martedì 18 febbraio 2014

Libri, esce la ristampa di Rosselli su Mazzini e Bakunin


Oggi esce un nuovo libro

Collana del libro/series: ITALIAN. Brossura, B/N, in 8°, pp. 274, euro 13,50. Contatti/contacts: publishing@westindian.it - 0039 3454765997 (dopo le 15:00/from 3:00 p.m.)

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«NOI PUBBLICHIAMO LIBRI, NON PUBBLICHIAMO FILE»

lunedì 17 febbraio 2014

Emergenza sanitaria nel Tammaro e Fortore

La Cisl IrpiniaSannio insieme a FNP Cisl Fp Cisl e Cisl Medici esprimono preoccupazione per la situazione di stallo determinatasi nell’ambito B5 con comune capofila Morcone che interessa i territori disagiati del Tammaro e del Fortore (Per continuare a leggere clicca qui sotto)

La Cisl sull’emergenza sanitaria nel Tammaro e Fortore

giovedì 6 febbraio 2014

Baselice: elezioni comunali, si scaldano i muscoli

Mancano ancora poco più di tre mesi alle amministrative e già trapelano le prime indiscrezioni sui possibili gruppi che si presenteranno al giudizio degli elettori. Da qualche settimana infatti da Baselice, comune che a primavera rinnoverà il consiglio comunale, arrivano notizie rispetto ad una corsa a tre per la poltrona di sindaco. Se gli attuali amministratori non si sbottano e tanto meno l’opposizione, sembra che un gruppo di giovani (nuovi alla politica) insieme ad un gruppo della vecchia amministrazione Paolozza, che ha guidato il comune dal 1995 al 1999, è pronto a scendere in campo in contrapposizione all’attuale maggioranza e all’opposizione.

“Una terza lista – dice uno dei protagonisti dell’iniziativa – con l’intento di riportare un clima sereno nella nostra comunità che negli ultimi anni ha vissuto una situazione di scontro che certamente non fa bene a nessuno. Lo scopo è quello di creare un’alternativa. Dare la possibilità a chi non si riconosce negli attuali schieramenti la possibilità di scegliere un gruppo di giovani con la voglia di fare e di mettersi in gioco per il bene della collettività”.

E’ iniziata dunque la corsa alla costruzione delle liste per correre alla prossime amministrative. Naturalmente manca ancora molto per parlare di composizione delle liste e di candidati sindaci, ma la voglia di mettersi in gioco c’è. Intanto si comincia a riscaldare i muscoli, in attesa di poter scendere in campo e chissà giocarsi la partita. Una sfida che potrebbe vedere tre contendenti correre per la conquista del municipio.

(tratto da Ottopagine/Benevento)

venerdì 31 gennaio 2014

Fortore, ancora pale eoliche

E’ stato pubblicato sul bollettino ufficiale della regione Campania del 27 gennaio, il decreto dirigenziale numero 292 con cui si autorizza la società Sorgenia Green srl di Milano alla realizzazione di un nuovo parco eolico nel Sannio. L’impianto costituito da sei aerogeneratori, di potenza nominale unitaria di 2 MW (massima fino a 2,3 MW) sorgerà in località Piana delle Logge e Acquafredda del comune di San Marco dei Cavoti ed avrà una una potenza complessiva nominale di 12 MW (massima consentita fino a 14 MW).

Il comune fortorino dunque, è pronto ad ospitare nuovi impianti eolici dopo le wind farm della Ivpc srl, della Ivpc Power 8 spa, mentre risulta essere stato autorizzato nel 2011 un altro parco eolico a favore della società Econergia srl (27 mw). Sempre nel Burc odierno, la Regione Campania comunica di aver avviato inoltre il procedimento per l'approvazione, mediante convocazione di apposita Conferenza di Servizi, del progetto di un altro parco eolico proposto questa volta dalla società C&C Castelvetere Srl con sede legale in Albanella (Salerno).

L’impianto dovrà sorgere nel comune di Castelvetere e prevede opere accessorie da realizzarsi nei comuni di Baselice, Molinara e Foiano di Valfortore. La regione comunica inoltre che l’avviso pubblicato costituisce comunicazione di avvio del procedimento che porterà all’attivazione della procedura di espropriazione o d’asservimento per i terreni necessari alla realizzazione dell’opera. Copia del progetto è depositata per pubblica consultazione oltre che negli uffici regionali anche presso i Comuni di Castelvetere in Val Fortore, Baselice, Molinara e Foiano di Valfortore.

(Fonte: il quaderno)

martedì 28 gennaio 2014

Mostra bibliografica, “I dialetti sanniti”

di Angelo Iampietro

Sono venuto a conoscenza che presso la biblioteca provinciale di Benevento “A. Mellusi”, palazzo Terragnoli, è stata allestita la Mostra bibliografica “I dialetti sanniti”. Detta mostra resterà aperta fino al 7 Febbraio e raccoglie opere letterarie, ma non solo, di autori della terra del Sannio.

Tra le numerose opere esposte sono presenti anche quelle dei nostri letterati baselicesi: dott. Nicola de Lellis, Don Vittorio Moscato, prof. Fiorangelo Morrone, prof. Alfonso Mascia, prof. Aldo Lepore.

La stessa Mostra, già allestita in precedenza con notevole successo, è stata riproposta su richiesta di numerosi cittadini, che, allora, non avevano potuto visitarla. Fuor di dubbio è il suo contributo culturale, che offre ai visitatori un’occasione per visionare testi attinenti la nostra cultura comunicativa in vernacolo.

Si nota, tra le tante pubblicazioni, la presenza dei testi dei Letterati baselicesi che, da studiosi certosini, per l’originalità delle opere, hanno portato il vernacolo oltre i nostri confini territoriali; si va, infatti, dalla poesia (testi del dott. Nicola De Lellis e Don Vittorio Moscato), alla narrativa (prof. Aldo Lepore), dalla storia (prof. Fiorangelo Morrone) al teatro ed infine alla linguistica con il “Dizionario del dialetto baselicese” (prof. Alfonso Mascia); quest’ultimo unico nel suo genere; è un’opera completa perché riporta correttamente l’esatta traduzione in lingua italiana del corrispondente vocabolo in vernacolo, la sua grammatica, le varie forme linguistiche, le espressioni tipiche, l’etimologia.

Se si fa un confronto per numero di abitanti della nostra comunità con le altre realtà ben più numerose, i Letterati baselicesi hanno offerto un contributo culturale di tutto rispetto per lo studio, la conoscenza e la trasmissione del nostro dialetto e, direi che siamo, senz’altro, al primo posto per numero di pubblicazioni.

Voglio augurarmi che la Mostra venga visitata da tutte quelle persone che vogliono tener vivo il legame con il nostro passato, elemento culturale fondamentale per ravvivare anche il nostro presente, frutto di continuità pur nella modernità, convivendo con i nuovi linguaggi e le nuove forme di comunicazione.

Certamente, a questo invito, non si sottrarranno le istituzioni scolastiche del territorio, che sapranno fare buon uso di questa opportunità culturale per i loro allievi.


lunedì 27 gennaio 2014

De Girolamo si dimette


"Mi dimetto da Ministro. L'ho deciso per la mia dignità: è la cosa più importante che ho e la voglio salvaguardare a qualunque costo. Ho deciso di lasciare un ministero e di lasciare un governo perché la mia dignità vale più di tutto questo ed è stata offesa da chi sa che non ho fatto nulla e avrebbe dovuto spiegare perché era suo dovere prima morale e poi politico. Non posso restare in un governo che non ha difeso la mia onorabilità". Con un tweet, poco prima delle 21 di questa sera (ieri per chi legge), Nunzia De Girolamo ha annunciato le sue dimissioni da ministro.

Alla base della decisione, la solitudine nella quale si sarebbe ritrovata, a suo dire, dopo i fatti relativi alla Asl di Benevento, per i quali non è indagata ma che l'hanno portata a riferire alla Camera poco più di una settimana fa.

Forse, questo è solo un alibi, De Girolamo, infatti, ha probabilmente giocato d'anticipo, se si considerano come attendibili le voci circa un suo imminente ritorno sotto l'ala protettrice di Silvio Berlusconi.
Il rientro in Forza Italia sarebbe incompatibile con la permanenza nel Governo Letta Alfano e, dunque, l'ormai ex regina delle larghe intese avrebbe preferito andarsene, piuttosto che essere cacciata dall'Esecutivo.

Nei giorni scorsi, l'ormai ex ministro avrebbe avuto una serie d'incontri con Ie deputate di Forza Italia Gabriella Giammanco e Annagrazia Calabria, oltre che con Denis Verdini, Rocco Palese e Vito Crimi. Favorevole al ritorno lo stesso Berlusconi. 

