mercoledì 9 aprile 2014

Petrolio: i veleni non fermano le trivelle

Quelle scorie radioattive proprio non ci volevano. Almeno per chi come la società «Sviluppo Risorse Naturali» ambisce a realizzare nell’area un nuovo progetto petrolifero. La notizia relativa all’accertamento di valori abnormi di radioattività nel sito di Cer­­cemaggiore, tra Campania e Molise, ha fortemente scosso le popolazioni locali che vedono materializzarsi lo spettro del disastro ambientale. La vicenda chiaramente attende ulteriori approfondimenti che ci si augura possano almeno in parte ridimensionare il rischio per la salute collettiva. Quanto già ap­purato, però, è di oggettiva gravità. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Molise ha registrato valori di radioattività dieci volte superiori alla norma nell’area circostrante il pozzo per l’estrazione petrolifera realizzato negli anni Sessanta dalla Montedison e rimasto in attività per qualche anno.

Poi, terminato lo sfruttamento, il sito sarebbe stato utilizzato per il conferimento di scorie di lavorazione di altri impianti petroliferi, in particolare provenienti dalla Basilicata. Sversamenti regolarmente autorizzati dalle autorità regionali. Ma gli incredibili dati emersi oggi fanno temere che le operazioni effettuate negli scorsi anni siano andate ben oltre il consentito, dando forza alle tante voci relative a misteriosi camion che ad ogni ora del giorno e della notte raggiungevano la località Capoiaccio in territorio di Cercemaggiore.

Comune posto a pochi chilometri dal confine con la Campania e con il Sannio. Nell’area, nei passati decenni, furono realizzati numerosi pozzi per la ricerca di idrocarburi che solo in qualche caso si rivelarono sfruttabili. Da tempo si conoscono svariate testimonianze del passaggio notturno di convogli diretti proprio alle piattaforme petrolifere, malgrado le stesse non fossero in attività. Una leggenda metropolita­na come tante altre o qualcosa di più della mitologia? Un interrogativo che si ripropone con terribile attualità ora che dal Molise rimbalzano le choccanti rivelazioni sul caso Cercemaggiore. Anche perchè la stessa area è interessata da un nuovo program­ma estrattivo partito nel 2010 che ricade proprio nella zona tra Campania e Molise a cavallo di Cercemaggiore.

A proporlo è la «Sviluppo Risorse Naturali», società con sede a Roma e interventi già effettuati e in corso in Sicilia e in altre regioni italiane. Non dei neofiti del settore, dunque, ma un’azienda collaudata che punta con decisione a rinverdire i trascorsi petroliferi dell’area sotto la sigla «Santa Croce» che individua il progetto interregionale di ricerca che si estende per 745,6 chilometri quadrati coinvolgendo anche i comuni sanniti di Morcone, Castelpagano e Santa Croce del Sannio.

La proposta presentata dalla SRN ha ottenuto il 16 dicembre 2010 il permesso alla ricerca da parte del Ministero Sviluppo economico. Ricerca che è ormai terminata. Lo rivela a Ottopagine il direttore generale di «Sviluppo Risorse Naturali», Antonio Pica: «Abbiamo concluso la valutazione dei dati ricompresi nelle carte geologiche e nelle mappe minerarie depositate agli atti del Ministero. Adesso potremmo proseguire l’indagine con un incrocio effettuato grazie alla acquisizione di una linea sismica. Ma è probabile che non ci avvarremo di tale possibilità in quanto gli elementi a nostra disposizione ci appaiono sufficientemente chia­ri». In altri termini: il petrolio al confine tra Sannio e Molise c’è, ed è tale da giustificare l’ipotesi di sfruttamento economico delle trivellazioni: «Del resto – fa notare Pica – storicamente non è la prima volta che la zona è interessata da programmi estrattivi per lo sfruttamento commerciale di giacimenti di idrocarburi. Siamo pronti a chiedere alle Regioni (Campania e Molise, ndr) il rilascio dell’autorizzazione Via per la valutazione di impatto ambientale di un pozzo esplorativo a conclusio­ne della fase di ricerca. Se, come riteniamo, l’esito sarà favorevole, chiederemo il nulla osta alla estrazione».

Grande determinazione come si vede nelle parole del promotore. ma i veleni di Cercemaggiore rappresentano comunque un ostacolo con il quale fare i conti. Pica con franchezza lo ammette: «Nei prossimi giorni saremo a Campobasso per un confronto con i responsabili dell’Arpa Molise. Vogliamo chiarire direttamente quanto è emerso in merito agli elevati valori di radioattività riscontrati dall’Agenzia nei pressi del pozzo. E’ una circostanza che ci lascia perplessi, anche perchè gettare rifiuti in un pozzo largo al massimo 30 centimetri è molto meno semplice di quanto si creda. Comunque è una vicenda assolutamente da approfondire che comporta qualche rallentamento anche a noi, pur non avendo alcuna relazione con quell’intervento se non la comunanza dell’areale di riferimento».

benevento.ottopagine.net

lunedì 7 aprile 2014

Spauracchio petrolio. Il ministro: 'Basta veti'. Sannio con il fiato sospeso


Monta la preoccupazione in Basilicata ma non solo. In Campania, come è stato spesso ricordato sulle pagine di questo portale, c'è un discorso in sospeso su possibili ricerche petrolifere nelle province di Benevento ed Avellino. Due interessano il Sannio (Pietra Spaccata e Case Capozzi) con una larga fetta di comuni (specialmente del Fortore e del Tammaro), Benevento inclusa, coinvolte dai progetti. Un 'pericolo' che fu messo in evidenza da associazioni e stampa, con la Regione Campania che ha provato a far passare quasi inosservato l'iter per avviare le indagini petrolifere.

Nacquero i comitati di protesta, poi i primi, timidi,interessamenti della politica locale, già finiti nel dimenticatoio: tutto questo condito dall'ambigua posizione del governatore campano Stefano Caldoro che non si è mai apertamente schierato contro le trivelle nell'entroterra sannita, e dal continuo tira e molla a colpi di delibere, permessi bloccati e attenzione mediatica. Nel Sannio ci fu anche un incontro, a Ginestra degli Schiavoni , con la Delta Energy ltd, la società britannica di Mr. Ferguson interessata ad investire nell'area fortorina. Tutto congelato ma è chiaro che se il Ministero dello Sviluppo Economico decide per il cambio di rotta, nessuno potrà opporsi, Regione, Province e Comuni (per leggere tutto l'articolo clicca qui sotto).


Spauracchio petrolio. Il Ministro: 'Basta veti'. Sannio con il fiato sospeso

martedì 1 aprile 2014

Regione Campania, 52 indagati per le spese allegre: anche la tintura per capelli


La tintura per capelli per il consigliere calvo. Una festa in un ristorante all’ora di pranzo della vigilia di Capodanno fatta passare per evento politico. Un giocattolo. Sale d’alberghi di lusso fatturate per convegni che non si sono mai svolti. Consulenze fittizie. Cravatte firmate. Bottiglie di vino acquistate in enoteca. Occhiali da vista. La Tarsu di una sede di partito. E pranzi e cene. Tante, tantissime cene, con molti commensali.(per continuare a leggere clicca qui sotto)

Regione Campania, 52 indagati per le spese allegre: anche la tintura per capelli - Il Fatto Quotidiano

martedì 25 marzo 2014

TaceBenevento scoperta città di camorra


Bisognerebbe leggere, in tutte le scuole superiori e le facoltà universitarie sannite, l’ordinanza del Gip Pietro Carola con la quale ha deciso i 26 arresti nell’ambito dell’operazione “Tabula Rasa”, condotta per anni dai carabinieri del Comando provinciale di Benevento sotto la guida della Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Napoli. Perché i giovani devono sapere dove vivono e perché in loro può riporsi la speranza di un ritorno alla legalità perduta.

E’ impressionante l’atto giudiziario. Oltre quattrocento pagine raccontano cosa succede in questa terra, diventata – da tanti anni ormai – quasi uguale alla vicina provincia casertana. Le differenze? 1) La relativa povertà e la marginalità produttiva dell’area beneventana rispetto alla più ricca Terra di lavoro, che non consentono in partenza gli stessi guadagni ingenti ai sodalizi criminali; 2) La più agevole sottomissione della maggioranza dei suoi abitanti al pizzo e alle tangenti e l’ancor più diffusa omertà del territorio che hanno evitato, per mancanza di reazioni, gli aspetti più dirompenti e drammatici nell’imposizione del controllo camorrista del territorio. (per continuare a leggere clicca qui sotto)

Economia, Editoriali, Giudiziaria, Politica - TaceBenevento scoperta città di camorra Ma o reagirà e cambierà o sarà finita - Il Vaglio

martedì 18 marzo 2014

Baselice, i Del Vecchio rinunciano alla candidatura

di Leonardo Bianco

E’ confermata la rinuncia alla candidatura a sindaco del capogruppo di opposizione nel consiglio comunale di Baselice, Antonio Del Vecchio, e del leader storico del gruppo “Il Campanile”, Nicolino Del Vecchio. Ad attestare il passo indietro è lo stesso Antonio Del Vecchio, candidato alla carica di primo cittadino nella scorsa tornata elettorale.

Una rinuncia dettata da motivi strettamente personali. “Sia io che mio padre (Nicola Del Vecchio) – afferma Antonio Del Vecchio – abbiamo deciso di non candidarci. Una scelta fatta esclusivamente per motivi personali e ad affetti familiari. Ho rinunciato nonostante l’insistenza del gruppo consiliare da me rappresentato e gli amici vicini alla lista ‘Il Campanile’. Questo però non significa che non daremo il nostro contributo. Sia io che mio padre siamo pronti a sostenere una lista di persone qualificate e pronta a contrapporsi all’attuale maggioranza. In queste settimane stiamo discutendo insieme al gruppo sui possibili candidati a sindaco e sui contenuti da proporre ai cittadini. La scelta del capolista sarà fatta anche ascoltando il nostro elettorato e gli amici che da sempre ci appoggiano”.

