sabato 8 settembre 2012

'Fortorina, ora o mai più'. I sindaci si uniscono in comitato e lanciano il progetto 'Ziccardi'

Ora o mai più. Sette sindaci della Valfortore si sono riuniti martedì scorso al Municipio di Molinara per provare a forzare la mano su quello che è il cruccio maggiore di un intero comprensorio: la "Fortorina". Decenni di polemiche, promesse mai mantenute da politici ed amministratori e, sopratutto enormi perdite di tempo. Una questione che è diventata nel Fortore una sorta di "tabù" anche per i cittadini che si sentono presi in giro ogni volta che si pronuncia questa parola.

Fortorina. Ultima delusione, in ordine cronologico, per la maggior parte degli abitanti di questa vasta fascia di provincia beneventana, è stata l'inaugrazione dei 4,3 km della statale 212 avvenuta lo scorso 28 marzo: "Per favore non chiamatela Fortorina" gridarono gli amministratori locali mentre le istituzioni si apprestavano al consueto taglio del nastro tricolore con tanto di inno di Mameli cantato all'unisono. Secondo i locali la statale 212 (a breve dovrebbe essere completato anche il nuovo lotto fino allo svincolo di S.Marco dei Cavoti) passa da tutta un'altra parte e costeggia soltanto i comuni del Fortore. Durante l'inaugurazione primaverile del lotto, il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, aveva rilanciato l'impegno per il completamento dell'arteria fino a S.Bartolomeo in Galdo: "Dobbiamo partire da lì stavolta facendo una sorta di ragionamento a "sandwich" e congiungere i due cantieri". Sollecitato da Cimitile, l'assessore regionale al ramo Edoardo Cosenza replicò: "L'opera si farà fino in fondo anche perchè una "Fortorina" che non arriva nel Fortore non ha il minimo significato".

LA RIUNIONE DI MOLINARA TRA IL COMITATO DEI SINDACI ED IL PROGETTO 'ZICCARDI'
Esorcizzare l'impasse o quantomeno provarci senza proclami ma lavorando a fari spenti. Oltre due ore di confronto nella stanza del sindaco di Molinara, Giuseppe Addabbo (è stato proprio lui ad anticipare al nostro portale l'iniziativa qualche giorno prima) promotore dell'iniziativa e proclamato all'umanimità responsabile del comitato dei sindaci che si è formato al termine dei lavori: a farne parte i primi cittadini di Molinara, S.Bartolomeo in Galdo, Baselice, Montefalcone Valfortore, Castelvenere Valfortore e Foiano. Adesione anche dal sindaco di Ginestra degli Schiavoni, Zaccaria Spina, presente più che altro in veste di presidente della Comunità Montana del Fortore. Probabile l'adesione anche del comune di Castelfranco in Miscano, di sicuro ci sarà anche Roseto Valfortore che si trova in provincia di Foggia ma sarà coinvolto nel progetto. Sul tavolo il progetto del geologo Eliseo Ziccardi, presente alla riunione, che ha illustrato lo studio di fattibilità del passante di valico appenninico "Passo Casone Cocca - ex SS 369" che interesserebbe i territori di S.Marco dei Cavoti, Molinara e Foiano Valfortore. Non si tratta di una soluzione alternativa al progetto generale della statale 212, ma una sorta di "completamento" per dare un senso alla "Fortorina". Nessuna guerra alla strada "istituzionale", piuttosto la proposta di un correttivo della stessa. Il geologo, una volta illustrato il progetto, ha chiesto la fiducia dei sindaci con azioni amministrative concrete e condivise: "Il periodo dei discorsi è finito signori - ha chiarito Ziccardi in un momento di stallo della riunione - ora bisogna agire con i fatti". Messaggio recepito dai presenti che hanno dato il loro completo assenso al progetto. Costituito un comitato di lavoro, con compiti ben precisi. Il primo è quello di fare pressione sia all'Anas che al Ministero delle Infrastrutture in particolar modo all'ufficio ministeriale di Divisione 2 che dirige i diretti rapporti con l'Anas che monitoria le evoluzioni finanziarie ed i progetti strategici del'ente. Oltre a ciò c'è lo scoglio politico da superare: si cerca l'adesione della Provincia di Benevento (l'idea è quella di chiedere a Cimitile e Barbieri di ridiscutere la competenza della strada 369: rinominarla statale con la sorveglianza e la manutenzione dell'Anas) ma, sopratutto, quello della Regione Campania che serve come il pane per rendere concreto il progetto. Si confida nella buona volontà di Cosenza che ha più volte ribadito la volontà di dare un senso a questa arteria.

ZICCARDI: 'PARTE DEI FONDI PER IL VALICO CI SONO. OCCORRE VOLONTA' POLITICA'
L'adesione dei sindaci del Fortore e la creazione di un comitato è un passo in avanti e questo il geologo Eliseo Ziccardi lo sa benissimo. Nella sua dettagliata relazione ha dimostrato che i problemi economici e logistici sono superabili. Occorre la volontà politica e solo gli amminstratori locali possono lavorare su questo per la realizzazione del progetto. Casone Cocca è il punto più alto della provincia sannita, una zona di confine impervia nei mesi invernali ma di fondamentale importanza per il traffico veicolare. Attualmente per collegare i vari paesi, i cittadini usufruiscono di una struttura viaria di 19 km, una vera strada di montagna, con molte curve e tortuosa che presenta le insidie di sempre (strade dissestate, condizioni meteo avverse nella maggior parte dei mesi). Una strada, simbolo di quello che è l'isolamento della Valle. Il progetto di Ziccardi, in sintesi, propone un passante di valico (nella foto) di nove km (a fronte dei 19 km di montagna attuali) con una galleria di 1800metri, un viadotto di 4mila metri e tre svincoli.

Un progetto che non andrebbe a creare problemi di natura geologica (tettoniche o faglie) e non andrebbe ad intaccare i campi eolici esistenti e le risorgenze acquifere motivi per cui gli altri due progetti presentati sono stati bocciati. Costo dell'opera? 98milioni di euro più Iva al 21%: "Occorre in tempi brevi - ha poi dichiarato il geologo al nostro portale - che venga fatto lo stralcio di questo lotto dal progetto generale che costa in tutto 520milioni di euro a fronte del costo del nostro progetto di valico". E secondo quanto afferma Ziccardi parte dei fondi già è disponibile: "Ci sono 30milioni di un Accordo di Programma con Protocollo siglato da Anas, Provincia di Benevento e Regione Campania - ha aggiunto - e 6milioni e 300mila che sono fondi recuperati dalla Finanziaria 2007. Ci sarebbero poi da recuperare il fondo del ribasso d'asta "Mosti-S.Marco dei Cavoti" e dovrebbero rimanere circa 40 milioni di fondi per un totale di 76milioni di euro: potrebbero essere fondi di "spalla" raddoppiati con fondi Fas per raggiungere addirittura una somma superiore di quella che serve (oltre 130 milioni di euro). Ora valutiamo che per fare il passante di valico sono necessari 98milioni compresi di Iva al 21%, ci rendiamo conto che non è più un problema tecnico o una valenza negativa di benefici o finanziamenti. L'Anas ha riconosciuto il progetto del passante di valico inserendolo in quello generale tuttavia allo stato attuale ha delle preoccupazioni su questa valenza di benefici". Nessuna illusione, il cammino è in salita e sia Ziccardi che i sindaci lo sanno molto bene: "Inviterò i responsabili ministeriali sul territorio e per farlo a giorni andrò io a Roma - ha annunciato il geologo ai sindaci - ognuno deve fare la sua parte". Il Comitato, che a breve verrò presentato alla stampa, si riunirà tra una decina di giorni in attesa di novità sostanziali.

www.ilquaderno.it

giovedì 6 settembre 2012

Benevento, l’ex città tranquilla

di Giancristiano Desiderio

La scena, insolita per Benevento ma anche per Napoli, è la seguente: in pieno giorno, ore 13, un’auto scende per via Annunziata, strada centralissima a senso unico che conduce al Comune e di lì al Duomo. Giunta davanti Palazzo Mosti, sede del municipio, l’auto rallenta. Il finestrino destro si abbassa, sporge una pistola che scarica due colpi su una Opel Zafira mandando in frantumi i vetri. Poi via di gran carriera. Nel palazzo gli spari si sono sentiti nitidamente, ma nessuno crede ai suoi orecchi e c’è chi scherza con un assessore: “Oh, hanno sparato al sindaco?”.

“No, e chi lo ammazza quello”. Ma c’è poco da scherzare e lo si capisce subito: i colpi sono veri e l’automobile colpita è del dirigente del settore delle finanze, Andrea Lanzalone. Tutto questo in pieno giorno a Benevento. Una ex città tranquilla. La scena, senza testimoni, potrebbe essere diversa: chi ha sparato, forse aiutato da un “palo”, era a piedi, sbucato da uno dei vicoli di via Annunziata e in uno dei vicoli imbucatosi dopo l’azione. Il sindaco ha saputo la notizia mentre era in viaggio verso Napoli per il World Urban Forum. Retromarcia e giunta straordinaria per un atto senza precedenti a Benevento ma non solo a Benevento.

Cambiamo scena, ma non città. Un giovane di 21 anni giunge alle 2.30 di notte dell’ultimo giorno di agosto al pronto soccorso dell’ospedale Rummo: è ferito ai glutei da una pallottola esplosa da una pistola semiautomatica Vzor 70, calibro 7,65, cecoslovacca e di origine clandestina. Chi lo ha ferito e perché? I carabinieri hanno ricostruito i fatti: la pistola, non si sa ancora come, è giunta tra le mani di un altro ragazzo, amico del ventunenne ferito.

I due, insieme con un terzo amico appena diciottenne, in piena notte hanno fatto quattro passi in una località di Benevento: Serretelle, lì dove la città cede alla campagna ma a un tiro di schioppo c’è il centro commerciale “Buonvento”. I tre ragazzi, come nel film Gomorra, provavano nel buio della notte la pistola e avevano come bersaglio un cartello stradale. Forse, nel passarsi l’arma di mano in mano è partito il colpo che ha ferito il ragazzo.

Cambiamo ancora scena, ma restiamo sempre a Benevento. Un gruppo di ragazzi ubriachi, in una notte di febbraio della movida, si presenta davanti all’ingresso della discoteca ma il buttafuori lo ferma: “No, voi non entrate”. I ragazzi ci restano male e vanno via. Ritornano presto. Con un fucile che, stando ai fatti, si voleva usare contro l’agente della sicurezza, tanto che esplode anche un colpo che solo la prontezza del buttafuori riesce a deviare in basso, all’altezza della gamba evitando il peggio. Ferito ma salvo.

