lunedì 17 ottobre 2011

S'apre il giardino‏


Dopo anni d’intensa attività per il miglioramento della condizione dei pazienti psichiatrici, anche attraverso la promozione di una graduale progressiva riappropriazione del proprio habitat, il Dipartimento di salute mentale di Benevento realizza un sogno: il recupero del giardino pertinenziale e la creazione di uno spazio verde riqualificato e rimodulato che, aperto all’esterno, diventa area vitale di attrazione, integrazione e lotta allo stigma.

Questo intervento rappresenta un’ulteriore tappa del percorso iniziato nella seconda metà degli anni novanta che ha dato risposte concrete alla domanda di residenzialità del nostro territorio, con una graduale dismissione delle stesse SS.II.RR. e una contestuale attivazione di gruppi-appartamento.

La continuità dell’azione ha prodotto risultati e ha avviato esperimenti terapeutici, finalizzati alla riabilitazione dei pazienti, promuovendo, inoltre, la crescita di una filiera occupazionale attraverso la quale si è assistito ad una sempre maggiore promozione di autonomia sociale e soprattutto alla riacquisizione di quel diritto di cittadinanza troppo spesso negato. Il processo di osmosi con il territorio passa anche attraverso i luoghi che, come il giardino pertinenziale che verrà inaugurato venerdì 21 ottobre, devono essere spazi comuni, aperti alla comunità e alla condivisione.



Programma

ore 10 conferenza di

presentazione del progetto

presso la sala conferenze aziendale in via

Oderisio, 3 – Benevento

con l’intervento di:

Leoluca Orlando

presidente della Commissione Parlamentare

d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle

cause dei disavanzi sanitari regionali

Americo Porfidia

componente della Commissione Parlamentare

d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle

cause dei disavanzi sanitari regionali

Rosanna Romano

responsabile fasce deboli Regione Campania

Michele Rossi

direttore generale ASL Benevento

Lucio Luciano

direttore DSM Benevento

ore 11 inaugurazione del giardino presso la sede del DSM buffet di prodotti del territorio e performance musicale e artistica

mercoledì 12 ottobre 2011

“Siamo tutti redattori di Metropolis, che da sempre è un baluardo nella lotta alla camorra”

(Sanniopress) – “Siamo tutti redattori di Metropolis che da sempre è un baluardo nella lotta alla camorra. Scenderemo in strada a lavorare al fianco dei colleghi contro le minacce e le intimidazioni per la libertà di stampa, che provengano dalla camorra o da qualsiasi altra fonte”.

E’ l’impegno dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, a nome di tutti i presenti alla tavola rotonda sulla libertà di informazione e diritto di cronaca tenutasi presso la sede di Metropolis Network, a Torre Annunziata. Concordi, e pronti a firmare articoli e inchieste come “redattori” di Metropolis, anche l’ex magistrato e presidente onorario della Suprema corte di Cassazione ed ex senatore Ferdinando Imposimato (… sono orgoglioso di conoscere e di firmare in una voce libera: rappresenta una speranza per la Campania); Salvatore Campitiello, dell’Assostampa Valle Del Sarno (… gli attestati di solidarietà da soli non bastano, servono azioni concrete); Enzo Colimoro, presidente dell’Assostampa campana (… giù le mani dai giornalisti), e Mimmo Falco, vicepresidente del consiglio dell’ordine dei giornalisti della Campania (…la lotta alla camorra non si predica ma si pratica quotidianamente). Un impegno forte per reagire, con fatti concreti, alle intimidazioni subite dal quotidiano pochi giorni fa quando la camorra di Castellammare fece il giro delle edicole per impedire la vendita del giornale che aveva pubblicato la notizia del possibile pentimento di Salvatore Belviso, esponente di spicco dei D’Alessandro, e per dire no ai pretestuosi tentativi di delegittimazione del lavoro dei giornalisti di Metropolis attuato dal sindaco di Castellammare, Luigi Bobbio.

Al dibattito erano presenti anche il presidente del tribunale di Torre Annunziata, Vincenzo Maria Albano (che nei giorni scorsi si era schierato al fianco di Metropolis dichiarando “…attaccare Metropolis vuol dire favorire oggettivamente la camorra”) i sindaci di Torre Annunziata, Giosuè Starita, e Vincenzo Cuomo, presente sia come primo cittadino di Portici che come presidente regionale dell’Anci.
Quest’ultimo ha insistito sulla necessità di creare un fronte comune tra giornalisti e istituzioni.

“Indossiamo la stessa maglia – ha detto il presidente Anci - per combattere la camorra. Tutti i sindaci della Campania sono al fianco delle redazioni di Metropolis Network contro qualsiasi attacco, di ogni tipo”. A moderare il dibattito è stato il direttore del quotidiano Metropolis, Giuseppe Del Gaudio che ha ribadito l’impegno del giornale a favore della verità e della libertà di informazione, fulcro di una vera democrazia. Presente anche il direttore di Metropolis TG, Giovanni Taranto che ha ribadito: “Non abbiamo mai cercato patenti di eroismo, né medaglie: vogliamo solo continuare a fare il nostro lavoro di cronisti, ricordando che tutte le istituzioni dovrebbero fare fronte comune con l’informazione contro la malavita organizzata, e che ogni crepa che si apre in questo fronte può avere effetti devastanti”.

lunedì 10 ottobre 2011

Inchiesta sugli appalti pubblici: 9 in giudizio a San Bartolomeo in Galdo

Sono nove, tra ex amministratori locali e imprenditori, le persone rinviate a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti pubblici nel comune di San Bartolomeo in Galdo. Le indagini hanno fatto emergere i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni dello Stato, abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti. I carabinieri del posto, coordinati dalla procura di Benevento, indagavano già dal 2008 sugli affari illeciti della zona.

Più in particolare gli investigatori si erano interessati della gestione finanziaria del Comune di San Bartolomeo in Galdo, nonché alla gestione degli affidamenti di incarichi professionali ed appalti per la realizzazione di lavori pubblici, con un attenzione particolare a quelli derivanti dal dissesto idrogeologico della zona. Alcuni dei destinatari dei provvedimenti erano già stati colpiti in precedenza da provvedimenti cautelari, in particolare obblighi o divieti di soggiorno.

FONTE: CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

giovedì 6 ottobre 2011

Molinara e il brigante Secola


Il centro culturale Crossroads di Molinara e le Edizioni Il Chiostro organizzano un evento culturale pre presentare il libro dal titolo: "Il brigante Secola. La sanguinosa rivolta nel Fortore post-unitario".

Il libro è stato scritto dal giornalista baselicese Antonio Bianco mentre la casa editrice è Il Chiostro di Benevento. L'evento culturale è dedicato alla storia del Regno delle Due Sicilie e al brigantaggio postunitario.

Oltre all'autore interverranno Antonello Belmonte, rappresentante del centro culturale Crossroads di Molinara, Mario De Tommasi, antropologo, e Annachiara Palmieri, assessore provinciale alle Politiche formative. L'intermezzo sarà curato da Dionigi Bianco. La manifestazione si svolgerà a Molinara presso il Palazzo Ionni, sito in Piazza San Rocco, venerdì 7 ottobre alle ore 21:00.

martedì 4 ottobre 2011

Legge ammazza-blog chiude Wikipedia


Wikipedia è chiusa. Qualsiasi parola proviate a cercare sull’enciclopedia online non la troverete. Sarete rimandati a un comunicato. «In queste ore», si legge, «Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero». E poi la spiegazione: «Oggi, purtroppo, i pilastri del nostro progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del DDL intercettazioni», la cosiddetta legge ammazza blog.

www.linkiesta.it

lunedì 3 ottobre 2011

Il Fortore, i forestali e la Comunità montana

Sarà convocato nei prossimi giorni un Consiglio generale della Comunità Montana del Fortore allargato all’Assemblea dei Sindaci ed alle organizzazioni sindacali per discutere sulla drammatica situazione del settore della forestazione e di tutti gli operai forestali.

“Si tratta di una situazione assurda e sconcertante, ha affermato il Presidente dell’Ente Zaccaria Spina, è inconcepibile non solo la mancata corresponsione degli stipendi, ma anche, ed ancor di più la mancanza di qualsiasi direttiva circa la prosecuzione dei lavori nei residui mesi dell’anno visto che il piano 2011 risulta coperto solo per l’80% ed anche questa quota non è stata accreditata agli Enti. Lasciano perplessi altresì, continua il Presidente Spina, gli annunci sulla stampa che fanno pensare, in modo completamente non corrispondente alla verità, ad una presunta boccata di ossigeno per gli operai.

Relativamente alla Comunità Montana del Fortore è stato riferito per l’ennesima volta di finanziamenti ammessi nel 2009 per un importo di 1,6 milioni di euro senza specificare che è relativo a 5 decreti riguardanti l’azione C e D per l’acquisto di mezzi tecnici ed informatici nella lotta contro gli incendi (Veicoli antincendio, trattori stradali, radio, cartografie, GPS); Nulla hanno a che fare questi Decreti del 2009 con gli operai forestali che non prendono lo stipendio dal mese di aprile 2011.

La Regione Campaniain questi giorni sta verificando le regolari esecuzioni di quegli acquisti con i relativi collaudi dei mezzi per procedere (a questo punto chissà quando) all’accredito di quei fondi del 2009 che, ripeto, nulla hanno a che fare con giornate lavorative e stipendi.

Relativamente agli unici bandi con cuila Regioneaveva previsto l’utilizzo di somme in economia diretta per pagare giornate lavorative agli operai sui progetti approvati, preciso che, a fronte di una progettazione prodotta dalla Comunità Montana per un importo di 4 milioni di euro, sono stai ammessi a finanziamento solo 180 mila euro, e ciò,, nonostante i nostri reclami ed opposizioni prodotti in forma scritta e nei termini previsti; ma anche di questi fondi che coprirebbero meno di 10 giorni lavorativi, non c’è certezza, né dei tempi e né delle le modalità di accredito che sono ancora oggi tutti da dimostrare.

Ribadiamo, conclude Zaccaria Spina, la estrema ed improrogabile necessità di affrontare in modo serio il problema sia per il 2011 e, sia in modo strutturale per il futuro disegnando, finalmente anche il ruolo, le funzioni e le competenze delle Comunità Montane che, lo voglio ancora ricordare, sono composte dall’Assemblea dei Sindaci e rappresentano di fatto quell’unione di comuni già strutturalmente consolidata che si vuole abbattere per crearne altre nuove in modo fumoso e tutto da definire.