Come annunciato la settimana scorsa da Ottopagine, dunque, il leader storico de “Il Campanile” Nicola Del Vecchio e suo figlio Antonio, rinunciano alla candidatura. Si lavora quindi alla ricerca del candidato sindaco avendo davanti un orizzonte ampio su cui scegliere e trovare la quadra per presentare un gruppo unito e forte al giudizio dei cittadini il prossimo 25 maggio.

(Ottopagine/Benevento)

giovedì 13 marzo 2014

Comunali di Baselice, unica certezza Canonico e il suo gruppo

di Leonardo Bianco

A circa un mese e mezzo dalla scadenza del termine per la presentazione delle liste, l’unica certezza nel comune di Baselice è la ricandidatura di Domenico Canonico, sindaco uscente. Il primo cittadino si ripresenterà con l’appoggio del gruppo che lo ha sostenuto nelle scorse amministrative. E secondo alcune voci la lista sarebbe anche già pronta.

L’ufficializzazione non arriva perché è intenzione di Canonico e del suo gruppo di verificare la possibilità di inserire forze nuove. E’ invece incerto il futuro del gruppo di opposizione. Sembra che all’interno della minoranza ci sia una spaccatura sulla leadership, visto il passo indietro del leader storico della lista “Il Campanile” Nicolino Del Vecchio.

L’ex sindaco, infatti, sembra sia intenzionato a non partecipare alla prossima competizione elettorale. Resta in piedi anche l’ipotesi della terza lista. Molti esponenti della vecchia amministrazione Paolozza sono intenzionati a candidarsi per provare e riconquistare il palazzo municipale di piazza Convento, anche se la voglia di dialogare e di trovare un accordo, soprattutto sui programmi, con le attuali forze in campo sembra trovare sempre più spazio all’interno del gruppo.

Pare ci siano stati già incontri e riunioni in tal senso. Nei giorni scorsi, infatti, ci racconta uno dei promotori del gruppo, c’è stato un incontro con Domenico Canonico e i suoi, per confrontarsi sui programmi e sulla scelta dei candidati. “Siamo pronti ad un passo indietro – racconta uno dei protagonisti del nuovo schieramento – a patto che il programma lo scriviamo insieme. Con il sindaco uscente e la sua maggioranza abbiamo posto le nostre condizioni che sono state prese in seria considerazione dal sindaco uscente. Penso che un punto di incontro si possa trovare. Resta però ancora in piedi la nostra iniziativa: quella di presentare una nostra lista in alternativa ai gruppi attualmente rappresentati in consiglio”.

Insomma i nuovi protagonisti della scena elettorale, sono pronti al dialogo e al confronto senza pregiudizi. C’è stato, infatti, anche un incontro con l’attuale gruppo di opposizione, senza però risultati concreti, “anche perché - ci racconta uno degli esponenti della possibile terza lista – al momento ci sono più interlocutori”.

I prossimi giorni potrebbero essere decisivi, dunque, per la campagna elettorale che dal 25 aprile fino al 25 maggio, la comunità baselicese si prepara a vivere. Per ora una sola certezza: Canonico e il suo gruppo sono pronti alla sfida, l’opposizione è divisa, a meno di un intervento diretto del leader storico, e con l’incognita del terzo incomodo.

(Ottopagine/Benevento)

martedì 11 marzo 2014

Ricerche petrolifere: il Comitato si riunisce

Oggi pomeriggio, il “Protocollo d’Intenti fra Comuni e Comunità Montane interessati dalle ricerche di idrocarburi” si riunirà in incontro pubblico a San Marco dei Cavoti alle ore 18 nei locali dell’Oratorio Parrocchiale sito in Via Alcide De Gasperi, per fare il punto della situazione, alla luce dei probabili sviluppi dell’iter dei due progetti di ricerche petrolifere della società inglese Delta Energy ltd, che vedono interessati i territori di oltre trenta Comuni delle province di Benevento e di Avellino.
(Fonte: ilvaglio.it)

mercoledì 5 marzo 2014

Il sindaco di San Bartolomeo nella lista «Terra Nostra»

Arriva in occasione della presentazione del libro di pino Aprile "Il Sud puzza" l’annuncio della possibile candidature di Vincenzo Sangregorio, sindaco di San Bartolomeo in Galdo, alle prossime elezioni europee tra le fila di “Terra Nostra”. Una lista civica di scopo con l’intento di portare al parlamento europeo le ragioni del Sud con la richiesta della nascita di una commissione straordinaria sulla violazione dei diritti fondamentali dell'Unione europea su temi come la dignità, diritto alla vita, istruzione, libertà professionale e diritto di lavorare, condizioni di lavoro giuste ed eque, sicurezza sociale e assistenza sociale, protezione della salute, protezione dell'ambiente e protezione dei consumatori.

Una lista che sarà presentata esclusivamente nell’Italia meridionale a sottolineare che tali diritti sono calpestati soprattutto al Sud. Naturalmente la presentazione alle elezioni europeeè legata soprattutto alla raccolta delle firme che in queste settimane sta interessando la maggior parte delle regioni meridionali. La petizione sarà comunque portata a Bruxelles, fanno sapere i promotori della lista, anche se non si riuscirà ad arrivare con propri rappresentanti nel parlamento europeo.

Alla lista hanno aderito personaggi come l’avvocato e editore Francesco Tassone, l'attore e regista Roberto D'Alessandro, la stilista identitaria Annamaria Pisapia, l'ideatore di NapolimaniaEnrico Durazzo, gli attivisti su temi ambientali Marzia Mastrorilli (Brindisi), CrocifissoAloisi (Lecce), Rosella Cerra (Catanzaro), Marinella Giuliano (Caserta) e appunto il primo cittadino di San BartolomeoVincenzo Sangregorio.

E rendere pubblica la partecipazione del sindaco fortorino alla competizione elettorale è stato il giornalista e scrittore foggiano, Raffaele Vescera prima di introdurre la presentazione da parte dell’autore Pino Aprile, del libro “Il Sud puzza”. Nell’ultimo lavoro lo scrittore e giornalista pugliese racconta appunto di un Sud che si ribella alla cultura mafiosa, al disastro ambientale della terra dei fuochi provocata dai loschi affari della malavita organizzata, ai danni provocati dall’Ilva a Taranto. Un meridione che, con le cooperative nate nella Locride (Calabria), sfida le famiglie deglindranghetisti. Un libro che parla di quelle persone perbene che rappresentano il Sud buono ed operoso. Da San Bartolomeo in Galdo, dunque, sabato sera è partito un messaggio di riscossa del Sud, del quale il primo cittadino Vincenzo Sangregorio può diventare protagonista.

(ottopagine/benevento)

venerdì 28 febbraio 2014

Fiume Fortore, un secolo di dissesto idrogeologico

di Leonardo Bianco

L’emblema del dissesto idrogeologico del Fortore è la condizione in cui versa l’omonimo fiume. E’ praticamente un fiume in secca. Gli argini non esistono quasi più. Lungo il suo percorso si trovano insediamenti abitativi e industriali. Nel giro di un paio di chilometri, nel tratto di fiume che va da Foiano a San Bartolomeo in Galdo, passando per Baselice, ci sono tre impianti di estrazione di materiali inerti.

Oltre un anno fa la denuncia di Coldiretti che sottolineava l’incuria e lo stato di abbandono in cui versa il fiume. Le cause di tale condizioni sono sicuramente la mancata manutenzione del fiume Fortore che ha comportato in alcuni tratti la completa occlusione dell’alveo del fiume tanto che l’acqua, non potendo seguire il deflusso naturale, provoca continue esondazioni nei terreni causando ingenti danni alle imprese agricole, erodendo intere superfici agricole e mettendo anche a rischio le abitazioni che insistono lungo il fiume.

La situazione più grave si registra nel tratto che va da Ponte Tre Luci (Foiano), fino al Ponte di contrada Morrecine (Castelvetere in Val Fortore) dove il letto del fiume è completamente scomparso a causa del materiale che viene trasportato a valle dai torrenti Zugariello, Cervaro e Lame, rispettivamente in territorio di Foiano, Baselice e Castelvetere in V. Fortore. a confermare lo stato di abbandono anche il presidente di Legambiente Fortore. il geologo Michele Barbato, infatti, ha affermato che “vi è da tener presente che, la dinamica fluviale gioca un ruolo determinante sull’equilibrio geomorfologico dell’intera Valle.

Pertanto, la mancata manutenzione del corso fluviale del Fortore, giunto ormai in uno stato di completo disordine idrografico, rappresenta una importante concausa al generale dissesto idrogeologico in cui versa l’intero territorio. L’assenza di manutenzione, costituendo sempre un contributo negativo alla stabilità di un territorio, risulta tanto più grave in un contesto geomorfologico fortemente compromesso come quello della Val Fortore, il cui elevato rischio idrogeologico è attestato storicamente dal Regio decreto 445 del 1908 che prevedeva il consolidamento di tutti i comuni della Valfortore e di alcuni (tra questi Castelvetere in Valfortore) addirittura il trasferimento del centro abitato. Ed è proprio il sindaco di Castelvetere, Luigi Iarossi, ad essere tra gli amministratori più preoccupati. A non far dormire sonni tranquilli al primo cittadino è la frana apertasi proprio a ridosso del centro abitato, sulla strada provinciale che collega il centro fortorino con il Molise.