Cambiamo ancora scena e questa volta ci spostiamo di venti chilometri: andiamo a Torrecuso, paese noto per il buon vino e a qualcuno anche per una storica visita di Benedetto Croce nel 1929. E’ la notte del 29 agosto. Davanti al municipio ci sono tre automobili comunali e tre scuolabus: va tutto a fuoco e solo con l’intervento dei pompieri si evita che vada a fuoco anche il Comune. Due giorni dopo i carabinieri all’alba setacciano Torrecuso da terra e da cielo, rivoltano il paesino come un calzino nella speranza che venga fuori qualcosa del Grande Incendio.

Uno storico beneventano scrisse un libro intitolato Storia di Benevento e dintorni: vi si narra di re e papi, santi e streghe, borghesi e contadini. Oggi se ne potrebbe scrivere un altro: Cronache di Benevento è dintorni: si parlerebbe di pistole, fucili, intimidazioni, esplosioni e incendi.

(tratto dal Corriere del Mezzogiorno)

martedì 4 settembre 2012

Angelo Vassallo, sindaco versatile e torrione di libertà



Il 5 settembre 2010 veniva ucciso barbaramente Angelo Vassallo sindaco di Pollica, qui il ricordo del prof Angelo Iampietro.

L’hanno definito: il “Sindaco pescatore”; è in questo appellativo che si coglie il vero senso della vita di un uomo che lottava e si adoperava perché l’ambiente nel quale viveva ed operava restasse incontaminato e lontano da qualsiasi intromissione per distorte finalità.

Dalla sua capacità comunicativa mi è sembrato che avesse qualcosa in più di un comune pescatore, ma ne aveva ereditato la tempra: il carattere, la forza d’animo, la voglia di lottare in situazioni non sempre favorevoli; egli aveva un’ampia visione dell’amministrare e della corretta gestione della cosa pubblica per il bene, unico fine, di tutta una comunità. Ed è stato questo qualcosa in più, che ogni Amministratore dovrebbe possedere, che l’ha portato via dalla sua Comunità nel modo più esecrabile e violento che si conosca.

L’hanno ucciso! L’hanno ucciso proprio perché svolgeva il mandato di Sindaco di quella comunità con idee e con proposte miranti alla difesa e allo sviluppo del bene comune, ben conoscendo il valore del suo territorio da salvaguardare non solo come un bene economico, ma come una ricchezza spirituale , umana, culturale del suo popolo. Hanno voluto eliminarlo proprio perché era il baluardo “primo” della difesa di ciò che è comune, che appartiene a tutti; hanno fatto scempio della sua persona fisica, quasi a voler cancellare per sempre il suo volto, un simbolo di intelligenza e di umanità, con tanti colpi scaricati sul suo viso di persona perbene, dignitosa, amata: un vero gentiluomo.

L’atto e lo scempio non hanno però oltraggiato la sua nobile ed alta dignità di un uomo non comune in questo contesto civile, culturale, sociale con cui bisogna fare i conti giorno dopo giorno; d’ora in poi il suo nome, il suo sacrificio ed il suo ergersi a paladino di quel territorio, così unico, resteranno come un faro, una guida inossidabile per tutte quelle coscienze dove la linfa ne alimenta una veramente civile e democratica.

La sua vita è stata spesa all’insegna della dignità “assoluta”, perché ha detto sempre “no” ad ogni forma di arroganza e di violazione della legge, bene supremo di ogni comunità.

Per questo ha pagato con la vita. Avevo letto di lui e di qualche atto amministrativo che sembrava di Paesi lontani per l’alto senso di civiltà, come l’aver voluto porre rimedio, in concreto, ai temi ambientali, salvaguardando la bellezza del paesaggio e coniugando sviluppo e conservazione; tenere alla pulizia delle strade quasi in modo maniacale (multa per le cicche buttate per strada), il voler conservare ad ogni costo i punti di riferimento delle sue radici, una guida sicura per chi aveva una visione della vita non distorta e non lontana dai valori trasmessi dagli avi: non opportunistica, onesta, semplice, operosa, solidale, dignitosa e rispettosa.

Il cordoglio e la partecipazione al dolore della famiglia Vassallo e della comunità di Acciaroli e Pollica in provincia di Salerno sono stati espressi “in primis” dal Presidente della Repubblica e dalla stragrande maggioranza degli Italiani; ne è stato un esempio la decisione dell’ANCI di consigliare l’esposizione della bandiera a mezz’asta, in segno di lutto, nei Comuni italiani.

Anche il Parlamento Europeo ha ricordato la sua nobile figura di uomo e cittadino, impegnato nella sua realtà territoriale, ed il suo sacrificio con un minuto di silenzio.

Non era mai successo che un amministratore periferico di una piccola comunità fosse ricordato a livelli Istituzionali così altolocati. Questo onore ti è dovuto, Angelo!
Il Sindaco Angelo Vassallo, custode di valori e dall’animo nobile, sarà ricordato da tutti perché partigiano della libertà, del buon senso, della legalità, del buon amministratore, valori per i quali, per la loro difesa, ha perso la vita.
E’ solo un esempio di come si può vivere un’esistenza? Ti ricorderemo, Angelo. Addio!

Gas e petrolio, a chi conviene?


lunedì 3 settembre 2012

Ricerca petrolio, ecco le concessioni in Campania


Clicca sulla foto, in verde le aree con i permessi per la ricerca di idrocarburi (la cartina è pubblicata sul sito del ministero dello Sviluppo). Nella provincia di Benevento ad essere interessata è l'area di Santa Croce del Sannio. Al momento in attesa di permesso c'è anche il Fortore.

domenica 2 settembre 2012

Abolizione Provincia: Il Comitato salviamo il Sannio plaude a Cimitile e spinge verso il Molisannio - ilQuaderno.it

Il Comitato Salviamo il Sannio continua nella sua iniziativa di raccolta pubblica di firme da consegnare all’Amministrazione Provinciale di Benevento nella prossima settimana a sostegno della petizione referendaria. 
Una delegazione del Comitato, nei prossimi giorni, incontrerà i Presidenti delle province di Isernia e Campobasso insieme ad alcuni sindaci molisani, al fine di illustrare dettagliatamente l'iniziativa referendaria proposta (per continuare a leggere l'articolo clicca qui sotto)
Abolizione Provincia: Il Comitato salviamo il Sannio plaude a Cimitile e spinge verso il Molisannio - ilQuaderno.it

venerdì 31 agosto 2012

Fortore, sindaci uniti contro la crisi: 'Pensiamo alla gente comune mentre la Regione ci isola e pensa ai tagli' - ilQuaderno.it

Girare a fine agosto per le rabberciate stradine interne della Val Fortore è comunque piacevole: c'è il sole di metà mattina alto, c'è qualche pietra sull'asfalto ma si cammina che è un piacere. In estate, per chi non è di queste zone, sembra quasi di vivere in una sorta di isola felice: tra qualche settimana però si tornerà alla normalità, con gli ultimi emigranti pronti a ripartire per le città del nord che sono la loro nuova casa da tempo, e così faranno gli studenti che raggiungeranno le città universitarie (per continuare a leggere l'articolo clicca qui sotto)
Fortore, sindaci uniti contro la crisi: 'Pensiamo alla gente comune mentre la Regione ci isola e pensa ai tagli' - ilQuaderno.it

mercoledì 29 agosto 2012

Il cucciolo di lupo Fortorino sta bene. A breve il riadattamento presso un Centro specializzato | ambiente | news | NTR24 - l'informazione sul web

Ritrovato un mese fa a Castelfranco in Miscano, è stato curato dal veterinario sannita Alfredo Toriello. Si attende ora l'arrivo di esperti per il riadattamento allo stato selvatico e poi il trasferimento nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (Per vedere il video clicca qui sotto)
Il cucciolo di lupo Fortorino sta bene. A breve il riadattamento presso un Centro specializzato

domenica 26 agosto 2012

Ricerca idrocarburi. "No" alle trivellazioni di Reino, Santa Croce del Sannio e Sassinoro


Da alcuni comuni dell’Alto Tammaro è arrivato un secco no alle trivellazioni per la ricerca di idrocarburi sul proprio territorio. Reino Santa Croce e Sassinoro hanno espresso parere negativo rispetto ad alcuni progetti per la ricerca di idrocarburi. Un no giustificato innanzitutto con il grave degrado ambientale che le trivellazioni arrecherebbero al territorio con una scarsissima ricaduta economica per i comuni interessati.

Antonio Verzino, Antonio di Marta e Pasqualino Cusano sono pronti a difendere il loro comuni dagli assalti speculativi delle aziende interessate alla ricerca di idrocarburi nel Sannio per evitare un danno ambientale che pregiudicherebbe il futuro del loro territorio. Compromettendone gli obiettivi che i comuni da loro amministrati si sono prefissati in materia di salvaguardia dell’ambiente e mantenere intatto un territorio incontaminato con vocazione agricola e turistica.

La posizione di Antonio di Marta è chiara sulle trivellazioni. “E’ inaccettabile che su questo tipo di progetti – afferma il primo cittadino di Santa Croce del Sannio e presidente della Comunità Alto Tammaro – non si coinvolgano gli enti locali. Certe decisioni prese dall’amministrazione centrale (Regione e Governo) non tengono conto dei rischi che i territori corrono. Alcune esperienze del passato dovrebbero farci riflettere sui problemi che tali progetti arrecano all’ambiente e forse anche alla salute. Sono contento – conclude de Maria – che anche altre amministrazioni abbiamo fatto la stessa nostra scelta: quella di dire no alle trivellazioni. È una linea che anche come comunità montana abbiamo scelto rispetto ai progetti pervenuti dal ministero dello Sviluppo”.

Il parere negativo delle amministrazioni comunali di Reino, Santa Croce e Sassinoro arriva dopo che la Provincia di Benevento nei mesi scorsi aveva espresso parere negativo ai progetti di trivellazione con una nota alla Regione Campania dove si chiedeva di archiviare le istanze di alcune società interessate Alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel Sannio. I motivi che la Provincia di Benevento adduceva a tale richiesta erano gli stessi che i comuni dell’Alto Tammaro hanno espresso attraversi i consigli comunali.

