualcosa c’è sempre il rischio che tutto possa rimanere cosi com'è. Il cambiamento, come il mio lavoro, è anche questo.

Prima di arrivare a Baselice, a pochi ma lunghi passi dalla mia Benevento, una voce interiore mi perseguitava: “Sarà mai abbastanza quello che farai?”, “tu dovresti cambiare le cose”, “tu potresti fare meglio”. Questa voce mi infastidiva molto, però mi piaceva, lasciava che io mi abbandonassi al vento, che questa volta ha deciso di portarmi lì. Oggi mi chiedo: è stato un bene o una fortuna vivere da queste parti? Forse. Non ha davvero importanza e forse non dovremmo capire sempre tutto. 

Girando il mondo, impegnato nella fatica di vivere un continuo processo di cambiamento, alimentavo il sogno di poter tornare qui e fare ciò che so fare, sicuro di non sapere mai abbastanza. Nel sogno lo spazio è sempre diverso, è sempre come lo vorresti tu. Le tracce visibili di quella fatica mi hanno insegnato che puoi avere circa la metà delle cose che desideri disperatamente dalla vita. Questo può essere frustante, ma se cambi prospettiva, è bello che almeno possiamo scegliere quale metà.

[Biografia] Giovanni Calabrese è un Social Designer, Architetto e Co.Un.C.I.Lo.R - Consigliere d’Unita Creativa per l’Innovazione Locale e Rurale. È fondatore del progetto di Social Design per le aree rurali e le campagne del sud Italia, “Ru.Pe. - Futuri dal Comune”. Il suo lavoro mira ad un ruolo concreto dell'arte e del design nel cuore dei problemi sociali complessi. Ed insieme ad una rete di artisti, designer, Sindaci ed amministratori esamina problemi sociali e progetta nuovi approcci futuri possibili e sostenibili. Giovanni Calabrese è anche un artista internazionale e produttore di diversi contesti culturali, nonché ricercatore indipendente.

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