sabato 11 aprile 2015

Baselice, in arrivo 1 milione e 341mila euro per Palazzo Lembo

Il Cipe sblocca “Cantieri in Comune”, 200 milioni di euro per 137 progetti, tra cui cinque paesi del Sannio. 

Tra i comuni ammessi ai finanziamenti c’è anche il palazzo Lembo di Baselice per la cui riqualificazione e valorizzazione sono stati stanziati 1.341.438 euro.

“Si tratta di progetti finanziati che fanno parte dell’iniziativa della presidenza del Consiglio dei ministri, opere portate direttamente all'attenzione del premier Matteo Renzi”,  fa sapere il sottosegretario Umberto del Basso de Caro
I progetti, tuttavia, devono essere appaltabili entro il 30 aprile e cantierabili entro il 31 agosto.

(Foto di Michele Franco Caserio)

venerdì 10 aprile 2015

Emergency a Castel Volturno

Martedì 31 marzo Emergency ha aperto un nuovo ambulatorio a Castel Volturno, in provincia di Caserta, per offrire gratuitamente ai migranti e alle fasce più deboli della popolazione cure mediche di base e l'aiuto dei propri mediatori socio-sanitari. 

“Prosegue così il nostro impegno nell'area di Castel Volturno, una delle zone a più alta presenza di migranti in Italia, dove abbiamo iniziato a lavorare nel 2013 con un ambulatorio mobile, toccando con mano giorno dopo giorno le difficoltà legate all'accesso alle cure in un territorio dove al degrado si aggiunge la forte presenza della criminalità organizzata
”, si legge in una nota dell’associazione no profit.

Gualani e stallieri nel Fortore

Clicca qui sotto per leggere l'interessante pezzo sull'articolo 69 dello statuto comunale di San Bartolomeo del 1300 che anticipa di secoli l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori del 1970 e dove si parla già allora del divieto di licenziare senza giusta causa

giovedì 9 aprile 2015

Le politiche di austerità le paga il Sud

Un Sud messo in ginocchio dalla spending review all’italiana. E non c’è governo nazionale che tenga. Così a pagare il conto delle politiche di austerità sono soprattutto le regioni meridionali.

A dirlo non è qualche nostalgico neoborbonico, ma l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno.

Secondo le ultime elaborazioni Svimez, infatti, anche quest’anno la scure che si abbatterà sulla spesa pubblica meridionale (in percentuale sul Pil) sarà il doppio di quella del centro-nord: il 6,2% contro il 2,9%.

Non solo. Anche i tagli alla spesa in conto capitale non andranno di pari passo: il 2,1%  in meno per i meridionali e l’0,8% per gli abitanti al di là del Tronto. Difatti, negli ultimi anni il ministero dell’Economia ha saputo ben indirizzare le sue sforbiciate: il Sud ha subìto riduzioni da due a tre volte in più rispetto al centro-nord: rispettivamente -1,6%  e -0,5% nel 2013 e 1,9% e 0,7% nel 2014.

Non va meglio nel lungo periodo. In dieci anni, dal 2001 al 2012, al Sud la spesa in conto capitale è scesa del 58%, passando da 16,5 a 6,9 miliardi di euro. Al centro-nord invece è calata del 10%, passando da 3,7 a 3,3 miliardi di euro.

In soldoni significa che i 791 euro attribuiti a ogni meridionale nel 2001 dopo undici anni sono diventati 334. Quasi la metà. Mentre i 99 euro destinati pro capite alle aree sottoutilizzate del centro-nord sono scesi appena a 85.

“Sotto l’etichetta della spending review si sono nascosti una serie di tagli che, soprattutto con riferimento alle spese in conto capitale, hanno esercitato un effetto depressivo sull’economia dell’area, amplificando i divari regionali”, si legge nello studio Spending review e divari regionali in Italia che sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista Economia Pubblica-The Italian Journal of Public Economics.
E come se non bastasse sulle ustioni l’acqua bollente. A dare un altro colpo alla già disastrata economia meridionale ci pensa l’austerità: nel 2015 il 9,5% del Pil al Sud contro 6% del centro-nord. Sempre secondo le stime Svimez le manovre effettuate dal 2010 ad oggi dai vari Governi (il cui valore complessivo arriva a oltre 109 miliardi di euro nel 2014) sono pesate più nel Mezzogiorno rispetto al centro-nord.


Nello specifico il peso delle manovre sul Pil per il 2013 sono assai differenti a livello territoriale: 5,5% nelle regioni centro-settentrionali e 7,8% in quelle meridionali. Stesse dinamiche negli anni successivi: per il 2014 l’impatto è risultato del 5,9% al centro-nord e dell’8,7% al Sud. E cresce ancora nel 2015, arrivando al 6,8% a livello nazionale. Ma se al centro-nord il peso si ferma al 6%, al Sud sale fino al 9,5%.

Per non parlare poi del sostegno alle imprese. Nel settore pubblico allargato - che comprende Pa ma anche colossi quali Enel, Eni, Poste italiane, Ferrovie dello Stato - la quota totale è calata dal 36,5% del 2001 al 30,2% del 2012. 

E proprio nel 2012 le spese d’investimento delle aziende pubbliche nel Mezzogiorno erano pari a 215 euro pro capite, contro i 318 del centro-nord. Nel caso delle imprese pubbliche locali lo scarto era ancora più ampio: rispettivamente 62 e 188 euro.

mercoledì 8 aprile 2015

MUORI PRIMA? MENO FONDI PER LE CURE

Postiamo la denuncia della lista civica Mo! che ha come candidato a presidente della Regione Campania il giornalista Marco Esposito

Dalla fine del 2013 nella sanità si applica la micidiale "formula Calderoli", una regola in base alla quale il fondo sanitario nazionale si distribuisce tra le regioni in base al solo parametro dell'età. In pratica più anziani ci sono, più arrivano fondi sanitari. 