(Tratto da Ottopagine/Benevento del 25 agosto 2012)

domenica 19 agosto 2012

Foiano. Giornata dell'emigrante con il brigante Secola

Emigrazione e sacco del Sud gli argomenti dell’intervista del vicesindaco di Foiano di Valfortore, Giuseppe Ruggiero, a Antonio Bianco giornalista e autore del libro “Il brigante Secola-La sanguinosa rivolta nel Fortore post-unitario”. La presentazione del libro del giornalista baselicese è stata l’occasione per parlare di emigrazione e degrado del Meridione. “Un fenomeno quello dell’emigrazione – ha affermato Antonio Bianco – iniziato proprio dopo l’unità d’Italia. Prima il Sud mai aveva conosciuto tale fenomeno”. L’evento culturale organizzato dal Comune di Foiano, rientra nelle manifestazioni della Festa dell’emigrante iniziata ai primi di agosto e che si concluderà il 23. Un evento che ogni anno si organizza per accogliere e festeggiare, insieme a chi partito dalla propria terra per motivi di lavoro, torna per rivedere amici e parenti e soprattutto per respirare aria di casa. Quello di giovedì è stato un momento di riflessione e di approfondimento di un periodo storico che ha visto il Fortore protagonista della rivolta contro il nuovo Stato piemontese. Una rivolta, coma ha affermato il giornalista Antonio Bianco, sociale e contadina. Giuseppe Ruggiero, al quale sono toccate le conclusioni, ha affermato che quella del Fortore è stata soprattutto la rivolta dei giovani. Giovani che hanno preso le armi per difendere il proprio futuro. Giovani che si sono ribellati all’ingiustizia mettendo in gioco la propria vita. (tratto da Ottopagine/Benevento)

venerdì 17 agosto 2012

Italia petrolizzata, lettera aperta a Passera


A scriverla è Maria Rita D'Orsogna, ricercatrice italiana, emigrata negli Usa. Fisico, professore associato presso il dipartimento di Matematica della California State University at Northridg.

Caro signor Passera, stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l'Italia petrolizzata. Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni '60 per aggiustare l'Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.

Invece qui sono pianti amari, perche' non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa. Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso. Lei non e' stato eletto da nessuno e non puo' pensare di "risanare" l'Italia trivellando il Bel Paese in lungo ed in largo. Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall'Algeria, corridoio Sud dell'Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.

E la gente dove deve andare a vivere di grazia?Ci dica. Dove e cosa vuole bucare? Ci dica. I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d'Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell'Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti? Ci dica. Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l'esplosione di tumori come all'Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte? Vorrei tanto sapere dove vive lei.

Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche' la sua regione - quella che ci dara' questo 20% della produzione nazionale - e' la piu' povera d'Italia. Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c'e'.

Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissa', amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere. Lo so che e' facile far cassa sull'ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verra' domani, non oggi.

I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l'Italia e' corrotta. E' facile, lo so. Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente. Non e' etico, non e' morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perche' non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell'Italia. E no, non e' possibile trivellare in rispetto dell'ambiente. Non e' successo mai. Da nessuna parte del mondo. Mai.

MA NON VEDE COSA SUCCEDE A TARANTO? Che dopo 50 anni di industrializzazione selvaggia - all'italiana, senza protezione ambientale, senza controlli, senza multe, senza amore, senza l'idea di lasciare qualcosa di buono alla comunita' - la gente muore, i tumori sono alle stelle, la gente tira fuori piombo nelle urine? E adesso noialtri dobbiamo pure pagare il ripristino ambientale? E lei pensa che questo e' il futuro? Dalla mia adorata California vorrei ridere, invece mi si aggrovigliano le budella. Qui il limite trivelle e' di 160 km da riva, come ripetuto ad infinitum caro "giornalista" Luca Iezzi. Ed e' dal 1969 che non ce le mettiamo piu' le trivelle in mare perche' non e' questo il futuro. Qui il futuro si chiama high tech, biotech, nanotech, si chiamano Google, Facebook, Intel, Tesla, e una miriade di startup che tappezzano tutta la California.

Il futuro si chiama uno stato di 37 milioni di persone che produce il 20% della sua energia da fonti rinnovabili adesso, ogni giorno, e che gli incentivi non li taglia a beneficio delle lobby dei petrolieri. Il futuro si chiamano programmi universitari per formare chi lavorera' nell'industria verde, si chiamano 220,000 posti di lavoro verde, si chiama programmi per rendere facile l'uso degli incentivi.

Ma non hanno figli questi? E CLINI CHE RAZZA DI MINISTRO DELL'AMBIENTE E'? E gli italiani cosa faranno? Non lo so. So solo che occorre protestare, senza fine, ed esigere, esigere, ma esigere veramente e non su facebook che chiunque seguira' questo scandaloso personaggio e tutta la cricca che pensa che l'Italia sia una landa desolata si renda conto che queste sono le nostre vite e che le nostre vite sono sacre.

giovedì 16 agosto 2012

Sicilia, il piano energetico di Passera riapre la corsa al petrolio – Il Fatto Quotidiano


Il ministro dello Sviluppo vuole raddoppiare la quantità di petrolio estratto nel nostro Paese per portarlo al 20% della domanda. Una idea che passa per forza dalle coste siciliane, dove già oggi si concentra più di un terzo delle attività di ricerca. Una scelta che piace alle compagnie ma osteggiata dagli ambientalisti: "Dannoso e inutile - per Legambiente - se estraessimo tutto il petrolio presente in mare, l'Italia lo esaurirebbe in sole 7 settimane" (Clicca qui e continua a leggere)


Sicilia, il piano energetico di Passera riapre la corsa al petrolio – Il Fatto Quotidiano

mercoledì 8 agosto 2012

Napoli, l’Ingv trivella il supervulcano flegreo. I cittadini temono innesco eruzione – Il Fatto Quotidiano

Qualche giorno fa sono cominciate le perforazioni nel supervulcano dei Campi Flegrei (Napoli) nell’ambito del Deep Drilling Project, e sono già arrivate a 200 metri di profondità. Si tratta di un vulcano molto particolare che ha la forma di un’enorme caldera circolare che si estende da Posillipo a Nisida e che per metà è nascosta dai palazzi in cui vivono 500 mila napoletani e per l’altra metà dal mare della Baia di Napoli. Esistono solo una decina di vulcani come questi nel mondo: strutture capaci di eruzioni molto violente, anche se per fortuna molto rare, e che restano un vero e proprio mistero per la scienza. (continua a leggere qui)
Napoli, l’Ingv trivella il supervulcano flegreo. I cittadini temono innesco eruzione – Il Fatto Quotidiano

venerdì 3 agosto 2012

Ricerche petrolifere, gli altri progetti. Due già autorizzati. Altrettanti in corso


Gli altri progetti Il «Santa Croce» promosso dalla ‘Sviluppo Risorse Naturali’ è solo uno dei progetti di ricerca di idrocarburi previsto in territorio provinciale. Sono in totale quattro le istanze, già autorizzate o in corso di autorizzazione, che riguardano comuni della provincia di Benevento.

Oltre al «Santa Croce», il cui perimetro investe cinque comuni sanniti nell’area intorno Santa Croce del Sannio, il Ministero dello Sviluppo economico ha già autorizzato anche il programma di intervento denominato «Nusco» che lambisce soltanto il Sannio riguardando in gran parte i comuni irpini dell’Ufita con l’eccezione di Apice.

Ma a preoccupare per certi versi di più sono i due progetti non ancora autorizzati che ricadono interamente o in buona parte in territorio beneventano. Si tratta del «Pietra Spaccata» e del «Case Capozzi», entrambi proposti dalla società ‘Delta Energy’.

Nel primo caso, i comuni interessati sono Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Castelvetere in Val Fortore, Circello, Colle Sannita, Foiano di Val Fortore, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio La Molara, San Marco dei Cavoti.

Per il «Case Capozzi» c’è anche una partecipazione di comuni irpini: Foiano in Val Fortore, Molinara, Montefalcone di Val Fortore, Castelfranco in Misciano, Ginestra degli Schiavoni, San Giorgio la Molara, Buonalbergo, Pago Veiano, Pesco Sannita, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Benevento, Pietrelcina, Paduli, Sant'Arcangelo Trimonte, Apice, San Nicola Manfredi, San Giorgio del Sannio. - (Avellino) Casalbore, Montecalvo Irpino, Ariano Irpino, Melito Irpino.

(Tratto da Ottopagine/Benevento del 1 agosto 2012)

giovedì 2 agosto 2012

Ricerche petrolifere. Lavori già in corso


E' il titolo di un interessante articolo apparso ieri sul quotidiano "Ottopagine-Benevento". Che ha come occhiello: "LA TESTIMONIANZA. Parla Pica, Direttore di Srn". E sottotitolo: "L’amministratore di Sviluppo Risorse Naturali: «Indagini geologiche terminate. Ora i rilievi sismici, poi il pozzo»"


Le trivelle non hanno ancora iniziato a perforare il suolo sannita ma non è detto che non potrebbero farlo di qui ai prossimi mesi. La problematica legata alla realizzazione di pozzi petroliferi nel Sannio ha riempito le cronache nelle scorse settimane.

A lanciare l’allarme, come si ricorderà, è stata l’associazione ‘No turbogas’ nata per contrastare la realizzazione della centrale termoelettrica Luminosa di Benevento. La battaglia contro il rischio trivelle è stata presto sposata dalla amministrazione provinciale e in particolare dall’assessore all’Ambiente, Gianluca Aceto, che si è fatto promotore di alcune iniziative pubbliche e di una richiesta di accesso agli atti inoltrata all’omologo regionale, Giovanni Romano.

«Le procedure in atto non sono mai state concordate con gli enti locali», avevano lamentato il responsabile Ambiente alla Rocca e alcuni sindaci sanniti. Tesi che però viene contraddetta, ed è la prima volta, da una delle società direttamente interessate, la ‘Sviluppo risorse naturali srl’ con sede a Roma.