Per quanto ci riguarda saremo schierati in modo categorico a sostegno del settore della forestazione ed a fianco degli operatori forestali e delle loro famiglie”.

giovedì 29 settembre 2011

Sindaci del Fortore: sul "Molisannio" inquietante silenzio


Rabbia e sconforto, ma anche tanta consapevolezza e determinazione. Questa in estrema sintesi il clima avvertito ieri sera nell’aula consiliare del comune di San Bartolomeo in Galdo, affollata da tanti cittadini, sindaci, assessori e consiglieri comunali, che con lucidità e forza hanno dato sfogo al loro malessere. Sotto accusa il silenzio inquietante della Provincia, che dopo la iniziale mobilitazione per evitare il rischio della sua soppressione, scongiurato l’apparente pericolo, si è richiusa nella solita routine di gestione ordinaria.

Di ciò cittadini ed amministratori ne sono pienamente coscienti, tanto che da San Bartolomeo si è alzato un forte richiamo alle responsabilità politiche della giunta e dei consiglieri provinciali, colpevoli di non aver avviato un dibattito in Consiglio provinciale. Appare inverosimile che non si affronti pubblicamente un argomento così forte che investe il futuro della nostra provincia e delle giovani generazioni, alla luce della imminente razionalizzazione degli enti, legata alle dimensioni demografiche dei territori, che porterà nella nostra provincia al sicuro smantellamento di un centinaio di uffici periferici, cosa che determinerà il collasso occupazionale delle nostre comunità.

“Avrei preferito che tutti i sindaci – ha argomentato nel suo intervento il sindaco di Castelvetere Luigi Iarossi – avessero abbandonato la sala di Villa dei Papi come hanno fatto molti di noi per protestare contro il ritardo del Presidente Caldoro che ci ha fatto attendere oltre due ore e mezzo. Certo una mancanza di rispetto verso i rappresentanti delle istituzioni sannite. E’ utile perciò unire i nostri sforzi perché si è vincenti solo se vi è unità di intenti.”

E i convenuti non hanno escluso ipotesi di azioni clamorose. Sulla stessa lunghezza di Iarossi tutti i sindaci intervenuti, che sono chiamati a fare i conti quotidianamente con la grave crisi che colpisce i settori agricoli, del trasporto pubblico locale, della sanità, ma soprattutto della viabilità. Ma l’elenco delle assurdità non si ferma qui perché appare inspiegabile quanto paradossale che la ormai fantomatica strada fortorina, invece di partire dal centro più isolato per collegarlo con Benevento, si è realizzata con un tragitto al contrario fermandosi a Pietrelcina e forse nel tremila arriverà a San Bartolomeo per collegare l’ultimo centro del Sannio con il capoluogo.

In apertura dell’incontro vi è stato il saluto del sindaco di San Bartolomeo Vincenzo Sangregorio, a seguire gli interventi del sindaco di Baselice Domenico Canonico, del vice sindaco di Reino Antonio Verzino, mentre ha fatto pervenire i propri saluti il sindaco di Montefalcone Adamo Rossi, impegnato in un contemporaneo Consiglio comunale. A moderare i lavori è stato il consigliere Giovanni Ricciardi.

Dopo una dettagliata relazione tecnica dello studioso referendario Luigi Ruscello, è intervenuto il consigliere Antonio Pacifico che ha evidenziato le affinità antropologiche tra le popolazioni dei Pentri, Irpini, Caudini e Dauni con il Molise, auspicando una riunificazione di tutti i movimenti e di tutti i territori dell’antico “Samnium”. Poi la parola è passata ai cittadini che hanno evidenziato la totale assenza delle istituzioni. Non sono mancate le critiche ad un esasperato Napolicentrismo che a causa della incapacità di spesa dei fondi comunitari, hanno relegato la Campania ancora nell’obiettivo uno, mentre i comuni molisani con il loro Pil sono usciti dall’obiettivo uno.

A gran voce c’è stata poi l’appello che a guidare il processo di unificazione al Molise sia la città capoluogo: solo a fronte di un forte segnale di compattezza tra i territori sarà possibile avere quel peso politico che ci metterà di mettere alla pari il Sannio con il Molise. Il Comitato “Salviamo il Sannio” ha incassato è si è fatto garante, attraverso i suoi rappresentanti, della delega e svolgere funzioni di collegamento tra le istituzioni del Sannio e quelle del Molise.

ww.ntr24.tv

mercoledì 28 settembre 2011

Norma ‘ammazza blog’ sul ddl intercettazioni


(Rainews24) – Giovedi’ 29 settembre in piazza del Pantheon a Roma alla manifestazione del ‘Comitato per la liberta’ e il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo’ contro le iniziative del governo per “imbavagliare l’informazione con la legge sulle intercettazioni”, interverranno anche blogger e internauti per scongiurare le norme cosiddette “ammazza blog”.

Il comma 29 dell’art. 3 del ddl intercettazioni su cui l’esecutivo sembra pronto a porre la fiducia prevede infatti che “per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilita’ della notizia cui si riferiscono”. La mancata rettifica nei termini comporterebbe per il blogger una sanzione pecuniaria sino a 12 mila euro.

Il movimento hacker si e’ gia’ messo in moto e sta pianificando interventi dimostrativi online, cavalcando anche l’entusiasmo del boom elettorale del partito dei pirati tedesco durante le elezioni del parlamento federale berlinese, dove ha ottenuto 15 seggi su 141, con l’8,9% dei voti. Anche la gente comune si sta organizzando, tanto che nelle ultime ore il numero di chi ha assicurato la sua partecipazione alla manifestazione del 15 ottobre, a Roma, indetta dagli ‘indignati’ e’ salito vertiginosamente e ha superato quota 14mila. Su Twitter e’ un susseguirsi di cinguettii che cercano di pubblicizzare la notizia e di suscitare una reazione positiva contraria alle indicazioni governativa: “no al bavaglio al web” e’ il grido del social network. Ma e’ soprattutto nelle chat-room private che si stanno gia’ valutando quale sia il modo migliore per mettere in pratica un “gesto di protesta che metta in ginocchio chi di censura vuole ferire”.

domenica 25 settembre 2011

La Gelmini e il Cern di Ginevra

Paghiamo fior di quattrini per mantenere la Casta e questa non si preoccupa nemmeno di studiare un po' di geografia. Infatti, secondo il ministro Gelmini l'esperimento che ha scoperto come i neutrini possano andare più veloci della velocità della luce sia stato fatto nel tunnel che comunicherebbe il Gran Sasso e la Svizzera. Peccato però che questo tunnel non esiste. Questo è il ministro che dovrebbe giudicare i docenti. Ma ci faccia il piacere! Ed ora ecco il comunicato stampa pubblicato sul portale del ministero della Pubblica (d')istruzione.

Il titolo:

Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini
"La scoperta del Cern di Ginevra e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza".

Il comunicato stampa:

"Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.
Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Inoltre, oggi l'Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l'anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante".

mercoledì 21 settembre 2011

Casoria come Pietrarsa: no allo stupro dell’Alenia

Postiamo la lettera consegnata ai cancelli dell’Alenia di Casoria il 19 settembre scorso

Pietrarsa, Castellammare, San Leucio, Mongiana: le eccellenze dell’industria meridionale sono state ridimensionate dai governi del Nord dopo il 1861, con l’obiettivo di accelerare l’industrializzazione di una sola parte del Paese.

Adesso che la crisi mondiale morde, la Lega, partito che si presenta alle elezioni solo in una parte d’Italia, prende il controllo di un gruppo industriale pubblico – Finmeccanica – e opera per trasferire le eccellenze industriali dall’area di Napoli a Varese, con la fusione di Alenia e Aermacchi: un vero stupro industriale.

E’ assurdo il trasferimento della sede legale da Pomigliano d’Arco (sede principale) a Venegono (dove opera l’azienda più piccola) ed è socialmente drammatico il ratto della direzione commerciale, che porterà il potenziamento delle commesse in Lombardia a danno del polo dell’aerospazio campano, fatto di centinaia di aziende di qualità e della sede nazionale del Cira.

Cari dipendenti dell’Alenia, tutto ciò accade mentre Napoli si prepara a ospitare nell’ottobre 2012 l’Expo mondiale dell’aerospazio, arrivato nella nostra regione non per caso ma perché da novant’anni questa terra è all’avanguardia nel settore del volo, così come in passato lo è stata per le ferrovie e la cantieristica navale. Cosa ce ne faremo di una fiera tra un anno se il tessuto industriale sarà in via di smantellamento?

Sia chiaro a tutti: dietro il ridimensionamento dell’Alenia non c’è un progetto industriale ma una scelta politica. Perciò politica deve essere la risposta. Chi rappresenta nel governo, nel parlamento e nelle istituzioni tutte questo territorio faccia per una volta uno sforzo di coesione. Diciamo insieme basta alle rapine della Lega.


By Meridionalismo.it

20 settembre 2011


(la lettera è stata consegnata ai cancelli dell’Alenia di Casoria il 19 settembre 2011)

sabato 17 settembre 2011

Porcellum, firma anche tu


Continuano a parlare di libertà e democrazia, ma in Parlamento gli eletti sono stati decisi dai partiti che ci hanno sottratto la libertà di scegliere e votare chi vogliamo che ci rappresenti. Ogni giorno che passa questa “cerchia ristretta” diventa sempre più una vera e propria CASTA che difende solo i propri interessi e si concede sempre più benefici, immunità e vantaggi, spesso personali.

Ma questa CASTA COSTA! Ogni giorno di più! E in un momento di “grave crisi economica” tutto questo ci sembra “ingiusto e immorale”. Ai cittadini si chiedono sacrifici e si impongono sempre più tasse e balzelli; a loro vanno sempre più privilegi che li trasformano in una èlite di intoccabili.

E’ ora di dire basta a tutto questo! Costruisci con noi una nuova etica e riconquista insieme a noi la “vera democrazia” che porti in parlamento chi lo merita e chi vuole fare solo gli interessi del paese e non di una parte o di un’altra della CASTA. FIRMA, FAI FIRMARE E SOSTIENI, il referendum contro LA LEGGE PORCELLUM. RiappropriaTi della tua indipendenza per scegliere chi Ti deve rappresentare.

Noi ci mettiamo la firma. Firma anche Tu.

www.laltrosud.it

mercoledì 14 settembre 2011

Sui sentieri del brigantaggio, presentazione libro di Secola


L'Associazione Culturale Ricreativa Sportiva "I Cavalieri Della Collina", in collaborazione con ENGEA (Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali) e ASD Amico Cavallo, organizza a Casalduni (Benevento) la seconda edizione de “Sui sentieri del brigantaggio”, per il 17 e 18 settembre prossimi, un itinerario storico-naturalistico tra le popolazioni dell'Alto Sannio.