(Ilquaderno.it)


De Girolamo si dimette: 'Il Governo non mi ha difeso'

martedì 21 gennaio 2014

Giochi da ragazzi, Baselice citato dal Fatto Quotidiano


Lo cunto de li cunti e altri giochi da peccerille 
Il Basile, insieme ad Anca Nicola, menziona in una nota pagina della sua opera molti altri giochi da bambini: la mosca cieca (gatta cecata) e la seggiolina, o sedia del papa (mammara e nocella); lo scaricabarile (scarreca varrile), in alcune città e regioni sinonimo di cavallina, in altre di un gioco a squadre molto simile che a Roma è tre tre giù giù, e altrove quatt’e quatta otto (Baselice, BN) oscaricabotto ’scaricabotte’ (Cannara, PG) salta la mula (Pistoia) o mammaredda ’piccola mamma’ (Brindisi), in altre ancora, come nella capitale, di quel gioco che a Napoli è piuttosto vacanta varile‘svuota barile’ e si fa in due (ci si mette schiena a schiena e, a turno, uno solleva e l’altro si fa sollevare); lo “scarica la botte”(scarreca la votta), in cui a essere scaricato era il bambino tenuto sulle ginocchia, come recita una celebre filastrocca: «Trotta trotta cavallino / per la strada del mulino; il mulino non c’è più: / trotta trotta cadi giù» (Per leggere tutto l'articolo clicca qui sotto)


Giochi da ragazzi - Passatempi infantili in vernacolo - Il Fatto Quotidiano

mercoledì 15 gennaio 2014

Il Sannio e lo spauracchio petrolio

Lo stesso problema, due velocità diverse. In Irpinia politica e istituzioni a dare sostegno ai comitati che si oppongono alla ricerca di petrolio sul territorio, nel Sannio immobilismo e guardia abbassata nonostante lo spauracchio "petrolio" sempre in agguato. La politica sannita non segue più la questione legata alle ricerche petrolifere anche se i progetti della Delta Energy Ltd che riguardano una grossa fetta di comuni della provincia di Benevento, in particolar modo del Tammaro e del Fortore, sono ancora realizzabili. In soldoni, niente è stato scongiurato, molto più semplicemente non se ne parla più. Eppure, poco meno di un anno fa l'argomento era sulla bocca di amministratori e politici sanniti, è stato oggetto di campagna elettorale per molti ("Ci incateneremo ai pozzi petroliferi" o "Stiamo studiando la problematica") prima di finire inesorabilmente nel dimenticatoio. C'è altro a cui pensare? Forse, anche se nella vicina Irpinia che ha lo stesso argomento da affrontare, l'impatto è stato diverso.

Buon ultimo l'incontro che si è tenuto a Gesualdo, dove gli "ecorottamatori" Verdi contro le trivellazioni petrolifere hanno invitato Vittorio Sgarbi che è venuto a supporto dei comitati No Triv irpini. Oppure, sempre a Gesualdo, la 'mossa' del Partito Democratico irpino che ha bocciato qualsiasi tipo di progetto criticando aspramente la posizione, ancora una volta interlocutoria, del Governatore campano, Stefano Caldoro: "C'è la contrarierà in Commissione Ambiente e l'ok alle Attività Produttive". E i comitati irpini si sono affidati ai politici locali per la risoluzione del problema chiedendo di rilanciare in sede ministeriale i contenuti dell'interpellanza parlamentare presentata da Luigi Famiglietti (Pd) nel settembre scorso. Le stesse scelte coraggiose che vorrebbero anche i No Triv sanniti ma nel beneventano, se si escludono vecchi tavoli coordinati dalla Provincia di Benevento (prima del commissariamento) e di protocolli d'intesa tra i sindaci dei comuni montani, non c'è traccia di azioni politiche o amministrative recenti.

www.ilquaderno.it

lunedì 6 gennaio 2014

Salmonella ed escherichia coli nei fiumi

E’ come misurarsi la febbre, appurare che la temperatura è elevata ma non fare nulla per guarire. Da anni le acque dei fiumi sanniti sono ufficialmen­te inquinate e inutilizzabili a causa del loro elevato potere contaminante. Ri­sale infatti al 26 novembre del 2009 la ordinanza dell’allora presidente del­l’am­mi­ni­strazione provinciale, Aniello Cimitile, che vieta il prelievo per uso irriguo da tutti i corsi d’acqua (altro servizio in pagina). Il provvedimento si rese necessario in considerazione della accertata presenza di fattori altamente inquinanti come la salmonella e la escherichia coli, potenzialmente in grado di provocare gravi problemi alla salute umana, primo tra tutti il tifo. Un rischio che a quattro anni di distanza dalla emissione di quel divieto è tutt’altro che scongiurato.

«C’è il ragionevole sospetto – per citare le parole del direttore provinciale dell’Arpac, Pietro Mainolfi (intervista a lato) – che le acque dei torrenti Isclero e Tesa venga­no utilizzate per alcuni mesi dell’anno per l’irrigazione dei terreni circostanti. Alla luce dei dati rilevati – aggiunge Mainolfi – appare urgente e indifferibile proibire tale pratica per il grave rischio epidemiologico che ne potrebbe derivare». Parole che pesano come macigni ma che non sembrano scuo­tere più di tanto gli enti locali. I Comuni, per la gran parte, continuano a scaricare i propri reflui urbani nei corsi d’acqua senza adeguata depurazione. La stessa Provincia, che nel 2009 si era attivata per lo stop ai prelievi idrici vietando nel 2011 anche la pesca, ha poi lasciato di fatto agli enti locali il compito di segnalare eventuali violazioni. Eppure, come testimoniano le parole del numero uno dell’Arpac, non si può affatto escludere che le inquinatissime acque di fiumi e torrenti sanniti vengano tuttora utilizzate per irrigare ortaggi o abbeverare animali da allevamento.

E le conseguenze potrebbero essere davvero molto pesanti. Il più recente monitoraggio effettuato dall’Arpac a dicembre conferma livelli di contaminazione enormi. La escherichia coli, il cui limite massimo di legge è fissato a 100 «Unità formanti colonia», arriva a valori esorbitanti nei tre principali corsi d’acqua della provincia: 80.000 nel Sabato, 50.000 per l’Isclero, 40.000 nel Calore. Nella prossima primavera saranno ripetute le analisi finalizzate a individuare la presenza di sal­monella. Il monitoraggio continua ma non si intravvede all’orizzonte un cambio di rotta da parte degli enti locali, doppiamente responsabili in quanto autori degli scarichi inquinanti e restii nel denunciare le violazioni individuali.

benevento.ottopagine.net

mercoledì 18 dicembre 2013

Elicottero a caccia di rifiuti tossici sorvola il cielo della Provincia di Benevento

Desta curiosità l’elicottero che in questi giorni sta sorvolando il cielo della Provincia di Benevento. L’elicottero è in grado di trasportare un sensore a raggi gamma che dall’alto traccia una mappa (a maglia) del territorio captando ogni tipo di radiazione, sia quella che potrebbe essere generata da fonti naturali sia quella determinata da depositi clandestini di rifiuti. Una volta elaborati i dati saranno poi trasmessi all’ARPAC che, a sua volta, in sinergia con i comuni, interverrà nei luoghi che la mappa potrebbe indicare con il “puntino rosso”. In meno di un anno tutto dovrebbe essere concluso e dovremmo finalmente avere un quadro più chiaro dell’intero territorio del Sud Italia. I dati raccolti serviranno anche per dare risposte chiare a chi si domanda se alla base di gravi patologie riscontrate nella popolazione possano esserci rifiuti nascosti sotto terra.

www.oggibenevento.it

lunedì 16 dicembre 2013

Microcredito, è possibile inviare le domande

Le domande possono essere presentate, esclusivamente online, a partire da oggi e fino alle ore 12 del 16 gennaio 2014.
Inoltre, è possibile pre-registrarsi per ottenere le credenziali di accesso finalizzate alla trasmissione della domanda, il cui modello è disponibile sui siti www.fse.regione.campania.it; e www.sviluppocampania.it. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il seguente numero verde 800 188 688.

venerdì 13 dicembre 2013

Nuovo parco eolico a Baselice

Valutazione di impatto ambientale: arriva il disco verde della Regione Campania per tre nuove centrali eoliche nel Sannio. Il decreto dirigenziale è pubblicato nell’ultimo bollettino ufficiale di Palazzo Santa Lucia. Nello specifico si tratta delle wind farm a Morcone (7 areogeneratori per una potenza complessiva di 21 MW nelle località Collalto, Cannafischi, Pezza Parola, Toppo Murante, Campanari) ad opera della società Cogein, Compagnia Generale degli Investimenti srl.di Napoli; a Castelfranco in Miscano (5 aerogeneratori per una potenza complessiva di 10 MW, in località Falceta, Vaccara, Le Partite) ad opera della società Irpinia Vento srl di Roma e a Baselice (21 aerogeneratori per una potenza complessiva di 42 MW, in località Pietramonte) ad opera della società C&C srl di Albanella (Salerno).

(Fonte ilquaderno.it)

mercoledì 11 dicembre 2013

Baselice e la nuova toponomastica

"Addio Florida, torno a Benevento con gli studi sulle malattie degenerative"


A Tampa aveva tutto: un lavoro prestigioso, la casa, gli amici, un futuro. Ma dopo tre anni trascorsi Oltreoceano, come ricercatore nella facoltà di Medicina alla University of South Florida, Raffaele Pilla ha deciso di tornare nella sua Benevento. Ad aspettarlo, un buon posto nella farmacia dell’Ospedale Fatebenefratelli e un contratto con l’università di Salerno e l’Istituto Mondino per le Patologie Neurologiche di Pavia. Una scelta che, oggi, questo cervello 32enne “in fuga” dagli Stati Uniti non rimpiange. “L’ho fatto per due motivi”, spiega. “Il primo è che ho pensato fosse un’occasione unica per tornare dove sono nato, visto che in Italia, purtroppo, contrariamente a quanto accade negli Usa, passa un solo treno nella vita. Il secondo è che volevo mettere a disposizione del mio popolo quello che ho imparato in America, per aiutare chi oggi in Italia soffre di malattie degenerative gravi”.


