lunedì 20 gennaio 2020

Il Carnevale a Baselice negli anni ‘50

La Zingarella  (foto: Morelsa Barbato)
di Angelo Iampietro*

Ogni essere umano resta fortemente legato ai ricordi della sua infanzia e della prima giovinezza. La prima tappa della nostra esistenza ci coinvolge, forse ancor di più della seconda, perché l’adolescente scopre, giorno dopo giorno, quel mondo, dove l’affettività, le conoscenze, i rapporti interpersonali, l’ambiente, la scuola, la vita sociale, il territorio lo terranno sempre legato alle sue origini. Un mondo dove l’ottimismo predomina fortemente anche sulle negatività. Il ricordo dell’infanzia e della prima giovinezza sono tanti e, molti di essi, sono legati anche alle varie festività, momenti gratificanti per un soggetto in formazione.


mercoledì 15 gennaio 2020

Eolico, Il Comune di Baselice rinuncia a ricorrere al Consiglio di Stato


Realizzazione di un impianto eolico in località Pietramonte. Il Comune di Baselice "rinuncia" a ricorrere al Consiglio di Stato in merito al contenzioso con una società eolica. È tutto messo nero su bianco nella delibera di giunta numero 3 del 10 gennaio 2020  (presenti alla riunione il primo cittadino Lucio Ferella, il vicesindaco Samantha Canonico e l’assessore Michele del Vecchio) e pubblicata sull'albo pretorio online dell'ente. L’amministrazione di piazza Convento aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato dopo la sentenza «avversa» del Tar Campania nel 2015 (giunta Canonico).

giovedì 2 gennaio 2020

Facciamo del 2020 l'anno della Restanza


di Gianfilippo Mignogna*

La Legge di Bilancio 2020 stanzia ulteriori fondi per la Strategia Nazionale delle Aree Interne. Non tantissimi, a dire il vero. Ma è pur sempre una buona notizia. Non vorrei però che la SNAI si riducesse ad una mera questione economica e ad una stagione provvisoria con qualche finanziamento in più per aree abituate alla carestia. I soldi sono importanti ma, obiettivamente, non saranno mai abbastanza e non arriveranno mai in tempo per tutti e tutto.


mercoledì 11 dicembre 2019

Non abbandonate la terra, o se la accaparrano le multinazionali

Un mesetto fa in un piccolo comune del Sannio è approdata l’International Land Coalition, organizzazione riconducibile al Fondo per lo sviluppo dell’agricoltura (Ifad) dell’Onu. Trait d’union tra l’entroterra campano e la rete globale è la giovane cooperativa sannita “Lentamente”, ovvero una delle 200 associazioni di 70 paesi coinvolti dal network. Ha spiegato Donato De Marco, animatore della cooperativa, che l’idea del forum in terra sannita è nata da un precedente confronto in Indonesia e dal desiderio di condividere con gli altri membri dell’area Emena (Europa, Medio Oriente e Nord Africa) le pratiche messe in atto nel Sannio sotto l’insegna dei “Piccoli Comuni del Welcome” lanciati dalla Caritas di Benevento. Tema dell’incontro: “The rural future”.

martedì 19 novembre 2019

Variante di San Marco, Anas consegna i lavori


Anas ha consegnato all'Impresa Rti Rillo Costruzioni srl - Tecnocostruzioni Srl - Barone Costruzioni Srl - Consorzio Stabile Infratech, i lavori per il  completamento della statale 212 della 'Val Fortore'  ricadenti nel territorio comunale di San Marco dei Cavoti, in provincia di Benevento.

Gli interventi, per un importo netto contrattuale di 33 milioni di euro circa, della durata di  840 giorni, prevedono il completamento della variante - 1° lotto - 2° Stralcio, dallo dallo svincolo di S. Marco dei Cavoti a S. Bartolomeo in Galdo (Asse SS Fortorina),  che si riallaccerà alla strada statale 369 “Appulo Fortorina”.

Il tratto in variante, dell’estesa di circa 2,6 km, con due corsie da 3,75m (una per senso di marcia) e banchine laterali da 1,50 metri, per una larghezza complessiva della piattaforma stradale di 10,50 metri, prevede la presenza di tre importanti opere d’arte: una galleria naturale (della lunghezza di circa 500 metri) e due viadotti con impalcati in acciaio-cls, uno dei quali per l’attraversamento del Torrente “Tammarecchia” (lungo circa 210 metri) e l'altro di 112 m, oltre a due rotatorie di inizio e fine lotto.

lunedì 11 novembre 2019

Briganti della Valfortore

di Antonio Bianco

Una delle cause principali del brigantaggio post-unitario nel Fortore, ed in tutto il meridione d’Italia, è stata l’estrema miseria della classe contadina. In questa fase storica la proprietà agraria è nelle mani di poche persone: questi danno in fitto un pezzetto della loro terra ai contadini in cambio di un canone altissimo, altre volte invece i proprietari terrieri chiamavano direttamente il bracciante a lavorare la loro terra redistribuendolo in natura. Ma a far traboccare la goccia dal vaso ci pensa il nuovo governo unitario introducendo la leva obbligatoria. 


martedì 5 novembre 2019

La misura

Crepa interna, spopolamento Fortore
di Antonio Fusco

Me ne andai prima di partire, perché il paese mi sembrava stretto ed in discesa. Sbig* che sembra puntare i piedi per restare aggrappato al costone per non scivolare verso il fiume. Prima il ritorno ogni mese, ogni due, poi via via più lunghi i tempi.
Il dialetto che non ho mai saputo parlare bene, gli anziani e la saggezza, gli anziani e l’arretratezza. La lentezza. L’approssimazione. Commiserazione ed invidia. E l’orgoglio che viene fuori quando sai da dove vieni. Il legame che si riallaccia ogni volta che si sale per le curve, anzi, per l’Amborchia, perché sai che fra pochi chilometri sarai a casa.

sabato 2 novembre 2019

Terra mia

Crepa interna, spopolamento Fortore
di Pasquale Gentilcore

Cara terra mia, per la prima volta, dopo una lunga riflessione, ho deciso di scriverti una lettera convinto che questa forma di comunicazione sia da considerarsi la più diretta, la più confidenziale e certamente la più ricca di motivazioni sentimentali. Sono sicuro, nonostante siano trascorsi tanti anni, che ancora ti ricordi di me e del "familiar" legame che ci unisce.

venerdì 1 novembre 2019

Scelte

Crepa interna, spopolamento Fortore
di Francesca Iannelli

Vent’anni. Sono vent’anni che sono andata via da San Bartolomeo. Sono andata via per frequentare l’università, per diventare quello che sin da bambina ho sempre sognato di essere: una giornalista. E oggi posso dire, con una certa soddisfazione, di esserci riuscita. A volte mi chiedo quanto sarebbe stata diversa la mia vita se fossi rimasta in “zona”, se avessi deciso di fermarmi o di ritornare a un certo punto del mio percorso.

giovedì 31 ottobre 2019

A Foiano, il mio paese

Crepa interna, spopolamento Fortore
di Antonio Di Stazio

Debbo innanzitutto confessare di provare ancora oggi, dopo tanto tempo (sono andato definitivamente via dal paese nel 1984), un forte senso di vuoto, una sorta di “colpa” per non aver avuto la forza di restare, per tentare di migliorare (com’è naturale per qualsiasi membro di una comunità) le condizioni di vita di chi, come me, è nato e cresciuto in un territorio lontano dalla storia – quella che conta – poiché da sempre abbandonato a se stesso da una classe politica inetta, incapace anche solo di pensare ad una prospettiva di progresso sociale ed economico.