L'effetto paradossale è che se c'è un territorio dove per ragioni ambientali ci si ammala e muore presto, spariscono i fondi sanitari. 

Tale formula è talmente assurda che il Parlamento ha deciso di ripescare una legge mai abrogata, del 1996, che di criteri per stabilire il giusto fabbisogno sanitario ne indicava almeno quattro.

Se si riflette un attimo, è assurdo che serva una legge per dire di applicare una legge in vigore; ma siamo in Italia e non ci si deve stupire di nulla. 

Fatto sta che la legge di stabilità del 2015 dice che si applica la legge del 1996 purché ci sia entro il 30 aprile del 2015 l'accordo nella Conferenza Stato Regioni, ovvero anche l'accordo delle Regioni del Nord che però non ne vogliono sapere di cambiare un criterio che le avvantaggia, a partire dal presidente della Conferenza, il piemontese Sergio Chiamparino.

Cosa accade in caso di mancato accordo? 

Che resta in vigore il solo parametro legato all'età, cioè la formula Calderoli che danneggia soprattutto la Campania dove c'è una speranza di vita di due anni più bassa rispetto alla media.

lunedì 6 aprile 2015

Sassi di Baselice, ecco il resoconto dell'incontro con il sindaco

Rivedere e migliorare il progetto di consolidamento del costone di via Pescannozzo. Queste le richieste avanzate dal Movimento per la tutela paesaggistica e del centro storico di Baselice al sindaco Canonico nell'incontro che si è tenuto presso la sala consiliare lunedì 30 marzo

Il comitato di cittadini, che ha raccolto oltre 160 firma online per salvare i sassi baselicesi, ha avanzato proposte precise all'amministrazione: deturpare il meno possibile il costone di via Pescannozzo.

Il primo cittadino da parte sua ha assicurato che sarà fatto il possibile per evitare che venga stravolto uno dei luoghi più suggestivi del paese, ma allo stesso tempo ha sottolineato che c’è la necessità di intervenire per mettere in sicurezza l’area, che da anni è interessata da caduta massi e detriti pericolosi per l’incolumità pubblica e privata.

All’incontro era presente anche il direttore dei lavori, l'ingegnere Salvatore Pizzi, il quale ha ribadito che l’unica soluzione possibile per mettere il costone in sicurezza è la posa di reti elettrosaldate e con la tecnica dello spritz beton (calcestruzzo spruzzato con spinta pneumatica). 

Dal canto suo, il Movimento pur capendo le ragioni dell’amministrazione e dei tecnici - tra l’altro i lavori sono stati già appaltati e dovrebbero iniziare nelle prossime settimane - ha invitato il sindaco comunque a trovare soluzioni meno invasive possibili.

Tuttavia, dal sindaco e dall'ingegnere Pizzi è arrivata la conferma che i lavori interesseranno solo una parte del costone, quella che guarda ad est. Mentre la parte con le case nel tufo, non dovrebbe essere oggetto di interventi (così è stato assicurato nel corso dell’incontro).

Da parte loro i tecnici hanno messo a punto una serie di accorgimenti per trovare delle soluzioni cromatiche che rendano  il costone quanto più possibile simile all'originale. 

Soluzioni che però non hanno convinto del tutto il movimento, il quale ha fatto sapere che la sua battaglia non si fermerà e che vigilerà sulla realizzazione del progetto. 

sabato 4 aprile 2015

Ottopagine, oggi ultimo giorno in edicola

La grave crisi che ha colpito l’editoria fa un’altra vittima illustre del giornalismo campano. Oggi esce in edicola l'ultimo numero di Ottopagine. Si chiude così una storia lunga venti anni, iniziata il primo dicembre del 1995 in provincia di Avellino. E negli ultimi anni sbarcata anche nel Sannio. Tuttavia la testata continuerà a fare informazione sul web e in tv con Ottochannel al canale 696 del digitale terrestre.

Alla notizia della chiusura del cartaceo è arrivato il duro commento del sindacato dei giornalisti
«Dopo venti anni dall’uscita in edicola, la società che pubblica Ottopagine comunica ufficialmente la chiusura del giornale cartaceo per puntare tutto sulla tv e sull’edizione online. Un risultato che ha portato ad una pesante riduzione del personale. Il sindacato è già al fianco dei lavoratori che sono stati messi fuori dalla redazione e metterà in campo qualsiasi azione perché i loro diritti vengano rispettati», afferma il segretario del Sindacato giornalisti della Campania, Armando Borriello.

mercoledì 1 aprile 2015

La presunta nazione Padana

di Antonio Gentile

In questi ultimi decenni, con l'affermazione politica della Lega Nord, si è spesso parlato di "nazione padana" a proposito delle regioni settentrionali e si è cercato di legittimare tale concetto con una comune identificazione territoriale e linguistica.

Per meglio comprendere l'infondatezza di queste tesi bisogna prima analizzare i termini di nazione e di lingua.

In Italia oltre a gruppi linguistici francesi, tedeschi, occitani, albanesi, croati, greci e catalani e a piccole nazionalità come la friulana, la sarda e la ladina dolomitica, si può parlare di nazione toscana, di nazione delle Due Sicilie e di una comunità di popoli padani.

Questi ultimi, infatti, sebbene i ripetuti tentativi di autoriconoscimento non possono ritenersi una nazione: la Padania fisica e quella nazionale non coincidono.