“Mancano le risorse per poter fare prevenzione” sottolinea Iarossi “e soprattutto ci troviamo a fare i conti con la burocrazia. Spesso, pur volendo, non possiamo intervenire a causa del sovrapporsi delle competenze. Le faccio un esempio: a causa delle violenti piogge, qualche mese una strada intercomunale che collega Castelvetere a Baselice è franata. A provocare lo smottamento è il torrente Cervaro che fa da confine tra i due paesi. Ebbene né io né il sindaco di Baselice siamo potuti intervenire perché la competenza era della Provincia. Naturalmente tutto questo ha provocato il prolungamento dei tempi”.

Per il primo cittadino di Castelvetere dunque tra le causa del dissesto è l’assoluta mancanza di risorse e l’enorme peso della burocrazia. Ma il primo cittadino fortorino denuncia che a contribuire al dissesto c’è la mancata cura della terra da parte dei contadini. “L’uso di mezzi pesanti e la scarsa manutenzione da parte dei coltivatori fanno il resto. Naturalmente c’è anche da dire che stiamo assistendo ad un cambiamento climatico che ci trova impreparati”.

Frane smottamenti interessano comunque gran parte dei comuni fortorini. A San Bartolomeo in Galdo lungo tutto il tratto della strada provinciale sono tanti i punti critici. Fango e acqua invadono la careggiata a causa della mancata manutenzione delle cunette e dei canali si scolo oltre all’incuria della terra da parte dei contadini. Stesso discorso anche per Baselice. Qui a preoccupare l’amministrazione e i cittadini è soprattutto il versante che si affaccia sul torrente Cervaro.

(ottopagine/benevento)

domenica 23 febbraio 2014

Il paese dell'acqua

In un quadro economico, politico e sociale sempre più confuso e ristretto, festeggiare la Giornata mondiale dell’acqua attraverso un evento organizzato, nei giorni scorsi, una piccola comunità, in provincia di Benevento, che da 7 anni s’interroga e riflette su temi fondamentali per la sopravvivenza del pianeta e la vivibilità del (nostro) presente, è una bella testimonianza di apertura e un segnale di futuro.

Sassinoro è diventato “il paese dell’acqua”, non solo perché ha saputo valorizzare la risorsa acqua, ma per la propria capacità di trasformarsi in un palcoscenico qualificato di dibattito sul tema. Risalendo alla storia dell’iniziativa, degna di essere ricordata per il suo percorso fatto di azioni concrete, bisogna evidenziare la costruzione di una centrale idroelettrica, attiva quasi da un anno, per rispondere a un disegno di sostenibilità e di green economy che il Comune e la comunità locale stanno fortemente sostenendo. La nuova edizione di Sassinoro, paese dell’acqua, nasce da una visione condivisa per concretizzarsi in un’esperienza innovativa che vede protagonisti gli attori e le idee che possono innescare il cambiamento.

L’evento (Sassinoro, paese dell’acqua) che, tradizionalmente è promosso e animato da Marco Iamiceli (vice-sindaco di Sassinoro), coadiuvato dai giovani del forum e della pro-loco, quest’anno ha aperto alla collaborazione con Tabula Rasa per dare un segnale di apertura verso realtà giovani e attive nella valorizzazione del territorio.

Com’è avvenuto anche negli anni scorsi, le scuole (scuola primaria e secondaria di Sassinoro), gli enti, le associazioni (associazione musicale, pro-loco, forum), gli esperti e le aziende attiveranno laboratori di sensibilizzazione, di divulgazione e dibattiti sui temi della sostenibilità, dell’ecologia e della nuova agricoltura, mettendo a disposizione la propria esperienza a confronto e a disposizione del progetto. Gli ospiti in programma già confermati, oltre quelli a km zero (i Comuni dell’area, il Gal Alto Tammaro, la Comunità Montana) sono Ugo Mattei dell’ABC di Napoli, Roberto Casari di CPL Concordia, Davide Tabarelli di Nomisma Energia, il sociologo Bruno Turra, l’antropologo Maurizio Gnerre, Paolo Gurisatti e i rappresentanti delle associazioni: WWF, Il Palio del Grano, Il Genio delle due Sicilie, Green Communities.

L’invito ad aderire alla Giornata Mondiale dell’acqua 2014 è aperto a tutti e richiama la (nostra) coscienza non solo su un tema importante, ma anche il nostro impegno a stimolare un’ondata di cambiamento sul territorio. Sassinoro è “il paese dell’acqua” perché sa generare ancora nuove energie e ripartire dall’acqua e dalla terra per guardare al futuro.

mercoledì 19 febbraio 2014

Anche San Bartolomeo aderisce al comitato "No Lombroso"

Anche il comune di San Bartolomeo in Galdo ha aderito al comitato tecnico scientifico "No-Lombroso". “Un comitato sorto nel maggio 2010, come reazione alla riapertura a Torino del museo intitolato a Cesare Lombroso, ha come fine quello di sottolineare il disvalore scientifico delle teorie criminologiche e di arbitraria devianza sociale, sostenute dallo studioso”, si legge nella delibera del consiglio comunale del 12 febbraio scorso. Il consiglio comunale del centro fortorino dunque ha aderito nell'intenzione di abbattere pregiudizi che non hanno nulla di scientifico, contrariamente a quanto sostenuto dallo studioso veronese.

Le convinzioni di Lombroso, come si ricorderà, si basavano sulla tesi "dell'uomo delinquente nato o atavico", individuo che recherebbe nella struttura fisica i caratteri degenerativi che lo differenziano dall'uomo normale e socialmente inserito. Alla ricerca della notorietà in favore delle sue tesi equivoche e antiscientifiche, Lombroso non esitò a scorticare cadaveri, sezionare teste, effettuare i più incredibili e crudeli interventi su uomini ritenuti criminali per le misure di parti del cranio e del corpo, imbastendo incredibili teorie sulle caratteristiche somatiche dei cosiddetti delinquenti per natura.

Tra gli obiettivi del comitato “No Lomboso” c’è, tra l’altro, la restituzione dei resti mortali di Giuseppe Villella, accusato di essere un brigante, al Comune di Motta Santa Lucia (Calabria).Un’adesione che lascia soddisfatto il referente fortorino del comitato. "Non è possibile che nel 2014 - sottolinea il giornalista baselicese Antonio Bianco, autore del libro Il brigante Secola - ci sia ancora un museo dedicato alle teorie razziste di Lombroso. Il popolo meridionale su questo punto si deve mobilitare e chiedere a gran voce la chiusura del museo di Torino, dove tra l'altro si trovano ancora crani di briganti sui quali si accaniva lo scienziato veronese pur di dimostrare le sue, ormai, infondate teorie". San Bartolomeo in Galdo, dopo Baselice, è il secondo comune del Fortore a aderire al comitato, il prossimo sarà Molinara. L’amministrazione Addabbo, infatti, pare stia avviando le procedure per diventare testimonial dell’associazione.

Tratto da Ottopagine/Benevento

martedì 18 febbraio 2014

Libri, esce la ristampa di Rosselli su Mazzini e Bakunin


Oggi esce un nuovo libro

Collana del libro/series: ITALIAN. Brossura, B/N, in 8°, pp. 274, euro 13,50. Contatti/contacts: publishing@westindian.it - 0039 3454765997 (dopo le 15:00/from 3:00 p.m.)

West INDIAN - COUNTRY&URBAN SOUNDS edizioni
«NOI PUBBLICHIAMO LIBRI, NON PUBBLICHIAMO FILE»

lunedì 17 febbraio 2014

Emergenza sanitaria nel Tammaro e Fortore

La Cisl IrpiniaSannio insieme a FNP Cisl Fp Cisl e Cisl Medici esprimono preoccupazione per la situazione di stallo determinatasi nell’ambito B5 con comune capofila Morcone che interessa i territori disagiati del Tammaro e del Fortore (Per continuare a leggere clicca qui sotto)

La Cisl sull’emergenza sanitaria nel Tammaro e Fortore

giovedì 6 febbraio 2014

Baselice: elezioni comunali, si scaldano i muscoli

Mancano ancora poco più di tre mesi alle amministrative e già trapelano le prime indiscrezioni sui possibili gruppi che si presenteranno al giudizio degli elettori. Da qualche settimana infatti da Baselice, comune che a primavera rinnoverà il consiglio comunale, arrivano notizie rispetto ad una corsa a tre per la poltrona di sindaco. Se gli attuali amministratori non si sbottano e tanto meno l’opposizione, sembra che un gruppo di giovani (nuovi alla politica) insieme ad un gruppo della vecchia amministrazione Paolozza, che ha guidato il comune dal 1995 al 1999, è pronto a scendere in campo in contrapposizione all’attuale maggioranza e all’opposizione.

“Una terza lista – dice uno dei protagonisti dell’iniziativa – con l’intento di riportare un clima sereno nella nostra comunità che negli ultimi anni ha vissuto una situazione di scontro che certamente non fa bene a nessuno. Lo scopo è quello di creare un’alternativa. Dare la possibilità a chi non si riconosce negli attuali schieramenti la possibilità di scegliere un gruppo di giovani con la voglia di fare e di mettersi in gioco per il bene della collettività”.

E’ iniziata dunque la corsa alla costruzione delle liste per correre alla prossime amministrative. Naturalmente manca ancora molto per parlare di composizione delle liste e di candidati sindaci, ma la voglia di mettersi in gioco c’è. Intanto si comincia a riscaldare i muscoli, in attesa di poter scendere in campo e chissà giocarsi la partita. Una sfida che potrebbe vedere tre contendenti correre per la conquista del municipio.