“L'evento – si legge nelle note di presentazione - ha lo scopo di ricordare le vittime della repressione attuata dall'esercito piemontese nei confronti di popolazioni inermi all'indomani dell'unità d'Italia e rappresenta uno stimolo per la salvaguardia ambientale che meglio si può attuare attraverso la sorveglianza a cavallo del territorio".

Questo il programma

sabato 17/09/2011
raduno dei partecipanti presso la sede de "i cavalieri della collina" in contrada colli casalduni
ore 18.00 - Inizio manifestazione - Interventi delle Autorità - Benedizione del Campo di equitazione
ore 18.30 - Presentazione del libro "Il brigante Secola" di A. Bianco - moderatore: Gabriele Palladino
A seguire: “Il cavallo e la salvaguardia ambientale. Il cavallo - siamo sicuri di amarlo?” -
interventi dei partecipanti
ore 19.00 - esibizione salto ostacoli degli allievi di Tufini Country club
ore 19.00 - esibizione di monta vaquera
ore 19.30 - esibizione di monta western
ore 20.00 - spettacolo di musica popolare
a seguire: “Il falo' e la chitarra in una notte sotto le stelle (canti e balli intorno al fuoco per tutta la notte). Saranno allestiti stands gastronomici ed esposizioni di prodotti tipici

domenica 18/09/2011
ore 7.30 - Partenza per Fragneto Monforte
ore 10.00 - arrivo a Fragneto Monforte - in presenza delle autorita' "lasciamo un messaggio" (piantiamo un albero per azzerare l'impatto ambientale della manifestazione)
ore 12.00 partenza per Fragneto l'Abate - brindisi in piazza
ore 12.30 partenza per l'oasi naturalistica di Campolattaro (sosta pranzo per cavalli e cavalieri)
ore 16.30 ritorno a Casalduni

www.ntr24.tv

sabato 10 settembre 2011

Comunità Montana del Fortore. Mancano le risorse per pagare gli operai forestali

La Giunta esecutiva della Comunità Montana del Fortore ha provveduto a deliberare sulla gravissima crisi che riguarda il settore della forestazione e gli operai forestali unitamente alle loro famiglie. Nonostante l’Ente ha rispettato in modo capillare e preciso tutti gli adempimenti di propria competenza nei confronti della Regione Campania, a tutt’oggi non solo non risulta la copertura finanziaria reale del Piano per il 2011, ma non risultano gli accrediti delle somme necessarie per il pagamento delle mensilità agli operai in servizio sui cantieri ed impegnati nella campagna Anti Incendio Boschivo.

Grazie alle anticipazioni di cassa predisposte dall’Ente stesso, è stato possibile corrispondere le retribuzioni fino al mese di Aprile per cui, molte famiglie che sono monoreddito non sono più in grado di assolvere agli impegni assunti, né riescono più a fronteggiare le esigenze minime di vita quotidiana.

Nella considerazione che la situazione è diventata pressoché insostenibile la Giunta Esecutiva ha deliberato di: richiedere a Sua Eccellenza il Prefetto dl Benevento un forte e pressante appello presso la Regione Campania, al fine di prevenire problemi di ordine pubblico, con ricadute sulla privata e pubblica incolumità, anche in considerazione di manifestazioni di protesta auto­indetta ed organizzata da gruppi di lavoratori forestali, al di fuori degli alvei sindacali riconosciuti; sollecitare la Regione Campania all'accredito immediato delle risorse (almeno di quelle indicate nel Piano stralcio Annuale Esecutivo, approvato dalla Regione Campania) per soddisfare le legittime aspettative degli addetti ai lavori forestali, ridotti ormai allo stremo e del tutto impotenti ad affrontare le obbligazioni in precedenza assunte; demandare alla Regione Campania di trovare soluzioni pratiche, efficaci ed idonee alla copertura delle reali esigenze del piano Forestale, garantendo che il 20% delle risorse tagliate dalla Legge Finanziaria Regionale n. 4/2011 vada comunque coperto, anche a beneficio di quegli Enti che hanno avuto la sfortuna dl vedersi esclusi dalla graduatoria dei PSR 2007/20013 attualmente ancora in itinere; invitare quanti di competenza alla convocazione ad horas della Cabina di Regia per concordare una strategia comune in grado di traghettare l’intero comparto idraulico-forestale verso una soluzione condivisa da tutte le parti in campo, magari anche con ricorso al Governo nazionale per il riconoscimento della Cassa Integrazione Sociale, per ovviare alla scarsità delle risorse regionali che allo stato sembrano non consentire il raggiungimento delle fasce occupazionali per gli addetti del settore.

"Ci auguriamo, ha affermato il Presidente Zaccaria Spina, che si trovi immediatamente una soluzione al problema dei pagamenti degli stipendi attesa anche la impossibilità dell’Ente locale di fronteggiare oltremodo la gravità della situazione che si è venuta a creare presso le famiglie degli interessati. Allo stato risulta complicato assicurare anche una corretta esecuzione del piano”.

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martedì 6 settembre 2011

Antonio Secola, brigante per caso. Storia di un meridione povero e ribelle


Postiamo la recensione di Ottavio Lucarelli apparsa su Repubblica/Napoli del 13 agosto.

Un libro che racconta la storia di un brigante per caso, Antonio Secola, muratore del Fortore, l’area montana del Sannio che confina con Puglia e Molise. La vicenda di un operaio travolto dagli eventi dell’Italia post-unitaria, che raccontati dai vincitori piemontesi, hanno sovrastato e cancellato per decenni le ragioni dei vinti.

Chi sono i vinti? Sono tutti briganti come li hanno descritti i “nordisti” vincitori? Secondo l’autore Antonio Bianco rappresentano piuttosto un movimento popolare fedele ai Borbone che rivendicava la volontà, spesso tradita dal doppiogiochismo dei signori locali, di non sottomettersi alla monarchia sabauda.

Una storia di un Meridione povero e ribelle. Rinchiuso nel carcere di Campobasso perché accusato di un furto commesso per sfamare la sua famiglia. Secola quando esce diventa brigante e conquista la fiducia del “comandante” Caruso ma appena si rende conto che l’epilogo è vicino si consegna ai piemontesi.

Avrà salva la vita, ma sarà rinchiuso fino alla morte nel penitenziario dell’Isola d’Elba. Secola confesserà, al collegio giudicante del Tribunale di Caserta, tutti i suoi crimini nella convinzione di poter avere qualche sconto di pena ma lo farà anche per vendicarsi di qualche “signore” de Fortore che durante la rivolta aveva fatto il doppio gioco.

Il brigante farà i nomi dei potenti accusandoli di connivenza con il brigantaggio e questi saranno giudicati e alla fine assolti. Una rilettura critica attorno alla storia di un muratore vittima di un ideale rivendicato da tanti “banditi” delle montagne del Fortore che alimentarono la cruenta storia del brigantaggio.

domenica 4 settembre 2011

Baselice arte, il convegno e la giornata di ieri


«E’ impensabile organizzare un’iniziativa del genere senza il contributo di molta gente che si è impegnata in questo progetto». Esordisce così Michele Bianco, consigliere delegato del Comune, nel convegno tenuto ieri pomeriggio a Palazzo Lembo, nell’illustrare “Baselice arte".

E in effetti per tutta la giornata (fino a notte tardi) il centro storico è stato letteralmente assaltato dai visitatori per apprezzare la XXI Biennale di pittura, la mostra retrospettiva “Le favole calde” del maestro Crescenzo del Vecchio, e i laboratori di arte contemporanea tenuti da giovani artisti nelle case e palazzi di via Roma.

«Abbiamo investito molto – dice il sindaco Domenico Canonico – in questa iniziativa. Baselice tiene molto all’arte e alla cultura. Questa volta abbiamo voluto cambiare la Biennale per farla diventare più popolare. Per questo abbiamo aperto il centro storico a tutti».

Dello stesso avviso l’assessore ala Cultura, Francesco delli Veneri: «La Biennale è il fiore all’occhiello di Baselice. Nel ricordare Crescenzo del Vecchio siamo tornati all’antico splendore».

Per il direttore artistico Enzo Battarra Palazzo Lembo, dove sono allestite le mostre, è un grande vanto per la comunità di Baselice. E poi aggiunge: “Crescenzo del Vecchio mi ha insegnato ad amare l’arte. Il grande artista è umile e si concede agli altri. Il maestro ha dato una svolta, grazie alla sua tecnica, all’arte della pittura».

Momento emozionate è stato quando il critico d’arte Gigiotto ha illustrato la mostra retrospettiva del padre Crescenzo, tra l’altro, per la prima volta allestita nel paese natio del maestro. «In questa esposizione – ha sottolineato – c’è parte del percorso artistico di mio padre, dal primo quadro all’ultimo che non ha avuto la possibilità di terminare». E poi ha ricordato la grande opportunità che il pittore ha dato a Baselice nell’inventarsi (con altri amici locali) la Biennale di pittura.

Da parte sua l’antropologo Augusto Ferraiolo ha sottolineato quanto sia importante il rapporto tra luogo e la persona. «Baselice – ha affermato – ha saputo aprirsi verso l’esterno. Ecco come il locale diventa globale».

Un altro momento toccante è stato quando l’assessore Salvatore Brancaccio ha letto la lettera scritta e pubblicata su un quotidiano ad un anno dalla scomparsa del maestro baselicese.

Il convegno è stato moderato dal giornalista dell’Asca, Francesco del Vecchio, il quale ha raccontato alcuni aneddoti vissuti insieme al maestro. «Crescenzo – ha affermato – si soffermava a parlare con tutti. Era un’artista che non si rinchiudeva in una torre d’avorio. Era un divulgatore di arte»

La serata di ieri si è chiusa con un concerto in piazza Castello e con un gruppo blues itinerante che ha intrattenuto, fino a notte inoltrata, i visitatori.
Intanto, sino al pomeriggio di oggi è possibile vedere ancora i pittori e gli artisti per le strade del paese. Tuttavia le mostre dei quadri resteranno aperte fino al 10 settembre prossimo.

venerdì 2 settembre 2011

Al via domani "Baselice arte"


Parte domani, sabato 3 settembre, “Baselice Arte”: una settimana dedicata alla pittura che si terrà nel centro storico del borgo medievale. L’iniziativa quest’anno si divide in tre momenti la XXI Biennale estemporanea di pittura, la mostra dedicata al maestro Crescenzo del Vecchio e i laboratori di arte tenuti da giovani artisti.