Terre geograficamente padane come la Valle d'Aosta, il Tirolo meridionale ed il Friuli, per citare soltanto le principali, non ne fanno parte. Né serve appigliarsi all'espediente dei nomi delle nazioni, che di sovente sono inventati per ragioni d'opportunità e di visibilità, in quanto l'artificio "nominalistico", Più o meno fondato e giustificabile culturalmente, deve indicare una comunità oggettivamente riconoscibile e inter-soggettivamente riconosciutasi.

L'altro aspetto, certamente basilare, a sostegno dell'esistenza di una nazionalità comune è quello storico-linguistico.

Chiarendo subito che, una comune nazione padana creatasi nei secoli con un'omogenea identità linguistica, storica e politico-amministrativa rimane del tutto fantomatica e che, a nulla valgono i continui riferimenti alla Scozia o ai successi politici dei partiti regionalisti, ribadiamo che l'aspetto linguistico resta determinante per comprendere la reale consistenza della pretestuosa rivendicazione leghista.

La fantomatica Padania risulta del tutto priva sotto il profilo linguistico di una sua pur minima "standardizzazione ortografica" tale da indicare convenzionalmente l'affinità certa tra i vari dialetti; manca inoltre una letteratura espressa in lingua autoctona paragonabile, per esempio, per importanza e notorietà, alla lingua occitana dei trovatori che ha, tra l'altro, segnato una grande stagione della letteratura europea.

Naturalmente, quanto detto precedentemente, non esclude che nell'area geografica padana esista un patrimonio culturale ed umano da rispettare e che, in tale ambito, si possano legittimamente rivendicare forme d'autogestione politica ed economica.

Dunque, la "nazionalità padana" rimane del tutto priva di fondamento, venendo meno gli elementi sostanziali per tale riconoscimento, mentre l'obiettivo più esplicito della Lega Nord, nella logica del "solve et coagula" resta la creazione di un'entità geoeconomica omogenea, competitiva a livello europeo, che si possa liberare del "fardello" meridionale".

Gli ultimi avvenimenti poi, confermano la volgare strumentalizzazione fatta dai leghisti di sfruttare questi tesi autonomiste per gestire potere e arraffare tutto quello che è possibile senza un minimo di dignità.

Una forma di contestazione anticentralista espressa nella protesta antifisco e xenofoba contro "Roma ladrona", gli immigrati e i meridionali, che utilizza tematiche identitarie a scopo prevalentemente utilitaristico.

La pretesa, poi, di contrapporre la "Repubblica del Nord", derivata da un'inesistente nazionalità, alla "Repubblica delle Due Sicilie", derivata invece da una comune storia prestigiosa e plurisecolare, rimane un'assurda forzatura, non essendo neanche lontanamente paragonabili gli elementi storici, territoriali e linguistici.

venerdì 27 marzo 2015

Sassi di Baselice, il movimento chiede un incontro al sindaco

Il neonato Movimento per la tutela paesaggistica e del centro storico di Baselice scrive una missiva al sindaco Canonico sulla vicenda del progetto di consolidamento del costone Pescannozzo, anche detto i “sassi” di Baselice 

Lista Mo presenta dossier sul voto in Campania

"In Campania (così come in Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Marche e Puglia) si è votato il 28 marzo 2010 e i Consigli regionali scadono il 27 marzo 2015", si legge nella nota stampa diramata dalla lista civica MO in seguito alla conferenza stampa, (svoltasi ieri, ndb) per presentare un dossier sul voto in Campania.

Per legge spetta alla Giunta regionale convocare le elezioni, nell'ultima domenica utile prima della scadenza dei cinque anni ovvero il 22 marzo 2015. Con il comma 501 dell'articolo unico della legge 190/2015 il 23 dicembre si è stabilito però che la data del voto andava fissata in una domenica entro 60 giorni dalla scadenza, ovvero entro il 27 maggio 2015.

Il governo però ha scartato tutte le domeniche fino al 27 maggio per la presenza di festività cattoliche o ebraiche, Pentecoste compresa, di feste civili, nonché del raduno degli Alpini, ed è intervenuto nuovamente il 12 marzo 2015 con un decreto legge nel quale ha allungato il periodo di 60 giorni aggiungendo all'articolo le parole “o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori”.

Ciò ha consentito al governo di indicare il 31 maggio 2015 come “election day” nei 515 Comuni e nelle 7 Regioni, invitando queste ultime “a voler indire i rinnovi dei Consigli regionali nella stessa data individuata per le elezioni amministrative”, ovvero appunto il 31 maggio.

La Regione Campania non solo non ha provveduto, ma non ha neppure predisposto la modulistica utile per la raccolta firme e la presentazione delle liste. Nello stesso tempo voci insistenti parlano di un ulteriore slittamento del voto a livello nazionale per la scoperta che il 31 maggio fa ponte con il 2 giugno. Ma se si votasse il 7 giugno i Comuni andrebbero al ballottaggio il 21 giugno.

Le legge 53/1990 all’articolo 14 e successive modificazioni prevede 180 giorni di tempo per la raccolta delle firme. Tale limite temporale indica il massimo; tuttavia in caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale di almeno 120 giorni “il numero minimo delle sottoscrizioni è ridotto alla metà”, ovvero in Campania 3.875 firme invece di 7.750. Se ne deduce che la legge vuole garantire almeno due mesi di tempo per la raccolta delle sottoscrizione delle liste: riducendo il numero necessario se i tempi dovessero essere inferiori.

Siamo quindi all'assurdo che nonostante non ci sia scioglimento anticipato bensì un prolungamento della consiliatura non si è riusciti a rispettare la regola dei 180 giorni per la normale raccolta delle firme e siamo ormai a poco più di 30 giorni dalla consegna della documentazione.