(tratto da Ottopagine/Benevento)

venerdì 31 gennaio 2014

Fortore, ancora pale eoliche

E’ stato pubblicato sul bollettino ufficiale della regione Campania del 27 gennaio, il decreto dirigenziale numero 292 con cui si autorizza la società Sorgenia Green srl di Milano alla realizzazione di un nuovo parco eolico nel Sannio. L’impianto costituito da sei aerogeneratori, di potenza nominale unitaria di 2 MW (massima fino a 2,3 MW) sorgerà in località Piana delle Logge e Acquafredda del comune di San Marco dei Cavoti ed avrà una una potenza complessiva nominale di 12 MW (massima consentita fino a 14 MW).

Il comune fortorino dunque, è pronto ad ospitare nuovi impianti eolici dopo le wind farm della Ivpc srl, della Ivpc Power 8 spa, mentre risulta essere stato autorizzato nel 2011 un altro parco eolico a favore della società Econergia srl (27 mw). Sempre nel Burc odierno, la Regione Campania comunica di aver avviato inoltre il procedimento per l'approvazione, mediante convocazione di apposita Conferenza di Servizi, del progetto di un altro parco eolico proposto questa volta dalla società C&C Castelvetere Srl con sede legale in Albanella (Salerno).

L’impianto dovrà sorgere nel comune di Castelvetere e prevede opere accessorie da realizzarsi nei comuni di Baselice, Molinara e Foiano di Valfortore. La regione comunica inoltre che l’avviso pubblicato costituisce comunicazione di avvio del procedimento che porterà all’attivazione della procedura di espropriazione o d’asservimento per i terreni necessari alla realizzazione dell’opera. Copia del progetto è depositata per pubblica consultazione oltre che negli uffici regionali anche presso i Comuni di Castelvetere in Val Fortore, Baselice, Molinara e Foiano di Valfortore.

(Fonte: il quaderno)

martedì 28 gennaio 2014

Mostra bibliografica, “I dialetti sanniti”

di Angelo Iampietro

Sono venuto a conoscenza che presso la biblioteca provinciale di Benevento “A. Mellusi”, palazzo Terragnoli, è stata allestita la Mostra bibliografica “I dialetti sanniti”. Detta mostra resterà aperta fino al 7 Febbraio e raccoglie opere letterarie, ma non solo, di autori della terra del Sannio.

Tra le numerose opere esposte sono presenti anche quelle dei nostri letterati baselicesi: dott. Nicola de Lellis, Don Vittorio Moscato, prof. Fiorangelo Morrone, prof. Alfonso Mascia, prof. Aldo Lepore.

La stessa Mostra, già allestita in precedenza con notevole successo, è stata riproposta su richiesta di numerosi cittadini, che, allora, non avevano potuto visitarla. Fuor di dubbio è il suo contributo culturale, che offre ai visitatori un’occasione per visionare testi attinenti la nostra cultura comunicativa in vernacolo.

Si nota, tra le tante pubblicazioni, la presenza dei testi dei Letterati baselicesi che, da studiosi certosini, per l’originalità delle opere, hanno portato il vernacolo oltre i nostri confini territoriali; si va, infatti, dalla poesia (testi del dott. Nicola De Lellis e Don Vittorio Moscato), alla narrativa (prof. Aldo Lepore), dalla storia (prof. Fiorangelo Morrone) al teatro ed infine alla linguistica con il “Dizionario del dialetto baselicese” (prof. Alfonso Mascia); quest’ultimo unico nel suo genere; è un’opera completa perché riporta correttamente l’esatta traduzione in lingua italiana del corrispondente vocabolo in vernacolo, la sua grammatica, le varie forme linguistiche, le espressioni tipiche, l’etimologia.

Se si fa un confronto per numero di abitanti della nostra comunità con le altre realtà ben più numerose, i Letterati baselicesi hanno offerto un contributo culturale di tutto rispetto per lo studio, la conoscenza e la trasmissione del nostro dialetto e, direi che siamo, senz’altro, al primo posto per numero di pubblicazioni.

Voglio augurarmi che la Mostra venga visitata da tutte quelle persone che vogliono tener vivo il legame con il nostro passato, elemento culturale fondamentale per ravvivare anche il nostro presente, frutto di continuità pur nella modernità, convivendo con i nuovi linguaggi e le nuove forme di comunicazione.

Certamente, a questo invito, non si sottrarranno le istituzioni scolastiche del territorio, che sapranno fare buon uso di questa opportunità culturale per i loro allievi.


lunedì 27 gennaio 2014

De Girolamo si dimette


"Mi dimetto da Ministro. L'ho deciso per la mia dignità: è la cosa più importante che ho e la voglio salvaguardare a qualunque costo. Ho deciso di lasciare un ministero e di lasciare un governo perché la mia dignità vale più di tutto questo ed è stata offesa da chi sa che non ho fatto nulla e avrebbe dovuto spiegare perché era suo dovere prima morale e poi politico. Non posso restare in un governo che non ha difeso la mia onorabilità". Con un tweet, poco prima delle 21 di questa sera (ieri per chi legge), Nunzia De Girolamo ha annunciato le sue dimissioni da ministro.

Alla base della decisione, la solitudine nella quale si sarebbe ritrovata, a suo dire, dopo i fatti relativi alla Asl di Benevento, per i quali non è indagata ma che l'hanno portata a riferire alla Camera poco più di una settimana fa.

Forse, questo è solo un alibi, De Girolamo, infatti, ha probabilmente giocato d'anticipo, se si considerano come attendibili le voci circa un suo imminente ritorno sotto l'ala protettrice di Silvio Berlusconi.
Il rientro in Forza Italia sarebbe incompatibile con la permanenza nel Governo Letta Alfano e, dunque, l'ormai ex regina delle larghe intese avrebbe preferito andarsene, piuttosto che essere cacciata dall'Esecutivo.

Nei giorni scorsi, l'ormai ex ministro avrebbe avuto una serie d'incontri con Ie deputate di Forza Italia Gabriella Giammanco e Annagrazia Calabria, oltre che con Denis Verdini, Rocco Palese e Vito Crimi. Favorevole al ritorno lo stesso Berlusconi. 

(Ilquaderno.it)


De Girolamo si dimette: 'Il Governo non mi ha difeso'

martedì 21 gennaio 2014

Giochi da ragazzi, Baselice citato dal Fatto Quotidiano


Lo cunto de li cunti e altri giochi da peccerille 
Il Basile, insieme ad Anca Nicola, menziona in una nota pagina della sua opera molti altri giochi da bambini: la mosca cieca (gatta cecata) e la seggiolina, o sedia del papa (mammara e nocella); lo scaricabarile (scarreca varrile), in alcune città e regioni sinonimo di cavallina, in altre di un gioco a squadre molto simile che a Roma è tre tre giù giù, e altrove quatt’e quatta otto (Baselice, BN) oscaricabotto ’scaricabotte’ (Cannara, PG) salta la mula (Pistoia) o mammaredda ’piccola mamma’ (Brindisi), in altre ancora, come nella capitale, di quel gioco che a Napoli è piuttosto vacanta varile‘svuota barile’ e si fa in due (ci si mette schiena a schiena e, a turno, uno solleva e l’altro si fa sollevare); lo “scarica la botte”(scarreca la votta), in cui a essere scaricato era il bambino tenuto sulle ginocchia, come recita una celebre filastrocca: «Trotta trotta cavallino / per la strada del mulino; il mulino non c’è più: / trotta trotta cadi giù» (Per leggere tutto l'articolo clicca qui sotto)


Giochi da ragazzi - Passatempi infantili in vernacolo - Il Fatto Quotidiano

mercoledì 15 gennaio 2014

Il Sannio e lo spauracchio petrolio

Lo stesso problema, due velocità diverse. In Irpinia politica e istituzioni a dare sostegno ai comitati che si oppongono alla ricerca di petrolio sul territorio, nel Sannio immobilismo e guardia abbassata nonostante lo spauracchio "petrolio" sempre in agguato. La politica sannita non segue più la questione legata alle ricerche petrolifere anche se i progetti della Delta Energy Ltd che riguardano una grossa fetta di comuni della provincia di Benevento, in particolar modo del Tammaro e del Fortore, sono ancora realizzabili. In soldoni, niente è stato scongiurato, molto più semplicemente non se ne parla più. Eppure, poco meno di un anno fa l'argomento era sulla bocca di amministratori e politici sanniti, è stato oggetto di campagna elettorale per molti ("Ci incateneremo ai pozzi petroliferi" o "Stiamo studiando la problematica") prima di finire inesorabilmente nel dimenticatoio. C'è altro a cui pensare? Forse, anche se nella vicina Irpinia che ha lo stesso argomento da affrontare, l'impatto è stato diverso.