«Quando ho appreso delle proteste in atto nella vostra provincia - dichiara Antonio Pica, Direttore generale della ‘Srn’ - sono rimasto a dir poco sorpreso. Non riuscivo infatti a comprendere come si possa affermare che l’iter procedurale, peraltro lungo e articolato, sia stato condotto senza alcun coinvolgimento degli enti locali. Conservo tutti gli avvisi di avvenuta ricezione dei plichi progettuali pervenuti dai vari comuni interessati. Anche la Provincia, chiaramente, era perfettamente a conoscenza della procedura in corso. La Conferenza dei servizi conclusiva si svolse il 21 luglio 2010 e il Ministero ci autorizzò alla ricerca di idrocarburi nel novembre dello stesso anno. Per questo, quando sono venuto a conoscenza delle proteste popolari ho telefonato all’assessore Aceto invitandolo a verificare la presenza agli atti della Provincia del relativo carteggio, del quale ad ogni buon conto ho provveduto a inviargli copia».

Nessuna briga carbonara, dunque, ma un regolare iter burocratico completatosi fin dal 2010. Tanto che l’azienda ha già eseguito alcuni passaggi preliminari all’avvio delle perforazioni: «Abbiamo ormai terminato la fase delle indagini geologiche nell’area interessata dall’intervento, al confine tra Molise e Campania nei territori provinciali di Campobasso e Benevento. A breve partiranno i rilievi sismici che ci forniranno ulteriori elementi di conoscenza del sottosuolo da indagare. Quindi, se i risultati saranno incoraggianti, partiremo con la perforazione che avverrà in un solo punto e non, come erroneamente si crede, in tutti i comuni citati nel decreto di autorizzazione. Peraltro, prima di avviare lo scavo richiederemo una valutazione di impatto ambientale specifica per il punto prescelto. Come si vede, non è affatto semplice realizzare attività come questa».

Scavo che comunque, molto probabilmente, ci sarà perché le rocce ‘molisannite’ hanno fornito già in passato sentori di sfruttabilità: «Dieci anni fa, quando lavoravo per un’altra azienda - rivela Pica – indagammo un’area al confine con l’Alto Sannio beneventano. Allora non se ne fece nulla ma mi è rimasto il sospetto che in quella zona possa nascondersi quella che in gergo chiamiamo «trappola», vale a dire una sacca che ha imprigionato petrolio o gas in quantità tali da giustificare una campagna estrattiva. Noi chiaramente ce lo auguriamo - conclude l’amministratore di Sviluppo Risorse Naturali - Ma soprattutto speriamo che la popolazione beneventana comprenda che da parte nostra non c’è alcuna volontà di penalizzare il territorio sannita né quello molisano, ma solo l’esercizio di una attività regolarmente autorizzata e conosciuta da tutti gli enti locali interessati. Siamo pronti anche a confrontarci pubblicamente, se lo si vorrà».

(Tratto da "Ottopagine-Benevento" del 1 agosto 2012)

mercoledì 1 agosto 2012

Val d’Enza, perforazioni a pochi chilometri dal sisma. I comitati: “Abbiamo paura” – Il Fatto Quotidiano


Val d’Enza, perforazioni a pochi chilometri dal sisma. I comitati: “Abbiamo paura” – Il Fatto Quotidiano
Anche se Edison s.p.a. rassicura che non si tratta di fracking, i nuovi tentativi di estrazione di gas e petrolio destano preoccupazione. Il comune di Traversetolo: "Non possiamo opporci, sono autorizzati, ma monitoriamo. Però i privati possono dire no alle trivellazioni sul loro terreno"

Per continuare a leggere clicca qui Perforazioni in Val d'Enza

martedì 31 luglio 2012

Baselice, al via la nuova edizione di 'Palcoscenici naturali'


Nella prima settimana di agosto la Pro Loco di Baselice ha organizzato una serie di concerti. ‘Palcoscenici Naturali’ è la giusta sintesi del significato della manifestazione: lo scopo è far scoprire a baselicesi e forestieri luoghi caratteristici del territorio attraverso la musica, diversa ogni sera.

Gli artisti non avranno né palchi né pedane per l’esibizione, ma saranno lo strumento della rivalutazione dei luoghi. La manifestazione, che comincerà alle 21, prevede per martedì 31 luglio in via Luigi Capuano il Pianobar; giovedì 2 agosto in via Valfortore il Liscio; sabato 4 agosto in largo San Pietro (Villa Comunale) il Rock; infine lunedì 6 agosto in via Borgo (Pozzillo) la musica Latino-Americana.

www.ilquaderno.it

mercoledì 25 luglio 2012

Baselice, il Comune ha un nuovo sito web


Ed ecco quanto si legge sull'home page del nuovo sito

Carissimi lettori, questo è il nuovo sito del Comune di Baselice, realizzato per offrire ai cittadini uno strumento di informazione, di dialogo e di partecipazione attiva con il loro Comune, ma anche per promuovere il nostro territorio e le sue risorse.

Ai tanti concittadini che risiedono all'estero rivolgiamo un abbraccio affettuoso e l'auspicio che questo strumento possa contribuire ad abbattere le distanze.

A tutti rivolgiamo l'invito ad utilizzare al meglio questo strumento per comunicare con il Comune, ottenere servizi rapidi, informazioni utili, conoscere i principali atti amministrativi, partecipare a sondaggi sui temi di interesse generale.
Buon viaggio!


Per visitare il sito clicca qui www.comune.baselice.bn.it

martedì 24 luglio 2012

Turismo in Campania: aree interne inesistenti


Il turismo nelle zone interne della Campania risente ancora di alcuni problemi legati alle sue caratteristiche strutturali: è un turismo giovane, caratterizzato dalla presenza di risorse minori e basato su iniziative imprenditoriali di ridotte dimensioni.

I dati Istat del 2011, riferiti all’anno 2009, confermano la difficoltà per le aree interne che riescono ad attrarre numeri poco significativi: circa il 5 per cento degli arrivi regionali (pari a 4,5 milioni) e poco più del 3,5 per cento delle presenze (pari a 18 milioni fra italiani e stranieri).

L’esiguità dei dati richiede una seria riflessione per queste aree: è necessario, infatti, che non si proceda a sviluppi turistici estemporanei, legati molto spesso alla presenza di fondi regionali o europei, ma all’individuazione della vocazione turistica di queste zone. Il turismo delle aree interne deve essere pensato all’interno dell’intera industria turistica regionale.

Tale processo si presenta come lungo e laborioso poiché vede coinvolti una pluralità di attori che perseguono, per loro natura, finalità differenti, a volte contrastanti. L’individuazione della peculiare vocazione turistica dei territori interne regionali, richiede necessariamente l’individuazione delle aree di intervento per la realizzazione di uno sviluppo turistico di tipo sostenibile.

In particolare questi territori richiedono azioni volte ad: incrementare la cooperazione fra i differenti attori della filiera turistica, accrescere la formazione turistica, individuare un adeguato modello di governance e a sviluppare attività di fund raising.

In primo luogo è necessario realizzare un salto culturale delle imprese turistiche. L’assenza di una “cultura dell’accoglienza”, di competenze manageriali e di una conoscenza approfondita delle caratteristiche del territorio, rappresentano ancora oggi un vincolo alla crescita dei flussi turistici. Interventi in queste aree risultano fondamentali poiché nessun investimento –materiale o immateriale – potrà essere valorizzato se gli operatori turistici non sono preparati al meglio all’utilizzo delle risorse.

Altro passaggio fondamentale è l’uscita dall’isolamento che caratterizza troppo spesso la gestione operativa degli operatori turistici di queste zone. Nessuna impresa, infatti, può pensare di predisporre un’offerta turistica senza una cooperazione con gli altri attori territoriali, pubblici e privati. Molto spesso si perde di vista quella che è la caratteristica principale del turismo ovvero che è un prodotto complesso che richiede meno individualismi, meno gelosie e una maggiore condivisione di informazioni, risorse, competenze e conoscenze.

Un terzo passo necessario è l’individuazione di un modello di governo che sia condiviso fra tutti gli attori turistici. Modelli di tipo top-down, come molto spesso è avvenuto in passato, sono destinati a fallire. I modelli calati dall’alto e imposti agli operatori turistici, sono destinati a non avere successo perché frutto di una logica di subalternità di alcuni operatori rispetto ad altri. Lo sviluppo del turismo nelle zone interne della Campania, deve tener conto degli errori delle pregresse esperienze e deve considerare la necessità di coinvolgere tutti gli attori che devono sentirsi parte integrate del sistema di offerta.

In ultima battuta è fondamentale mutare la logica di sviluppo del turismo anche da un punto di vista finanziario, ovvero è necessario passare da una logica di tipo push (ovvero di spinta dei finanziamenti verso le imprese turistiche) a una di tipo pull (ovvero di attrazione dei capitali da parte delle imprese turistiche).

Troppo spesso in passato sono stati i finanziamenti messi a disposizione delle imprese a condizionare le traiettorie di sviluppo e a guidare i processi di creazione di imprese turistiche.

Uno sviluppo sostenibile del turismo, invece, si basa sulla logica opposta: è necessario individuare la propria vocazione, sistematizzarla e comunicarla affinché il sistema di offerta turistico delle aree interne sia in grado di attrarre capitali. Se questo non dovesse avvenire ci troveremmo nei prossimi anni a parlare ancora di turismo condizionato dalla presenza di capitali “a buon mercato” che se mal gestiti – come spesso avvenuto in passato – non rappresentano una opportunità, ma una minaccia per uno sviluppo duraturo e sostenibile delle nostre aree interne.

www.denaro.it

lunedì 23 luglio 2012

Maltempo, la proloco rinvia "Musica tra le porte"

Ci scusiamo con tutti, a causa di condizioni climatiche sfavorevoli,la manifestazione di questa sera è stata rinviata a data da destinarsi.
La proloco Baselice

venerdì 20 luglio 2012

Baselice: Il 23 luglio la 2° edizione della ‘Musica tra le porte’


La Pro-Loco di Baselice ed il Conservatorio statale “Nicola Sala” di Benevento il 23 luglio prossimo in Piazza Castello propongono la 2° edizione della “Musica tra le porte”. Si terrà, quindi il concerto musicale dell’Ensemble di chitarre degli studenti del Conservatorio “Sala” di Benevento diretti dal Maestro Lorenzo Marino. All’interno del concerto, all’alternanza dei brani, verranno proposte liriche di scrittori baselicesi e su Baselice accompagnati, alcuni, da quadri scenici animati. Tale manifestazione nasce dalla voglia di proporre in spazi nuovi una forma artistica “di nicchia”.