«Una manifestazione – afferma il sindaco Domenico Canonico – che vuole riportare il nostro comune al centro delle iniziative culturali non solo a livello locale ma ad un livello più ampio. Sono 42 anni che la Biennale di pittura, grazie all’intuizione di Crescenzo del Vecchio, si tiene a Baselice. Se ciò è stato possibile va dato merito a tutti coloro che in questo lungo periodo si sono prodigati a mantenere viva l’iniziativa. Tuttavia, da quest’anno abbiamo deciso di affiancare alla Biennale altre due importanti manifestazioni. Per sette giorni il nostro centro storico sarà aperto ad artisti, mostre e laboratori».

«Il nostro obiettivo – afferma il consigliere delegato Michele Bianco – è far diventare Baselice un polo culturale importante nell’ambito dell’arte della pittura. Sappiamo che la nostra ambizione è alta, ma con la collaborazione di tutti ce la possiamo fare. Inoltre, non bisogna sottovalutare le ricadute economiche che un’iniziativa del genere possano avere su una piccola realtà come la nostra».

Ed allora ecco il programma. Ore 9.00 - Accoglienza e registrazione degli artisti partecipanti all'evento presso i locali "Punto d'ascolto dei Cittadini". Inizio estemporanea (i partecipanti: Marucci Luisa, Marucci Angela, Margiore Annamaria, Carosone Sara, Badia Nicola, Costanza Francesco, Ingino Domenico, Maglio Giovanni, Pelosi Giuseppe, Ruggiero Lello, Santa Croce Mimmo, Sapilo Ferdinando, Smeriglia Mario).

Ore 10 - Avvio dei laboratori di arte contemporanea nel centro Storico. È Possibile ammirare i giovani artisti (Maria Adele Del Vecchio, Celesta Bufano, Marta Orlando, Antonio D'Amore, Giulio Delvè, Luca Lubello, Angelo Maisto) che preparano i lavori per la mostra.

Ore 16 - Partenza da Piazza Umberto I per l'apertura della mostra di arte contemporanea "Da Capo a Piedi" nel Centro storico, accompagnati dal gruppo Blues itinerante Copsandrobbersound.

Ore 17 - Arrivo a Palazzo Lembo in Largo Porta da Capo. Inaugurazione della XXI Biennale di Pittura e della mostra "Le Favole Calde", retrospettiva a Crescenzo del Vecchio Berlingieri, a cura di Enzo Battarra e Gigiotto del Vecchio.

Ore 21 - Piazza Castello (centro storico) "Arte e Musica Sotto le Stelle": serata musicale con la partecipazione di Pierluigi Tortora, con performance artistiche e degustazione di prodotti enogastronomici locali.

Il 4 settembre dalle ore 9:30 alle ore 20:00 sarà possibile visitare la mostra di arte contemporanea "Da Capo a Piedi" nel centro storico, e le mostre allestite presso Palazzo Lembo. La XXI Biennale di Pittura e la mostra retrospettiva "Le Favole Calde" resteranno aperte fino al 10 settembre tutti i giorni dalle 9:30 alle 23.

domenica 28 agosto 2011

Realizzato il murales “Fiume Sand Creek” in onore di Fabrizio De Andrè


Nei giorni scorsi, sotto la direzione del muralista cileno Eduardo Mono Carrasco, a S. Bartolomeo in Galdo (Benevento) è stato realizzato un murales dal nome “Fiume Sand Creek”, dedicato al cantautore e poeta genovese Fabrizio De Andrè.

L’evento, organizzato dalla” Brigada Vientos Del Pueblo”, ha “destato grande commozione ed è stato accolto con soddisfazione non solo tra gli stessi abitanti della comunità locale, ma in tutta l’area del Fortore”, ha ricordato Leonilde Maria Faretra, la quale ha preso parte alla manifestazione.

Nel murales, oltre al volto di De Andrè, viene raffigurato un indiano a cavallo: Fiume Sand CreeK così denominato è infatti uno dei tre pezzi più famosi dell’album “L'indiano”, registrato nel 1981, che vede la collaborazione di Massimo Bubola e nasce dall’idea di De Andrè di creare un parallelo tra la storia dei pellerossa e quella dei sardi.

L’11 gennaio del 1999 moriva De Andrè e a tutt’oggi le sue canzoni restano sempre attuali. Tutto ciò può essere ancora ritenuto valido non solo per chi ha avuto la fortuna di averlo incontrato, ma anche preso ad esempio dalle nuove generazioni che non hanno conosciuto De Andrè. “De Andrè non è stato mai di moda e infatti la moda, effimera per definizione, passa. Le canzoni di Fabrizio restano “ (Nicola Piovani)

“Il Comitato “Vientos del Pueblo”, che a S. Bartolomeo in Galdo ha già contribuito a restaurare il 20 agosto del 2010 il murales che fu realizzato nel 1976 dal gruppo storico degli Inti Illimani in occasione della loro visita, ha deciso quest’estate di realizzare questo nuovo murales in onore di Fabrizio De Andrè in considerazione delle forti affinità artistiche e poetiche con Victor Jara, il poeta e cantante cileno torturato ed ucciso dal regime di Pinochet nel 1973.

Due cantautori e poeti – ha continuato Faretra - che attraverso le loro canzoni e le loro idee hanno focalizzato l'attenzione sulle discriminazioni sociali, la guerra… ed infatti Fiume Sand CreeK rappresenta la storia di un massacro nel quale furono ammazzati donne , bambini, vecchi. Nel murales sono raffigurati soprattutto i bambini e l’episodio del massacro è impresso attraverso i colori e i volti raffigurati dal muralista, che sembra rivolgersi all’uomo perché quel massacro non è successo invano.

Grazie alla “Brigada Vientos del Pueblo” e soprattutto all’attiva partecipazione di Antonio Russo, presidente del Comitato, ed alle grandi competenze artistiche del muralista cileno Eduardo Mono Carrasco, S. Bartolomeo in Galdo oggi in Italia vanta uno dei murales più importanti insieme a quello dedicato a Victor Jara e restaurato lo scorso anno”.

“Grazie soprattutto alla fondazione De Andrè – ha concluso Faretra - per aver permesso al muralista di raffigurare il volto di De Andrè, con la speranza di creare con la stessa un canale culturale nella comunità di S. Bartolomeo in Galdo. Speriamo che questo murales rappresenti uno spunto soprattutto per la scuola perché possa attingere da questo grande poeta la grande forza pedagogica presente in tante delle sue canzoni”.

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martedì 23 agosto 2011

Baselice Arte, il 29 agosto la conferenza stampa di presentazione


Lunedì 29 agosto, alle ore 11.00, nella sala "Gianni Vergineo" del Museo del Sannio di Benevento, è in programma la conferenza stampa di presentazione di 'Baselice Arte'2011, a cura di Enzo Battarra e Gigiotto del Vecchio. L'iniziativa si articolerà in tre momenti:la XXI Biennale estemporanea di Pittura, la mostra retrospettiva "Le favole calde" del maestro Crescenzo Del Vecchio ed i laboratori di arte contemporanea "Da capo a piedi".

All'appuntamento interverranno il consigliere delegato all'evento, Michele Bianco, il direttore artistico, Enzo Battarra, la rappresentante della famiglia Del Vecchio, l'artista, Maria Adele, ed il coordinatore della Biennale, Lucio Barbato, nonché il sindaco, Domenico Canonico, il consigliere regionale, Luca Colasanto, il presidente della Provincia, Aniello Cimitile, il presidente della Comunità Montana del Fortore, Zaccaria Spina, e l'assessore alla Cultura del Comune di Baselice, Francesco Delli Veneri. I lavori saranno moderati dal giornalista Antonio Bianco.

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giovedì 18 agosto 2011

Baselice Arte XXI edizione 2011


Biennale di pittura mostra/esposizione dal 3 al 10 settembre presso Palazzo Lembo."Due giorni d' arte" 3 e 4 Settembre. Dalle ore 9.00 estemporanea di pittura per le vie di Baselice. Dalle ore 21.00 Arte e musica sotto le stelle a Piazza Castello.

IL PROGRAMMA

03.09.2011

Ore 9.00 - Accoglienza e registrazione degli artisti partecipanti all'evento presso i locali "Punto d'Ascolto dei Cittadini". Inizio estemporanea (i partecipanti: Marucci Luisa, Marucci Angela, Margiore Annamaria, Carosone Sara, Badia Nicola, Costanza Francesco, Ingino Domenico, Maglio Giovanni, Pelosi Giuseppe, Ruggiero Lello, SantaCroce Mimmo, Sapilo Ferdinando, Smeriglia Mario).

Ore 10:00 - Avvio dei laboratori di arte contemporanea nel centro Storico. È Possibile ammirare i giovani artisti (Maria Adele Del Vecchio, Celesta Bufano, Marta Orlando, Antonio D'Amore, Giulio Delvè, Luca Lubello, Angelo Maisto) che preparano i lavori per la mostra.

Ore 16:00 - Partenza da Piazza Umberto I per l'apertura della mostra di arte contemporanea "Da Capo a Piedi" nel Centro Storico, accompagnati dal gruppo Blues itinerante Copsandrobbersound.

Ore 17:00 - Arrivo a Palazzo Lembo in Largo Porta da Capo. Inaugurazione della XXI Biennale di Pittura e della mostra "Le Favole Calde", retrospettiva a Crescenzo del Vecchio Berlingieri, a cura di Enzo Battarra e Gigiotto del Vecchio.

Ore 21:00 - Piazza Castello (centro Storico) "Arte e Musica Sotto le Stelle": serata musicale con la partecipazione di Pierluigi Tortora, con performance artistiche e degustazione di prodotti enogastronomici locali.
04.09.2011

Dalle ore 9:30 alle ore 20:00 sarà possibile visitare la mostra di arte contemporanea "Da Capo a Piedi" nel centro storico, e le mostre allestite presso Palazzo Lembo.

La XXI Biennale di Pittura e la mostra retrospettiva "Le Favole Calde" resteranno aperte fino al 10.09.2011 tutti i giorni dalle 9:30 alle 23:00.


VISITA IL SITO www.biennalebaselice.com

martedì 16 agosto 2011

Il Fortore con il Molise, chiediamo ai nostri sindaci i referendum

di Andrea Cormano

Sono convinto che questo è il momento adatto per lasciare la Regione Campania ed entrare nel Molise. Dalla crisi e dal buio economico dell’Italia e con la cancellazione della Provincia di Benevento si intravede la strada maestra e uno spiraglio di luce che porterà nel nostro territorio un futuro migliore di quello che la Regione Campania ha potuto darci in tutti questi anni.

In questa situazione protestano sono coloro che hanno poltrone da difendere e interessi personali e non guardano al bene della collettività. E le prime proteste sono già in atto capeggiate dai vecchi signori e dai vecchi volponi della politica locale e non solo.