In particolare la Regione Campania:

1.non ha convocato i Comizi elettorali per il 31 maggio 2015 nonostante l'indicazione nel comunicato del governo del 12 marzo 2015:

2.non ha ripartito i 50 seggi fra le cinque province in base alla nuova popolazione risultante dal censimento del 2011

3.non ha pubblicato modulistica e istruzioni relative alla presentazione della lista in tempo da garantire i 180 giorni per la raccolta delle firme".

«Il giorno prima della scadenza ufficiale non si sa ancora niente e un Consiglio Regionale che resta in carica oltre i cinque anni stabiliti, non può cambiare le leggi una volta scaduti i termini – afferma Marco Esposito durante la conferenza stampa ricordando il tentativo, sventato grazie all’impegno della Lista MO, di alzare la soglia minima necessaria per eleggere dei rappresentanti in Consiglio Regionale, facendola passare dal 3% al 10%, ma solo per chi compete da solo, mentre in coalizione lo sbarramento è nullo – Noi non ci alleiamo con nessuno, siamo una lista per il territorio e ci confronteremo con tutti in maniera propositiva».

www.ilbrigante.it

mercoledì 25 marzo 2015

Salviamo i "sassi" di Baselice Raccolte centocinquanta firme

Continua la mobilitazione per salvaguardare i cosiddetti sassi di Baselice. La petizione online lanciata – dal basso – da un gruppo di cittadini ha raggiunto (nel momento in cui scriviamo) 154 firme. Un risultato straordinario che dimostra la voglia di partecipazione dei “governati” alle scelte dei “governanti”. Soprattutto quando si tratta del proprio patrimonio storico-paesaggistico.

“Le petizioni on line consentono un esercizio più esteso e democratico del diritto di petizione; i cittadini in numero sempre crescente chiedono di essere sentiti, di poter partecipare e influire sulle questioni pubbliche”, si legge sul blog del Comune di Baselice.

Giusto. Con la petizione i cittadini vogliono dire la propria su una tematica che li riguarda direttamente. E allora ecco alcuni commenti alla petizione.

“Ho firmato perché mi sento molto attaccata a questo paese che all'inizio mi colpì proprio per la sua bellezza... luoghi incantevoli che devono assolutamente restare tali”, è il commento di un firmatario.

E un altro cittadino: “Il posto più bello del paese!!! posto in cui sono nata, cresciuta e continua a essere nel mio cuore !!!! Conserviamolo così com'è”. Ancora: “Giusto salvaguardare il patrimonio paesaggistico del nostro meraviglioso paese... di scempi se ne sono visti abbastanza”.

E infine: “Baselice è un bellissimo borgo, ed e un sacrilegio deturpare il suo panorama!!!”.

Vox populi.


lunedì 23 marzo 2015

Salviamo i “sassi” di Baselice Lanciata la petizione online

Un gruppo di cittadini ha lanciato su internet una petizione online per la salvaguardia dei "sassi" di Baselice. Ecco di seguito il testo

Egregio signor sindaco di Baselice,

il costone Pescannozzo (anche detto “i sassi di Baselice”) rappresenta per i sottoscritti l’ultimo angolo paesaggistico ancora quasi intatto del paese, unico nel panorama campano.

Una potenziale risorsa turistica per la nostra comunità, ora minacciata dal progetto comunale di consolidamento con rete metallica e cemento colorato dello stesso costone, che andrà a modificare per sempre questo straordinario patrimonio architettonico.

Il progetto è stato appaltato e presto dovrebbero iniziare i lavori. I sottoscritti le chiedono di fermarsi un attimo a riflettere e farsi carico di una soluzione tecnica meno invasiva possibile per il costone in questione.

Pertanto, ci appelliamo alla sua sensibilità affinché il costone tanto caro ai baselicesi sia preservato nella sua naturale bellezza.


(Per firmare la petizione clicca qui sotto)
Salviamo i sassi di Baselice

ED INIZIANO AD ARRIVARE ANCHE LE PRIME PROPOSTE, LEGGETE COSA SCRIVE UNA FONTE ANONIMA (MA QUALIFICATA) SULLA PAGINA FACEBOOK "NOI DI BASELICE"

Consapevoli che l'opera di consolidamento e prevenzione previsto, dimostra interesse e lungimiranza. Consapevoli altrettanto che il progetto approvato prevede l'intonacatura con cemento colorato, si chiede di spostare e potenziare i lavori a monte e all'interno del costone, invertendo le palificazione, da orizzontali a verticale avvicinandosi il più possibile alle pareti esterne e lasciare tutta la superficie al naturale, in tal modo si ridurrebbe sensibilmente la quantità di materiale di eventuali crolli, ricalcolare la pericolosità residua e delimitare alla base un limite invalicabile costruendo un muro paramassi di pochi metri di altezza lungo tutta la base, calcolando un allontanamento del tratto di strada sottostante, il muro paramassi verrà mimetizzato con edera o rampicanti, per il versante già consolidato si consiglia la mimetizzazione dei muri in cemento e la colorazione delle pareti, buona visione a tutti.

venerdì 20 marzo 2015

Reddito minimo garantito ai meridionali

Noi sosteniamo il reddito minimo garantito per dare a tutti i cittadini meridionali la possibilità di avere una vita dignitosa. L'Altro Sud presenterà, presto, anche in Europa la sua proposta politica in favore dei cittadini più svantaggiati.

Chi ha un reddito o un Isee molto basso, con la nostra proposta dovrebbe ricevere una integrazione in denaro dallo stato federale, capace di riportare il beneficiario al di sopra della soglie di povertà assoluta. Maggiore è la distanza del cittadino dalla soglia di povertà, dunque, più alto sarà il sussidio.