"Addio Florida, torno a Benevento con gli studi sulle malattie degenerative" - Il Fatto Quotidiano

venerdì 6 dicembre 2013

Non chiamatela Fortorina


Chiamarla 'Fortorina' lascia ancora il tempo che trova. Lo gridarono convinti gli amministratori dei comuni del Fortore che, nel marzo 2012, giorno dell'inaugurazione del tratto della statale 212 fino a Pesco Sannita, si presentarono all'inaugurazione manifestando il loro dissenso. I lavori dell'arteria che dovrebbe collegare l'Alto Fortore (la zona di S.Bartolomeo in Galdo per intenderci) al capoluogo di provincia, sono partiti dal lato sbagliato, interessando prima la costruzione del tratto a  "valle". Una strategia discutibile per molti, che è stata sottolineata dai sindaci dei comuni della zona che attendono la realizzazione della "Fortorina" da oltre cinquanta anni: con una manifestazione composta e civile, molti primi cittadini presenti con fasce tricolori, gonfaloni e striscioni di protesta (presenti tra gli altri delegazioni di Foiano Valfortore, Castelvetere e Baselice solo per citarne alcuni) stazionarono al di fuori del padiglione esprimendo così il loro dissenso all'idea di cominciare i lavori da Benevento: "Per favore, chiamatela Pescolina o Sanmarchettina ma non Fortorina" recitava uno striscione o ancora "Il Fortore è da un'altra parte" (Per continuare a leggere clicca qui sotto)


'Fortorina', si inaugura un nuovo tratto. Sorridono Reino e S.Marco dei Cavoti (Fonte: il quaderno)

giovedì 5 dicembre 2013

La Fortorina e la variante

Venerdì 6 dicembre, alle ore 11.00, si terrà la cerimonia di apertura al traffico della variante alla strada statale 212 tra lo svincolo di Reino e la rotatoria finale per San Marco dei Cavoti, con ritrovo presso la galleria artificiale Regio Tratturo II. Al taglio del nastro interverranno: Salvatore Frasca, direttore dei lavori Anas Spa Campania; Fernando Mele, responsabile unico del procedimento Anas Spa; Francesco Cocca, sindaco di San Marco dei Cavoti; Antonio Verzino, sindaco di Reino; Aniello Cimitile, commissario straordinario della Provincia di Benevento; Francesco Lenoci, direttore di Cantiere della Fortorina Scarl; Eugenio Stefano Gebbia, capocompartimento Anas Spa Campania. L’opera sarà benedetta da don Francesco Melito, parroco di San Marco dei Cavoti.

L’inaugurazione del tratto stradale riguarda i lavori di costruzione della variante alla strada statale 212 tra il bivio di Pietrelcina e lo svincolo per San Marco dei Cavoti. Il progetto di ammodernamento della SS 212 della Val Fortore si inserisce nel sistema stradale della Regione Campania, collegando le zone interne della Val Fortore con il capoluogo della Provincia di Benevento e tramite questo con i capoluoghi delle province campane. La tratta attualmente in esecuzione, in variante alla strada statale 212 dal bivio di Pietrelcina allo svincolo per San Marco dei Cavoti, ha uno sviluppo complessivo di circa 17 km. I lavori sono stati consegnati nell’agosto del 2007 e sono in corso di esecuzione con un avanzamento pari a circa il 90%. Ad oggi sono funzionali i primi 4,3 km di strada statale dallo svincolo di Benevento allo svincolo di Pesco Sannita già aperto al traffico dal 27 marzo 2012; e gli ultimi 2,15 km dallo svincolo di Reino alla rotonda finale.

Sono state completate quasi tutte le opere esterne, le gallerie artificiali e due delle quattro gallerie naturali previste in appalto. Entro il primo semestre del prossimo anno è prevista la rottura del diaframma della galleria “Monteleone” per la quale restano da scavare gli ultimi 65 m, nonché la rottura del diaframma della galleria San Pietro per la quale restano da scavare gli ultimi 54m. Inoltre si prevede l’apertura al traffico di una tratta di circa 2,3 km dallo svincolo di Pesco Sannita allo svincolo Stazione. L’ultimazione delle opere è prevista entro il 2014. La tratta oggetto dell’apertura al traffico, unitamente a quella già in esercizio, completerà circa 12 km dell’asse a scorrimento veloce, dal capoluogo della provincia di Benevento al comune di San Marco dei Cavoti, consentendo di ridurre i tempi di percorrenza e garantendo nel contempo una migliore accessibilità al polo turistico/religioso di Pietrelcina ed alle numerose realtà economiche dei comuni di Pesco Sannita, Reino e San Marco dei Cavoti.

benevento.ottopagine.net

martedì 3 dicembre 2013

Il Fortore e il maltempo

Il maltempo sta creando danni e paura in tanti centri del Fortore. Due, in particolare, i Comuni dove si registrano in queste ore le preoccupazioni maggiori: Castelfranco in Miscano e Ginestra degli Schiavoni. Scuola e abitazioni evacuate a Castelfranco a causa di una vera e propria valanga d’acqua che si è abbattuta questa mattina su tutta la zona.

Sempre a Castelfranco, da registrare il salvataggio di un’anziana signora sorpresa in casa dal muro d’acqua, messa in salvo da carabinieri, vigili urbani e alcuni volontari. Alla fine tanta paura ma, per fortuna, solo qualche escoriazione. A Ginestra, la scuola è stata evacuata giusto in tempo, prima che il cortile venisse invaso da una ventina di centimetri d’acqua. Sul posto sono ancora al lavoro più squadre dei vigili del fuoco, i carabinieri e la Protezione civile. Al momento non si registrano feriti, ma tanti danni ingenti.

La situazione è critica. Strade bloccate anche a Ginestra, dove il fango ha reso praticamente impossibile la circolazione. A farne spese, più di tutti, i bambini frequentanti la vicina scuola di Montefalcone di Valfortore, che non sono riusciti a tornare a casa. Disagi si registrano anche a San Bartolomeo in Galdo, in particolare sulle strade provinciali. Alcune frane di piccole dimensioni hanno impedito agli scuolabus di raggiungere le contrade del paese maggiormente colpite dal nubifragio. La situazione, assicurano gli addetti ai lavori, è però sotto controllo.

A Baselice invece a destare preoccupazione è il fiume Fortore, ingrossato dalle piogge e dalla neve che si sta sciogliendo rapidamente. L’acqua ha travolto un palo della luce, danneggiando anche la rete elettrica. Diverse zone del paese sono rimaste senza luce, ma il black out si è registrato anche a Fragneto, Reino e Foiano

benevento.ottopagine.net 2.12.2013

domenica 1 dicembre 2013

Fortore, l'eterno problema della viabilità

Le condizioni precarie della rete stradale fortorina ormai non fanno più notizia, anche se continuano a essere motivo di grande disagio per i cittadini dei comuni dell’Alto Fortore. Difficoltà che con l’arrivo dell’inverno si moltiplicano a causa delle condizioni metereologiche che caratterizzano il territorio. Pioggia, neve, ghiaccio e nebbia. E proprio a causa della scarsa visibilità che giovedì sera intorno alle 20,00 un automobilista di Montefalcone si è ritrovato fuori strada senza accorgersene. L’auto del malcapitato è finita in una cunetta e ai soccorritori l’uomo ha detto che non riusciva nemmeno ad orientarsi tanta era la nebbia. Un episodio non isolato, visto che da novembre fino a marzo la presenza nebbia nell’area fortorina è costante. Ma se il fenomeno meteorologico fa la sua parte, dall’altra c’è sicuramente la mancanza di segnaletica verticale e orizzontale che complica la vita agli automobilisti. Un problema più volte segnalato alla Provincia anche e soprattutto dagli amministratori locali.

Proprio nei giorni scorsi, in occasione dell’abbondante nevicata, il primo cittadino di Montefalcone Assunta Gizzi aveva lamentato la mancanza di segnaletica sulla provinciale nonostante le richieste alla Rocca da lei stessa fatte. Il primo cittadino di Montefalcone aveva inviato una nota il 24 agosto scorso alla Rocca dei Rettori, dove chiedeva che si realizzasse la linea di mezzeria e le strisce laterali, visto l’approssimarsi dell’inverno. Nota alla quale la Provincia non ha dato seguito e che ha costretto Assunta Gizzi lo scorso 14 novembre a scrivere al prefetto. Stesse richieste nei mesi scorsi, era stata fatta anche da Salvatore Brancaccio, assessore del comune di Baselice, che raggiunto telefonicamente ci ha ribadito che aveva fatto presente al responsabile del settore viabilità della Provincia della necessità di provvedere alla realizzazione della segnaletica, soprattutto quella orizzontale (strisce bianche e gialle) utili proprio in caso di nebbia. Se alla mancanza di segnaletica si aggiunge lo stato di abbandono delle strade fortorine, d’inverno diventa un’avventura percorrerle.

Con le piogge e le nevicate, il manto stradale e perennemente coperto dal fango. La viabilità, l’annoso problema del Fortore, resta una delle priorità da affrontare dalla politica, sorda ormai alle richieste di intervento dei sindaci. Proprio dalle colonne di Ottopagine il primo cittadino di Foiano, Michele Maffeo e la fascia tricolore di Baselice Domenico Canonico avevano denunciato lo stato di abbandono in cui versano le strade provinciali a causa della mancata manutenzione ordinaria e straordinaria. A fine agosto sempre l’assessore Brancaccio, con una lettera aperta su Ottopagine aveva invitato il commissario straordinario della Provincia Aniello Cimitile a verificare di persona le condizioni della viabilità fortorina. - See more at:

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giovedì 28 novembre 2013

Fracking: un Papa NoTriv?