I cittadini e le amministrazioni dei comuni del Fortore non devono farsi strumentalizzare, non devono guardare solo al proprio orticello, ma a pensare seriamente a una idea per rilanciare la nostra valle e essere una volta per tutte indipendenti dalla Regione Campania.

Non dobbiamo accettare la proposta di unire la nostra Provincia con quella di Avellino. Questa scelta sarà peggiore e ancora più buia di quella precedente. Il nostro territorio sarà sempre più emarginato e senza futuro. Noi cittadini eravamo solo un numero per arricchire i bilanci della Regione Campania: aumento delle accise sulla benzina, tasse di assicurazioni dei veicoli tra le più alte di Italia, tasse elevate sulla spazzatura per effetto del commissariamento, ticket sulle prestazioni ospedaliere, aumenti dell’Irpef.

Ma cosa ci è stato dato in cambio? Il nulla cosmico. Anzi sono stati tagliati le linee di collegamento con i paesi limitrofi e il capoluogo, sono stati tagliati i treni regionali e nazionali, l’ospedale di San Bartolomeo non è stato mai aperto da 50 anni, ma continuamente riconvertito e declassato con i vari decreti regionali, strade fatiscenti con sperpero di soldi pubblici erogati dalla provincia di Benevento, nessuna infrastruttura per rilanciare economia locale, nessun intervento a favore delle giovani generazioni per bloccare l’emigrazione dai nostri territori verso nuove città e regioni, installazioni di pali eolici senza tenere minimamente conto degli interessi dei cittadini.

Invito i sindaci del Fortore a intraprendere azioni serie e concrete per spostarci una volta per tutte nel Molise e pensare agli interessi e al bene comune di tutti i cittadini del Fortore.

venerdì 12 agosto 2011

II edizione del Premio Rocky Marciano all’emigrante fortorino


Sabato 13 agosto alle ore 21,00 a San Bartolomeo in Galdo seconda edizione del “Premio Rocki Marciano all’emigrante fortorino”. Ospite d’onore della serata sarà il giornalista e scrittore Pino Aprile, autore di “Terroni”, al quale domenica 14 agosto alle ore 12 sarà data la cittadinanza onoraria del Comune di San Bartolomeo in Galdo.
E’ prevista anche la presenza del sindaco e degli amministratori del Comune di Ripa Teatina (CH), con il quale dall’agosto scorso il comune di San Bartolomeo è gemellato.

La serata sarà presentata da Cristina Mantis. Attrice di teatro e cinema, ha avviato una collaborazione con il teatro Ateneo dell’Università “La Sapienza” di Roma, creando per gli studenti il laboratorio di recitazione. Ha da poco ultimato il documentario “Magna Istria”, un viaggio in Istria alla ricerca di un’antica ricetta andata persa, in cui affiora l’eco delle vicende tragiche e dolorose dell’esodo istriano.

Il Premio, giunto alla seconda edizione, sarà consegnato a cinque personaggi fortorini distintisi nel campo editoriale, culturale, scientifico, sportivo. Il Premio è diviso in 5 sezioni: Actual, Memorial, Cultura, alla Carriera e allo Sport.
Il premio “Actual” sarà consegnato ad Aldo Curiale, imprenditore newyorchese, nato a San Bartolomeo, il quale ha ottenuto grandi successi imprenditoriali nel campo del design e della realizzazione di mobili di alta qualità. I suoi successi, oltre che negli Stati Uniti, sono stati riconosciuti anche in Europa. Aldo Curiale si è distinto per aver esportato la genialità e la qualità delle maestranza italiane.
Il Premio “Memorial” sarà consegnato alla famiglia del noto cardiologo Antonio Pacifico, che è scomparso pochi anni fa in un incidente aereo. Antonio Pacifico dopo gli studi universitari si era trasferito negli Usa, dove aveva ottenuto enormi successi nel campo della ricerca scientifica.

Al maestro Raffaele Passaro il premio alla cultura per la sua brillante carriera nella musica. Il Maestro Passaro oltre ai successi internazionali come artista ha svolto anche il ruolo di docente presso il Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, dove ha ricoperto anche la carica di vice Direttore Reggente.
Al giornalista Anacleto Lupo sarà consegnato il Premio alla Carriera. Giornalista professionista inizia la sua attività collaborando con alcune importanti testate romane quali “L’Avvenire”, “L’Osservatore romano”. Alla fine del secondo conflitto mondiale si trasferisce in Puglia dove collabora con molte testate locali. Per vent’anni è caporedattore della “Gazzetta del Mezzogiorno”.
Il Premio allo sport è stato assegnato a Gregorio Pacifico, nato a San Bartolomeo e da anni residente a Benevento dove svolge l’attività di imprenditore. Gregorio Pacifico si avvicina alla disciplina del sollevamento pesi e subito si afferma come atleta di valore. Nel 1975 e nel 1976 è per ben due volte campione italiano juniores.
Nel 1977 conquista la Coppa Italia a squadre con la sua Grippo di Benevento e nel 1979 diventa campione italiano della categoria dei massimi – leggeri. Nella sua breve, ma intensa, carriera vanta una partecipazione ai mondiali di Ungheria nel 1978.

Oltre al premio saranno consegnate due menzioni speciali: la prima a Domenico Fusco, medico condotto a San Bartolomeo dal 1961, per essersi distinto come dirigente sportivo e soprattutto come educatore dei giovani e testimone dei principi sani dello Sport.
La seconda menzione per Michele De Conno. A 7 anni inizia la sua carriera di atleta nella Società Schermistica Frentana di San Bartolomeo in Galdo, paese dove vive, fino al 1996/1997, per poi passare nel 1997 e fino al 2004 nel Circolo Schermistico Dauno di Foggia. Già nel 1994 è campione regionale nella categoria Pulcini. Da allora vince numerosi e prestigiosi premi, fino a divenire per ben due volte campione italiano a squadra.

Con questo progetto l’amministrazione comunale ha inteso riallacciare, in maniera decisa, i rapporti con i numerosissimi concittadini residenti nel resto d’Italia e all’estero, al fine di creare una rete di relazioni e di scambi culturali che possa essere proficua per gli emigrati, i quali sanno di non essere dimenticati, ma, piuttosto, di poter contare su assistenza e, soprattutto, accoglienza; e per San Bartolomeo, che in questo modo può allargare i propri orizzonti culturali e turistici.

giovedì 11 agosto 2011

Pesco Sannita, questa sera convegno sui 150 anni dell'unità d'Italia


Si terrà, oggi alle 20, presso la Villa Comunale di Pesco Sannita, un convegno per ricordare gli avvenimenti che portarono alla nascita dell’Italia 150 anni fa. L’incontro è stato organizzato dal Comune di Pesco Sannita in collaborazione con la Cooperativa Sociale IDEAS. In tale occasione saranno presentati i libri “Mangia Polenta e Mangia Licco: un un’inchiesta socio-antropologica sui 150 anni dell’Unità d’Italia” e “Il brigante Secola”.

La presentazione sarà condotta dalla giornalista ed esperta di sviluppo locale Sabrina Iadarola. Dopo i saluti del sindaco, Antonio Michele, e di Nicola Gentile, assessore comunale alla cultura, interverranno Mario D’Agostino, storico locale, Antonio Bianco, giornalista “Nuovo Paese Sera”, Mario De Tommasi, antropologo dell’alimentazione, Luigi Giova, etnomusicologo.

La chiusura dei lavori sarà caratterizzata dalla lettura del “Memoriale Orlando”, tratto dal libro La reazione borbonica in provincia di Benevento di Mario D'Agostino ed edito da i Fratelli Conte Editori nel 1987. Un documento inedito attraverso il quale viene raccontata la storia della fucilazione di Luigi Orlando, ex capo urbano di Pescolamazza (oggi Pesco Sannita). A seguire si terrà un intrattenimento musicale.

www.ilquaderno.it

martedì 9 agosto 2011

Baselice, il paese del moscato


Ringrazio pubblicamente il Comune di Baselice di aver fatta propria l’idea-proposta, lanciata tempo fa dal sottoscritto, di mettere all’ingresso del paese una tabella con su scritto “Baselice il paese del moscato”. Penso che Baselice non ha più bisogno di “cattedrali nel deserto” e di sperpero di denaro pubblico che non ha portato a nulla in termini di sviluppo a lungo termine. Forse un domani i baselicesi capiranno che il moscato può essere un’importante risorsa per questo territorio.


UNA PICCOLA PROPOSTA

"C'è un posto sulla spina dorsale della penisola italica che sembra essere il magazzino di Eolo. Qui i venti tengono nascosti i profumi che spandono in terre lontane. Da secoli, sapienti contadini hanno imparato a catturarne un afflato a cui danno sfogo nelle candide notti invernali: e rinasce la primavera, come nel dolce di mandorla che scaccia la paura del freddo, affianco al camino”. È la sapiente descrizione del Moscato di Baselice che si trova sul sito dell’assessorato all’agricoltura della Regione Campania.

E allora una proposta alla nuova amministrazione comunale vogliamo farla. Mettere all’ingresso del paese la frase di accoglienza: “Baselice il paese del moscato”.

Una piccola iniziativa che caratterizzerebbe il comune fortorino così come ha già fatto il limitrofo San Marco dei Cavoti (il paese del torrone). Tra l'altro già esiste qualche piccola azienda che produce il vino baselicese.
Chi scrive ritiene, infatti, che oggi nella globalizzazione dei mercati sia importante anche per una piccola realtà contraddistinguersi e valorizzare i prodotti della propria terra.

Baselice vanta una storia antica in fatto di Moscato e inoltre, l’iniziativa, potrebbe essere uno sprono per i giovani e i contadini locali a formare cooperative per la produzione dell’importante “nettare degli dei” in modo da puntare su uno sviluppo sostenibile del paese.

Dal mio blog del 28 AGOSTO 2009

lunedì 8 agosto 2011

Secola, a Pietrelcina la presentazione del libro


Doppio appuntamento con la cultura a Pietrelcina. Dopo il teatro la Cooperativa Sociale IDEAS darà spazio all’archeologia e alla storia.

Martedì 9 Agosto 2011 ci sarà, infatti, la Fountain Bike che partirà alle ore 17.30 da Piazza SS. Annunziata di Pietrelcina. Organizzata in collaborazione con l’Archeoclub d’Italia sede di Pietrelcina permetterà, agli appassionati di archeologia e ai curiosi, di andare alla scoperta di quattro fontane storiche del Paese.

Mercoledì 10 Agosto 2011, tocca invece alla storia, in concomitanza con la ricorrenza dell’eccidio di Pietrelcina, si terrà alle ore 19.30 presso il “Centro Polivalente Grazio Forgione” di Pietrelcina un “Caffè Letterario” per ricordare i fatti accaduti la notte di San Lorenzo di 150 anni fa.