Buon ultimo l'incontro che si è tenuto a Gesualdo, dove gli "ecorottamatori" Verdi contro le trivellazioni petrolifere hanno invitato Vittorio Sgarbi che è venuto a supporto dei comitati No Triv irpini. Oppure, sempre a Gesualdo, la 'mossa' del Partito Democratico irpino che ha bocciato qualsiasi tipo di progetto criticando aspramente la posizione, ancora una volta interlocutoria, del Governatore campano, Stefano Caldoro: "C'è la contrarierà in Commissione Ambiente e l'ok alle Attività Produttive". E i comitati irpini si sono affidati ai politici locali per la risoluzione del problema chiedendo di rilanciare in sede ministeriale i contenuti dell'interpellanza parlamentare presentata da Luigi Famiglietti (Pd) nel settembre scorso. Le stesse scelte coraggiose che vorrebbero anche i No Triv sanniti ma nel beneventano, se si escludono vecchi tavoli coordinati dalla Provincia di Benevento (prima del commissariamento) e di protocolli d'intesa tra i sindaci dei comuni montani, non c'è traccia di azioni politiche o amministrative recenti.

www.ilquaderno.it

lunedì 6 gennaio 2014

Salmonella ed escherichia coli nei fiumi

E’ come misurarsi la febbre, appurare che la temperatura è elevata ma non fare nulla per guarire. Da anni le acque dei fiumi sanniti sono ufficialmen­te inquinate e inutilizzabili a causa del loro elevato potere contaminante. Ri­sale infatti al 26 novembre del 2009 la ordinanza dell’allora presidente del­l’am­mi­ni­strazione provinciale, Aniello Cimitile, che vieta il prelievo per uso irriguo da tutti i corsi d’acqua (altro servizio in pagina). Il provvedimento si rese necessario in considerazione della accertata presenza di fattori altamente inquinanti come la salmonella e la escherichia coli, potenzialmente in grado di provocare gravi problemi alla salute umana, primo tra tutti il tifo. Un rischio che a quattro anni di distanza dalla emissione di quel divieto è tutt’altro che scongiurato.

«C’è il ragionevole sospetto – per citare le parole del direttore provinciale dell’Arpac, Pietro Mainolfi (intervista a lato) – che le acque dei torrenti Isclero e Tesa venga­no utilizzate per alcuni mesi dell’anno per l’irrigazione dei terreni circostanti. Alla luce dei dati rilevati – aggiunge Mainolfi – appare urgente e indifferibile proibire tale pratica per il grave rischio epidemiologico che ne potrebbe derivare». Parole che pesano come macigni ma che non sembrano scuo­tere più di tanto gli enti locali. I Comuni, per la gran parte, continuano a scaricare i propri reflui urbani nei corsi d’acqua senza adeguata depurazione. La stessa Provincia, che nel 2009 si era attivata per lo stop ai prelievi idrici vietando nel 2011 anche la pesca, ha poi lasciato di fatto agli enti locali il compito di segnalare eventuali violazioni. Eppure, come testimoniano le parole del numero uno dell’Arpac, non si può affatto escludere che le inquinatissime acque di fiumi e torrenti sanniti vengano tuttora utilizzate per irrigare ortaggi o abbeverare animali da allevamento.

E le conseguenze potrebbero essere davvero molto pesanti. Il più recente monitoraggio effettuato dall’Arpac a dicembre conferma livelli di contaminazione enormi. La escherichia coli, il cui limite massimo di legge è fissato a 100 «Unità formanti colonia», arriva a valori esorbitanti nei tre principali corsi d’acqua della provincia: 80.000 nel Sabato, 50.000 per l’Isclero, 40.000 nel Calore. Nella prossima primavera saranno ripetute le analisi finalizzate a individuare la presenza di sal­monella. Il monitoraggio continua ma non si intravvede all’orizzonte un cambio di rotta da parte degli enti locali, doppiamente responsabili in quanto autori degli scarichi inquinanti e restii nel denunciare le violazioni individuali.

benevento.ottopagine.net

mercoledì 18 dicembre 2013

Elicottero a caccia di rifiuti tossici sorvola il cielo della Provincia di Benevento

Desta curiosità l’elicottero che in questi giorni sta sorvolando il cielo della Provincia di Benevento. L’elicottero è in grado di trasportare un sensore a raggi gamma che dall’alto traccia una mappa (a maglia) del territorio captando ogni tipo di radiazione, sia quella che potrebbe essere generata da fonti naturali sia quella determinata da depositi clandestini di rifiuti. Una volta elaborati i dati saranno poi trasmessi all’ARPAC che, a sua volta, in sinergia con i comuni, interverrà nei luoghi che la mappa potrebbe indicare con il “puntino rosso”. In meno di un anno tutto dovrebbe essere concluso e dovremmo finalmente avere un quadro più chiaro dell’intero territorio del Sud Italia. I dati raccolti serviranno anche per dare risposte chiare a chi si domanda se alla base di gravi patologie riscontrate nella popolazione possano esserci rifiuti nascosti sotto terra.

www.oggibenevento.it

lunedì 16 dicembre 2013

Microcredito, è possibile inviare le domande

Le domande possono essere presentate, esclusivamente online, a partire da oggi e fino alle ore 12 del 16 gennaio 2014.
Inoltre, è possibile pre-registrarsi per ottenere le credenziali di accesso finalizzate alla trasmissione della domanda, il cui modello è disponibile sui siti www.fse.regione.campania.it; e www.sviluppocampania.it. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il seguente numero verde 800 188 688.

venerdì 13 dicembre 2013

Nuovo parco eolico a Baselice

Valutazione di impatto ambientale: arriva il disco verde della Regione Campania per tre nuove centrali eoliche nel Sannio. Il decreto dirigenziale è pubblicato nell’ultimo bollettino ufficiale di Palazzo Santa Lucia. Nello specifico si tratta delle wind farm a Morcone (7 areogeneratori per una potenza complessiva di 21 MW nelle località Collalto, Cannafischi, Pezza Parola, Toppo Murante, Campanari) ad opera della società Cogein, Compagnia Generale degli Investimenti srl.di Napoli; a Castelfranco in Miscano (5 aerogeneratori per una potenza complessiva di 10 MW, in località Falceta, Vaccara, Le Partite) ad opera della società Irpinia Vento srl di Roma e a Baselice (21 aerogeneratori per una potenza complessiva di 42 MW, in località Pietramonte) ad opera della società C&C srl di Albanella (Salerno).

(Fonte ilquaderno.it)

mercoledì 11 dicembre 2013

Baselice e la nuova toponomastica

"Addio Florida, torno a Benevento con gli studi sulle malattie degenerative"


A Tampa aveva tutto: un lavoro prestigioso, la casa, gli amici, un futuro. Ma dopo tre anni trascorsi Oltreoceano, come ricercatore nella facoltà di Medicina alla University of South Florida, Raffaele Pilla ha deciso di tornare nella sua Benevento. Ad aspettarlo, un buon posto nella farmacia dell’Ospedale Fatebenefratelli e un contratto con l’università di Salerno e l’Istituto Mondino per le Patologie Neurologiche di Pavia. Una scelta che, oggi, questo cervello 32enne “in fuga” dagli Stati Uniti non rimpiange. “L’ho fatto per due motivi”, spiega. “Il primo è che ho pensato fosse un’occasione unica per tornare dove sono nato, visto che in Italia, purtroppo, contrariamente a quanto accade negli Usa, passa un solo treno nella vita. Il secondo è che volevo mettere a disposizione del mio popolo quello che ho imparato in America, per aiutare chi oggi in Italia soffre di malattie degenerative gravi”.


"Addio Florida, torno a Benevento con gli studi sulle malattie degenerative" - Il Fatto Quotidiano

venerdì 6 dicembre 2013

Non chiamatela Fortorina


Chiamarla 'Fortorina' lascia ancora il tempo che trova. Lo gridarono convinti gli amministratori dei comuni del Fortore che, nel marzo 2012, giorno dell'inaugurazione del tratto della statale 212 fino a Pesco Sannita, si presentarono all'inaugurazione manifestando il loro dissenso. I lavori dell'arteria che dovrebbe collegare l'Alto Fortore (la zona di S.Bartolomeo in Galdo per intenderci) al capoluogo di provincia, sono partiti dal lato sbagliato, interessando prima la costruzione del tratto a  "valle". Una strategia discutibile per molti, che è stata sottolineata dai sindaci dei comuni della zona che attendono la realizzazione della "Fortorina" da oltre cinquanta anni: con una manifestazione composta e civile, molti primi cittadini presenti con fasce tricolori, gonfaloni e striscioni di protesta (presenti tra gli altri delegazioni di Foiano Valfortore, Castelvetere e Baselice solo per citarne alcuni) stazionarono al di fuori del padiglione esprimendo così il loro dissenso all'idea di cominciare i lavori da Benevento: "Per favore, chiamatela Pescolina o Sanmarchettina ma non Fortorina" recitava uno striscione o ancora "Il Fortore è da un'altra parte" (Per continuare a leggere clicca qui sotto)


'Fortorina', si inaugura un nuovo tratto. Sorridono Reino e S.Marco dei Cavoti (Fonte: il quaderno)

giovedì 5 dicembre 2013

La Fortorina e la variante

Venerdì 6 dicembre, alle ore 11.00, si terrà la cerimonia di apertura al traffico della variante alla strada statale 212 tra lo svincolo di Reino e la rotatoria finale per San Marco dei Cavoti, con ritrovo presso la galleria artificiale Regio Tratturo II. Al taglio del nastro interverranno: Salvatore Frasca, direttore dei lavori Anas Spa Campania; Fernando Mele, responsabile unico del procedimento Anas Spa; Francesco Cocca, sindaco di San Marco dei Cavoti; Antonio Verzino, sindaco di Reino; Aniello Cimitile, commissario straordinario della Provincia di Benevento; Francesco Lenoci, direttore di Cantiere della Fortorina Scarl; Eugenio Stefano Gebbia, capocompartimento Anas Spa Campania. L’opera sarà benedetta da don Francesco Melito, parroco di San Marco dei Cavoti.

