di Antonio Virgilio
Ho condotto una ricerca con il supporto dell'intelligenza
artificiale per verificare se nel territorio beneventano fossero presenti
mausolei analoghi a quello di Ottavio Carafa a Baselice. Risulta essercene uno solo integro del 1500 a
San Salvatore Telesino all'interno della chiesa di Santa Maria Assunta, più
piccolo, non in abiti cavallereschi e la posizione del nobile è supina; gli altri si presentano in forma frammentaria
come riportato nella scheda.
Non è un unicum assoluto per la presenza di monumenti sepolcrali in provincia di Benevento, ma rappresenta una straordinaria e rarissima eccezione sul piano tipologico e geografico per il territorio del Sannio. La particolarità del mausoleo di Ottavio Carafa a Baselice risiede nella combinazione di tre elementi specifici: la figura giacente di un cavaliere in armatura (gisant), l'impostazione tardo-rinascimentale/manierista (1590) e il fatto che sia collocato in un piccolo centro dell'entroterra fortorino, ben lontano dalla capitale del Regno (Napoli), dove questa tipologia era frequente.
Per capire se esistano elementi simili nella zona, occorre fare una distinzione tra la città e la provincia:
1. Nella provincia di
Benevento (Il territorio circostante)
Nei piccoli comuni
della provincia sannita, il monumento di Baselice è considerabile un vero e
proprio gioiello isolato. Gran parte
delle chiese feudali della zona ha perso i propri arredi monumentali a causa
dei devastanti terremoti storici (in particolare quello del 1688 e del 1962) o
dei saccheggi.
Difficilmente
troverai nei borghi limitrofi un'opera in pietra così intatta, con un intero
apparato architettonico (lesene, timpano spezzato, stemma araldico) dedicato a
un feudatario locale ritratto in posa pensosa.
2. A Benevento città
Se ci si sposta nel capoluogo, la scultura funeraria monumentale esiste, ma appartiene a epoche e stili radicalmente differenti, risentendo molto della dominazione pontificia della città.
Il Medioevo e i Vescovi: Nella Cattedrale di Benevento e nelle collezioni del Museo del Sannio si conservano antichi frammenti e figure giacenti, ma si tratta quasi esclusivamente di alti prelati e vescovi di epoca trecentesca o quattrocentesca, rappresentati in vesti liturgiche solenni e ieratiche, molto distanti dall'iconografia del "cavaliere in armatura rinascimentale" di Baselice.
L'Ottocento
neoclassico: Nella Chiesa di San Domenico a Benevento è presente la splendida
ed imponente Tomba di Charles Antoine Manhès, celebre generale francese. Sebbene
sia un monumento funebre di grandissimo rilievo artistico (realizzato da
Giuseppe Vaccà nel 1855), risponde ai canoni del neoclassicismo ottocentesco e
celebra una figura militare dell'epopea napoleonica.
Da dove viene questo
stile?
La vera somiglianza
stilistica di quest'opera non va cercata nel Sannio, ma a Napoli. La
"bottega campana" che ha realizzato il mausoleo ha riprodotto in
scala ridotta i grandiosi monumenti sepolcrali delle grandi famiglie vicereali
(come i Carafa, i Caracciolo o i Sanseverino) presenti in chiese napoletane
come San Domenico Maggiore o San Giovanni a Carbonara. Ottavio Carafa, pur governando un piccolo
feudo periferico, la madre Isabella Villano volle alla sua morte un sepolcro
aggiornato all'ultima moda aristocratica della capitale.
Nella foto il mausoleo di Ottavio Carafa del tardo Cinquecento custodito
all'interno della chiesa della Madonna delle Grazie

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