Dopo i saluti di Domenico Masone, sindaco di Pietrelcina e di Anna Immacolata Colarusso, dirigente Scolastico Istituto Comprensivo S. Pio da Pietrelcina, interverranno Mario De Tommasi, Antropologo, Mario D’Agostino, Storico Locale, Luigi Giova, Etnomusicologo, Antonio Bianco, giornalista di “Nuovo Paese Sera”. Arbitro della serata sarà Antonio Puzzi, Consigliere Nazionale Slow Food Italia.
Sarà presente, anche, una delegazione di alunni dell’Istituto Comprensivo S. Pio da Pietrelcina che leggeranno alcune storie frutto di un laboratorio tenutosi durante l’anno scolastico.

In tale occasione saranno presentati anche i libri “Mangia Polenta e mangia Licco: un’inchiesta socio-antropologica sui 150 anni dell’unità d’Italia” edito da IDEAS Edizioni e “Il brigante Secola: la sanguinosa rivolta nel Fortore post-unitario” edito da Edizioni il Chiostro.

Durante il “Caffè letterario” sarà possibile degustare i dolci di un’Italia unita nella diversità delle proprie tipicità culinarie.

venerdì 5 agosto 2011

Consiglio provinciale, ecco il nuovo collegio del Fortore

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, si è formalmente concluso il procedimento di rideterminazione dei collegi uninominali della provincia di Benevento che troverà applicazione in occasione del futuro rinnovo del Consiglio Provinciale. Dagli attuali 24, i collegi sono ridotti a 19 in attuazione della legge 42/2010 che ha ridotto del 20% i seggi assegnati all’assemblea (...).

San Bartolomeo in Galdo, con capoluogo San Bartolomeo in Galdo e Baselice, Castelfranco in Miscano, Foiano di Val Fortore, Ginestra degli Schiavoni, Molinara, Montefalcone di Val Fortore.

(tratto da ilquaderno.it)

giovedì 4 agosto 2011

Tagli al Trasporto pubblico del Fortore: i pendolari firmano una petizione


Non accennano a placarsi le polemiche dei pendolari sanniti dopo le cancellazioni e “razionalizzazione” delle corse automobilistiche del Trasporto pubblico locale (Tpl).
Alcuni lavoratori che quotidianamente raggiungono il capoluogo sannita dai centri del Fortore lamentano la rarefazione dei collegamenti sulla relazione San Bartolomeo in Galdo – San Marco dei Cavoti – Benevento dopo le cancellazione di molte corse decise nelle scorse settimane per i tagli di risorse pubbliche di sostegno al settore trasporti. In un documento diffuso alla Stampa i pendolari del Fortore lamentano il fatto che, dopo le recenti disposizioni, sono troppo poche le corse per le loro esigenze di mobilità.

Infatti, in una petizione inviata alle Autorità competenti della Regione e della Provincia e all’ETAC, cioè la Società che gestisce il servizio, i pendolari sottolineano in particolare che soprattutto nella stagione invernale è davvero improbo aspettare (dopo la chiusura degli Uffici di solito fissata per le 17) fino alle ore 19.00 per poter tornare a casa. Altro motivo di forte doglianza è il lievitare del prezzo del biglietto, dovuto al fatto che l’ETAC non rientra nel circuito di Unico Campania, l’organizzazione che ingloba molte delle Società che gestiscono il Tpl presenti sul territorio: ciò costringe i pendolari ad acquistare, appena giunti in Benevento, un altro biglietto per le corse urbane dell’AMTS, la Società che gestisce il trasporto pubblico urbano.

I pendolari dei comuni del Fortore, che hanno raccolto un centinaio di firme, chiedono interventi calmieratori della spesa per la mobilità che sono costretti ad affrontare mensilmente, nonché una riconsiderazione dell’organizzazione delle corse sul territorio.

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mercoledì 3 agosto 2011

Il Culto di San Donato. Convegno a Castelpagano


L’Associazione Trediciarchi in collaborazione con il Comune di Castelpagano, e con il patrocinio dei comuni di Carlantino (Fg), Pietracatella (Cb) e Riccia (Cb), ha organizzato un Convegno di studi sul culto di San Donato nel Fortore e nell’Italia Centro-Meridionale.

La manifestazione si terrà Venerdi 5 Agosto, a partire dalle ore 18, nella Sala del Consiglio Comunale di Castelpagano (Bn). Dopo i saluti del Sindaco, Giuseppe Bozzuto, e delle autorità presenti seguiranno le relazioni di Don Donato D’Agostino – parroco di Pago Veiano, cittadina della quale il santo è protettore – su “San Donato vescovo e martire tra storia e leggenda”, di Michele Pasquale, con le “Testimonianze figurative di San Donato in centro e sud Italia.

Opere dal XIV al XIX secolo”, di Maria Libera Bozzuto, che parlerà del culto di San Donato nel Fortore, soffermandosi sulle espressioni particolari di religiosità popolare proprie di Castelpagano, Pietracatella e Carlantino, altri paesi nei quali San Donato è patrono. La serie degli interventi sarà conclusa da Vincenzo Lombardi, noto etnomusicologo molisano, con una relazione su “I Santi Donato, Vito e Paolo fra devozione e tradizione”. Spetterà al Presidente dell’Associazione Trediciarchi, Antonio Santoriello, il compito di coordinare l’evento.

La devozione verso San Donato, vescovo e martire della Chiesa, è particolarmente diffusa e sentita in tutta l’Italia Centro-Meridionale.

La festività ricorre il 7 agosto, coincidente con la data del martirio avvenuto per decapitazione nel 304 d.C. durante la persecuzione indetta contro i cristiani dall’imperatore Diocleziano. Furono i Longobardi a propagarne la venerazione nei loro Ducati, e, tra le prerogative che gli venivano, e gli vengono, attribuite vi è quella di protettore dall’epilessia, chiamato anche “mal di luna”, poiché anticamente questo male si riteneva provocato dall’influsso che il corpo astrale aveva sull’umore e sulla capacità di equilibrio psico-fisico degli esseri umani. La luna, appunto, è uno degli elementi pressoché fissi nelle sue rappresentazioni iconografiche, oltre al Vangelo, poiché ne fu indefesso divulgatore.

Cadendo la ricorrenza nel mese di Agosto, in alcuni paesi essa ha costituito l’occasione per la celebrazione delle feste del grano mediante l’allestimento dei carri recanti covoni in offerta al santo; in altri paesi a San Donato è invece collegato il rituale della “pesa”, consistente nell’offrire al santo la quantità di grano corrispondente al peso del bambino di cui si vuole richiedere la protezione.

martedì 2 agosto 2011

Campania, il Pdl prepara il blitz per aumentare il numero di assessori regionali

Fra trolley e valigie per il mare già pronti, il Consiglio regionale ha infilato nell’ordine del giorno dell’ultima seduta prima della chiusura estiva, il disegno di legge a iniziativa del gruppo Pdl per far lievitare la giunta sino a 14 componenti. Nel ddl prevista la possibilità per il governatore di nominare anche due sottosegretariLa sede della Regione Campania

Napoli. Agosto, mese di delibere impopolari da far passare in sordina. E cosa c’è di più impopolare di un provvedimento che ingrassa la Casta? Nonostante siano settimane di frenetico dibattito su come ridurre i costi della politica e i privilegi dei politici, la Campania va in controtendenza e prepara un bliz per domani, lunedì 1 agosto per aumentare il numero degli assessori regionali (ieri per chi legge). Fra trolley e valigie per il mare già pronti, il Consiglio regionale ha infilato nell’ordine del giorno dell’ultima seduta prima della chiusura estiva, il disegno di legge a iniziativa del gruppo Pdl per far lievitare la giunta sino a 14 componenti. Prima firmataria l’azzurra Daniela Nugnes.

Insaziabile, la Casta campana. Gli attuali dodici assessori al fianco del governatore berlusconiano Stefano Caldoro non sono sufficienti. Ne vogliono quattordici. E come se non bastasse, il ddl prevede l’introduzione di una figura sconosciuta a tutti gli Statuti regionali del Paese: i sottosegretari. Il governatore potrà nominarne due: con la facoltà di partecipare ai lavori della giunta.

Nella proposta è scritto che le indennità di funzione e le forme di previdenza dei nuovi membri dell’esecutivo “non comportano oneri di spesi aggiuntivi da sono dedotti dalle indennità degli attuali componenti della giunta regionale”. Traduzione: secondo i proponenti, il monte stipendi e contributi riservato a dodici assessori, retribuiti con 11.200 euro mensili e destinatari anche essi di una pensione a fine carriera grazie a una riforma dell’ex governatore Pd Antonio Bassolino, verrebbe ‘spalmato’ su quattordici assessori. E la legge risulterebbe a costo zero per la collettività. Ovviamente non è così.

A dirlo è l’assessore regionale al Bilancio, Gaetano Giancane, che a marzo ha inviato in commissione consiliare un’integrazione alla proposta del Pdl con la quale rileva che la crescita della giunta potrebbe “comportare nuove spese”. Secondo Giancane, l’eventuale approvazione del ddl Nugnes “comporterà sicuramente un aumento dei costi di funzionamento della struttura (segreteria, auto di servizio)” e necessiterà di una ulteriore copertura finanziaria.

Il voto potrebbe arrivare a un anno esatto dalla presentazione della proposta, protocollata il 28 luglio 2010. Da allora, il testo ha fatto avanti e indietro tra le commissioni consiliari, in attesa del momento propizio, e non senza qualche mal di pancia all’interno della stessa maggioranza. Tra i contrari, infatti, si è schierato a sorpresa anche il presidente del consiglio regionale, il Pdl Paolo Romano.

Se l’assemblea legislativa campana darà l’ok all’allargamento dell’esecutivo, Caldoro utilizzerà questa facoltà per rimpolpare la giunta di presenze femminili. Pochi giorni fa infatti il Consiglio di Stato ha ‘censurato’ la composizione della squadra di governo, quasi tutta al maschile, confermando l’illegittimità dell’ultima nomina di assessore, quella di Vito Amendolara, con delega all’Agricoltura, al posto del dimissionario Ernesto Sica. Per il massimo organo di giustizia amministrativa, Caldoro non ha pienamente rispettato l’articolo 46 comma 3 dello statuto regionale sulla “equilibrata presenza di donne e uomini”.

E l’opposizione di centrosinistra annuncia barricate contro l’aumento degli assessori. Parla di “risvolti paradossali” e di “scelta vergognosa” il segretario campano del Pd Enzo Amendola: “Caldoro presenta decisioni su sanità e trasporti usando lo slogan del rigore e dei tagli e poi prepara la nomina di due assessori in più e si inventa la figura dei sottosegretari. Uno schiaffo ai cittadini campani colpiti dalla crisi economica, a chi soffre quotidianamente la inazione della destra al governo”.