L’inaugurazione del tratto stradale riguarda i lavori di costruzione della variante alla strada statale 212 tra il bivio di Pietrelcina e lo svincolo per San Marco dei Cavoti. Il progetto di ammodernamento della SS 212 della Val Fortore si inserisce nel sistema stradale della Regione Campania, collegando le zone interne della Val Fortore con il capoluogo della Provincia di Benevento e tramite questo con i capoluoghi delle province campane. La tratta attualmente in esecuzione, in variante alla strada statale 212 dal bivio di Pietrelcina allo svincolo per San Marco dei Cavoti, ha uno sviluppo complessivo di circa 17 km. I lavori sono stati consegnati nell’agosto del 2007 e sono in corso di esecuzione con un avanzamento pari a circa il 90%. Ad oggi sono funzionali i primi 4,3 km di strada statale dallo svincolo di Benevento allo svincolo di Pesco Sannita già aperto al traffico dal 27 marzo 2012; e gli ultimi 2,15 km dallo svincolo di Reino alla rotonda finale.

Sono state completate quasi tutte le opere esterne, le gallerie artificiali e due delle quattro gallerie naturali previste in appalto. Entro il primo semestre del prossimo anno è prevista la rottura del diaframma della galleria “Monteleone” per la quale restano da scavare gli ultimi 65 m, nonché la rottura del diaframma della galleria San Pietro per la quale restano da scavare gli ultimi 54m. Inoltre si prevede l’apertura al traffico di una tratta di circa 2,3 km dallo svincolo di Pesco Sannita allo svincolo Stazione. L’ultimazione delle opere è prevista entro il 2014. La tratta oggetto dell’apertura al traffico, unitamente a quella già in esercizio, completerà circa 12 km dell’asse a scorrimento veloce, dal capoluogo della provincia di Benevento al comune di San Marco dei Cavoti, consentendo di ridurre i tempi di percorrenza e garantendo nel contempo una migliore accessibilità al polo turistico/religioso di Pietrelcina ed alle numerose realtà economiche dei comuni di Pesco Sannita, Reino e San Marco dei Cavoti.

benevento.ottopagine.net

martedì 3 dicembre 2013

Il Fortore e il maltempo

Il maltempo sta creando danni e paura in tanti centri del Fortore. Due, in particolare, i Comuni dove si registrano in queste ore le preoccupazioni maggiori: Castelfranco in Miscano e Ginestra degli Schiavoni. Scuola e abitazioni evacuate a Castelfranco a causa di una vera e propria valanga d’acqua che si è abbattuta questa mattina su tutta la zona.

Sempre a Castelfranco, da registrare il salvataggio di un’anziana signora sorpresa in casa dal muro d’acqua, messa in salvo da carabinieri, vigili urbani e alcuni volontari. Alla fine tanta paura ma, per fortuna, solo qualche escoriazione. A Ginestra, la scuola è stata evacuata giusto in tempo, prima che il cortile venisse invaso da una ventina di centimetri d’acqua. Sul posto sono ancora al lavoro più squadre dei vigili del fuoco, i carabinieri e la Protezione civile. Al momento non si registrano feriti, ma tanti danni ingenti.

La situazione è critica. Strade bloccate anche a Ginestra, dove il fango ha reso praticamente impossibile la circolazione. A farne spese, più di tutti, i bambini frequentanti la vicina scuola di Montefalcone di Valfortore, che non sono riusciti a tornare a casa. Disagi si registrano anche a San Bartolomeo in Galdo, in particolare sulle strade provinciali. Alcune frane di piccole dimensioni hanno impedito agli scuolabus di raggiungere le contrade del paese maggiormente colpite dal nubifragio. La situazione, assicurano gli addetti ai lavori, è però sotto controllo.

A Baselice invece a destare preoccupazione è il fiume Fortore, ingrossato dalle piogge e dalla neve che si sta sciogliendo rapidamente. L’acqua ha travolto un palo della luce, danneggiando anche la rete elettrica. Diverse zone del paese sono rimaste senza luce, ma il black out si è registrato anche a Fragneto, Reino e Foiano

benevento.ottopagine.net 2.12.2013

domenica 1 dicembre 2013

Fortore, l'eterno problema della viabilità

Le condizioni precarie della rete stradale fortorina ormai non fanno più notizia, anche se continuano a essere motivo di grande disagio per i cittadini dei comuni dell’Alto Fortore. Difficoltà che con l’arrivo dell’inverno si moltiplicano a causa delle condizioni metereologiche che caratterizzano il territorio. Pioggia, neve, ghiaccio e nebbia. E proprio a causa della scarsa visibilità che giovedì sera intorno alle 20,00 un automobilista di Montefalcone si è ritrovato fuori strada senza accorgersene. L’auto del malcapitato è finita in una cunetta e ai soccorritori l’uomo ha detto che non riusciva nemmeno ad orientarsi tanta era la nebbia. Un episodio non isolato, visto che da novembre fino a marzo la presenza nebbia nell’area fortorina è costante. Ma se il fenomeno meteorologico fa la sua parte, dall’altra c’è sicuramente la mancanza di segnaletica verticale e orizzontale che complica la vita agli automobilisti. Un problema più volte segnalato alla Provincia anche e soprattutto dagli amministratori locali.

Proprio nei giorni scorsi, in occasione dell’abbondante nevicata, il primo cittadino di Montefalcone Assunta Gizzi aveva lamentato la mancanza di segnaletica sulla provinciale nonostante le richieste alla Rocca da lei stessa fatte. Il primo cittadino di Montefalcone aveva inviato una nota il 24 agosto scorso alla Rocca dei Rettori, dove chiedeva che si realizzasse la linea di mezzeria e le strisce laterali, visto l’approssimarsi dell’inverno. Nota alla quale la Provincia non ha dato seguito e che ha costretto Assunta Gizzi lo scorso 14 novembre a scrivere al prefetto. Stesse richieste nei mesi scorsi, era stata fatta anche da Salvatore Brancaccio, assessore del comune di Baselice, che raggiunto telefonicamente ci ha ribadito che aveva fatto presente al responsabile del settore viabilità della Provincia della necessità di provvedere alla realizzazione della segnaletica, soprattutto quella orizzontale (strisce bianche e gialle) utili proprio in caso di nebbia. Se alla mancanza di segnaletica si aggiunge lo stato di abbandono delle strade fortorine, d’inverno diventa un’avventura percorrerle.

Con le piogge e le nevicate, il manto stradale e perennemente coperto dal fango. La viabilità, l’annoso problema del Fortore, resta una delle priorità da affrontare dalla politica, sorda ormai alle richieste di intervento dei sindaci. Proprio dalle colonne di Ottopagine il primo cittadino di Foiano, Michele Maffeo e la fascia tricolore di Baselice Domenico Canonico avevano denunciato lo stato di abbandono in cui versano le strade provinciali a causa della mancata manutenzione ordinaria e straordinaria. A fine agosto sempre l’assessore Brancaccio, con una lettera aperta su Ottopagine aveva invitato il commissario straordinario della Provincia Aniello Cimitile a verificare di persona le condizioni della viabilità fortorina. - See more at:

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giovedì 28 novembre 2013

Fracking: un Papa NoTriv?


Oscurata dal clamore dell’inabissamento del Cavaliere, si è persa la notizia del “no al fracking” di papa Francesco. Un monito autorevolissimo e fuori dell’ordinario contro l’irresponsabile tecnica di estrazione del gas (shale gas o gas di scisto) dalle rocce fratturate idraulicamente. Approfittando del silenzio dei media sul pontefice, i “pontifica tori” del ricorso al fracking non hanno tardato a fare le loro rimostranze e sono stati accolti prontamente dai quotidiani nazionali. Ben cinque pagine di Repubblica Affari e Finanza, sono state dedicate alla “gas renaissance”, in base al solito vizio di cambiare film a seconda che si deplorino gli eventi estremi del cambiamento climatico o che si difendano gli interessi delle compagnie energetiche (Per continuare a leggere clicca qui sotto)
Fracking: un Papa NoTriv? - Il Fatto Quotidiano

Stragi ed eccidi dei Savoia

Sbarca a Benevento il libro ”Stragi ed eccidi dei Savoia durante il Risorgimento”. La rivisitazione storica dell’Unità d’Italia sarà presentata dagli autori: Vittoria Longo, Antonio Ciano e Domenico Offi. Appuntamento a venerdi, 6 dicembre, ore 17, presso l’Auditorium De La Salle. Modera l’incontro il giornalista Emilio Spiniello.

giovedì 21 novembre 2013

Microcredito, finanziamenti fino a 25.000 euro per nuove imprese

La Regione Campania ha riaperto i termini di accesso al Fondo Microcredito FSE Campania. Il Fondo Microcredito FSE, permette di accedere a finanziamenti a tasso agevolato di importo compreso tra 5.000 e 25.000 euro per creare nuove imprese nei seguenti settori:
servizi al turismo (ad esempio ristorazione, alloggio, servizi in genere);
tutela dell’ambiente;
servizi sociali alle persone;
servizi culturali;
ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione);
risparmio energetico ed energie rinnovabili;
manifatturiero;
artigianato e valorizzazione di prodotti tipici locali;
attività professionali in genere;
commercio di prossimità (attività commerciali localizzate in aree urbane, rurali e montane al fine di favorire la rivitalizzazione, riqualificazione, attrattività, vivibilità e sicurezza di tali aree, nonchè evitare lo spopolamento di piccoli comuni).
L’accesso al fondo è consentito a coloro che intendono realizzare investimenti in virtù delle seguenti 3 assi di intervento: Sviluppo di spin off di impresa; Creazione di impresa, soprattutto in forma cooperativa, da parte di giovani e donne; Sostegno all’uscita da condizioni di vecchie e nuove povertà attraverso l’inserimento nel mondo del lavoro.

martedì 19 novembre 2013

Ex discariche comunali, ecco le sostanze "velenose" rilevate

Mentre si va alla ricerca dei veleni che la drammatica stagione delle ecomafie ha seppellito nel sottosuolo campano, forse a molti sfugge un dato di fatto incontrovertibile: le tossine sono finite anche nelle discariche regolarmente autorizzate. Parliamo degli sversatoi utilizzati nei decenni scorsi dai Comuni per dare soluzione rapida e «a chilometro zero» al sempiterno problema rifiuti. Quei siti fanno parte oggi di una mappatura effettuata dalla Regione Campania che conta di portarne a compimento nei prossimi mesi la bonifica.