Far riscoprire il borgo antico di Baselice attraverso la musica e la poesia è l’idea portante della manifestazione. Saranno di particolare interesse i momenti proposti dal soprano Antonietta Terracciano e dal clarinettista Agostino Napolitano. A sottolineare l’importanza dell’evento, oltre che le autorità locali, saranno presenti i vertici del Conservatorio Statale “Nicola Sala” di Benevento e i vertici dell’UNPLI Provinciale Benevento a sottolineare la grande attenzione che questi due Enti pongono sulla crescita artistica di Baselice.

La serata sarà trasmessa in diretta streaming sul sito www.ustream.tv in modo tale da poter essere visualizzata anche da chi, non potendo essere presente fisicamente, voglia dare uno sguardo “da lontano”.

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martedì 17 luglio 2012

Baselice, l’incontro “La Rete wireless del Fortore”


E' in programma per mercoledì 18 luglio 2012 alle 18.30, presso la sala consiliare del Comune di Baselice, l’incontro “La Rete wireless del Fortore”.
Il convegno organizzato dalla Comunità Montana del Fortore in collaborazione con la Maxfon sarà diviso in 2 step: il primo introduttivo-politico in cui sono previsti i saluti del sindaco di Baselice Domenico Canonico, gli interventi degli assessori della Comunità Montana del Fortore Salvatore Brancaccio e Giuseppe Ruggiero nonché del presidente 1° Com. Comunità Montana del Fortore Giovanni Ricciardi e le conclusioni del presidente della Comunità Montana del Fortore Zaccaria Spina; il secondo tecnico descrittivo in cui è previsto l’intervento dell’Amministratore delegato Maxfon Campania Tommaso Aniello.

“Siamo molto soddisfatti - ha commentato il presidente Spina – per la tanto attesa realizzazione della rete wireless che servirà un territorio molto vasto, comprendente non solo i comuni della Comunità Montana del Fortore ma anche quelli che vi facevano parte prima della riforma, segnatamente Sant’Arcangelo, Paduli e Pesco Sannita. L’iniziativa – ha continuato Spina - ci ha impegnato molto sia nella parte politica che in quella tecnica in quanto ha richiesto competenze specifiche e particolari che non rientravano tra i compiti più consoni per un Ente quale è la Comunità Montana. Riteniamo – ha concluso Spina – di aver accolto le istanze provenienti dall’intera popolazione e ciò in un momento molto particolare caratterizzato, come è noto a tutti, da una grave criticità”.

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lunedì 16 luglio 2012

A Colle il referendum pro-Molise è ad un passo

“Una provincia con Avellino, Benevento e Caserta? Non mi pronuncio e non cambia la nostra posizione. A settembre riprenderemo il discorso riguardante l’annessione di Colle Sannita al Molise e credo che nel 2013 saremo pronti per il referendum”.

Questa la posizione di Giorgio Carlo Nista, primo cittadino di Colle Sannita, comune della Valle del Tammaro pronto da mesi a chiedere, per via referendaria, il passaggio alla Regione Molise: “Dico che non cambia nulla perchè la nostra è una questione prettamente culturale che non è collegata agli ultimi movimenti governativi che vedono in serio pericolo la sopravvivenza della Provincia di Benevento. Potevamo già presentare il referendum a luglio ma abbiamo preferito rinviarlo di qualche mese per questioni logistiche. Sull’argomento di una possibile provincia “a tre” dico solo che ora l’ente provinciale di Benevento dovrebbe, a maggior ragione, interrogarsi su quello che sta succedendo”.

Una sorta di invito indiretto, quello di Nista, a valutare un passaggio dell’intera Provincia di Benevento nel Molise. Al di là di nuovi riassetti territoriali, in un momento di grande confusione, abbiamo chiesto al sindaco di Colle Sannita cosa ne pensa della possibilità, secondo quanto spiega il decreto, del passaggio dell’edilizia scolastica provinciale ai comuni dopo le dichiarazioni rilasciate al nostro portale dall’assessore alle politiche formative della Provincia, Annachiara Palmieri: “Devo ancora valutare bene tutti gli aspetti del decreto – ha affermato Nista – e quindi per ora prederisco non pronunciarmi. Posso soltanto affermare che le scuole superiori devono per forza di cose essere gestite su scala vasta e non è possibile trasferire le competenze ai singoli comuni a meno che queste non vengano supportate anche da fondi”.

Colle Sannita è uno dei comuni del Sannio che segue con interesse il possibile passaggio dell’edilizia scolastica dalla Provincia di Benevento ai comuni sanniti: “Nel nostro territorio abbiamo l’istituto alberghiero e lo scientifico – ha aggiunto il sindaco -senza poi considerare la sede del Giudice di Pace. Ripeto, attendiamo sviluppi al riguardo ma mi pare abbastanza ovvio che stiamo parlando di una scelta cervellotica da parte del Governo che non tiene conto delle esigenze dei singoli territori. Mi auguro solo che almeno in un secondo momento verranno istituiti tavoli di confronto tra le parti per studiare e garantire le esigenze dei territori senza penalizzare la cittadinanza. Questo decreto mi lascia piuttosto scettico, va bene il richiamo al sacrificio ma una revisione della spesa dei piccoli territori è fuori luogo. Se questi sono i professori…”.

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venerdì 6 luglio 2012

Comuni ricicloni 2011, Baselice vince il premio Raee per la seconda volta

Circello, Faicchio, Castelpoto, San Nazzaro, Foglianise, Colle Sannita, S.Angelo a Cupolo, Buonalbergo, San Nicola Manfredi, Sassinoro e Molinara. Sono undici i comuni sanniti nella "top 50" della speciale graduatoria dei "Comuni Ricicloni 2011" di Legambiente.

I progressi in materia di raccolta differenziata nel Sannio continuano ad esserci tanto da avere un numero di comuni in crescita tra le prime posizioni. Addirittura nella top ten risulta esserci Circello (ottavo posto in classifica regionale e miglior performance provinciale per il comune della Valle del Tammaro). Subito fuori c'è Faicchio (11esima), poi tutte le altre.

Per Circello la percentuale di raccolta differenziata è del 77, 68%, mentre per Faicchio siamo sul 74,78%. Il podio è tutto salernitano con Giffoni Casali, Atena Lucana e Roccagloriosa ex equo con il 90% della raccolta differenziata.

Tra gli altri comuni sanniti c'è Montefalcone Valfortore (52esima) che con Campolattaro, San Lorenzello, Durazzano, Cerreto Sannita, Castelpagano, Apollosa, Vitulano, Montesarchio, San Bartolomeo in Galdo e San Giorgio La Molara rientra nei primi cento posti. La città di Benevento è 237esima, seconda tra i capoluoghi ricicloni della Campania (Salerno vanta il 23esimo posto, Napoli il 291esimo mentre Avellino e Caserta non hanno attività di riciclo).

Da segnalare inoltre che Baselice ha ricevuto il premio Raee Legambiente per il secondo anno consecutivo. Il 10 luglio alla premiazione prevista a Roma ci saranno Baselice e Circello per il Sannio.

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giovedì 5 luglio 2012

Regione: non passa la legge sull’eolico


Non è passata neanche ieri alla Regione la norma che pone alcuni paletti e nuove regole in materia di energia eolica. E’ accaduto, infatti, che l’assessore regionale alle Attività Produttive, Sergio Vetrella, ha portato in aula un documento dell’avvocato Ferrara, consigliere giuridico della Giunta, secondo cui il provvedimento è in contrasto con norme costituzionali, con leggi nazionali ed europee.

Di conseguenza, la maggioranza di centrodestra ha rinviato l’esame, non senza spaccature e polemiche al suo interno. Luca Colasanto, ad esempio, ha dichiarato al Corriere del Mezzogiorno: “Vetrella dimentica che già due o tre mesi fa il dottor Ferrara aveva inviato alcune osservazioni in commissione e che erano state recepite. Non basta: come ho ricordato a tutti, nessuno può impedire al consiglio di legiferare”.

Il piano energetico a questo punto tornerà in aula lunedì prossimo quanto il testo elaborato dalla commissione Ambiente dopo due anni di approfondimenti verrà integrato con altri emendamenti.

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mercoledì 4 luglio 2012

Ricerca petrolio nel Sannio: A rischio trivellazioni 28 comuni, c'è anche Benevento

Benevento, Foiano di Val Fortore, Molinara, Montefalcone di Val Fortore, Castelfranco in Miscano, Ginestra degli Schiavoni, San Giorgio la Molara, Buonalbergo, Pago Veiano, Pesco Sannita, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Pietrelcina, Paduli, Sant'Arcangelo Trimonte, Apice, San Nicola Manfredi, San Giorgio del Sannio. Altri 18 comuni, con in bella mostra anche quello capoluogo, formano la quarta richiesta di autorizzazione per cercare petrolio nel Sannio sotto il nome di "Case Capozzi".

Si allarga dunque la caccia all'oro nero nel Sannio dopo le tre autorizzazioni svelate dal comitato "No Luminosa" e riprese dalla Provincia di Benevento che sta organizzando una mobilitazione per scongiurare l'uso delle trivelle nel territorio sannita. L'istanza di permesso di ricerca in terraferma consultabile sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento per l'Energia è datata 2 aprile 2012, mentre il 31 maggio è stata pubblicata sul BUIG (Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse).

Il richiedente è la società “Delta Energy” che aveva già presentato richiesta per “Pietra Spaccata”, altro intervento che coinvolge diciotto comuni nella zona tra il Tammaro ed il Fortore, attualmente in corso di valutazione alla Regione Campania (mentre i permessi per i progetti "Nusco" e "S.Croce" sono già passati). Si allarga così a 28 il numero dei comuni sanniti interessati da possibili trivellazioni: alla lista vanno aggiunti i comuni di Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Circello, Castelvetere di Valfortore, Colle Sannita, Morcone, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara e San Marco dei Cavoti. Proprio in questi giorni l'assessore provinciale Aceto si è recato a Napoli per discutere del problema con l'assessore regionale Romano.

Ora che il cerchio si è allargato vedremo come si comporteranno i sindaci dei comuni interessati dalla vicenda risultati essere poco interessati ad un'azione di mobilitazione la scorsa settimana, disertando in larga parte il tavolo di riunione convocato dalla Provincia di Benevento.

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martedì 3 luglio 2012

Il metano sotto il lago di Bomba

Il lago di Bomba, in provincia di Chieti, è nuovamente minacciato dalle compagnie petrolifere. Martedì 3 luglio il Comitato per le Valutazioni d'impatto ambientale (Via) della Regione Abruzzo valuterà -per la seconda volta- il progetto di estrazione e raffinazione di gas naturale presentato da Forest CMI spa, già bocciato -dallo stesso organismo- lo scorso mese di aprile. 
È una vicenda che va avanti da 8 anni, animata da ricorsi al Tribunale amministrativo regionale e dall'opposizione di comitati e cittadini.

