mercoledì 12 novembre 2025

Antonio Marucci, il sindaco cantoniere. A lui si deve la scuola elementare e tante altre opere

Il sindaco Antonio Marucci
di Angelo Iampietro

Il cavaliere Antonio Marucci, di professione capo cantoniere* delle strade provinciali della provincia di Benevento, era nato a Basélice il 3 settembre del 1917. Era di statura media, dall’aspetto rassicurante, gentile e cordiale con tutti. Ricordo il suo sorriso bonario quando lo si incontrava, procedendo egli con passo misurato e senza fretta. Il suo lavoro, nonché la cordialità innata, gli consentiva di dialogare e di confrontarsi con tutti; sin da giovane si era impegnato nella vita sociale della comunità.

Com'è noto, da sempre, fino agli anni ’70 del secolo scorso, gran parte della popolazione attiva si dedicava al lavoro dei campi. In questo settore diede un importantissimo contributo, come dicevo, proprio perché, tramite l’Associazione dei coltivatori, essendo egli presidente, espletava, insieme ad altri due, pratiche agricole a richiesta degli interessati.

Essendo egli un personaggio ben noto ai Baselicési, indicato e sorretto dal partito della Democrazia Cristiana, di cui faceva parte sin dalla sua fondazione, gli fu proposto di candidarsi come capolista in una lista formata da persone iscritte alla Dc e da lui, poi, guidate alle elezioni amministrative, che si tennero nel 1956.

Accettò la proposta fattagli dai Probiviri e dal direttivo del partito e si attivò per la formazione della lista con cui avrebbe dovuto amministrare il Comune. Le elezioni amministrative si ebbero nella primavera-estate di quell’anno con due liste in competizione: una lista civica e la sua con il simbolo dello Scudo crociato della Democrazia Cristiana.

La lista Dc, da lui capeggiata, vinse le elezioni.

In quel tempo il Consiglio comunale era così composto: Basélice, per il numero dei suoi abitanti, aveva diritto ai 20 consiglieri eletti: 16 dalla lista vincitrice (ogni lista era formata da 16 candidati) e 4 dai consiglieri di opposizione, tra quelli che, nella lista, avevano riportato più preferenze. L’intero Consiglio comunale, all’atto dell’insediamento, eleggeva, con voto dei consiglieri, il sindaco.

La legislazione attuale, contrariamente a quanto avveniva allora, sancisce che l’elezione alla carica di sindaco e a quella di consigliere si ha con l’elezione diretta da parte degli elettori nel numero stabilito, in ragione del numero dei suoi abitanti.

Marucci viene eletto sindaco della nostra comunità per otto anni dal 1956 al1964. La sua azione politica e programmatica era coadiuvata da persone semplici, che davano il loro contributo sia in Giunta che in Consiglio.

Parlando della sua personalità, evidenziavo la sua umanità, la sua calma caratteriale ed il rispetto che egli aveva per gli altri; ascoltava con attenzione l’interlocutore, dando, poi, le opportune risposte. Per il suo agire nell’interesse di tutti, svolgendo a pieno la sua carica, ne faceva un personaggio che meritava rispetto e stima.

In quegli anni Basélice necessitava di molte opere pubbliche, indispensabili, per offrire servizi ai bisogni della popolazione, ma che, nel contempo, potessero limitare anche la disoccupazione, dando opportunità di lavoro, nonostante, in forma massiccia, era iniziato l’espatrio.

Tra le tante iniziative progettuali, egli si profuse con tutto sé stesso perché in paese ci fosse un edificio scolastico, che raccogliesse in un unico stabile i bambini delle Scuole elementari (attualmente Scuola primaria). Prima della sua realizzazione i tanti bambini che frequentavano la scuola erano allocati in aule di fortuna, in locali adattati a tale scopo in più parti del paese: da quelli comunali, sottostanti la sede del Comune, a pian terreno, prima del terremoto del 1962, a quelli ubicati nell’Asilo infantile “don Giovanni Virgilio”, a locali di privati cittadini.

Il suo progetto andò in porto e Basélice ebbe come un’unica sede l’edificio della Scuola elementare, realizzato agli inizi degli anni ’60 del secolo scorso in via Luigi Capuano.

Fu una grande conquista anche perché allocata al centro del paese in una ampia fascia di territorio dove ora sorgono: la Scuola dell’infanzia, un edificio adibito ad uso di strutture sanitarie e, limitrofo, un ben tenuto campetto per la pratica di sport vari.

Il sindaco fece realizzare anche la costruzione di una scuola rurale in località Brecce San Giovanni, utilizzata fino agli anni ’80 per dar sollievo ai tanti ragazzi che abitavano in quelle contrade, non essendoci, come adesso, il trasporto degli alunni con scuolabus finanziato dal Comune.

Furono progettate e poi realizzate strade interpoderali come “La Lazzarini”, a cui seguirono, negli anni successivi, altre che collegavano e collegano le varie contrade del territorio con indiscussi vantaggi per l’utenza per i rapidi spostamenti di persone e cose. Furono realizzate, inoltre, pavimentazioni stradali nel paese (via Santa Maria non era tutta pavimentata), fognature, acquedotti e fu iniziata la ricostruzione della sede del Comune, fortemente danneggiata dal terremoto dell’agosto1962 e tanto sostegno fu dato alle famiglie iscritte nell’elenco dei poveri.

Furono, infine, realizzate e progettate altre opere che hanno dato merito alla sua Amministrazione.

Era un uomo generoso e lungimirante.

Fu sindaco per due “consiliature”, ciascuna di 4 anni, durante i quali il paese incominciò a cambiare volto. In altre parti del nostro Paese era in atto il boom economico e noi eravamo soltanto agli inizi, senza che esso fosse goduto in pieno anche in avvenire.

Ne ho di lui, ma non credo sia il solo, un ricordo molto positivo per la sua semplicità, per il suo sorriso, per la sua progettualità nell’ offrire più servizi alla sua popolazione e per la sua grande onestà e generosità. Ogni lunedì, durante il suo mandato, si recava a Benevento per il disbrigo di pratiche attinenti al Comune e, immancabilmente, era sempre a disposizione per farsi carico di sbrigare qualche faccenda, negli Uffici provinciali, dei suoi concittadini che ne facevano a lui richiesta.

Si spense prematuramente il primo gennaio 1978 all’età di 61 anni.
Chi ha vissuto con umiltà, dando agli altri il calore umano e quanto fosse in suo possesso, è degno di essere ricordato.

*Il cantoniere era un lavoratore che espletava la sua opera in piccoli lavori di manutenzione (pulizia delle cunette, non solo) e di sorveglianza del tratto di strada a lui assegnata.

(Si ringrazia la famiglia Marucci per aver messo a disposizione del blog la foto del proprio genitore)


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