Oscurata dal clamore dell’inabissamento del Cavaliere, si è persa la notizia del “no al fracking” di papa Francesco. Un monito autorevolissimo e fuori dell’ordinario contro l’irresponsabile tecnica di estrazione del gas (shale gas o gas di scisto) dalle rocce fratturate idraulicamente. Approfittando del silenzio dei media sul pontefice, i “pontifica tori” del ricorso al fracking non hanno tardato a fare le loro rimostranze e sono stati accolti prontamente dai quotidiani nazionali. Ben cinque pagine di Repubblica Affari e Finanza, sono state dedicate alla “gas renaissance”, in base al solito vizio di cambiare film a seconda che si deplorino gli eventi estremi del cambiamento climatico o che si difendano gli interessi delle compagnie energetiche (Per continuare a leggere clicca qui sotto)
Fracking: un Papa NoTriv? - Il Fatto Quotidiano

Stragi ed eccidi dei Savoia

Sbarca a Benevento il libro ”Stragi ed eccidi dei Savoia durante il Risorgimento”. La rivisitazione storica dell’Unità d’Italia sarà presentata dagli autori: Vittoria Longo, Antonio Ciano e Domenico Offi. Appuntamento a venerdi, 6 dicembre, ore 17, presso l’Auditorium De La Salle. Modera l’incontro il giornalista Emilio Spiniello.

giovedì 21 novembre 2013

Microcredito, finanziamenti fino a 25.000 euro per nuove imprese

La Regione Campania ha riaperto i termini di accesso al Fondo Microcredito FSE Campania. Il Fondo Microcredito FSE, permette di accedere a finanziamenti a tasso agevolato di importo compreso tra 5.000 e 25.000 euro per creare nuove imprese nei seguenti settori:
servizi al turismo (ad esempio ristorazione, alloggio, servizi in genere);
tutela dell’ambiente;
servizi sociali alle persone;
servizi culturali;
ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione);
risparmio energetico ed energie rinnovabili;
manifatturiero;
artigianato e valorizzazione di prodotti tipici locali;
attività professionali in genere;
commercio di prossimità (attività commerciali localizzate in aree urbane, rurali e montane al fine di favorire la rivitalizzazione, riqualificazione, attrattività, vivibilità e sicurezza di tali aree, nonchè evitare lo spopolamento di piccoli comuni).
L’accesso al fondo è consentito a coloro che intendono realizzare investimenti in virtù delle seguenti 3 assi di intervento: Sviluppo di spin off di impresa; Creazione di impresa, soprattutto in forma cooperativa, da parte di giovani e donne; Sostegno all’uscita da condizioni di vecchie e nuove povertà attraverso l’inserimento nel mondo del lavoro.

martedì 19 novembre 2013

Ex discariche comunali, ecco le sostanze "velenose" rilevate

Mentre si va alla ricerca dei veleni che la drammatica stagione delle ecomafie ha seppellito nel sottosuolo campano, forse a molti sfugge un dato di fatto incontrovertibile: le tossine sono finite anche nelle discariche regolarmente autorizzate. Parliamo degli sversatoi utilizzati nei decenni scorsi dai Comuni per dare soluzione rapida e «a chilometro zero» al sempiterno problema rifiuti. Quei siti fanno parte oggi di una mappatura effettuata dalla Regione Campania che conta di portarne a compimento nei prossimi mesi la bonifica.

Un argomento che meriterebbe una trattazione a se stante in quanto sotto il termine «bonifica» vengono identificati interventi che spesso di risanamento ambientale hanno poco o niente. Un solo esempio che ci tocca da vicino: per bonificare i vecchi sversatoi realizzati a Sant’Arcangelo Trimonte si prevede l’ingabbiamento degli stessi con una sorta di intelaiatura che dovrebbe preservare l’ambiente da contaminazioni. Peccato che la contaminazione è già abbondantemente avvenuta come dimostrano le inchieste giudiziarie in atto.

Ma torniamo ai vecchi siti comunali. La tabella che pubblichiamo in pagina elenca le aree della provincia di Benevento che sono risultate contaminate dopo l’utilizzo degli anni passati. Non solo discariche, come si può verificare dalla lettura, ma anche pozzi petroliferi che sono risultati in molti casi inservibili a fini estrattivi ma hanno comunque determinato un sensibile inquinamento. Ciò che più colpisce però è la lista delle sostanze rilevate dagli esami scientifici condotti dalla Regione nei resti delle ex discariche comunali.

Si va dagli «alifatici cancerogeni» ai «clorofenoli», dagli «Idrocarburi policiclici aromatici» alle «Ammine aromatiche», fino ai meno allarmanti «Metalli». Sostanze la cui presenza in discariche regolarmente autorizzate come siti di conferimento di rifiuti urbani appare assolutamente incomprensibile in quanto non sono generalmente prodotte da generica immondizia ma sono più probabilmente frutto del decadimento di materiali industriali, sanitari e comunque tossici. Capire come ci siano finiti sarebbe più utile di una ormai tardiva «bonifica».


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Pdl, Il Sannio ignora l'addio della De Girolamo


Non c’è luogo fisico o virtuale del variegato mondo dell’informazione che domenica 17 novembre non abbia fornito riflessi, nazionali o locali, della scissione ‘morbida’ consumatasi all’interno del Pdl, divaricatosi in Forza Italia (la parte maggioritaria) e Nuovo Centrodestra (quella minoritaria ma governativa e quindi di potere reale, al momento). Giornali, siti web. social network, blog – e non sappiamo se c’è altro ancora – hanno diffuso immagini in parallelo dei contendenti, impegnato risorse per dirette tv o streaming del ri-fondatore Berlusconi o del nuovista Alfano, ospitato commenti o anche invettive, avanzato analisi distaccate o di parte. Insomma, tutto l’armamentario del media è stato sulla notizia.  (Per continuare a leggere clicca qui sotto) 

I Media - Il Sannio ignora l'addio di De Girolamo a Berlusconi unico quotidiano in Italia a non dare la notizia - Il Vaglio

sabato 16 novembre 2013

Terra dei fuochi, migliaia in piazza a Napoli per dire no al "biocidio"

Partito da Piazza Garibaldi, il corteo, organizzato dal movimento "Fiume in piena", attraversa la città per chiedere l'immediata bonifica dei territori colpiti dagli sversamenti illegali di rifiuti tossici e nocivi. I manifestanti espongono foto di persone morte di cancro negli ultimi anni (per continuare a leggere clicca qui sotto)

Terra dei fuochi, migliaia in piazza a Napoli per dire no al "biocidio" - Il Fatto Quotidiano

giovedì 14 novembre 2013

Sannio, Irpinia e le ricerche petrolifere. Interrogazione urgente


Il consigliere regionale Sergio Nappi ha depositato stamani un’interrogazione urgente al presidente della Giunta regionale, Stefano Caldoro, concernente il progetto di trivellazione denominato “Gesualdo 1” finalizzato alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio delle province di Avellino e Benevento. La richiesta dal capogruppo del Mir, che sarà discussa durante la prossima seduta del Consiglio regionale, punta a conoscere la posizione ufficiale del Governo di Santa Lucia in merito ai rischi paventati dalle Amministrazioni locali interessate dal progetto di ricerca e quali provvedimenti il Presidente Caldoro intenda adottare (per continuare a leggere clicca qui sotto)

Sannio, Irpinia e le ricerche petrolifere. Interrogazione urgente del consigliere Nappi a Caldoro
(Fonte. ilquaderno.it)

mercoledì 13 novembre 2013

La grande fuga

Un meridione abbandonato dai propri abitanti, con lo spettro della desertificazione che si fa sempre più concreto. E’ il drammatico quadro disegnato dalla Svimez (As­sociazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogior­no) nel suo ultimo rapporto presentato pochi giorni fa. «Il profondo divario – ha evidenziato la Svimez – tra aspettative, soprattutto delle nuo­ve generazioni in termini di realizzazione personale e professionale, e le concrete occasioni di impiego qualificato sul territorio ha determinato negli anni Duemila la ripresa dei flussi di emigrazione dal Sud verso il Nord. A partire dalla fine degli anni novanta l’esodo è ripartito. Un Mezzogiorno sempre più spopolato da cui entro il 2065 spariranno due milioni di under 44, tra denatalità, disoccupazione e nuove emigrazioni».

Un quadro evidentemente desolante e suffragato dai numeri. Salvo ra­rissime ec­cezioni, le province meridionali hanno visto ridursi decisamente la propria popolazione. Il Sannio, purtroppo, tra queste, e con indici di desertificazione tra i più alti d’Italia.

Seimila sanniti in meno in dieci anni
Sono i dati Istat a fare testo in materia. Prendiamo a ri­fe­ri­men­­to l’andamento demografico degli ultimi dieci anni. Al 31 dicembre 2003 la provincia di Benevento contava 289.455 abitanti, massimo storico nella composizione a 78 comuni. Il più recente monitoraggio dell’Istituto di statistica (maggio 2013) attribuisce al Sannio 283.051 residenti.

In poco meno di dieci anni dunque la provincia ha perso 6.404 abitanti. E’ una quota decisamente elevata, la più consistente di tutta la Campania se la si calcola in termini percentuali: -2,2 per cento. Trend simile per Avellino che però non sfonda il tetto del 2 per cento di calo (-1,95%). Conti in rosso anche per il Napoletano che nell’ultimo decennio ha visto sparire l’un per cento della propria consistenza demografica (31.908 abitanti). Segno più invece per Salerno (+0,9 per cento pari a 9.427 abitanti) e soprattutto Caserta che dal 2003 ha addirittura accresciuto di 39.687 unità la propria popolazione grazie in particolare ai consistenti innesti di stranieri extracomunitari.

La contrazione demografica del Sannio (e dell’Irpinia) appare significativa anche perchè non ha riguardato tutta la Campania ma in particolare le zone interne e marginalmente l’area partenopea. Nel complesso gli ultimi dieci anni hanno registrato un travaso interno alla regione che si attesta, oggi come nel 2003, poco oltre i 5,7 milioni di abitanti.