Il progetto, da svilupparsi in una ventina di anni, prevede l’estrazione di 650mila metri cubi di gas al giorno -“tirati” da 5 pozzi (2 già esistenti e 3 da perforare)-, la realizzazione di un gasdotto da 7,5 chilometri nei Comuni di Roccascalegna e Torricella Peligna e un impianto di raffinazione del gas naturale sul Monte Pallano, con un'estensione di 20mila metri quadrati. Questo è possibile leggerlo sul sito del Comitato “Gestione partecipata del territorio”, nato nel 2010 proprio per “valutare e verificare l’impatto” territoriale di quella che le associazioni ambientaliste considerano una raffineria a tutti gli effetti.

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lunedì 2 luglio 2012

Presentato il saggio su «Storia del Brigantaggio dopo l’Unità»


E’ stata presentata a Molinara la prima iniziativa editoriale della West Indian: “Storia del Brigantaggio dopo l’Unità” di Franco Molfese. L’iniziativa è di Antonello Belmonte, giovane editore musicale, produttore discografico e dall’anno scorso editore di libri, il quale ha voluto, nel suo paese e con la collaborazione dell’Associazione Culturale Crossroad, inaugurare questo primo lavoro editoriale.

“Storia del Brigantaggio dopo l’Unità”, è l’inizio di tutti gli studi e i classici sul fenomeno del Brigantaggio – ha spiegato – in un periodo non facile come quello attuale, ho voluto trovarmi una sistemazione lavorativa investendo in questo capolavoro, che ha una grande valenza culturale, soprattutto per il sud Italia, in cui il fenomeno del Brigantaggio è stato in passato molto sentito. Il prof. Molfese, autore del libro, era il vice direttore della Biblioteca della Camera dei Deputati.
È in questo luogo che trovò la relazione, letteralmente ‘stracciata’, che realizzò la Commissione di Inchiesta sul fenomeno del Brigantaggio. Da questa, si appassionò a tale fenomeno e compose quest’opera che venne pubblicata nel 1964. Per quanto mi riguarda posso dire che ad oggi non ho fatto una ristampa, ma è tecnicamente una nuova edizione. Ho cercato di riportare fedelmente l’opera, con un piccolo restyling in copertina. Sono davvero emozionato e orgoglioso di sapere che quest’opera di grande valenza culturale e storica, a oggi mi appartiene”.

E orgoglioso è anche il sindaco di Molinara Giuseppe Addabbo, che così si è espresso in merito “faccio i miei complimenti ad Antonello, il quale ha fatto una scelta coraggiosa, visti i tempi attuali, ma questo è il giusto atteggiamento. Gli auguro di continuare in questa direzione, sia per i libri che per la musica. Per quanto riguarda il testo, è davvero una grande opera, tutti si sono ispirati ad essa per raccontare il fenomeno del Brigantaggio” il sindaco Addabbo ha fatto una panoramica su tale fenomeno e sui problemi che lo hanno causato, volendo però fare una precisazione “la mia raccomandazione è quella di non mischiare il periodo storico del Brigantaggio, il quale fa parte di un’altra epoca, a quello che è il periodo attuale per quanto riguarda la condizione meridionale.Ad oggi ci troviamo ad affrontare problemi differenti e viviamo una situazione più complessa rispetto ad allora. Sicuramente oggi la popolazione è stanca, soprattutto la popolazione delle terre di mezzo, delle nostre zone. Si è stanchi perché la Campania si basa essenzialmente sulla Napoli centralità, sui grandi centri. Ciò accade anche tra le zone del Beneventano e le zone del Fortore. La soluzione è quella di riequilibrare i rapporti tra i territori, e dare il giusto valore ai piccoli centri, solo così la situazione attuale potrà migliorare”.

Relatore dell’evento anche Antonio Bianco, il quale ha parlato del libro in questione e ha raccontato il Brigantaggio nel sud Italia, come è nato, come si è sviluppato fino all’avvento dell’emigrazione alla fine dell’800 “con questi classici, si vede realmente come si sono svolti i fatti: i meridionali sono stati costretti ad andarsene e il sud Italia è stato letteralmente impoverito all’epoca dal Piemonte, il quale ha portato tutte le ricchezze del sud al nord. Oggi i meridionali si appropriano della loro storia”.

A fine serata l’editore Belmonte, ha regalato una copia del testo alla biblioteca comunale di Molinara “il sindaco Addabbo nella sua campagna elettorale, ha messo in evidenza quanto importante fosse la cultura: questo è il mio contributo in tal senso”.

tratto dal quotidiano Ottopagine-Benevento

venerdì 29 giugno 2012

Scavi petroliferi, nessun sindaco del Fortore si è presentato in Provincia

Postiamo un interessante articolo apparso sul ilquaderno.it dal titolo "Scavi petroliferi nel Sannio, Aceto domani in Regione ma sono pochi i sindaci all'appello".

Circello, Pago Veiano, Pesco Sannita, Reino, Campolattaro. Solo cinque comuni sui diciannove (presenti solo due sindaci, Verzino per Reino e Petrella per Circello) invitati in Provincia dall'assessore Gianluca Aceto (senza dimenticare le due Comunità Montane interessate, quelle del Fortore e del Tammaro) si sono presentati alla "chiamata alle armi" per scongiurare le estrazioni petrolifere nella provincia sannita. Per il resto hanno aderito rappresentati del comune di Cerreto Sannita e le associazioni ambientaliste "No Luminosa" (che ha avuto il merito di aver sollevato il problema) ed il "Codisam" di S.Arcangelo Trimonte, oltre ai rappresentanti istituzionali della Rocca dei Rettori presenti al dibattito.

Assenze involontarie o meditate? "Credo nella buona fede degli assenti - ha commentato a "Il Quaderno.it" al termine dei lavori l'assessore Aceto - ma la discussione è stata comunque molto utile perchè i presenti hanno dato vita ad un dibattito proficuo che ci consente di redigere un documento e presentarci in Regione Campania con le idee chiare". Il documento verrà inviato non solo agli organismi di Giunta, ma anche a quelli consiliari ed ovviamente ai sindaci.

Una sorta di "seconda chiamata" per capire realmente se gli amministratori dei comuni sanniti "a rischio trivellazioni" sono disposti a fare quadrato e scongiurare l'ennesima azione d'impatto sul territorio: "Inoltrerò nelle prossime ore - ha sostenuto Aceto - un nuova richiesta di sospensione della procedura, stavolta più dettagliata, e chiederò ai sindaci sulla base degli elementi che loro potranno riscontrare in base agli elementi redatti nel documento, di assumere un indirizzo con delibera di consiglio comunale e di discutere dell'argomento sui loro territori". Come dire, non ci sono più scuse: se i sindaci vorranno, avranno tutto il tempo e tutte le carte in regola per supportare questa azione istituzionale. Uno stimolo ad interessarsi della questione rivolto anche ai parlamentari sanniti (fino ad ora il solo Mino Izzo ha avanzato un'interrogazione parlamentare, rivolta al Ministeo dello Sviluppo Economico, di autorizzazione alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi da effettuare nella Provincia di Benevento).

Durante il dibattito sono usciti fuori vari aspetti, tra questi, in maniera abbastanza sorprendente, l'inadeguatezza degli uffici tecnici dei vari comuni a non essere stati preparati a "leggere" la richiesta avanzata dalla compagnia petrolifera e non comunicarla immediatamente alla Provincia di Benevento.

Al di là di questa amara considerazione c'è un problema di fondo nel meccanismo di alcune amministazioni sannite: anche il Vallo di Diano (provincia di Salerno) è stato interessato da analoga vicenda ma lì nel giro di poche settimane i sindaci dei comuni interessati hanno fatto fronte comune e, sfruttando le interpellanze parlamentari dei rappresentanti territoriali a Roma, hanno di fatto "bloccato" la Regione Campania: "Mi riservo al riguardo di parlare con l'assessore regionale Romano nei prossimi giorni - ha proseguito Aceto - per conoscere in maniera chiara quali sono le reali differenze tra noi e la Valle di Diano".

Una cosa è certa: i sindaci non verranno riconvocati alla Rocca dei Rettori: "Non li riconvocherò - ha spiegato l'assessore provinciale che intende accelerare l'iter - manderò a tutti i 19 comuni sanniti coninvolti il documento che andremo a redigere a breve e chiederò loro di assumera un deliberato di consiglio, rendere la comunità a conoscenza dell'evento ed avere una posizione ufficiale. In questo modo vedremo chi ci sarà e chi preferirà bypassare il problema e tireremo le somme". Nessun nuovo vertice alla Rocca e nessuna presenza di Aceto alle eventuali assemblee con i cittadini "a meno che io non venga invitato".

TEMPI RISTRETTI, LA PROVINCIA PENSA ALLE VIE LEGALI
Bisogna darsi una mossa: dei tre progetti (S.Croce, Nusco e Pietra Spaccata) c'è già il via libera agli scavi per i primi due. Aceto avrà da subito il suo bel da farsi visto che domani è attesto a Napoli in assessorato per discutere di altre problematiche ambientali, ottimo momento per chiedere lumi sulle trivellazioni petrolifere nel Sannio. Niente è escluso e prende piede anche la possibilità di aderire per vie legali come è stato annunciato durante i lavori prima dal consigliere provinciale Giuseppe Lamparelli, poi dallo stesso Aceto: "La partita non deve essere soltanto politica - ha precisato nel suo intervento Lamparelli -senza poi tralasciare che a rischio c'è anche l'investimento di 600milioni di euro sulla diga di Campolattaro, uno dei comuni inseriti nella lista. L'ente provinciale si occupa della pianificazione del territorio, non possono scavalcare la nostra autorità".

