mercoledì 23 novembre 2016

Dimensionamento scolastico, la Provincia dice no a proposta dei sindaci

Dimensionamento e Provincia
Alla Rocca dei Rettori, ieri mattina, erano numerosi i sindaci - in particolare dell’area dell’Alto Tammaro e della Valle Telesina - che insieme ai Consiglieri provinciali Giuseppe Ruggiero e Giuseppe Di Cerbo e a Claudio Ricci presidente della Provincia di Benevento hanno discusso della definizione di una proposta per il dimensionamento scolastico da presentare alla Regione Campania entro il prossimo 28 novembre, secondo le Linee guida stabilite dalla stessa Regione.

Il Tavolo, all’unanimità, dopo una lunga giornata di lavoro, ha chiesto al presidente della Provincia di “non procedere all’accorpamento, proposta da alcune amministrazioni comunali, di quegli istituti sottodimensionati per numero di allievi mediante la cosiddetta verticalizzazione”.

Al contrario, il Tavolo ha ritenuto che debba persistere “lo status quo”, al fine di “impedire il taglio ulteriore nelle Dirigenze scolastiche (ovvero nelle autonomie di Istituto)”.

A tale proposito, il Tavolo ha auspicato che la Provincia avvii “un’azione politica forte nei confronti della Regione Campania, affinché siano individuati nuovi parametri per conservare l’autonomia delle Istituzioni scolastica ed evitare ulteriore desertificazione nei territori montani”.

In altre parole, il Tavolo ha ritenuto che “il numero di allievi per considerare autonoma una Scuola sia fissato in termini più favorevoli alle aree interne montane, disagiate sia per capacità di mobilità della popolazione scolastica che per la particolare orografia e già afflitte dai fenomeni di denatalità e desertificazione”. Occorre dunque, a giudizio del Tavolo, “modificare i parametri di 400 alunni per i Comuni montani e di 600 per i rimanenti”.

Il Tavolo, pertanto, ha chiesto che “non vengano accolte le proposte di verticalizzazione, cioè i cosiddetti ‘Istituti omnicomprensivi’ previsti solo in casi eccezionali («particolare e conclamato isolamento», dicono le Linee guida regionali)” anche perché il Tavolo, ha ritenuto che “nessuno degli Istituti omnicomprensivi proposti per il Sannio si trovi in tali condizioni”.

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