In fuga dall’Appennino
A con­solare il Sannio, se così si può dire, sono i dati relativi alle altre province della dorsale appenninica meridionale, tutti drammaticamente negativi. Impressionante il trend registrato nei comuni del Foggiano che dal 2003 ad oggi hanno perso quasi 56mila abitanti, ovvero 8 residenti su 100. Da brivido anche i 17.462 ex residenti del Potentino (-4,4 per cento). Bilanci deficitari in Basilicata anche per Matera che perde 4.479 unità pari al 2,1 per cento. Non va meglio in Molise dove sia Campobasso (-2,6%) che Isernia (-3,3%) sono state colpite dalla grande fuga in cerca di futuro. Se lungo l’Appennino interno il saldo degli ultimi dieci anni è invariabilmente negativo, segnali contrastanti giungono invece da Calabria e Sicilia dove la situazione appare prevalentemente meno grave di quella fin qui descritta.

Non mancano comunque condizioni di estrema criticità come quella rappresentata da Vibo Valentia che ha perso oltre settemila residenti nell’ultimo decennio (- 4,4 per cento) e Cosenza che si è fermata al meno 2,9 per cento, cifra che se letta in termini assoluti diventa 20.931 persi. In Sicilia la performance peggiore appartiene ad Agrigento: – 11.541 unità (-2,5%).

Il Fortore si spopola rapidamente
Tornando al Sannio, l’analisi dei comuni fa emergere una situazione particolarmente delicata nel Fortore dove pra­ticamente tutti i centri hanno perso consistenza negli ultimi dieci anni. Tra i casi più eclatanti si segnalano Castelvetere Valfortore che dal 2003 ad oggi è stato abbandonato dal 22,3 per cento della popolazione, Colle Sannita (-18,2%), Molinara (- 14,2%), San Bartolomeo in Galdo (-11,2%). Segnali positivi invece da alcuni grandi centri della provincia come Telese Terme che negli ultimi due lustri ha fatto segnare ritmi di crescita «cinesi»: 1.242 abitanti guadagnati dal 2003 pari a un incremento del 21,1 per cento. Bene anche i comuni dell’hinterland del capoluogo che hanno dimostrato capacità attrattiva nei confronti della città. Benevento si salva tra i capoluoghi E a proposito della città, va detto che Benevento è il capoluogo della Campania che meglio ha retto agli urti della crisi nel decennio. «Solo» 891 gli abitanti persi dalla patria delle streghe con un saldo di 60.745 residenti a maggio scorso. L’indice di decremento è stato dunque del 1,4 per cento. Ben peggio è andata ad Avellino (1.637 abitanti in meno; -2,9%), Salerno (5.078 unità in meno; -3,7%), Napoli (42.242 residenti persi: - 4,2%), Caserta (-5,3% pari a 5.078 unità mancanti).

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lunedì 11 novembre 2013

Rifiuti tossici, «Era ora che gli amministratori prendessero coscienza»

“Era ora che gli amministratori prendessero coscienza del pericolo dei rifiuti tossici”. Antonio Verzino, sindaco di Reino, tira un sospiro di sollievo e vede di buon occhio l’iniziativa del Protocollo di intenti dei comuni dell’Alto Sannio. “Verificare se sul nostro territorio ci siano state attività illecite che potrebbero compromettere la salute dei cittadini è un’iniziativa lodevole e che va sostenuta da tutte le amministrazioni. E’ nell’interesse delle nostre comunità conoscere se nelle nostre aree sono stati scaricati rifiuti tossici. E’ nell’interesse dei nostri prodotti e dei nostri marchi” sottolinea Verzino. “Sono convinto che il nostro territorio sia pulito e che questo tipo di inquinamento non ci tocca. Ma proprio per questo motivo dobbiamo monitorare i nostri comuni. Perché se, come credo, non ci sono segnali di inquinamento possiamo iniziare veramente un’attività di promozione delle nostre aree e dei nostri prodotti agroalimentari”.

Controllare, verificare per spegnere qualsiasi tipo di allarmismo, questo il pensiero del primo cittadino di Reino. “Sono grato al comitato, anche perché, - continua Verzino – negli anni scorsi, quando qualcuno, anche in incontri pubblici, diceva queste cose spesso era visto come un allarmista e un millantatore. Invece penso che proprio per evitare falsi allarmi e pregiudicare l’immagine dei nostri territori sia giusto prendere le dovute precauzioni. Poi se malauguratamente queste ipotesi dovessero essere confermate è compito di noi amministratori intraprendere tutte le iniziative per bonificare e eliminare i rischi che possono compromettere la salute dei cittadini”. Il sindaco di Reino prima di concludere fa una riflessione sempre in merito al monitoraggio dei territori. “Una verifica è necessaria anche perché negli ultimi anni nelle nostre comunità sempre più gente si ammala di tumori”.

(Tratto da Ottopagine/Benevento)

Napoli, la terra dei fuochi: aria infetta, rifiuti e tumori attorno al Vesuvio

Il reportage di Antonello Caporale - Viaggio nel cuore di una Campania alla ricerca di un riscatto impossibile tra edilizia selvaggia, criminalità e camorra. "Sono scappata da Afragola, non riuscivo a respirare", spiega una giovane. Il geologo Benedetto De Vivo: "Stanno costruendo l'ospedale del mare dove, nel caso dovesse esserci l'eruzione, il flusso piroclastico, queste tremende bombe di terra e cenere, si riverserà. Si può essere più sciagurati?" (per continuare a leggere clicca qui sotto)

Napoli, la terra dei fuochi: aria infetta, rifiuti e tumori attorno al Vesuvio - Il Fatto Quotidiano

sabato 9 novembre 2013

Rifiuti tossici, il comitato dei sindaci: monitorare le aree dei comuni dell’Alto Sannio

“Attivare azioni di monitoraggio per verificare se anche le aree del Fortore e del Tammaro siano state interessate da attività di scarico di rifiuti tossici”. L’iniziativa è del comitato del Protocollo di intenti dei comuni dell’Alto Sannio.

Nell’incontro di giovedì sera a Colle Sannita, dove gli amministratori si erano ritrovati per fare il punto sui ricorsi fatti presso il Consiglio di Stato riguardo ai progetti di trivellazione, si è affrontato anche la questione dei rifiuti tossici, alla luce delle notizie sulle rivelazioni del pentito Carmine Schiavone, ampiamente riportate da Ottopagine.

Vogliono vederci chiaro i sindaci del Fortore e del Tammaro ecco perché “si è deciso di fare una ricognizione del territorio, anche per sgomberare il campo da qualsiasi falso allarmismo” afferma Domenico Costanzo, uno dei promotori del comitato. Nella riunione di giovedì sera si è deciso di inviare una scheda a tutti i comuni per acquisire informazioni e dati riguardo ad attività di scavo avvenute negli scorsi anni. Sotto osservazione soprattutto i siti petroliferi.

Il comitato del Protocollo di intenti vuole capire se sono ancora in corso attività di bonifica e soprattutto conoscere in che modo sono state effettuate. “La nostra iniziativa vuole essere solo un modo per verificare realmente se esistono reali pericoli di inquinamento da sostanze tossiche. Con la nostra azione vogliamo capire se il nostro territorio è rimasto indenne dalle azioni criminali. Il nostro scopo è quello di tranquillizzare la popolazione, evitando allarmismi inutili”. Monitorare, dunque, per sgombrare il vampo da qualsiasi dubbio, questo l’obiettivo dell’iniziativa del comitato dei comuni. “Anche perché siamo convinti che il nostro territorio da questo punto di vista è pulito.

Quindi per tutelare l’immagine delle nostre aree è giusto fare i controlli necessari”. Il comitato si incontrerà nei prossimi giorni per iniziare l’attività di monitoraggio e in caso di attività sospette si procederà con azioni di controlli coinvolgendo istituzioni e esperti. La macchina organizzativa del comitato, dunque, si è messa già all’opera per tutelare e gli interessi dell’Alto Sannio. Una battaglia iniziata con una decisa opposizione ai progetti di ricerca di idrocarburi e che continua con l’attenzione alla questione dei rifiuti tossici che in questi giorni sta interessando una parte importante della provincia.

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Campania avvelenata. Intanto 19 comuni sanniti si organizzano: 'Avviamo i controlli'

L'altro ieri sera, al Comune di Colle Sannita si sono riuniti sindaci e amministratori di una larga fetta di comuni sanniti, segno che proprio dai territori si vuole partire per ispezionare l'area (Per continuare a leggere clicca qui sotto)
Campania avvelenata. Caldoro: 'Ho ereditato un disastro'. Intanto 19 comuni sanniti si organizzano: 'Avviamo i controlli'
(Fonte: ilquaderno.it)

martedì 5 novembre 2013

Il petrolio che non c'è, i rifiuti e le buche coperte con cemento armato

Aggiornamento e sviluppi del ricorso prodotto al Capo dello Stato per quanto riguarda gli interventi di ricerca della Delta Energy ed eventualità di una richiesta, alle competenti Autorità, finalizzata a verificare la sussitenza o meno dei paventati sversamenti illegali nei pozzi esplorativi realizzati dagli anni '80 in poi nei territori del Sannio. Non intendono perdere tempo i sindaci di 16 comuni sanniti e due ricadenti nella provincia di Avellino (Ariano Irpino e Montecalvo Irpino) determinati a sapere quali sono le reali intenzioni del Governo sulle trivellazioni petrolifere e come si intende agire sullo spauracchio dei "buchi tossici" tornate prepotentemente alla ribalta dopo che le dichiarazioni fatte nel 1997, dal super pentito Carmine Schiavone, sono state rese note.