Un argomento che meriterebbe una trattazione a se stante in quanto sotto il termine «bonifica» vengono identificati interventi che spesso di risanamento ambientale hanno poco o niente. Un solo esempio che ci tocca da vicino: per bonificare i vecchi sversatoi realizzati a Sant’Arcangelo Trimonte si prevede l’ingabbiamento degli stessi con una sorta di intelaiatura che dovrebbe preservare l’ambiente da contaminazioni. Peccato che la contaminazione è già abbondantemente avvenuta come dimostrano le inchieste giudiziarie in atto.

Ma torniamo ai vecchi siti comunali. La tabella che pubblichiamo in pagina elenca le aree della provincia di Benevento che sono risultate contaminate dopo l’utilizzo degli anni passati. Non solo discariche, come si può verificare dalla lettura, ma anche pozzi petroliferi che sono risultati in molti casi inservibili a fini estrattivi ma hanno comunque determinato un sensibile inquinamento. Ciò che più colpisce però è la lista delle sostanze rilevate dagli esami scientifici condotti dalla Regione nei resti delle ex discariche comunali.

Si va dagli «alifatici cancerogeni» ai «clorofenoli», dagli «Idrocarburi policiclici aromatici» alle «Ammine aromatiche», fino ai meno allarmanti «Metalli». Sostanze la cui presenza in discariche regolarmente autorizzate come siti di conferimento di rifiuti urbani appare assolutamente incomprensibile in quanto non sono generalmente prodotte da generica immondizia ma sono più probabilmente frutto del decadimento di materiali industriali, sanitari e comunque tossici. Capire come ci siano finiti sarebbe più utile di una ormai tardiva «bonifica».


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Pdl, Il Sannio ignora l'addio della De Girolamo


Non c’è luogo fisico o virtuale del variegato mondo dell’informazione che domenica 17 novembre non abbia fornito riflessi, nazionali o locali, della scissione ‘morbida’ consumatasi all’interno del Pdl, divaricatosi in Forza Italia (la parte maggioritaria) e Nuovo Centrodestra (quella minoritaria ma governativa e quindi di potere reale, al momento). Giornali, siti web. social network, blog – e non sappiamo se c’è altro ancora – hanno diffuso immagini in parallelo dei contendenti, impegnato risorse per dirette tv o streaming del ri-fondatore Berlusconi o del nuovista Alfano, ospitato commenti o anche invettive, avanzato analisi distaccate o di parte. Insomma, tutto l’armamentario del media è stato sulla notizia.  (Per continuare a leggere clicca qui sotto) 

I Media - Il Sannio ignora l'addio di De Girolamo a Berlusconi unico quotidiano in Italia a non dare la notizia - Il Vaglio

sabato 16 novembre 2013

Terra dei fuochi, migliaia in piazza a Napoli per dire no al "biocidio"

Partito da Piazza Garibaldi, il corteo, organizzato dal movimento "Fiume in piena", attraversa la città per chiedere l'immediata bonifica dei territori colpiti dagli sversamenti illegali di rifiuti tossici e nocivi. I manifestanti espongono foto di persone morte di cancro negli ultimi anni (per continuare a leggere clicca qui sotto)

Terra dei fuochi, migliaia in piazza a Napoli per dire no al "biocidio" - Il Fatto Quotidiano

giovedì 14 novembre 2013

Sannio, Irpinia e le ricerche petrolifere. Interrogazione urgente


Il consigliere regionale Sergio Nappi ha depositato stamani un’interrogazione urgente al presidente della Giunta regionale, Stefano Caldoro, concernente il progetto di trivellazione denominato “Gesualdo 1” finalizzato alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio delle province di Avellino e Benevento. La richiesta dal capogruppo del Mir, che sarà discussa durante la prossima seduta del Consiglio regionale, punta a conoscere la posizione ufficiale del Governo di Santa Lucia in merito ai rischi paventati dalle Amministrazioni locali interessate dal progetto di ricerca e quali provvedimenti il Presidente Caldoro intenda adottare (per continuare a leggere clicca qui sotto)

Sannio, Irpinia e le ricerche petrolifere. Interrogazione urgente del consigliere Nappi a Caldoro
(Fonte. ilquaderno.it)

mercoledì 13 novembre 2013

La grande fuga

Un meridione abbandonato dai propri abitanti, con lo spettro della desertificazione che si fa sempre più concreto. E’ il drammatico quadro disegnato dalla Svimez (As­sociazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogior­no) nel suo ultimo rapporto presentato pochi giorni fa. «Il profondo divario – ha evidenziato la Svimez – tra aspettative, soprattutto delle nuo­ve generazioni in termini di realizzazione personale e professionale, e le concrete occasioni di impiego qualificato sul territorio ha determinato negli anni Duemila la ripresa dei flussi di emigrazione dal Sud verso il Nord. A partire dalla fine degli anni novanta l’esodo è ripartito. Un Mezzogiorno sempre più spopolato da cui entro il 2065 spariranno due milioni di under 44, tra denatalità, disoccupazione e nuove emigrazioni».

Un quadro evidentemente desolante e suffragato dai numeri. Salvo ra­rissime ec­cezioni, le province meridionali hanno visto ridursi decisamente la propria popolazione. Il Sannio, purtroppo, tra queste, e con indici di desertificazione tra i più alti d’Italia.

Seimila sanniti in meno in dieci anni
Sono i dati Istat a fare testo in materia. Prendiamo a ri­fe­ri­men­­to l’andamento demografico degli ultimi dieci anni. Al 31 dicembre 2003 la provincia di Benevento contava 289.455 abitanti, massimo storico nella composizione a 78 comuni. Il più recente monitoraggio dell’Istituto di statistica (maggio 2013) attribuisce al Sannio 283.051 residenti.

In poco meno di dieci anni dunque la provincia ha perso 6.404 abitanti. E’ una quota decisamente elevata, la più consistente di tutta la Campania se la si calcola in termini percentuali: -2,2 per cento. Trend simile per Avellino che però non sfonda il tetto del 2 per cento di calo (-1,95%). Conti in rosso anche per il Napoletano che nell’ultimo decennio ha visto sparire l’un per cento della propria consistenza demografica (31.908 abitanti). Segno più invece per Salerno (+0,9 per cento pari a 9.427 abitanti) e soprattutto Caserta che dal 2003 ha addirittura accresciuto di 39.687 unità la propria popolazione grazie in particolare ai consistenti innesti di stranieri extracomunitari.

La contrazione demografica del Sannio (e dell’Irpinia) appare significativa anche perchè non ha riguardato tutta la Campania ma in particolare le zone interne e marginalmente l’area partenopea. Nel complesso gli ultimi dieci anni hanno registrato un travaso interno alla regione che si attesta, oggi come nel 2003, poco oltre i 5,7 milioni di abitanti.

In fuga dall’Appennino
A con­solare il Sannio, se così si può dire, sono i dati relativi alle altre province della dorsale appenninica meridionale, tutti drammaticamente negativi. Impressionante il trend registrato nei comuni del Foggiano che dal 2003 ad oggi hanno perso quasi 56mila abitanti, ovvero 8 residenti su 100. Da brivido anche i 17.462 ex residenti del Potentino (-4,4 per cento). Bilanci deficitari in Basilicata anche per Matera che perde 4.479 unità pari al 2,1 per cento. Non va meglio in Molise dove sia Campobasso (-2,6%) che Isernia (-3,3%) sono state colpite dalla grande fuga in cerca di futuro. Se lungo l’Appennino interno il saldo degli ultimi dieci anni è invariabilmente negativo, segnali contrastanti giungono invece da Calabria e Sicilia dove la situazione appare prevalentemente meno grave di quella fin qui descritta.

Non mancano comunque condizioni di estrema criticità come quella rappresentata da Vibo Valentia che ha perso oltre settemila residenti nell’ultimo decennio (- 4,4 per cento) e Cosenza che si è fermata al meno 2,9 per cento, cifra che se letta in termini assoluti diventa 20.931 persi. In Sicilia la performance peggiore appartiene ad Agrigento: – 11.541 unità (-2,5%).

Il Fortore si spopola rapidamente
Tornando al Sannio, l’analisi dei comuni fa emergere una situazione particolarmente delicata nel Fortore dove pra­ticamente tutti i centri hanno perso consistenza negli ultimi dieci anni. Tra i casi più eclatanti si segnalano Castelvetere Valfortore che dal 2003 ad oggi è stato abbandonato dal 22,3 per cento della popolazione, Colle Sannita (-18,2%), Molinara (- 14,2%), San Bartolomeo in Galdo (-11,2%). Segnali positivi invece da alcuni grandi centri della provincia come Telese Terme che negli ultimi due lustri ha fatto segnare ritmi di crescita «cinesi»: 1.242 abitanti guadagnati dal 2003 pari a un incremento del 21,1 per cento. Bene anche i comuni dell’hinterland del capoluogo che hanno dimostrato capacità attrattiva nei confronti della città. Benevento si salva tra i capoluoghi E a proposito della città, va detto che Benevento è il capoluogo della Campania che meglio ha retto agli urti della crisi nel decennio. «Solo» 891 gli abitanti persi dalla patria delle streghe con un saldo di 60.745 residenti a maggio scorso. L’indice di decremento è stato dunque del 1,4 per cento. Ben peggio è andata ad Avellino (1.637 abitanti in meno; -2,9%), Salerno (5.078 unità in meno; -3,7%), Napoli (42.242 residenti persi: - 4,2%), Caserta (-5,3% pari a 5.078 unità mancanti).