La durata del RMG è a tempo indeterminato, anche se prevediamo l'obbligo per il beneficiario di partecipare a dei programmi di inclusione sociale, finalizzati a reinserirlo nel mondo del lavoro o a migliorare la sua condizione economica (come del resto avviene anche negli altri paesi europei).

Per una famiglia di coniugi con due figli, per esempio, la soglia di povertà dell'Istat è attorno ai 980 euro di reddito mensile nei piccoli comuni del Meridione.

La maggior spesa potrà essere affrontata con una più elevata tassazione dei redditi più alti, con una razionalizzazione delle spese, e con l'utilizzo delle proprie risorse economiche che devono restare nel territorio e non finanziare le banche e le imprese di altre regioni. In una dimensione federalista, che noi sosteniamo, questa sarà una delle prime proposte da realizzarsi.

www.laltrosud.it

giovedì 19 marzo 2015

Licenziamenti Ottopagine, duro il sindacato dei giornalisti

Il sindacato giornalisti della Campania, in una nota esprime "grande preoccupazione per quello che sta avvenendo presso le testate Ottopagine e Ottochannel diffuse ad Avellino, Benevento e Salerno".

"Nel silenzio più assoluto circa una ventina tra redattori e collaboratori sono stati messi fuori dall'organico. Nessuna giustificazione è stata data a questa operazione di riduzione del personale", prosegue la nota del sindacato a firma del segretario Armando Borriello.

"Il taglio segue quello operato dal gruppo un anno fa, che, non portando ai risultati annunciati dall'azienda, si è tradotto in una perdita secca di risorse fondamentali'', prosegue il sindacato giornalisti della Campania annunciando che "affiancherà i colleghi in ogni iniziativa per vedere riconosciuti i loro diritti e la dignità del loro lavoro".

(Fonte: ANSA).


mercoledì 18 marzo 2015

Sud a rischio desertificazione sociale

Un Sud a rischio desertificazione umana e industriale, dove si continua a emigrare (116mila abitanti nel solo 2013), non fare figli (continuano nel 2013 a esserci più morti che nati), impoverirsi (+40% di famiglie povere nell'ultimo anno) perché manca il lavoro (al Sud perso l'80% dei posti di lavoro nazionali tra il primo trimestre del 2013 e del 2014).

L'industria continua a soffrire di più (-53% gli investimenti in cinque anni di crisi, -20% gli addetti); i consumi delle famiglie crollano di quasi il 13% in cinque anni; gli occupati arrivano a 5,8 milioni, il valore più basso dal 1977 e la disoccupazione corretta sarebbe del 31,5% invece che il 19,7%.

Sono solo alcuni dei numeri contenuti nel Rapporto Svimez 2014 sull’economia del Mezzogiorno. Di qui la necessità di precise proposte di policy: secondo la Svimez di fronte all’emergenza sociale, con il conseguente crollo occupazionale e a quella produttiva, con il rischio di desertificazione industriale, serve una strategia di sviluppo nazionale centrata sul Mezzogiorno e basata su una “logica di sistema”.

E un’azione strutturale di medio-lungo periodo fondata su quattro drivers di sviluppo tra loro strettamente connessi in un piano di “primo intervento”: rigenerazione urbana, rilancio delle aree interne, creazione di una rete logistica in un'ottica mediterranea, valorizzazione del patrimonio culturale.

NO ALL'IMU AGRICOLA

Se davvero il Governo ha intenzione di valorizzare l’agricoltura del nostro Paese e se vuole farlo - come dice - puntando anche sui giovani, allora non si capisce perché debba imporre il pagamento dell’Imu, una tassa che metterebbe in seria difficoltà molti agricoltori.

Da quei giovani che si stanno avvicinando a questo mondo e che faticosamente devono già affrontare i costi di una start up, a coloro che coltivano terreni in aree difficili o che hanno subito alluvioni.

(Per continuare a leggere l'articolo clicca qui sotto)

Terra! onlus

martedì 17 marzo 2015

Caserta omaggia il maestro Crescenzo del Vecchio. E Baselice?

Da lunedì scorso il Polo culturale della Provincia di Caserta, ha la sua sala espositiva dedicata alla memoria ed all'opera del maestro Crescenzo Del Vecchio Berlingieri.

“Un momento di orgoglio per tutti coloro che ne hanno apprezzato e conosciuto la dimensione umana, culturale ed artistica”, scrivono su Facebook gli amici della famiglia del Vecchio.

Questo blog si unisce all'importante riconoscimento postumo ricevuto dal maestro, il quale viveva nel paese casertano di Maddaloni ma come molti sanno era nato in terra sannita, a Baselice, borgo al quale ha dedicato parte della sua vita e del suo impegno artistico e umano.

A questo punto una domanda sorge spontanea: non sarebbe opportuno per il comune fortorino intitolare una propria strada all’artista Crescenzo del Vecchio Berlingieri?

lunedì 16 marzo 2015

La Fortorina ai tempi delle elezioni regionali

Si avvicinano le elezioni regionali e puntualmente si lanciano - dagli organi di stampa - dichiarazioni roboanti da dare in pasto agli elettori (che di questo passo diventeranno sempre di meno). Questa volta ad essere al centro della propaganda sono i milioni di euro che dovrebbero arrivare per il completamento della cosiddetta Fortorina (San Marco-San Bartolomeo).

“De Caro e De Girolamo intanto si contendono il merito”, titolava il giornale online Ilvaglio.it qualche giorno fa.
“E su tutto, una bella competizione istituzionale per rivendicarne i meriti (ma dai toni sempre misurati) a botta di comunicati agli organi di informazione”, scrive l’autore dell’articolo Giovanni Festa.