Per il vice capogruppo Pd Umberto del Basso de Caro “l’allargamento della giunta offende la dignità dei cittadini campani”. E il segretario campano di Idv, Nello Formisano, aggiunge: “Una cosa del genere non farebbe altro che aumentare la distanza tra i cittadini e le istituzioni, determinando ulteriore sfiducia della gente verso certa politica, attenta piu’ ai propri interessi che a quelli della collettività”.

www.ilfattoquotidiano.it

sabato 30 luglio 2011

Eolico campano: governo contro Regione


Postiamo un interessante articolo apparso su blitzquotidiano.it che riguarda direttamente il nostro territorio. A quanto riporta il quotidiano online l'esecutivo nazionale ha impugnato la cosiddetta "Legge Colasanto", dal proponente consigliere regionale del Pdl, sugli impianti eolici.


Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione territoriale, Raffaele Fitto e su parere del ministero dello Sviluppo economico, ha impugnato la legge regionale della Campania sulle ''Disposizioni urgenti in materia di impianti eolici''.

La legge – e' scritto in una nota – e' stata censurata, in particolare, relativamente alla disposizione secondo cui la costruzione di nuovi aerogeneratori e' autorizzata esclusivamente nel rispetto di una distanza pari o superiore a 800 metri dall'aerogeneratore piu' vicino preesistente o gia' autorizzato.

Tale prescrizione generale – fa sapere la nota del Dipartimento per gli Affari regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri – si risolve ''in una aprioristica limitazione all'installazione di impianti eolici che non tiene conto delle diverse tipologie degli impianti e delle caratteristiche del sito scelto per l'insediamento, determinando un ostacolo alla costruzione di impianti eolici con effetti distorsivi della concorrenza, in violazione del principio di buon andamento e imparzialita' dell'azione amministrativa, sanciti dalla Costituzione e dai principi comunitari di ragionevolezza e proporzionalita' degli obblighi posti in sede di autorizzazioni alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili''.

La disposizione regionale, infatti, secondo il CdM, viola quindi il principio posto dalla direttiva comunitaria (2009/28/CE), in base al quale le norme nazionali in materia di procedure di autorizzazione agli impianti per la produzione di elettricita' devono essere proporzionate e necessarie e costituisce un ostacolo allo sviluppo della produzione di energia rinnovabile da fonte eolica che influisce negativamente sul raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia da fonte rinnovabile, in violazione della Costituzione (art. 117, comma 1, e comma 2, lett. a).

Secondo quanto sottolinea ancora la nota, inoltre, ''la previsione regionale, ponendosi in contrasto con le linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili (D.M. 10-9-2010, recepito dal d.lgs. n. 28/2010), che non consentono limitazioni e contingentamenti indiretti, concreta anche una violazione di principi fondamentali in materia di energia in violazione dell' articolo 117, comma 3, della Costituzione''.

www.blitzquotidiano.it

giovedì 28 luglio 2011

Estate baselicese 2011


Tutte le date e gli eventi che si terrano a Baselice nel mese di luglio e agosto.

5 serate di "Palcoscenici naturali" organizzate dalla Proloco di Baselice con il patrocinio del comune di Baselice.

30 luglio - liscio, in via Valfortore.
1 agosto - jazz, in via Luigi Capuano
3 agosto - Rock, villa comunale San Pietro
5 agosto - orchestra spettacolo, piazza Sant'Antonio
7 agosto - latino americano

10 agosto - Federico Poggipollini e i Radio zero
il piu grande evento di tutti i tempi: concerto presso il pub palazzo dei baroni.

12 agosto - festa dell'emigrante
13 agosto - festa anziani
14 agosto - vigilia festa madonna dell'Assunta con gruppo musicale
15 agosto - festa madonna dell'Assunta con gruppo musicale e fuochi d'artificio

19 agosto - memorial Franco Assabino con i Radio zero in concerto

Se ci sono ulteriori conferme e date, modificheremo il programma in allegato.
per aggiungere eventi contattateci. Restiamo in attesa di conoscere anche il programma della festa di settembre e di altri eventi previsti.

Lo staff del fans di Baselice (facebook)

mercoledì 27 luglio 2011

Psaut, no alla guerra tra poveri

di Vincenzo Sangregorio

In seguito agli ultimi sviluppi della vicenda PSAUT di San Bartolomeo in Galdo, mi sembra doveroso fare alcune considerazioni. Con delibera n. 103 del 08/10/2010 il Commissario Straordinario dell’ASL BN, Prof. Di Salvo, ha stabilito l’apertura del PSAUT di San Bartolomeo in Galdo con il contestuale trasferimento, in toto, del personale del 118 di Foiano di Valfortore all’interno dello stesso, lasciando Ginestra degli Schiavoni come unica postazione di emergenza territoriale; sede troppo decentrata rispetto al resto del Distretto.

In questo modo, il territorio dell’intero Fortore e pre-Fortore sarebbe rimasto privo di un’ambulanza per il trasporto in emergenza dei pazienti in Pronto Soccorso, con un ritorno ad una situazione di disservizi che appartiene al passato. Tanto per fare un esempio, se qualcuno, accidentalmente, avesse battuto la testa sui gradini del PSAUT di San Bartolomeo rompendosela, paradossalmente, avrebbe dovuto aspettare l’ambulanza medicalizzata proveniente da Ginestra degli Schiavoni!

A seguito di una richiesta di molti sindaci del Distretto, me compreso, il Commissario Straordinario dell’ASL BN, Prof. Di Salvo, persona operativa e attenta alle esigenze del nostro territorio, ha convocato un tavolo di discussione.
In tale sede è emersa, da parte dei vertici dell’ASL, la volontà di accogliere le richieste dei sindaci e mantenere il secondo punto di emergenza territoriale del Fortore senza compromettere l’apertura del PSAUT di San Bartolomeo, con ulteriori significativi sacrifici da parte dell’ASL (si passa da 6 a 12 unità mediche nel Fortore).

Nella stessa sede, il Commissario Di Salvo ha comunicato che sono in corso di definizione importanti accordi con gli Ospedali di Lucera e Foggia per l’accettazione delle emergenze provenienti da San Bartolomeo.
Un buon risultato ottenuto per tutti; unico motivo di conflitto è la sede dei suddetti punti di emergenza territoriale.
Poiché la sede del punto SAUT di Ginestra non è mai stata messa in discussione, di conseguenza, quasi tutti i sindaci presenti hanno ritenuto di suggerire Foiano come secondo punto di emergenza territoriale, in quanto situato in una posizione più centrale rispetto agli altri. Qualcuno, a questo punto, potrebbe obiettare che si poteva scegliere San Bartolomeo invece di Foiano…

In una logica di campanilismi, il ragionamento potrebbe essere condiviso. Il problema è che in quella sede abbiamo discusso della salute delle persone e, quando si tratta di vita e di morte, ritengo che i campanilismi vadano messi da parte.

Io, personalmente, sono convinto che è inutile una “guerra fra poveri”, ma mi arrendo di fronte all’evidenza dei fatti. Anzi, insieme ai sindaci della Valfortore stiamo cercando di costruire un percorso comune di tutela e valorizzazione del nostro territorio, facendo spesso sentire, all’unisono, la nostra voce e siamo convinti che solo in questo modo riusciremo ad ottenere una maggiore attenzione.

Personalmente, ritengo che, in un’ottica di efficienza del servizio dell’emergenza territoriale, si potrebbe chiedere con forza l’ambulanza medicalizzata (118) a San Bartolomeo in Galdo, solo mettendo in discussione la sede di Ginestra quale SAUT, in modo da permettere all’ambulanza di raggiungere tutti i paesi del Distretto nei tempi previsti dalla Normativa in materia di emergenza sanitaria.

Sono convinto che nell’attuale condizione (massimo 2 ambulanze medicalizzate e PSAUT per il Fortore) la scelta fatta dai sindaci sia la “meno peggio”. Mi sentirei a posto con la coscienza nel desiderare l’ambulanza a San Bartolomeo, insieme al PSAUT, solo se si individuasse come altra sede di 118 un comune più centrale rispetto al resto del Distretto, come potrebbe essere, ad esempio, San Giorgio la Molara. In questo modo, tutti i Comuni del Distretto avrebbero la garanzia di essere serviti in tempi accettabili (cartina alla mano).

D’altronde, come ho ribadito poc’anzi, non è mia intenzione scatenare guerre campanilistiche, ma vorrei che certe decisioni, riguardanti la salute di noi cittadini, fossero prese da chi, per mestiere nonché per deontologia professionale, ha l’obbligo di prenderle nella maniera più opportuna, a tutela delle persone assistite.

Sarei felicissimo, da un punto di vista politico, se i vertici dell’ASL decidessero, invece, che è San Bartolomeo in Galdo la sede migliore per un 118 pur mantenendo quella di Ginestra, tutelando, in questo modo anche i cittadini di Castelvetere, che è l’unico paese più distante da Foiano, ma non mi sento di prendere, da solo, questa grande responsabilità.

Mi auguro, infine, che la mia presa di posizione non venga strumentalizzata per fini di bassa politica di piazza, ma vorrei che fosse chiaro il mio intento di tutelare, non solo la popolazione da me amministrata, ma anche quella dei paesi con i quali dobbiamo fare fronte comune per evitare un costante impoverimento del territorio e della popolazione del nostro Fortore.

*Sindaco di San Bartolomeo in Galdo

martedì 26 luglio 2011

Una giornata tra uomini e caporali


Postiamo la mia inchiesta, pubblicata sul numero di giungo di "nuovo Paese Sera", sul drammatico fenomeno del caporalato nell'edilizia romana.

Arrivano alla spicciolata, uno due alla volta, sulle spalle uno zainetto con dentro la tuta da lavoro e qualcosa da mangiare. E formano subito dei capannelli, divisi rigidamente per nazionalità: da una parte del viale i romeni dall’altra i moldavi. Dopo una notte di temporali, il cielo è sereno. Sole, poggia o gelo cambia poco per loro. Sono disposti a tutto pur di portare a casa la paga di una giornata da manovali.

Ogni mattina sono un centinaio i lavoratori stranieri che si ritrovano qui davanti allo “smorzo” di Tor di Quinto, a nord di Roma. Gli “smorzi” una volta erano grossi pozzi dove veniva buttata la calce bollente, che una volta raffreddata, “smorzata” appunto, diventava polvere da utilizzare nei manufatti.