Il Coordinamento del "Protocollo d'Intenti fra Comuni e Comunità Montane", costituito a seguito dell'azione intrapresa dalla società britannica Delta Energy Ltd per ricerche di idrocarburi liquidi e gassosi nei territori del Sannio e dell'Irpinia, si riunirà giovedì 7 novembre alle 18 nell'aula consiliare del Comune di Colle Sannita: "I 17 pozzi di cui si ha cognizione non determinarono, come ben sappiamo, l'auspicata scoperta di giacimenti petroliferi - hanno affermato dal coordinamento, Domenico Costanzo e Valentino Castello - solo in seguito i siti delle trivellazioni furono con solerzia coperti da piattaforme di cemento armato, suscitando già all'epoca dei fatti, e successivamente a più riprese, più di una preoccupazione su quanto realmente realizzato. Alla luce delle recenti notizie di cronaca e del motivato allarme generatosi nella pubblica opinione, si ritiene opportuno richiamare tutti i soggetti aventi la responsabilità della salute pubblica in campo locale affinché si attivino a porre in essere ogni iniziativa atta a fugare dubbi, sospetti ed incertezze presenti nella popolazione".

Sono stati invitati all'incontro, oltre ai rappresentanti degli Enti già facenti parte del Protocollo d'Intenti, anche quelli dei Comuni di San Marco dei Cavoti, Molinara, Castelpoto, Campoli del Monte Taburno, Vitulano, Foglianise, Apollosa, Cautano, Sant'Arcangelo Trimonte, Buonalbergo, Paduli ed Apice, i cui territori sono direttamente interessati o contermini ai siti dei pozzi realizzati.

Questo l'elenco dei comuni (e delle Comunità Montane) che hanno aderito al coordinamento: "Colle Sannita, Pesco Sannita, Fragneto l’Abate, San Giorgio la Molara, Pago Veiano, Montefalcone di Val Fortore, Circello, Castelpagano, Campolattaro, Pietrelcina, Ariano Irpino, Montecalvo Irpino, Reino, Fragneto Monforte, Sassinoro, Morcone, Baselice, Santa Croce del Sannio. Comunità Montane: del Fortore, del Titerno-Alto Tammaro, dell’Ufita.

(Fonte: ilquaderno.it)

domenica 3 novembre 2013

Incubo rifiuti tossici

Caduto il velo dalle parole di Carmine Schiavone, il «day after» è incentrato tutto su due domande: «Ci sono rifiuti tossici anche nel Sannio e, se sì, dove?». Difficile dare risposte definitive in mancanza di ulteriori elementi circostanziati. Evitare i facili allarmismi è sempre buona norma. Spes­so però negli anni scorsi la doverosa cautela ha fornito un alibi a chi non intendeva scoperchiare certi bollenti pentoloni. Ora che si è arrivati a parlare di «biocidio» in ragione del numero record di morti per patologie ricollegabili alla contaminazione ambientale è giunto il momento di mettere al bando burocrazia e formalismi e chiedere con forza alle istituzioni di fare finalmente il proprio dovere.

Ovvero, dare risposte concrete ai cittadini che ogni giorno si ritrovano a domandarsi terrorizzati se il suolo che stanno calpestando non sia un nascondiglio di veleni mortali. Un incubo che purtroppo investe anche il Sannio. La deposizione resa nel 1997 dall’ex tesoriere dei Casalesi alla Com­missione bicamerale d’inchiesta fa accenno più volte a Benevento. La più esplicita è quella che indica «parte del Beneventano» tra le aree controllate dal clan. E a spiegare meglio di quale porzione di provincia si tratti ci pensa un altro brano della testimonianza: «In Valle Caudina il nostro capozona era Mimmo Pagnozzi».

Ci sono dunque gli elementi per soffermare prioritariamente l’attenzione su quella zona, peraltro notoriamente a rischio. Ma non per un mero omaggio alla tradizione criminale. A rivelare il rischio di traffici illeciti di rifiuti pericolosi in Valle caudina è stata pochi mesi fa la stessa Commissione parlamentare d’inchiesta nella relazione aggiornata e pubblicata a febbraio 2013. Interrogato dai commissari nel 2011, l’allora comandante provinciale del Corpo forestale, Angelo Vita, metteva a verbale: «Abbiamo avviato indagini a seguito di esposti nei quali venivano segnalate cave a cielo aperto presenti sul territorio oggetto di deposito illecito di rifiuti tossici e pericolosi.
Un fenomeno denunciato da più parti – prosegue la relazione – che sarebbe presente soprattutto nella zona a sud della provincia di Benevento, con centinaia di buche scavate su terreni che avrebbero dovuto essere utilizzate per la realizzazione di case».

Ce ne sarebbe abbastanza per tremare ma Vita conclude ancora più esplicito: «Secondo quanto contenuto negli esposti pervenuti al Corpo forestale, dentro queste enormi fosse sarebbero stati interrati, negli anni, fusti di rifiuti tossici». Cave, dunque, come quelle raccontate da Schiavone e in alcuni casi effettivamente rinvenute in aree del Casertano e del Napoletano. Inevitabile domandarsi se le buche segnalate anche nel Sannio sono state poi indagate, e quali sono i risultati emersi dalle verifiche. Il numero uno della Forestale dell’epoca prefigurava un «intervento di ampio raggio per un monitoraggio di massima da ef­fettuare attraverso l’analisi spettrografica e satellitare». Intervento che però non è stato effettuato, come rivela l’attuale comandante provinciale del Corpo forestale, Angelo Marciano: «Il protocollo preannunciato in quella sede avrebbe dovuto vedere coinvolti la Regione, la Provincia e la Forestale. Si prevedeva l’utilizzo della postazione di rilevamento satellitare della Provincia denominata «Marsec».

Non se n’è fatto più nulla per ragioni credo legate anche alla sostenibilità economica. Abbiamo comunque provveduto come Corpo forestale a partire dal 2011 ad effettuare verifiche in alcune aree della Valle Caudina attraverso strumenti per la rilevazione termica. In particolare abbiamo indagato un’area a Bucciano e altri siti di comuni limitrofi. Le apparecchiature non hanno fatto emergere situazioni critiche».

Caso chiuso, dunque? Non proprio: «I rilievi che abbiamo effettuato non ci consentono pur­troppo di escludere che in provincia possano esserci ancora situazioni di rischio. Per poter scrivere una parola definitiva occorrerebbe una campagna di verifiche a tutto campo che richiederebbe ingenti risorse economiche, in una stagione caratterizzata invece da budget sempre più risicati. Noi comunque – conclude Marciano – andiamo avanti cercando di accertare tutte le situazioni di pericolo che ci vengono segnalate, anche in forma anonima. Abbiamo in corso qualche indagine che potrebbe portare alla scoperta di casi di contaminazione. Ma il dovere di riservatezza mi impone di non aggiungere altro». - See more at:

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giovedì 31 ottobre 2013

Baselice è testimonial del Comitato No Lombroso

Il sindaco della Città di Baselice (Bn), Domenico Canonico, comunica che con delibera di Consiglio, con voto unanime, N. 36 del 02/10/2013 , il comune di Baselice ha aderito agli scopi del Comitato No Lombroso diventandone Testimonial. Si ringrazia il dottor Antonio Bianco per aver curato la procedura di adesione.

Il comitato No Lombroso

domenica 27 ottobre 2013

«Rischio sisma, stop alle trivelle»

Bloccare tutti i programmi di ricerca di idrocarburi in attesa che si completi l’iter di approfondimento scientifico sul possibile nesso con gli eventi sismici. E in ogni caso rivedere completamente l’iter di approvazione dei progetti nell’ottica di un maggiore coinvolgimento popolare. E’ quanto chiede la risoluzione parlamentare che si sta discutendo in queste ore nella commissione Ambiente della Camera su iniziativa dei deputati del Partito democratico Miriam Cominelli e Alessandro Bratti e di Samuele Se­goni del Movimento Cinque Stelle.

Preliminarmente, la risoluzione impegna il Governo «ad adottare le necessarie iniziative volte a una revisione del sistema delle autorizzazioni per le trivellazioni a terra». Obiettivo da raggiungere secondo la proposta normativa «prevedendo il coinvolgimento del Mi­nistero dell’ambiente e una maggiore trasparenza e pubblicizzazione dei risultati».

A tal proposito il testo in discussione in commissione prevede che vengano introdotte «modalità di coinvolgimento della popolazione lungo tutto il processo decisionale attraverso pubbliche consultazioni, o comunque favorendo una interazione con i cittadini al fine di condividere gli interventi a cui è soggetto il loro territorio. Questo anche attraverso strumenti partecipativi sperimentali».

Più in generale i deputati proponenti invocano «la revisione della Strategia Energetica Nazionale, al fine di ac­­celerare la progressiva eman­cipazione dalle fonti fossili provenienti dalle trivellazioni a terra e a mare». Nel testo non mancano riferimenti alla questione delle royalties, le quote dei proventi delle attività di estrazione da riservare ai territori interessati.

Un’arma a doppio taglio, in verità, come dimostra la recente pubblicazione del decreto ministeriale che prevede la stipula di accordi con gli enti locali per la realizzazione sul territorio di progetti infrastrutturali con potenziali ricadute occupazionali. Ma il passo più importante della risoluzione nata sull’asse Pd–Cinque Stelle è senz’altro quello relativo alla possibile connessione tra ricerche di idrocarburi ed eventi sismici. Un nesso al momento ancora ipotetico ma che merita lo svolgimento di approfondimenti scientifici. A tale scopo è stata costituita nel 2012 presso il ministero Sviluppo economico la «Commissione tecnico-scientifica per la valutazione delle possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento di attività sismica nel territorio della regione Emilia Romagna». La proposta dei parlamentari, se approvata, impegnerà il Governo a «rivedere l’iter di concessione di ulteriori permessi nelle zone ad alto rischio sismico, in attesa dei risultati degli studi della Commissione tecnico-scientifica».

E tra i territori ad alto rischio terremoti rientrano chiaramente anche il Sannio e l’Irpinia, interessati a più riprese da fenomeni rovinosi a differenza della stessa Emilia che prima del tragico evento del maggio 2012 non aveva praticamente precedenti. Una circostanza che ha spinto molti a ipotizzare una possibile correlazione tra sisma e trivellazioni.