E continua: “Con il solito, prevedibile contorno di adulatori di circostanza, con gli altrettanto ovvi ossequi al Ministro responsabile (Maurizio Lupi, Ncd) in un governo d'un Premier di colore diverso (Matteo Renzi, Pd) comincia Nunzia De Girolamo, (Ncd) che parla dell'arrivo di 65 milioni di euro per la Val Fortore. Contrappunta poco dopo Umberto Del Basso De Caro (Pd), che corregge il tiro della notizia diffusa dalla collega allargando il portafogli (103 milioni di euro) e stringendo il cappio dell'interesse al suo ruolo istituzionale”.

Una situazione, insomma, ben descritta da Festa che poi sottolinea: “Gli unici due rappresentanti del Sannio in Parlamento si disputano, a mezzo stampa, il lodevole comportamento tenuto verso il Meridione d'Italia e, più nello specifico, verso la provincia di Benevento”.

E infine conclude: “Sono passati in tanti, senza lasciare altro finora che il segno di promesse di risoluzione, di miglioramenti, di salti di qualità, di milioni a palate. Corrono il rischio di passare anche i nostri due alfieri attuali: ci vuole pazienza, poca piaggeria nel dirne le asserite gesta, limitarsi all'analisi dei fatti”.

sabato 14 marzo 2015

Infrastrutture? Sud (quasi) a secco

Le Ferrovie? Brennero, Torino-Lione, Valico dei Giovi, Milano-Venezia, Treviglio-Brescia, Torino-Milano-Venezia, collegamento con i porti di Livorno e La Spezia e poi le briciole al Sud con un progetto di potenziamento tecnologico del nodo di Napoli.

I porti? Ravenna, Trieste, Vado Ligure, Livorno, Venezia, Civitavecchia e Cagliari. Collegamenti ferrovie-aeroporti? A Roma, Milano e Venezia.

Gli interporti? Padova, Trieste e Pordenone. Le strade? Gra di Roma e bypass di Palermo. Le idrovie? Ferrara.

E' da brividi leggere l'elenco (quello completo è nel comunicato ufficiale del governo) delle opere che l'Italia considera fondamentali, da finanziare e realizzare entro il 2020 con l'aiuto dell'Europa (2,5 miliardi su 6,8 complessivi).

Su 71 iniziative presentate, 60 sono a carattere territoriale, 58 sono al Centronord, Sardegna compresa, dove va circa il 99% delle risorse, e due di piccoli importi a Napoli e Palermo.

Leggere per credere. Leggere per indignarsi. Leggere per reagire. Non domani, MO!
www.mit.gov.it

venerdì 13 marzo 2015

Sùn Ná, il nuovo disco di Max Fuschetto: elogio della diversità e delle connessioni

Compositore, oboista, autore sempre attento all'incrocio dei linguaggi, Max Fuschetto ha raccolto gli ottimi risultati di Popular Games (2010) e ha lavorato sperimentando nuovi equilibri e inedite combinazioni sonore: nel nuovo disco Sùn Ná la messe strumentale e vocale sospende e sfuma il confine tra gli strumenti tradizionali e il corpo elettronico e, come di consueto nella scrittura di Fuschetto, spicca il crossover linguistico.

Sùn Ná è un elogio della diversità e delle connessioni: si canta in francese, in inglese, in lontane lingue africane, in arbereshe, tra musica colta, etnica, popular, improvvisazione e molto altro (per leggere l'intervista al musicista fortorino clicca qui sotto)

Fattitaliani.it:

giovedì 12 marzo 2015

Eolico, ricerca calcola se conviene progettarlo e localizzarlo

Prevedere la possibilità di costruire un impianto eolico attraverso studi che possono dirci se vale la pena progettarlo in un determinato modo e localizzarlo su un sito idoneo.

Questo quello che riesce a fare un calcolo indicato in una ricerca dell'Istituto di biometeorologia del Cnr (Ibimet-Cnr) di Firenze, pubblicata su 'Renewable energy'.

Oltre a essere un evento meteo dannoso, il vento - dice il Cnr - è ''anche una risorsa energetica importante. Ma per sfruttarlo serve un attento calcolo delle sue potenzialità per definire precisamente localizzazione e struttura degli impianti eolici''.

''L'intensità di turbolenza di un sito è data dal rapporto tra la deviazione standard della velocità del vento e il valore medio della velocità del vento - spiega Giovanni Gualtieri dell'Ibimet - in campo eolico è un parametro fortemente critico, in quanto al suo aumentare crescono anche i carichi sulle turbine, che ne riducono il ciclo di vita, le perdite dell'energia prodotta e l'incertezza nella stima della produttività''.

Ora, con la ricerca, ''questo parametro, per la prima volta in campo eolico, è stato invece trattato come un fattore 'positivo'. Il risultato del lavoro consiste nel prevedere l'andamento a quote difficilmente raggiungibili con strumentazione dai costi contenuti a partire da semplici misure a terra: un vantaggio evidente, in fase di progettazione di un impianto eolico''.

(fonte: Ansa)

mercoledì 11 marzo 2015

REGIONALI, QUANTO SUD CI SARÀ NELL'URNA

Quante sono le formazioni meridionaliste che si preparano al voto di maggio? A fornirci un quadro della situazione è il giornalista Pino Aprile.