Oggi sono i punti vendita di materiale per l'edilizia. E braccia a basso costo, comprate illegalmente da venti a cinquanta euro al giorno, dipende da quello che c’è da fare. I “caporali” arrivano all’alba con i loro furgoncini e caricano di volta in volta gli operai di cui hanno bisogno. Carpentieri, manovali, elettricisti da portare nei cantieri della Capitale. Dopo le nove, invece, iniziano a passare cittadini e piccoli artigiani che hanno bisogno di operai per mettere a posto mattonelle del bagno o il verde di ville e appartamenti.

Siamo riusciti a mimetizzarci in mezzo a questo nuovo esercito di schiavi grazie all’unico sindacalista di cui si fidano. Daniel, romeno anche lui, aveva iniziato a lavorare nei cantieri come operaio, ora è l’avamposto della Cgil in questa terra di nessuno.

All’inizio sono sospettosi, diffidenti, poi grazie a Daniel iniziano a farsi coraggio e raccontare le loro storie. «Mi sono alzato alle quattro per essere alle sei qui davanti», dice Florin, muratore di cinquant’anni con moglie e due figli, «non sempre però ti fanno lavorare. Ci sono giorni che resto fino al pomeriggio senza essere chiamato. La sera quando torni è umiliante dire alla tua famiglia di non aver portato nemmeno un euro». Sul volto e negli suoi occhi i segni della fatica e della disperazione: «Non mi vergogno di dire che alla fine della giornata, senza soldi in tasca, sono costretto a andare a mangiare alla Caritas», conclude in un italiano approssimativo.

Su questo vialone, a poche centinaia di metri da Ponte Milvio, non c’è nemmeno un bar, per un po’ di ristoro o per usare i servizi igienici. «Ci trattano peggio degli animali», è il commento di un altro lavoratore. Parcheggiati in attesa dei “caporali”, che arrivano con una cadenza di cinque-dieci minuti, abbassano i finestrini, parlano con questi disperati. Una volta accettata l’offerta, vengono caricati sui furgoncini. Senza nessuna tutela. Senza nessun rispetto delle regole sulla sicurezza. «Io una volta», racconta Lucien, «sono stato a togliere i calcinacci in un appartamento al settimo piano facendo su e giù per i ponteggi, con un secchio di quarantacinque chili sulle spalle ti può succedere di tutto».

Alcuni romeni stanchi di aspettare si siedono a terra. Passano così il tempo, nella speranza che qualcuno li carichi. «Dicono che i romeni sono delinquenti», osserva Daniel, «ma questa è gente talmente orgogliosa da restare qui tutto il giorno invece che andare a chiedere l’elemosina o rubare».

Molti di loro, in passato, hanno avuto un lavoro regolare, ma sono stati i primi a perderlo quando è iniziata la crisi del mercato dell’edilizia. Hanno tutti tra i trenta e i cinquant’anni e sono la manovalanza più sicura da reclutare, senza rischiare l’incriminazione di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: i romeni sono europei. «Fino all’anno scorso avevo un contratto a tempo indeterminato», dice Mihai, che di mestiere fa il carpentiere, «guadagnavo 1200-1300 euro per dieci-dodici ore al giorno. Poi il principale mi ha licenziato e ogni tanto per sopravvivere vengo anch’io a cercare lavoro negli smorzi».

Quello del lavoro nero è un grande affare sia per i “caporali” che per le imprese. Ma quando chiediamo chi sono questi procacciatori di braccia umane e se sono legati alle organizzazioni criminali, tutti hanno paura di parlare. Al massimo ci dicono che sono in prevalenza anche loro romeni o albanesi, all’inizio operai come loro, e ora passati dall’altra parte della barricata. «Il caporale», spiega Mihai, «recluta gli operai per 80-100 euro al giorno, poi 40-50 li dà a loro e il resto se li intasca lui». Succede spesso però che questa povera gente non venga nemmeno retribuita. «Ti promettono di pagarti a fine lavoro», confessa Alexandrescu, «invece poi non si fanno più trovare, cambiando addirittura la scheda sim del telefonino».

La situazione non cambia negli altri “smorzi” della città. Su viale Palmiro Togliatti oltre agli albanesi ci sono anche operai italiani. «All’inizio», dice Roberto Cellini, segretario romano della Fillea, sindacato degli edili della Cgil, «non ci volevo credere, ma poi mi sono dovuto ricredere di fronte all’evidenza. La gravissima crisi che ha colpito il settore ha portato alla chiusura di circa seicento aziende con la perdita di sei mila posti di lavoro. Così anche molti italiani, pur di sfamare letteralmente la loro famiglia, sono costretti a rivolgersi al caporale di turno».

La Cgil ha censito 40 “smorzi” dentro e fuori il raccordo anulare davanti ai quali avviene il reclutamento. E sono 4-5mila gli operai che vengono “caricati” sui pulmini dei caporali ogni giorno. Sostanzialmente senza rischi per chi gestisce il mercato illegale di braccia: la sanzione prevista è una multa di 50 euro. Non a caso, la Fillea, che della lotta al caporalato ne ha fatto una vertenza nazionale, ha chiesto al Parlamento di introdurre uno specifico delitto, con sanzioni adeguate, simili a quelle previste per il traffico di essere umani.

Non è solo una questione, pure importante, di diritti. La stessa Fillea ha denunciato in più occasioni le infiltrazioni mafiose nei cantieri della città. «Su Roma c’è questa presenza», afferma Cellini, «e non è una presenza che sparisce da un giorno all’altro, ma si va radicando nel silenzio assordante della politica. Ed è un aspetto che ci preoccupa molto». Per questo è stato firmato un protocollo tra le parti sociali e il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, per una maggiore trasparenza negli appalti e nei controlli sui cantieri della città. Soprattutto per quanto riguarda l’incolumità di chi ci lavora. L’anno scorso l’Inail ha registrato 13 incidenti mortali, ma gli ispettori del lavoro sono solo 20. E spesso capita che passino mesi o addirittura anni prima che un controllo venga fatto.

Anche l’Associazione costruttori edili romani (Acer) chiede di alzare il livello di attenzione. «Bisogna vigilare di più», avverte il presidente Eugenio Batelli, «soprattutto sulle aziende che utilizzano manodopera in nero. Sono queste imprese che, praticando una concorrenza sleale, mettono ancora più in difficoltà quelle sane. Per questo abbiamo creato delle commissioni paritetiche con le altre parti sociali. E’ più difficile intervenire, invece, nelle situazioni di caporalato diffuse nei lavori edili fatti da piccole imprese che lavorano per il privato. Queste situazioni sfuggono ancora al nostro controllo».

È quasi mezzogiorno. Davanti allo “smorzo” di Tor di Quinto, il traffico comincia a scemare. Loro, romeni da una parte, moldavi dall’altra, sono ancora qui. Ogni tanto passa qualche autopattuglia dei carabinieri, perché a quattrocento metri c’è una delle più importanti caserme di Roma. Lucian ha una canna da pesca. Poco distante passa il Tevere: «Se riesco a pescare, almeno stasera avrò qualcosa da mangiare». E non scherza.

sabato 23 luglio 2011

Irisbus: conviene trattenere chi vuole andare?


di Gaetano Pietropaolo*

L'acquiso dello stabilimento Irisbus da parte della DR Company è un pericolo da evitare o l'occasione, forse unica, di contribuire alla crescita di un'azienda automobilistica meridionale?

Negli ultimi giorni, importanti vicende stanno interessando lo stabilimento Irisbus di Flumeri (Avellino). Come è noto, si tratta di uno stabilimento di proprietà della Fiat che produce autobus e del quale il gruppo del Lingotto vuole disfarsi.
Di fronte a questa volontà, si è fatta avanti la DR Motor Company avanzando una proposta d’acquisto. Si tratta di un’azienda fondata nel 2006 a Macchia d’Isernia dall’imprenditore molisano Massimo Di Risio che costruisce, nei propri stabilimenti, automobili con componentistica Chery e Fiat.

Si tratta quindi di ciò che più assomiglia ad un’azienda produttrice di automobili, nata nell’Italia meridionale, anche perché proprietà, sedi direttive e stabilimento sono esclusivamente molisane. Benché caratterizzata da una forte joint venture con altre case, la DR Motor è un’esperienza che nemmeno il più ottimista osservatore, fino a dieci anni fa, avrebbe immaginato potesse nascere nel Sud Italia.

Le ultime mosse del gruppo inoltre, sembrano sempre più caratterizzarsi per la volontà di radicare proprio nel Mezzogiorno, da dove tutti scappano, Fiat per prima, le proprie radici ed il proprio futuro. La proposta d’acquisto dello stabilimento Irisbus dell’avellinese e, qualche mese fa, di Termini Imerese svelano una strategia coraggiosa e che può avere risvolti epocali per la storia dell’industria meridionale.

Le reazioni dei sindacati di fronte alla volontà di vendere lo stabilimento, da parte di Fiat, e di acquistarlo, da parte di Dr, sono state decisamente conservatrici. Da più parti sono emerse voci critiche e la richiesta a Fiat di mantenere stabilimento e livelli occupazionali.

Ma ciò che mi chiedo è se sia utile mantenere a forza chi se ne vuole andare e se, quella che si presenta, non sia invece per i lavoratori di Irisbus un’occasione forse irripetibile.
Fermo restando l’assoluta legittimità della pretesa di conservare tutti i posti di lavoro dello stabilimento (700) e dell’indotto, se queste garanzie arrivano dalla Dr, perché opporsi al cambio di proprietà? Ispira più fiducia chi vuole abbandonarti o chi vuole prenderti con se? Volendo guardare l’altra faccia della medaglia, questa potrebbe essere per i lavoratori irpini, l’occasione di contribuire, con il proprio lavoro, alla nascita di un’azienda automobilistica tutta meridionale, con management meridionale, dipendenti e stabilimenti meridionali. Una realtà che potrebbero, più di ogni altra, sentire propria.

Una realtà che prima di decidere di smantellare uno stabilimento ci penserebbe due volte, perché in questo territorio è nata, vuole crescere e ad esso è inesorabilmente legata. Provocazioni di Marchionne a parte, è chiaro che Fiat non andrà mai via da Torino. Allo stesso modo, Dr perché dovrebbe abbandonare il suo territorio? Al di là delle strategie, le aziende, anche se globalizzate, sono fatte di persone. Queste hanno sentimenti, aspirazioni ma anche legami e radici. E qualcosa mi dice che se in un momento storico in cui tutti scappano dal Mezzogiorno Di Risio vuole ancorarvisi con forza, potrebbe valere la pena ascoltarlo e, se ha qualcosa di interessante da dire, dargli fiducia.

*coordinatore L'ALTRO SUD