DAI COMUNI PRESENTI L'APPOGGIO ALLA PROVINCIA
Gli assenti sono la maggioranza ma i presenti hanno accettato di siglare il documento congiunto e difendono i "colleghi" assenti: "Non è vero che chi tace oggi acconsente - ha affermato il sindaco di Reino, Antonio Verzino ad una nostra domanda - per quanto mi riguarda sono contrario agli scavi anche perchè sono un convinto fautore delle energie alternative. Le ricerche di idrocarburi provocano danni gravi come abbiamo potuto constatare in Val d'Agri, nel potentino. La stessa Regione Campania, all'interno del Psr 2007-2013 (misura 121), afferma chiaramente che presso i siti inquinati non è possibile coltivare nessun tipo di coltura nel raggio di 1 km". Anche Nicola Gagliarde e Rosario Fiorillo, assessori comunali di Pago Veiano la pensano allo stesso modo: "Non possiamo fare un processo alle intenzioni ai sindaci assenti, siamo sicuri che non si tratta di cattiva volontà o di superficialità verso l'argomento. Siamo contrari agli scavi". Infine il vicesindaco di Campolattaro, Dioniso Lombardi: "Ci opponiamo a qualunque tipo di intervento del genere sul nostro territorio. Si tratta di un intervento che non mira a nessun beneficio per il territorio e per i cittadini così com'è dimostrato nel resto dell'Italia dove si è operato in tal senso".

I comuni sanniti interessati dagli scavi petroliferi sono Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Circello, Castelvetere di Valfortore, Colle Sannita, Foiano in Val Fortore, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti.

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giovedì 28 giugno 2012

I sindacati alla Comunità del Fortore: si reintegrino i lavoratori in disponibilità

I segretari della Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl, rispettivamente Felice Zinno, Antonio Forgione e Antonio Pagliuca nei giorni scorsi hanno inviato una nota alla Comunità Montana del Fortore chiedendo il reintegro del personale in disponibilità

“Nelle more della imminente pubblicazione della legge regionale sul riordino delle Comunità Montane – hanno scritto i sindacati -, il cui testo è già stato licenziato dalle commissioni consiliari prima e ottava, si chiede di unire il percorso professionale dei lavoratori collocati in disponibilità agli esiti della legge sopracitata. Si parla di ampliamento delle funzioni affidate agli enti montani anche nei settori del sociale, viabilità, trasporti, così salvaguardando anche gli attuali livelli occupazionali.

A tale scopo si chiede di prorogare il deliberato N°1 del 28 febbraio 2012 col quale si rideterminava la dotazione organica dell’ Ente, reintegrando il personale collocato in disponibilità subordinatamente a provvedimenti di copertura finanziaria a carattere regionale, a fronte anche dell’ impegno politico dell’ assessore Regionale al ramo, dello stanziamento di una somma pari al 70% degli oneri dovuti alle comunità montane”.

www.ilvaglio.it

lunedì 25 giugno 2012

Trivellazioni petrolifere nel Fortore, i sindaci convocati in Provincia

L’assessore provinciale all’ambiente della Provincia di Benevento, Gianluca Aceto, ha convocato per giovedì 28 giugno 2012 alle ore 11 presso la sala consiliare della Rocca dei Rettori, un incontro con i sindaci e con i presidenti delle Comunità Montane interessati dal programma sugli effetti delle ricerche ed estrazioni petrolifere nel Sannio.

Dopo un primo esame presso le Commissioni consiliari della Provincia, dopo l’istanza alla Regione Campania di accesso ufficiale agli atti, dopo aver chiesto alla stessa Regione di archiviare le richieste o in subordine di sopenderle, l’assessore Aceto ha deciso di coinvolgere in prima persona gli amministratori dei territori coinvolti nella vicenda delle trivellazioni al fine di studiare iniziative comuni di lotta.

L’area del Sannio interessata dalle ricerche petrolifere è di circa 400 kmq (quasi un quinto dell’intera superficie della provincia, che supera di poco di 2.000 kmq, impegnando il territorio di ben 19 Comuni su 78). Si tratta dunque di impatto notevole, tanto più che per alcuni Comuni vi sarebbero addirittura interferenze di ricerca da parte di due società diverse.

In particolare, risultano essere state presentate le seguenti istanze:

1) Soc. Italminexploration s.r.l. presentata il 18/07/2002 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Nusco”;

2) Soc. Sviluppo risorse naturali s.r.l. presentata il 16/11/2005 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Santa Croce”;

3) Soc. Delta Energy s.r.l. presentata il 28/02/2011 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi, denominato convenzionalmente “Pietra Spaccata”.

Poiché, a quanto pare, per almeno due richieste l’iter istruttorio si sarebbe concluso si può ricorrere avanti al TAR Lazio o al Capo dello Stato entro 60 e 120 giorni dalla data di notifica o della comunicazione dell’atto impugnato o da quando l’interessato ne abbia avuto piena conoscenza.

domenica 24 giugno 2012

Molinara, presentazione della nuova edizione di "Storia del brigantaggio dopo l'Unità"


Martedì, 26 giungo, presentazione a Molinara della nuova edizione del monumentale e tuttora importante volume "Storia del brigantaggio dopo l'Unità" (clicca sull'immagine per ingrandirla), scritto da Franco Molfese. All'evento partecipano Cosimo Gentilcore, presidente dell'associazione Crossroad, Giuseppe Addabbo, sindaco di Molinara, Antonio Bianco, giornalista e scrittore, e Antonello Belmonte editore del libro.

mercoledì 20 giugno 2012

San Marco dei Cavoti, presentazione del libro "Il brigante Secola"


L’associazione culturale Continuare l’alternativa per San Marco presenta, sabato 23 giugno, ore 21, in piazza Risorgimento, il libro del giornalista Antonio Bianco “Il brigante Secola-La sanguinosa Rivolta nel Fortore post-unitario” (edizioni il Chiostro). L'evento culturale è dedicato alla storia del Regno delle Due Sicilie e al brigantaggio postunitario. Previsti gli interventi del presidente dell’associazione, Sergio Petroccia, dello storico locale, prof Angelo Fuschetto, e dello stesso autore.

Il libro racconta la storia di un brigante "per caso": Antonio Secola, muratore del Fortore, area geografica montana della Campania, al confine con Puglia e Molise. L’uomo si trova coinvolto, suo malgrado, nella violenta e cruenta vicenda del brigantaggio meridionale. I briganti, agli ordini di Michele Caruso, imperversano nella zona. Secola, scappato dal carcere di Campobasso, si fa brigante e ben presto conquista la fiducia dei suoi compagni e del comandante Caruso, tanto da diventare il suo luogotenente.

L'esercito piemontese, intanto, reprime ferocemente le rivolte, vere o presunte, dei briganti e quando Secola si rende conto che l'epilogo è vicino si consegna e confessa; avrà così salva la vita, ma sarà recluso fino alla fine dei suoi giorni nel penitenziario di Portolongone, sull'Isola d'Elba. La piccola storia di un uomo che, come tanti, viene travolto dagli eventi; ma sono gli uomini come Secola i veri protagonisti della storia. La "grande storia", quella raccontata dai vincitori, sovrasta e dimentica le ragioni dei vinti; per questo molto ancora andrebbe indagato, per capire le ragioni delle vicende di cui ancora oggi subiamo le conseguenze.

giovedì 14 giugno 2012

Non è tutto petrolio quello che luccica

(Il Vaglio) – “E’ un’attività tra le più inquinanti al mondo: tra concessioni in essere e quelle richieste, arriva a coprire il 70% della Basilicata, creando danni irreversibili, per i prossimi 200 anni, ai bacini idrici e alla salute dei cittadini. Bisogna opporsi, anche se è difficile dire di no ai soldi del petrolio”.

Con queste parole Mimmo Nardozza, lucano, ha introdotto il video – documentario che è stato proiettato stamattina (l'altro ieri per chi legge,ndb) alla Rocca dei Rettori di Benevento, nella Sala Consiliare della Provincia. Riflessione e dibattito sulla possibilità che anche nel Sannio comincino le esplorazioni per trovare petrolio: un tema dibattuto spesso negli ultimi tempi, per iniziativa del Comitato No Luminosa che ha portato la vicenda all’attenzione dell’opinione pubblica, a causa delle istanze presentate alla Regione Campania da diverse società.

L’iniziativa odierna è stata promossa dal vicepresidente del Consiglio Provinciale Giuseppe Lamparelli, nel corso di una seduta ordinaria dei lavori della Prima Commissione Consiliare. Presenti diversi consiglieri provinciali e i rappresentanti dello stesso Comitato e dell’associazione Lap Asilo 31.

“Ho visto questo video – ha esordito Lamparelli – nel corso di un convegno organizzato dall’Asilo 31, constatando che non è tutto petrolio quello che luccica. Si tratta di un processo, infatti, che determina una trasformazione del territorio ed è inquinante e dannoso per la salute. E’ importante parlarne”.

Lo ha fatto Nardozza, autore, insieme ad altri cittadini della Basilicata, del video “Mal d’Agri” che prende spunto dagli insediamenti dei colossi petroliferi nell’omonima valle lucana. Si parla di 80mila barili al giorno. In particolare, nel video si pone l’attenzione sul Centro Oli di Viggiano, in provincia di Potenza, facendo riferimento all’inquinamento delle falde acquifere, alla preoccupazione di cittadini e lavoratori per la propria salute.

Dopo la proiezione, ecco la proposta di Vincenzo Portoghese del Comitato No Luminosa. “E’ difficile aggiungere altro – ha detto – dopo quello che abbiamo visto. Chiediamo alla Provincia di indire un Consiglio aperto ai Comuni interessati e alle Comunità Montane. C’è un grande silenzio su questa vicenda, pare che nessuno abbia contezza di quanto potrebbe accadere. Nel Vallo di Diano, 18 Comuni e la Comunità Montana hanno unito le loro forze e la Regione Campania ha bloccato la richiesta di esplorazione”.

“Niente si può fare – ha aggiunto Nardozza su specifica domanda del consigliere provinciale Gennaro Capasso – perché questo tipo di attività non inquini: è un’industria impattante sul territorio e sulla salute delle persone”.

E’ intervenuto anche l’assessore provinciale all’Ambiente Gianluca Aceto che, pochi giorni fa, ha chiesto ufficialmente gli atti alla Regione Campania. “Ancora non li ho ricevuti – ha affermato -. C’è la necessità di approfondire l’argomento, alla Provincia non risulta alcuna procedura in merito. C’è preoccupazione, anche perché stiamo puntando molto sull’acqua nelle nostre politiche ambientali. Basti pensare alla diga di Campolattaro e al progetto di potabilizzazione che abbiamo presentato a Governo e Unione Europea. Solleciterò l’accesso agli atti della Regione, in questa vicenda delle estrazioni”.