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venerdì 25 ottobre 2013

Il boss Schiavone a Le Iene: "Il mio primo omicidio? Per un appalto a Benevento"

Il boss pentito dei casalesi, Carmine Schiavone, cita anche Benevento nell'intervista esclusiva rilasciata a Le Iene, il famoso programma televisivo di Italia Uno. In un'anteprima del servizio, che andrà in onda alle 23:55 sul canale Mediaset, Schiavone nomina il Sannio ricordando gli inizi della sua attività criminale.

“Il primo omicidio – riferisce all'intervistatore – riguardava un'impresa, si chiamava Velazza. Era andata a rispondere ad una gara che era dei Bardellino a Benevento”. Un regolamento di conti, dunque, nei confronti di un imprenditore che non avrebbe rispettato la spartizione dei territori da parte delle potenti famiglie camorristiche e i loro interessi anche nell'entroterra campano.
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mercoledì 23 ottobre 2013

Fortore, nuovi parchi eolici

Nuovi parchi eolici nel Sannio. Sono stati infatti pubblicati sull’albo pretorio della provincia di Benevento gli avvisi di deposito relativi alla richiesta di valutazione impatto ambientale per la realizzazione di ben quattro parchi eolici ad opera delle società Investimenti e Sviluppo srl, Ecoenergia srl e C.E.R. srl. Il primo progetto attiene la realizzazione di un parco eolico da 10,25 MW a Castelfranco in Miscano alla località “Tre Fontane” (Investimenti e Sviluppo srl).

Il secondo progetto riguarda la realizzazione di un parco eolico da 45 MW da installare nel comune di San Giorgio La Molara in località Monte Serrone, Guerrachino, M. Petrera. S. Sofia. (Ecoenergia srl). Il terzo progetto fa riferimento ad un parco eolico della potenza di ben 75 MW nel comune di Castelpagano alle località Piana della Battaglia, Gaudo Mistongo, Toppo dei Tegli, Toppo del Moscio, Santa Maria, Ricafurchi (Ecoenergia srl).

L’ultimo progetto attiene invece l’ammodernamento di un impianto eolico esistente alla località “Difesa Vecchia” del comune di Castelfranco in Miscano per una potenza di 24 MW (C.E.R. Campania Energia Rinnovabile società del gruppo API).

(Fonte: ilquaderno.it)

lunedì 21 ottobre 2013

Petrolio. Perché la Regione ha detto sì alle trivelle?

Un tema di priorità assoluta, almeno per quanti hanno a cuore la tutela ambientale, è senz’altro quello relativo ai programmi di ricerca ed estrazione di idrocarburi nel Sannio. Sono quattro allo stato le minacce che incombono sul territorio provinciale rappresentate dai progetti denominati «Nusco, «Santa Croce», «Pietra Spaccata» e «Case Capozzi».

Per tre dei quattro interventi la Regione Campania ha già dato parere favorevole nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale. Nel dettaglio, la Giunta presieduta da Stefano Caldoro ha approvato il 16 luglio 2010 la delibera numero 549 che ha dato l’Intesa favorevole per la realizzazione delle ricerche di idrocarburi alle società «Itamin Exploration» e «Cogeid» nell’ambito del progetto denominato «Nusco».

Si tratta di un programma che abbraccia numerosi comuni soprattutto della provincia di Avellino e marginalmente anche del Sannio. La prossimità territoriale e la condivisione di matrici ambientali, prima tra tutte quella idrica, fanno comunque del progetto una fonte di gravi preoccupazioni anche per la provincia beneventana. Stesso discorso per l’intervento a nome «Santa Croce» che si sviluppa tra Alto Sannio e Molise. Proponente è la società «Sviluppo Risorse Naturali» con sede a Roma.

La Regione Campania anche in questo caso ha dato parere favorevole con delibera numero 550 del 16 luglio 2010. Il nulla osta dell’Esecutivo Caldoro ha consentito al Ministero dello Sviluppo economico di rilasciare i permessi di ricerca a beneficio delle due società. Non si tratta ancora in questa fase delle trivellazioni vere e proprie ma è evidente che l’autorizzazione alla ricerca è finalizzata all’individuazione di bacini di idrocarburi sfruttabili e dunque alla perforazione. E la Regione Campania ha dato parere favorevole di compatibilità ambientale anche a un terzo progetto di ricerca, quello denominato «Pietra Spaccata», proposto dalla britannica ‘Delta Eenergy’, che si estende interamente in territorio sannita. Il sì è stato espresso dalla commissione Via, organismo tecnico-politico di emanazione regionale, ed è confluito nel decreto dirigenziale del 14 dicembre 2012. Al netto dei tecnicismi, si tratta dunque di tre sì alle trivelle in Campania e nel Sannio. Cosa ha da dire in merito il governatore regionale Stefano Caldoro?

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venerdì 18 ottobre 2013

Forestali, i sindaci del Fortore incontrano il prefetto Blasco


Un importante incontro avente ad oggetto la situazione di drammaticità in cui versano gli operai forestali sì è svolto tra il Prefetto di Benevento ed una delegazione di Sindaci e delegati dei paesi della Comunità Montana del Fortore (per continuare a leggere clicca qui sotto)


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lunedì 14 ottobre 2013

Petrolio, Dommarco: “Non fatevi ingannare, quel decreto è una trappola”

L'autore di "Trivelle d'Italia" commenta il provvedimento ministeriale sulle compensazioni agli enti locali

«Non fatevi abbindolare. Quel decreto non porterà benefici ai territori ma serve solo a spianare ulteriormente la strada ai petrolieri». Non ha dubbi Pietro Dommarco nel commentare il testo varato il 12 settembre scorso (pubblicato in Gazzetta ufficiale il 23 settembre) dai Ministeri delle Finanze e dello Sviluppo economico.

Un prov­vedimento passato sotto silenzio eppure non meno insidioso dei precedenti atti adottati in materia. Atto che chiaramente non è sfuggito invece all’autore di «Trivelle d’Italia», best-seller e autentica pietra miliare del settore. Al giornalista e scrittore lucano, che recentemente è stato anche nel Sannio su invito del comitato Codisam di Sant’Arcangelo Trimonte e della Pro loco di Apice, abbiamo chiesto di commentare quello che apparentemente dovrebbe essere un «regalo», un gesto di attenzione per le comunità locali, ovvero la istituzione di un Fondo da 50 milioni di euro destinato alla realizzazione di progetti infrastrutturali e oc­cupazionali nei territori coinvolti dalle trivellazioni.

«I sindaci sanniti non si facciano ingannare – esordisce netto Dommarco – In primo luogo non c’è compensazione che valga quando sull’altro piatto della bilancia c’è un autentico scempio ambientale e paesaggistico. Una volta spalancate le porte al petrolio anche il futuro delle vostre terre, come è successo nella mia Lucania, sarà compromesso. Pertanto le comunità locali, le amministrazioni, le associazioni di categoria, soprattutto quelle del mondo agricolo, non devono perdere tempo dietro facili promesse. La verità è che questo decreto certifica la volontà già chiaramente espressa dai Governi, Monti prima e oggi Letta, di intensificare notevolmente l’attività estrattiva in Italia e nel Meridione in particolare, Basilicata in primis. Ormai non si nascondono nemmeno più e lo dichiarano apertis verbis nel comunicato del Ministero Sviluppo economico dello scorso 24 settembre che parla testualmente di «entrate aggiuntive per lo Stato pari ad almeno 17 miliardi».

Con una posta in gioco così alta e in un contesto come quello attuale, è evidente che ogni residua remora di carattere morale è ormai caduta. Non deve essere così per i cittadini e le istituzioni locali che devono difendere con i denti per quanto potranno i loro territori. I progetti di sviluppo basati sul petrolio hanno vita breve e non apportano quel grande giovamento che promettono. Basta consultare il sito www.enibasilicata.it: è lo stesso ente nazionale idrocarburi ad affermare che i lucani impiegati finora nei progetti petroliferi sono 201. Duecento addetti, tutta qua la fantastica ricaduta occupazionale. E anche i tanto decantati bonus carburante incontrano qualche difficoltà, come si evince dalla homepage del sito del Ministero Sviluppo economico. Datemi retta – conclude Dommarco – Combattete contro le trivelle con la stessa determinazione di prima. Anzi: raddoppiatela…».

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domenica 13 ottobre 2013

Fortore, stipendi arretrati e forestali

Il presidente della Comunità del Fortore, Zaccaria Spina, ha chiesto un incontro urgente con il prefetto Blasco e con le organizzazioni sindacali di categoria per individuare ogni possibile modalità di sensibilizzazione dei competenti organi della Regione Campania al fine di un accredito immediato dei fondi alla Comunità Montana utile al pagamento degli operai.

Nella lettera Spina vuole portare a conoscenza del prefetto "la gravissima situazione che si è nuovamente generata sul territorio del comprensorio della Comunità Montana del Fortore, ove gli operai forestali non percepiscono le spettanze da oltre 16 mesi".

"Dopo l’ultima boccata di ossigeno che aveva permesso di pagare le spettanze del mese di giugno 2012, - scrive - nulla più. Questo Ente dopo infiniti incontri e corrispondenza varia con la Regione Campania, - continua il presidente - ha da tempo trasmesso la documentazione relativa alla rendicontazione del 2012, allo stato di avanzamento lavori ed alla richiesta di accredito delle somme spettanti".

"Ad oggi, nonostante le rassicurazioni di una veloce conclusione dell'iter procedurale per l'accredito materiale dei fondi, non si è ancora ricevuto il decreto di assegnazione degli stessi".