"In vista del voto per le regionali, le formazioni politiche che si richiamano a temi meridionalisti si muovono in ordine sparso; e può sembrare deludente, perché c'è chi ha ritenuto politicamente più produttivo allearsi con i grandi partiti nazionali; e chi ha deciso di correre da solo. I primi, pur se piccoli (come gli altri, del resto) ritengono di poter condizionare in senso meridionalista, almeno al Sud, i partiti nazionali; gli altri pensano che da chi, di centrodestra o centrosinistra, ha governato sinora contro il Sud, non ci sia nulla di buono da sperare. Le elezioni, e soprattutto il dopo-elezioni, ci diranno chi potrà far di più, se saprà farlo, se glielo lasceranno fare", scrive il giornalista sulla sua pagina facebook Terroni.

Lo scrittore poi prende ad esempio soprattutto la Campania, dove sono presenti tutte le formazioni meridionaliste e le analizza una per una:

"- Insorgenza Civile (di destra), di Nando Dicè, e Meridionalisti Democratici, di Domenico Capobianco (fra centrodestra e centrosinistra: scusate le schematizzazioni, ma devo cercare di dare un'idea, a costo di non essere precisissimo) hanno scelto di salire a bordo di un treno sicuro, la lista del sindaco Pd di Salerno e candidato presidente della Regione, Vincenzo De Luca. Sul futuro di questa esperienza grava, da una parte, la contestata accoglienza offerta da De Luca al capo della Lega, Matteo Salvini, a Salerno; dall'altra, il fatto che De Luca si presenti come proconsole, in Campania, di Matteo Renzi, capo del governo più feroce degli ultimi decenni con il Mezzogiorno. Insomma, i meridionalisti alleati del sindaco di Salerno avranno l'ingrato compito di contenere le oscillazioni del vulcanico De Luca da un Matteo all'altro.

"- Il Partito del Sud, storica formazione creata dal patriarca Antonio Ciano, ex comunista, fiero gramsciano (Antonio Gramsci, originario di Gaeta, fu fra i più decisi a condannare il modo in cui fu unificata l'Italia), è da tempo alleato di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, che per le regionali, non ha ancora sciolto le riserve.

- MO! è la novità: sorto dall'alveo di Unione Mediterranea, con altre inclusioni lungo il percorso (da Enzo Gulì ed altri ex dell'Associazione Neoborbonici, al movimento Vanto di Angelo Forgione, alla neonata formazione Identità Insorgenti di Lucilla Parlato, per la scissione da Insorgenza), si presenta solo contro tutti. Candidato presidente è il giornalista-saggista Marco Esposito; in lista c'è una buona rappresentanza della comunità campana, dagli imprenditori ai capi della rivolta civile della Terra dei fuochi, ma estranei ai giri della politica professionale. Mi è stato chiesto di “vigilare” su quei candidati, che conosco quasi tutti, pur non aderendo io né a MO!, né a UM, né a nessun'altra formazione.

- Associazione Neoborbonica presieduta dal professor Gennaro De Crescenzo: come sempre, non si candidano e non votano, ritenendo che l'opera di formazione di una nuova classe dirigente, consapevole della storia negata e dei diritti calpestati del Sud, sia lontana dall'esser compiuta.

In Puglia, il Partito del Sud è con Michele Emiliano. Ma lo stesso Emiliano è l'esponente di un partito nazionale più attento ai temi del Mezzogiorno (insieme a qualche decina di associazioni e comitati, mi chiese di assumere la guida del Movimento meridionalista; che preferii non accettare). L'orientamento, non ufficialmente espresso, degli altri gruppi meridionalisti è, per questo, più nel cercare un accordo con Emiliano, che nell'agire da soli, come in Campania".




martedì 10 marzo 2015

Restare per innovare la bellezza del nostro Sud (Fortore)

"È possibile raccontare attraverso il digital storytelling la bellezza di un territorio rurale come il Fortore beneventano?
È quello il tentativo di un progetto di innovazione sociale costruito intorno all’esperienza di sound landscaping delle due artiste Tessa Elieff e France Jobin proprio per dare nuova luce ai paesaggi culturali, fisici e sociali delle sue comunità", scrive Alex Giordano sul suo blog Resto al Sud.

"Il suono, le tecnologie, i nuovi media rappresentano degli strumenti preziosi per descrivere un territorio rurale: l’universo digitalizzato nel quale viviamo quotidianamente può essere ormai rappresentato come un dominio di narrazioni complesse, in cui le tecniche di racconto di storie (lo “storytelling”) diventano potenti mezzi che possono essere utilizzati per dare nuova luce agli elementi che caratterizzano la storia e la cultura dei luoghi rurali in senso specifico: l’identità, le tradizioni, il paesaggio", e continua:

"Indagare queste forme narrative è stato l’animo del workshop che con lo staff di RuralHub (www.ruralhub.it) abbiamo avuto il piacere di coordinare all’interno del bellissimo progetto LIMINARIA (www.liminaria.org) condotto con i compagni di ricerca e di vita neorural di INTERFERENZE (www.interferenze.org) e TABULA RASA (www.tabularasaeventi.net)".

"Uno stuolo di anime, di diversa provenienza geografica e con un background professionale altrettanto poliedrico, tutte chiamate a raccolta nell’esplorazione del Fortore e poi dai momenti conviviali resi possibili grazie alle amministrazioni di Molinara e San Marco dei Cavoti. In attesa della nuova edizione di Liminaria, che si svolgerà dal 1 al 6 giugno 2015 e che coinvolgerà anche il territorio di Baselice, spostando il baricentro verso l’Alto Fortore, nella convinzione che spesso l’essenziale è invisible agli occhi e che tecnologie ed artisti possono aiutarci a tracciare i confini dell’era postglobale", conclude il docente di netnografia e brand reputation presso l’università di Urbino e di Salerno.

lunedì 9 marzo 2015

Regionali Campania, in campo anche i meridionalisti

Saranno in campo anche i meridionalisti nelle elezioni regionali della Campania del prossimo 10 maggio, con una lista civica che interrompe un silenzio durato 155 anni. L'assemblea dei promotori della Lista civica "MO!" ha individuato in Marco Esposito il candidato presidente.

