sabato 14 marzo 2020

Rossi: nel Fortore finora nessun caso Ma bisogna tenere alta l’attenzione

Il medico Gianni Rossi

di Leonardo Bianco

È stata definita una guerra. Un’emergenza senza precedenti quella provocata dal covid-19 dal dopoguerra ad oggi. Una guerra che non si combatte militarmente ma con la scienza. E in prima linea non ci sono soldati ma loro: medici e infermieri. E in trincea ci sono loro i medici di famiglia. E proprio con uno di loro abbiamo provato a capire come ci si sta muovendo per monitorare la situazione e come ci si è organizzati per rispondere alle necessità dei cittadini. “La situazione locale è relativamente tranquilla”, dice Gianni Rossi, medico di base: “A San Marco dei Cavoti e nei paesi limitrofi per ora non ci sono casi. Neanche sospetti”.


L’attenzione però è alta e lo dimostra la preoccupazione con la quale Rossi analizza la situazione. “Siamo attivi 24 ore su 24. Stiamo dando un supporto continuo ai cittadini sia telefonicamente che attraverso visite a domicilio là dove si ritiene che ce ne sia necessità”.
“Per ridurre ai minimi termini i rischi di contagio - dice Rossi -, soprattutto per le categorie più a rischio, è stato attivato un servizio di ricette online. Le ricette vengono inviate attraverso mail o whatsapp sia ai pazienti che alle farmacia. Il supporto telematico, consentito anche dalle disposizioni regionali, in questa fase emergenziale, evita uscite per il disbrigo delle pratiche burocratiche. Grazie alle associazioni di volontariato e alle amministrazione riusciamo a consegniamo ricette e farmaci a domicilio”.

Medici di famiglia a lavoro nel Fortore per monitorare e tenere sotto controllo la situazione e dare supporto soprattutto alle fasce più deboli. “Insieme a miei colleghi Saverio Rossi e Antonio Barbato – sottolinea il medico – stiamo dando una continuità assistenziale 24 ore su 24 telefonica, per il futuro pensiamo anche all’assistenza ambulatoriale consentendo l’accesso con mascherine e gel disinfettante e nel rispetto delle normative, utilizzando dispositivi di protezione che dovrebbe fornirci l’Asl. Inoltre ho in programma di organizzare un ambulatorio dedicato (spero che non serva) per accogliere casi sospetti. Siamo anche con presidi specifici per eventuali monitoraggi a domicilio”.

A lavoro senza sosta dunque per garantire al massimo l’assistenza alla popolazione nella consapevolezza che non si può rischiare di affollare i presidi ospedalieri in caso di un incremento del contagio. Per quanto riguarda la collaborazione con le istituzioni Rossi si dice soddisfatto: “Con loro un contatto continuo. Alle amministrazioni ho consigliato di dotarsi mascherine perché sono il primo presidio per difendersi dal contagio”.

Importante in questa fase anche l’utilizzo dei social che “permette una comunicazione  diretta con la popolazione e attraverso i quali si possono fare considerazioni e dare consigli sui comportamenti corretti da tenere. Bisogna rispettare le normative emanate dal governo e dalla Regione. Solo cosi possiamo rallentare la diffusione del contagio. Rallentamento che ci permetterà di affrontare meglio questo virus intelligente che si diffonde velocissimamente”.

Restare a casa - conclude Rossi - in questa fase è giusto e utile. Muoversi solo in caso di necessità e con le dovute precauzioni. Mantenere le distanze consigliate e usare se possibile mascherine e guanti. Solo cosi possiamo sconfiggerlo. Ed è l’unico modo per evitare di mettere sotto stress il Sistema sanitario nazionale”.

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