“L’acqua va preservata – ha aggiunto Daniela Basile del Lap Asilo 31 – . Nel Sannio sarebbero interessate dall’esplorazione di petrolio zone come l’Alto Fortore, mettendo a rischio l’economia locale, fatta prevalentemente di produzioni biologiche. Dal punto di vista economico e lavorativo, poi, questi tipi di insediamento porteranno poco o nulla. C’è bisogno di manodopera specializzata che non abbiamo nel Sannio, per cui arriverà dal Nord o da altre regioni. Insomma, bisogna capire se veramente si vuole bene al nostro territorio o si vuole solo seguire la logica del profitto. Tra l’altro, è accertato che la trivellazione accelera i movimenti sismici. E sappiamo che Benevento è ad alta pericolosità, da questo punto di vista”.

Aurelio Bettini ha chiuso gli interventi degli esponenti del Consiglio Provinciale, ricordando che anche nella sua zona, quella di Morcone, 25 anni fa furono fatte delle perforazioni di cui “si parla ancora, con tanti punti oscuri. Bisogna mettere la popolazione al corrente di quello che succede. Allora non fu fatto”.

martedì 12 giugno 2012

Trivellazioni petrolifere, a rischio acqua e sorgenti del Fortore

Postiamo un interessante articolo apparso oggi sul quaderno.it dal titolo: "Petrolio e trivellazioni: Acque e sorgenti di 19 comuni sanniti a rischio. Si muove la Provincia"

Diciotto comuni nel Vallo di Diano hanno bloccato la "ricerca dell'oro nero" della Regione Campania, facendo fronte comune. Stiamo parlando della richiesta di Shell Italia di procedere alla ricerca di idrocarburi in 8 dei 14 comuni del Vallo di Diano, nel salernitano: grazie all'impegno di due senatori locali, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, è stata presentata una dettagliata e documentata interrogazione al ministro dell'Ambiente Corrado Clini. Risultato soddisfacente, visto che la Regione Campania ha dovuto prendere atto dell'iniziativa e bloccare la ricerca di idrocarburi in zona. Un esempio che la politica sannita, dai parlamentari ai sindaci dei comuni interessati, può imitare per scongiurare la ricerca di idrocarburi nei comuni del Fortore e della Valle del Tammaro, da Apice a Morcone, passando per S.Giorgio La Molara, Pago Veiano ed anche Campolattaro dove sorge l'invaso, vero e proprio polmone azzurro di questa provincia.

La questione, sollevata qualche settimana fa dal comitato "No Luminosa", è stata ridiscussa in sala consiliare alla Rocca dei Rettori, dalla Prima Commissione Consiliare su iniziativa del vicepresidente del Consiglio Provinciale, Giuseppe Lamparelli. Le recenti concessioni di trivellazioni nel Sannio, rilasciate dalla Regione Campania, preoccupano non poco la Provincia di Benevento che venuta a conoscenza del problema ha cominciato ad alzare la guardia, così come ha spiegato l'assessore all'ambiente, Gianluca Aceto: "Lo scorso 30 maggio ho chiesto a Napoli la possibilità di accedere agli atti sulle concessioni per le esplorazioni di idrocarburi nel Sannio - ha dichiarato l'assessore - con tali richieste la Provincia di Benevento intende essere messa a conoscenza di quanto sta accadendo sul territorio sannita per ciò che attiene alle esplorazioni di idrocarburi che sarebbero presenti nel sottosuolo. Finora - ha continuato Aceto - la Regione non ha ritenuto di investire la Provincia di Benevento su queste situazioni. Agli atti dei nostri Uffici infatti non risulta nulla del genere. La cosa è sconcertante e non ho avuto ancora nessun tipo di risposta. E' chiaro che partirà a breve una mia sollecitazione. La nostra politica di sviluppo ecosostenibile punta molto sulla risorsa acqua - ha proseguito Aceto - e non possiamo permettere che la diga di Campolattaro in primis, ma anche le tante sorgenti esistenti nel nostro territorio, vengano contaminate dal bario (elemento chimico usato diffusamente nei pozzi di petrolio per appesantire i fluidi di trivellazione) come putroppo sta accadendo in Val D'Agri, nel potentino". Il caso del lago di "Pietra del Perrtusillo" è emblematico e così la Provincia di Benevento ha proiettato un documentario sugli effetti delle ricerche ed estrazioni petrolifere in Val d'Agri nel potentino, intitolato "Mal d'Agri" di Mimmo Nardozza.

TRIVELLAZIONI E INQUINAMENTO DELLE ACQUE
Il Lago di “Pietra del Pertusillo” è un lago artificiale costruito tra il 1957 e il 1962, a sbarramento del fiume Agri. Le sue acque vengono usate per scopo irriguo e potabile, sia in Lucania che in Puglia, ma nel contempo è ubicato nell’area del più grande giacimento di idrocarburi in terraferma d’Europa e dista circa 8 chilometri da un centro di desolforazione dell’olio greggio, il Centro Oli di Viggiano, piccolo comune del potentino. Il lago si trova in una zona ricca di risorse idriche, con fertili aree agricole, in gran parte nel Parco Nazionale della Val d’Agri, ma che ospita 25 pozzi petroliferi attivi. Nel lago del Pertusillo scaricano 3200 tubature che riversano materiale inquinante (dati Arpab), gli scarichi sono sia privati che pubblici. Denunce sull’inquinamento da idrocarburi delle acque del Pertusillo sono state fatte a più riprese, così come oggi è successo a Benevento da parte degli autori del documentario "Mal d'Agri". Trivellazioni che creano buchi nell'acqua insomma e l'acqua del Petrusillo sembrerebbe proprio affetta dalla presenza di idrocarburi, come tesimonia la copiosa moria di pesci nel lago che si è registrata tra il 2010 ed il 2011.

"MAL D'AGRI"...."MAL" FORTORE?
Viggiano e dintorni, area oramai compromessa dalla trivellazioni petrolifere che deve fare i conti con una complessa situazione di inquinamento ambientale. Il Vallo di Diano si è opposto, il Sannio comincia ad organizzarsi. Obiettivo numero uno quello di convocare con una certa celerità un consiglio provinciale sul tema, con la convocazione di tutti i sindaci dei comuni sanniti a rischio trivellazione ed i presidenti delle due Comunità Montane interessate (Tammaro e Fortore). Fare fronte comune insomma, per scongiurare le prime azioni dei colossi petroliferi sul territorio sannita. Poi devono muoversi i parlamentari sanniti, per presentare al ministro Clini un'interrogazione emulando i "colleghi" salernitani. Sorgenti e invasi d'acqua al centro della discussione, in una provincia che vive e continua a vivere sull'agricoltura e sullo sviluppo zootecnico e cerealicolo. Sono 19 i comuni della provincia di Benevento interessati e per alcuni di loro le istanze formulate sarebbero addirittura due. Le istanze presentate presso il Ministero dello Sviluppo Economico , risulterebbero : 1) Istanza della Soc. Italmin exploration s.r.l. presentata il 18/07/2002 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Nusco”; 2) Istanza della Soc. Sviluppo risorse naturali s.r.l. presentata il 16/11/2005 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Santa Croce”; 3) Istanza della Delta Energy s.r.l. presentata il 28/02/2011 al Ministero Sviluppo Economico per il rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi denominato convenzionalmente “Pietra Spaccata ”.

I comuni sanniti sono Baselice, Campolattaro, Casalduni, Castelpagano, Circello, Castelvetere di Valfortore, Colle Sannita, Foiano in Val Fortore, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Molinara, Morcone, Pago Veiano, Pesco Sannita, Pontelandolfo, Reino, San Giorgio la Molara, San Marco dei Cavoti.

Gaetano Vessichelli

lunedì 11 giugno 2012

Documentario sugli effetti delle estrazioni petrolifere in Val d’Agri nel potentino


Domani, martedì 12 giugno 2012 alle ore 9,30 presso la Sala Consiliare della Rocca dei Rettori, sede della Provincia di Benevento, la Prima commissione consiliare ha organizzato la proiezione di un documentario sugli effetti delle ricerche ed estrazioni petrolifere in Val d’Agri nel potentino. Ne dà comunicazione il vice presidente del Conisglio provinciale di Benevento, Giuseppe Lamparelli, che ha promosso l'iniziativa.

Nel corso dei lavori si discuterà delle recenti concessioni di trivellazioni rilasciate dalla Regione Campania sul territorio di numerosi Comuni del Sannio.
La proiezione sarà curata dall’Associazione Lap Asilo 31 di Benevento.
Oltre ai componenti della Commissione consiliare, saranno presenti nella Sala Consiliare gli assessori provinciali: Gianluca Aceto, delegato all'ambiente, Gianvito Bello, delegato alle politiche energetiche, e Carmine Valentino, delegato alle attività produttive e alle politiche agricole e forestali.

mercoledì 6 giugno 2012

I forestali e le promesse di Caldoro

Postiamo un articolo apparso ieri su ntr24.info dal titolo “Forestazione. Dal vertice Uncem unica certezza lo sblocco dei fondi Fas”.

Lo sblocco dei fondi Fas per la forestazione promesso dal governatore della Campania, Caldoro può essere considerato l'unica certezza raccolta dai venti presidenti delle Comunità Montane che si sono riuniti quest'oggi nella sede dell'UNCEM di Vietri sul Mare.

“Non si sa quando queste risorse arriveranno- spiega Salvatore Brancaccio vicepresidente della Comunità Montana del Fortore che ha preso parte all'incontro in qualità di delegato del presidente, Zaccaria Spina – ma almeno potranno essere utilizzate per le mensilità arretrate”.

Dal vertice in Costiera Amalfitana è arrivata una nuova richiesta indirizzata a Caldoro: “Chiederemo un incontro tra il presidente ed una delegazione dell'Uncem in attesa della riunione del Comitato tecnico regionale sulla forestazione che dovrebbe esserci in questa settimana”.
Nel frattempo nei prossimi giorni si terrà una conferenza stampa per annunciare l'autoconvocazione permanente in consiglio regionale di tutti i sindaci e presidenti degli enti montani.

“E' sicuramente un fatto positivo – ha commentato il presidente della Comunità del Fortore, Spina - che la Regione riconosca l'importanza del settore forestazione parlando di programmazione, sblocco di fondi ma, mentre si discute di futuro, resta però drammatico ed incerto il presente. Oltre agli intenti abbiamo bisogno di interventi nel più breve tempo possibile”.

www.ntr24.info