lunedì 11 novembre 2019

Briganti della Valfortore

di Antonio Bianco

Una delle cause principali del brigantaggio post-unitario nel Fortore, ed in tutto il meridione d’Italia, è stata l’estrema miseria della classe contadina. In questa fase storica la proprietà agraria è nelle mani di poche persone: questi danno in fitto un pezzetto della loro terra ai contadini in cambio di un canone altissimo, altre volte invece i proprietari terrieri chiamavano direttamente il bracciante a lavorare la loro terra redistribuendolo in natura. Ma a far traboccare la goccia dal vaso ci pensa il nuovo governo unitario introducendo la leva obbligatoria. 


martedì 5 novembre 2019

La misura

Crepa interna, spopolamento Fortore

di Antonio Fusco

Me ne andai prima di partire, perché il paese mi sembrava stretto ed in discesa. Sbig* che sembra puntare i piedi per restare aggrappato al costone per non scivolare verso il fiume. Prima il ritorno ogni mese, ogni due, poi via via più lunghi i tempi.
Il dialetto che non ho mai saputo parlare bene, gli anziani e la saggezza, gli anziani e l’arretratezza. La lentezza. L’approssimazione. Commiserazione ed invidia. E l’orgoglio che viene fuori quando sai da dove vieni. Il legame che si riallaccia ogni volta che si sale per le curve, anzi, per l’Amborchia, perché sai che fra pochi chilometri sarai a casa.

sabato 2 novembre 2019

Terra mia

Crepa interna, spopolamento Fortore
di Pasquale Gentilcore

Cara terra mia, per la prima volta, dopo una lunga riflessione, ho deciso di scriverti una lettera convinto che questa forma di comunicazione sia da considerarsi la più diretta, la più confidenziale e certamente la più ricca di motivazioni sentimentali. Sono sicuro, nonostante siano trascorsi tanti anni, che ancora ti ricordi di me e del "familiar" legame che ci unisce.

venerdì 1 novembre 2019

Scelte

Crepa interna, spopolamento Fortore
di Francesca Iannelli

Vent’anni. Sono vent’anni che sono andata via da San Bartolomeo. Sono andata via per frequentare l’università, per diventare quello che sin da bambina ho sempre sognato di essere: una giornalista. E oggi posso dire, con una certa soddisfazione, di esserci riuscita. A volte mi chiedo quanto sarebbe stata diversa la mia vita se fossi rimasta in “zona”, se avessi deciso di fermarmi o di ritornare a un certo punto del mio percorso.

giovedì 31 ottobre 2019

A Foiano, il mio paese

Crepa interna, spopolamento Fortore
di Antonio Di Stazio

Debbo innanzitutto confessare di provare ancora oggi, dopo tanto tempo (sono andato definitivamente via dal paese nel 1984), un forte senso di vuoto, una sorta di “colpa” per non aver avuto la forza di restare, per tentare di migliorare (com’è naturale per qualsiasi membro di una comunità) le condizioni di vita di chi, come me, è nato e cresciuto in un territorio lontano dalla storia – quella che conta – poiché da sempre abbandonato a se stesso da una classe politica inetta, incapace anche solo di pensare ad una prospettiva di progresso sociale ed economico.


mercoledì 30 ottobre 2019

1973

Crepa interna, spopolamento Fortore
«Fa parte del tuo gioco assurdo girare intorno a te lo sguardo / come sei pulita si risveglia dentro me il poeta / per un attimo di eternità...». Sul giradischi della vecchia radio a valvole turbinava “Perché ti amo” dei Camaleonti. Era uno dei successi musicali dell’estate 1973. Un anno in cui succedevano tante cose nel mondo e in Italia, ma non nel mio piccolo paese dove la vita scorreva seguendo le cadenze delle stagioni e dove un tragico fatto poteva travolgere l’intera comunità. Frotte di bambini riempivano le strade del quartiere. Passavo la bella stagione a giocare a pallone con i miei compagni, ma al crepuscolo una voce interrompeva i miei gioghi infantili: «A cenare!». Era mia madre. A quell’ora in casa scendeva un silenzio quasi religioso per il telegiornale delle 20.

sabato 19 ottobre 2019

Si laurea in fisica a Bologna, congratulazioni a Salvatore Bianco

Il neo dottore Salvatore Bianco
Facciamo i migliori auguri a Salvatore, figlio di Leonardo Bianco (un fratello più che un amico e collaboratore di questo blog) per il traguardo raggiunto. Salvatore si è laureato ieri in fisica all’università di Bologna con una tesi su “Riemannian geometry and Elie Cartan's moving frames”, ovvero  nozioni base della geometria di spazi curvi nell'ambito della relatività generale. Congratulazioni e auguri a tutta la famiglia Bianco e Circelli. Salvatore, il Fortore è orgoglioso di te.

giovedì 17 ottobre 2019

Globalizzazione e Aree interne, Accrocca e Bertinotti a confronto

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A palazzo Ionni di Molinara un convegno dal titolo ''La globalizzazione nelle Aree interne''. Interverranno l'arcivescovo di Benevento Felice Accrocca e l'onorevole Fausto Bertinotti, presidente della Fondazione “Cercare Ancora”. A portare i saluti della cittadinanza il sindaco Giuseppe Addabbo. L'appuntamento è per oggi pomeriggio alle ore 18.

martedì 1 ottobre 2019

San Bartolomeo, la sede della Cgil intitolata a Pasquale Giantomaso


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A Pasquale Giantomaso, storico segretario della Camera di lavoro di San Bartolomeo, verrà intitolata l’attuale sede della Flc  Cgil. Giantomaso è stato uno dei capi della famosa Marcia della Fame del 1957, che doveva portare a Roma le rimostranze dei disoccupati fortorini. I braccianti furono fermati a San Marco dei Cavoti da una carica della “celere” di Tambroni. Toccante la testimonianza dello stesso Giantomaso per il 60esimo anniversario della protesta organizzato due anni fa nella sua cittadina natale alla presenza dell’indimenticabile regista, Ugo Gregoretti. Appena qualche mese dopo, Giantomaso purtroppo è venuto a mancare. Il 5 ottobre prossimo ci sarà l’intitolazione della sede  alla presenza dei figli, delle istituzioni locali, dei dirigenti sindacali provinciali e dei prof delle scuole del centro fortorino.

venerdì 27 settembre 2019

Torrente Cervaro, 8mila anni fa l'industria microlitica in selce

Foto: Antonio Virgilio
Nella fase più antica del sito preistorico del torrente Cervaro di Baselice è stata trovata industria microlitica in selce. un microlito è un piccolo utensile preistorico in pietra tagliata. Esso designa elementi di armi, spesso di forma geometrica, di lunghezza generalmente inferiore ai 40 mm e di spessore non superiore ai 4 mm. Questi tre piccoli utensili prodotti a partire da lame o lamelle di selce caratterizzano l'utensileria degli ultimi cacciatori-raccoglitori. I microliti sono tipici del mesolitico e questa tecnica continua anche nelle prime fasi del neolitico 8000 a.c.