"Ancora più seria – conclude Spina - risulta la procedura per smobilizzare materialmente i fondi programmati dalla Regione Campania per l’anno 2013. Allo stato, si ha contezza che le famiglie degli operai forestali sono al collasso e si rischia l’esplosione di una vera e propria bomba sociale”.

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sabato 12 ottobre 2013

Il Ministero De Girolamo e le nomine dei sanniti: piovono attacchi


Un commercialista sannita a capo della SIN srl con il compito di gestire e sviluppare il Sistema Informativo Agricolo Nazionale, quale sistema di servizi complesso ed interdisciplinare a supporto delle competenze istituzionali del comparto agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca. (Per continuare a leggere clicca qui sotto)

Il Ministero De Girolamo e le nomine dei sanniti: Alla SIN arriva Antonio Tozzi e piovono attacchi
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mercoledì 9 ottobre 2013

S. Bartolomeo, il circolo Pd esce dal Coordinamento Alto Sannio: "Organismo antidemocratico"

Il Circolo PD di San Bartolomeo in  Galdo esce dal Coordinamento dei Circoli ‘Pd Alto Sannio’. “L’assemblea del Circolo Pd di San Bartolomeo in Galdo ha ufficializzato l’uscita dal coordinamento ‘Pd Alto Sannio”. Ad annunciarlo Lucia Nappa, coordinatrice del Circolo PD di San Bartolomeo in Galdo. (Per continuare a eggere clicca qui sotto) 

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martedì 8 ottobre 2013

Baselice testimonial del comitato "No Lombroso"

Il Comune di Baselice ha dimostrato una forte sensibilità rispetto alla mia proposta di diventare testimonial del Comitato no Lombroso, al quale il sottoscritto ha aderito da qualche mese. Infatti, il 2 ottobre scorso il consiglio comunale ha votato l'adesione al comitato tecnico scientifico, che ha l'obiettivo di far chiudere per sempre il vergognoso museo di Torino intitolato a Cesare Lombroso, dove il criminologo veronese sperimentò le sue teorie razziste nei confronti dei meridionali. Un sincero ringraziamento va al sindaco Canonico per l'impegno profuso. Qui sotto riportiamo l'articolo uscito nei giorni scorsi su Ottopagine-Benevento

Il Comune di Baselice aderirà al comitato tecnico scientifico “No Lombroso”. Lo farà a breve portando l’argomento in consiglio comunale. Nei giorni scorsi, infatti grazie all'iniziativa di Antonio Bianco giornalista di Baselice e membro del comitato, è stata protocollata una lettera nella quel si chiede all'amministrazione di diventare testimonial dell’associazione.

Il Comitato nasce nel 2010 come reazione alla riapertura a Torino del museo intitolato a Cesare Lombroso che ha come fine quello di tornare a sottolineare il disvalore scientifico delle teorie criminologiche e di arbitraria devianza sociale, come sostenute dall'ufficiale medico aggregato all'esercito piemontese.

Cesare Lombroso a seguito dei rivolgimenti post-unitari, “ne approfittò – si legge nella lettera invito - per avanzare basse speculazioni sulla popolazione meridionale, in spregio della radice unitaria che avrebbe dovuto realizzare fin da subito la coesione territoriale e sociale della nazione. Proprio in Calabria, il falso ricercatore avviò uno studio criminologico sulle popolazioni locali, giungendo ad indagare un improbabile rapporto delinquenziale tra linguaggio, usi, modo di vestire e le caratteristiche fisiche dei residenti. Non contento di quanto già provocato ai danni di un paritario sviluppo del Paese, rientrato nella vita civile e rivestendo incarichi universitari a Pavia, Cesare Lombroso ebbe occasione di osservare in carcere Giuseppe Villella, calabrese di Motta Santa Lucia, sospettato di brigantaggio. Quando il Villella morì, nel 1864, a Lombroso fu consentito di procedere all'autopsia del cadavere, riteniamo con scarso rispetto della normativa all'epoca vigente. L'esame anatomico del cranio, nello specifico, rivelò un'anomalia classificata dal clinico veronese come «fossetta occipitale mediana», ovvero l'«illuminazione» attesa da anni, come ebbe premura di divulgare: Alla vista di quella fossetta mi apparve d'un tratto come una larga pianura sotto un infinito orizzonte, illuminato il problema della natura del delinquente, che doveva riprodurre ai nostri tempi i caratteri dell'uomo primitivo giù giù fino ai carnivori...”.

“Il cranio di Giuseppe Villella, - continua la missiva indirizzata al sindaco - ben individuabile tra centinaia di reperti ossei di varia provenienza, tra cui i resti di molti «briganti» meridionali uccisi in battaglia o deceduti in prigione, si trovi tuttora esposto, con grande evidenza, in quello che inizialmente era il museo privato Cesare Lombroso. Fatto proprio, successivamente, dall'Università di Torino, che allestì un fantomatico museo psichiatrico e criminologico, comprendente crani, scheletri, cervelli e macabri oggetti di vario tipo, tra cui maschere in cera, calchi in gesso, foto di volti di individui, anche di fanciulli, con precise etichette di condotte sociali devianti, riportanti scrupolosamente anche il luogo di nascita dei soggetti esposti. Si può immaginare, a questo punto, quale danno ne derivi per i territori d'origine del Villella, allorché i visitatori, dopo aver pagato perfino un ticket, scoprono di trovarsi di fronte, osservando impudicamente quel teschio, al prototipo del criminale per natura...”.

“Nel quadro appena delineato, il Comitato tecnico scientifico "No Lombroso" si propone di svolgere la sua attività a difesa dei più alti valori umani, - sottolinea il giornalista Antonio Bianco - avverso qualsiasi forma di discriminazione, sollecitando un disegno di legge che metta al bando la memoria di uomini colpevoli direttamente o indirettamente di delitti connessi con crimini di guerra o di razzismo. Questa sentita attività è convalidata dal sostegno di numerose personalità della cultura e delle istituzioni, che hanno aderito al Comitato in qualità di prestigiosi testimonial. Per questo ho ritenuto importante anche l’amministrazione Canonico aderisse al Comitato”, ha concluso Bianco.

(tratto da Ottopagine/Benevento)

domenica 6 ottobre 2013

Baselice e la protezione civile

Presso la Sala Consiliare del Comune di Baselice, si e’ svolta ieri pomeriggio la presentazione pubblica, a cura del Nucleo di Protezione Civile di Pesco Sannita, dell’ avvio dei lavori per la realizzazione dei Piani Comunali dei Comuni di Baselice, Foiano Valfortore e Castelvetere Valfortore.

Erano presenti in rappresentanza del Comune di Baselice il V.ce Sindaco Giuseppe Ferro con il Consigliere delegato alla Protezione Civile Michele Bianco, il Sindaco di Castelvetere VF Luigi Iarrossi , ed il Sindaco di Foiano Valforte Dott. Michelantonio Maffeo, ed il responsabile del procedimento Comandante dei Vigili Urbani Mar. Leonardo Cece. Per il Nucleo di Protezione Civile – Centro di Formazione per la Protezione Civile “ Antonio Barone”, erano presenti il Sindaco di Pesco Sannita Antonio Michele, il Coordinatore dell’ Ente Carlos A Sorrentino e lo staff Tecnico del Nucleo diretto dall’ Ing. Roberto De Toma e composto dall’ Ing. Michelina del Grosso, Dott. Panarese Giovanni, Geol.Piero La Brocca, Arch. Giovanni Della Monica, Arch. Giandomenico Inglese, dai Geom. Luca Iacoviello ed Emiddio Santarcangelo.

Dopo i saluti di rito, l’ing. Roberto De Toma, ha aperto i lavori precisando che Il presente Piano Comunale costituisce lo strumento-guida per la risposta coordinata del Sistema locale di Protezione Civile a qualsiasi tipo di situazione di crisi o di emergenza avvalendosi delle conoscenze e delle risorse disponibili sul territorio. Il Piano sarà redatto in osservanza della normativa nazionale e regionale di settore ed in conformità con le “Linee Guida per la predisposizione dei piani di emergenza provinciali e comunali” emanate dalla Regione Campania. La novità è che al consueto e tradizionale” PEC cartaceo”, sarà fornito ai comuni anche un Piano di Emergenza Comunale un avanzato software per l’ elaborazione e gestione delle emergenze. Novità questa, che vedrà coinvolti per la prima volta dei comuni nel Sannio e precisamente Baselice, Castelvetere VF, Foiano VF e Pesco Sannita.

Esso fra l’ altro potrà rappresentare, ha continuato l’ ing. Roberto De Roma, un valido supporto di interscambio di informazioni per le risorse presenti sui singoli comuni in caso di emergenza. L’approccio nell’uso di questo piano dovrà essere altamente dinamico, ovvero, partendo dalle informazioni e dalle procedure di base inserite, si dovrà individuare e attuare la miglior strategia per il raggiungimento degli obiettivi prioritari previsti in caso di emergenza, ossia garantire l’incolumità delle persone, il soccorso e l’assistenza alla popolazione, la tutela dei beni e dell’ambiente e il ripristino delle condizioni precedenti all’evento. In conclusione questo documento vuole essere una guida per l’Amministrazione nell’interazione con le strutture Uno degli aspetti di maggiore importanza risiede nell’ integrazione tra lo strumento informatico di data entry (software Azimut ‐ SRD) e la pianificazione comunale. Questo livello di integrazione consente un notevole risparmio di risorse, e attraverso l’acquisizione delle informazioni territoriali, permette di poter disporre di un sistema pienamente operativo e condiviso a tutti i livelli. Sono seguiti gli interventi del Dott. Giovanni Panarese , che ha illustrato la parte normativa, e quelli dell’ Ing. Michelina Del Grosso e del Geom: Luca Iacoviello riguardante l’ illustrazione dl software Azimut.