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lunedì 11 novembre 2013

Rifiuti tossici, «Era ora che gli amministratori prendessero coscienza»

“Era ora che gli amministratori prendessero coscienza del pericolo dei rifiuti tossici”. Antonio Verzino, sindaco di Reino, tira un sospiro di sollievo e vede di buon occhio l’iniziativa del Protocollo di intenti dei comuni dell’Alto Sannio. “Verificare se sul nostro territorio ci siano state attività illecite che potrebbero compromettere la salute dei cittadini è un’iniziativa lodevole e che va sostenuta da tutte le amministrazioni. E’ nell’interesse delle nostre comunità conoscere se nelle nostre aree sono stati scaricati rifiuti tossici. E’ nell’interesse dei nostri prodotti e dei nostri marchi” sottolinea Verzino. “Sono convinto che il nostro territorio sia pulito e che questo tipo di inquinamento non ci tocca. Ma proprio per questo motivo dobbiamo monitorare i nostri comuni. Perché se, come credo, non ci sono segnali di inquinamento possiamo iniziare veramente un’attività di promozione delle nostre aree e dei nostri prodotti agroalimentari”.

Controllare, verificare per spegnere qualsiasi tipo di allarmismo, questo il pensiero del primo cittadino di Reino. “Sono grato al comitato, anche perché, - continua Verzino – negli anni scorsi, quando qualcuno, anche in incontri pubblici, diceva queste cose spesso era visto come un allarmista e un millantatore. Invece penso che proprio per evitare falsi allarmi e pregiudicare l’immagine dei nostri territori sia giusto prendere le dovute precauzioni. Poi se malauguratamente queste ipotesi dovessero essere confermate è compito di noi amministratori intraprendere tutte le iniziative per bonificare e eliminare i rischi che possono compromettere la salute dei cittadini”. Il sindaco di Reino prima di concludere fa una riflessione sempre in merito al monitoraggio dei territori. “Una verifica è necessaria anche perché negli ultimi anni nelle nostre comunità sempre più gente si ammala di tumori”.

(Tratto da Ottopagine/Benevento)

Napoli, la terra dei fuochi: aria infetta, rifiuti e tumori attorno al Vesuvio

Il reportage di Antonello Caporale - Viaggio nel cuore di una Campania alla ricerca di un riscatto impossibile tra edilizia selvaggia, criminalità e camorra. "Sono scappata da Afragola, non riuscivo a respirare", spiega una giovane. Il geologo Benedetto De Vivo: "Stanno costruendo l'ospedale del mare dove, nel caso dovesse esserci l'eruzione, il flusso piroclastico, queste tremende bombe di terra e cenere, si riverserà. Si può essere più sciagurati?" (per continuare a leggere clicca qui sotto)

Napoli, la terra dei fuochi: aria infetta, rifiuti e tumori attorno al Vesuvio - Il Fatto Quotidiano

sabato 9 novembre 2013

Rifiuti tossici, il comitato dei sindaci: monitorare le aree dei comuni dell’Alto Sannio

“Attivare azioni di monitoraggio per verificare se anche le aree del Fortore e del Tammaro siano state interessate da attività di scarico di rifiuti tossici”. L’iniziativa è del comitato del Protocollo di intenti dei comuni dell’Alto Sannio.

Nell’incontro di giovedì sera a Colle Sannita, dove gli amministratori si erano ritrovati per fare il punto sui ricorsi fatti presso il Consiglio di Stato riguardo ai progetti di trivellazione, si è affrontato anche la questione dei rifiuti tossici, alla luce delle notizie sulle rivelazioni del pentito Carmine Schiavone, ampiamente riportate da Ottopagine.

Vogliono vederci chiaro i sindaci del Fortore e del Tammaro ecco perché “si è deciso di fare una ricognizione del territorio, anche per sgomberare il campo da qualsiasi falso allarmismo” afferma Domenico Costanzo, uno dei promotori del comitato. Nella riunione di giovedì sera si è deciso di inviare una scheda a tutti i comuni per acquisire informazioni e dati riguardo ad attività di scavo avvenute negli scorsi anni. Sotto osservazione soprattutto i siti petroliferi.

Il comitato del Protocollo di intenti vuole capire se sono ancora in corso attività di bonifica e soprattutto conoscere in che modo sono state effettuate. “La nostra iniziativa vuole essere solo un modo per verificare realmente se esistono reali pericoli di inquinamento da sostanze tossiche. Con la nostra azione vogliamo capire se il nostro territorio è rimasto indenne dalle azioni criminali. Il nostro scopo è quello di tranquillizzare la popolazione, evitando allarmismi inutili”. Monitorare, dunque, per sgombrare il vampo da qualsiasi dubbio, questo l’obiettivo dell’iniziativa del comitato dei comuni. “Anche perché siamo convinti che il nostro territorio da questo punto di vista è pulito.

Quindi per tutelare l’immagine delle nostre aree è giusto fare i controlli necessari”. Il comitato si incontrerà nei prossimi giorni per iniziare l’attività di monitoraggio e in caso di attività sospette si procederà con azioni di controlli coinvolgendo istituzioni e esperti. La macchina organizzativa del comitato, dunque, si è messa già all’opera per tutelare e gli interessi dell’Alto Sannio. Una battaglia iniziata con una decisa opposizione ai progetti di ricerca di idrocarburi e che continua con l’attenzione alla questione dei rifiuti tossici che in questi giorni sta interessando una parte importante della provincia.

benevento.ottopagine.net

Campania avvelenata. Intanto 19 comuni sanniti si organizzano: 'Avviamo i controlli'

L'altro ieri sera, al Comune di Colle Sannita si sono riuniti sindaci e amministratori di una larga fetta di comuni sanniti, segno che proprio dai territori si vuole partire per ispezionare l'area (Per continuare a leggere clicca qui sotto)
Campania avvelenata. Caldoro: 'Ho ereditato un disastro'. Intanto 19 comuni sanniti si organizzano: 'Avviamo i controlli'
(Fonte: ilquaderno.it)

martedì 5 novembre 2013

Il petrolio che non c'è, i rifiuti e le buche coperte con cemento armato

Aggiornamento e sviluppi del ricorso prodotto al Capo dello Stato per quanto riguarda gli interventi di ricerca della Delta Energy ed eventualità di una richiesta, alle competenti Autorità, finalizzata a verificare la sussitenza o meno dei paventati sversamenti illegali nei pozzi esplorativi realizzati dagli anni '80 in poi nei territori del Sannio. Non intendono perdere tempo i sindaci di 16 comuni sanniti e due ricadenti nella provincia di Avellino (Ariano Irpino e Montecalvo Irpino) determinati a sapere quali sono le reali intenzioni del Governo sulle trivellazioni petrolifere e come si intende agire sullo spauracchio dei "buchi tossici" tornate prepotentemente alla ribalta dopo che le dichiarazioni fatte nel 1997, dal super pentito Carmine Schiavone, sono state rese note.

Il Coordinamento del "Protocollo d'Intenti fra Comuni e Comunità Montane", costituito a seguito dell'azione intrapresa dalla società britannica Delta Energy Ltd per ricerche di idrocarburi liquidi e gassosi nei territori del Sannio e dell'Irpinia, si riunirà giovedì 7 novembre alle 18 nell'aula consiliare del Comune di Colle Sannita: "I 17 pozzi di cui si ha cognizione non determinarono, come ben sappiamo, l'auspicata scoperta di giacimenti petroliferi - hanno affermato dal coordinamento, Domenico Costanzo e Valentino Castello - solo in seguito i siti delle trivellazioni furono con solerzia coperti da piattaforme di cemento armato, suscitando già all'epoca dei fatti, e successivamente a più riprese, più di una preoccupazione su quanto realmente realizzato. Alla luce delle recenti notizie di cronaca e del motivato allarme generatosi nella pubblica opinione, si ritiene opportuno richiamare tutti i soggetti aventi la responsabilità della salute pubblica in campo locale affinché si attivino a porre in essere ogni iniziativa atta a fugare dubbi, sospetti ed incertezze presenti nella popolazione".

Sono stati invitati all'incontro, oltre ai rappresentanti degli Enti già facenti parte del Protocollo d'Intenti, anche quelli dei Comuni di San Marco dei Cavoti, Molinara, Castelpoto, Campoli del Monte Taburno, Vitulano, Foglianise, Apollosa, Cautano, Sant'Arcangelo Trimonte, Buonalbergo, Paduli ed Apice, i cui territori sono direttamente interessati o contermini ai siti dei pozzi realizzati.

Questo l'elenco dei comuni (e delle Comunità Montane) che hanno aderito al coordinamento: "Colle Sannita, Pesco Sannita, Fragneto l’Abate, San Giorgio la Molara, Pago Veiano, Montefalcone di Val Fortore, Circello, Castelpagano, Campolattaro, Pietrelcina, Ariano Irpino, Montecalvo Irpino, Reino, Fragneto Monforte, Sassinoro, Morcone, Baselice, Santa Croce del Sannio. Comunità Montane: del Fortore, del Titerno-Alto Tammaro, dell’Ufita.

(Fonte: ilquaderno.it)