Esposito, 51 anni, è un giornalista da trent'anni attento ai temi del Mezzogiorno, ha scritto libri come "Chi paga la devolution?", "Federalismo avvelenato" e "Separiamoci".

E' stato assessore per due anni nella prima giunta de Magistris, dove si è distinto per attività in favore dei consumatori, della piccola impresa, di quella innovativa e della regolarizzazione e sburocratizzazione delle attività commerciali.

La lista civica MO! ha annunciato che non farà alleanze con nessuna delle forze politiche nazionali.

sabato 7 marzo 2015

La Falanghina de La Guardiense è il miglior vino italiano

Nella tappa finale de “I Migliori vini Italiani 2015” a spuntarla è stata la Falanghina “Senete” del Sannio Dop 2013 di La Guardiense, nota casa vinicola di Guardia Sanframondi in provincia di Benevento. La rassegna enologica, organizzata presso il complesso monumentale del Santo Spirito in Sassia a Roma, allestita allo scopo di valorizzare le eccellenze vitivinicole italiane ha premiato così uno dei prodotti campani per antonomasia.

I vini premiati sono stati selezionati da Luca Maroni, una delle firme dell’ enologia italiana più prestigiose al mondo, secondo il metodo di degustazione scientifico, basato sull’ analisi sensoriale, attraverso i parametri di consistenza, equilibrio e integrità.

Lo stesso Luca Maroni ha guidato gli ospiti in un interessante viaggio dedicato al nettare degli dei, terminato con la premiazione dei prodotti più meritevoli elencati in questa XXII edizione dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2015. Ospiti della manifestazione, oltre ai produttori premiati, sono stati numerosissimi giornalisti della stampa specializzata, personalità delle istituzioni e del mondo dello spettacolo.

Ancora una volta la Falanghina e il Sannio tra i più grandi nomi dell’ enologia italiana. D’altronde questo poliedrico e florido vitigno rappresenta ormai un volano importantissimo della viticoltura e dell’ economia del nostro territorio. Un contributo importante a quel pezzo di Mezzogiorno che funziona ma che dev’essere maggiormente conosciuto e diventare orgoglio delle nuove generazioni.
La Falanghina de La Guardiense è il miglior vino italiano | ècampania

giovedì 5 marzo 2015

Baselice, Giuseppe Del Vecchio inventore dell'apparecchio per la cottura uniforme di alimenti alla griglia

Non sempre il Sud è sinonimo di arretratezza (come vuole farci credere la vulgata corrente), ma spesso esprime intelligenze e capacità sbalorditive nel campo delle innovazioni. E' il caso di una baselicese doc, ma non vogliamo tediarvi con i nostri commenti. Basti leggere l'articolo postato qui sotto e apparso su Realtà sannita per rendersene conto

Giuseppe Del Vecchio nato a Baselice (Bn) il 27 aprile 1957 è un acuto innovatore-inventore erede di una tradizione artigianale familiare esemplare. Il padre, Antonio Del Vecchio, nato il 20 gennaio 1927, è stato una figura 'eroica' dell'artigianato di Baselice.

Con il contributo di Michele Marucci è stato possibile osservare da vicino non solo il brevetto che descriveremo di seguito ma anche raccogliere i tratti originali di una attività artigianale come quella della lavorazione del ferro. La visita all'officina consente di cogliere, con sorpresa, una innata vocazione di lunga data all'innovazione. La descrizione dettagliata delle tempere diverse da utilizzare per le singole parti di un'ascia rappresentano una vera lezione di tecnologia e di approccio culturale innovativo.

Tutto ha origine con la passione e i sacrifici di Antonio Del Vecchio. Il racconto della fornitura dei metalli per l'officina lascia sbalorditi. Antonio si recava a Napoli ad acquistare i metalli necessari in bicicletta: 8 ore all'andata e ben 12 ore al ritorno con la bicicletta sovraccarica dei metalli. Degno erede è risultato Giuseppe.

L'apparecchio ideato, brevettato e realizzato, rappresenta una svolta nel campo della sicurezza alimentare. Non descriveremo i dettagli tecnici del brevetto, per mettere al riparo da clonazioni illegali l'autore, ma è utile sottolineare i positivi effetti salutistici che il nuovo apparecchio consente. E' noto agli studiosi di scienze alimentari dei rischi connessi alla cottura dei cibi ed in particolare della carne alla griglia: produzione e sedimentazione di residui nocivi alla salute.

Il sistema inventato, geniale, evita alla radice il problema eliminando ogni possibilità di contatto dei residui con gli alimenti. Le potenzialità di questa invenzione per migliorare il rapporto alimentazione e salute sono considerevoli sia per i grandi numeri (ristoratori) e sia per uso familiare.

L'auspicio è che al più presto si trovino le risorse e gli interessati ad investire nella valorizzazione industriale degli apparecchi (produzione e commercializzazione) in modo da coniugare più salute anche con più lavoro. Sarebbe auspicabile un interessamento anche delle istituzioni ed in particolare della Camera di Commercio ad accompagnare e sostenere l'attività meritoria di Giuseppe Del Vecchio.

Varie - Giuseppe Del Vecchio inventore dell'apparecchio per la cottura uniforme di alimenti alla griglia (04/03/2015)

Microcredito, assegnati 150mila euro al Comune di Baselice

Il Comune di Baselice ha pubblicato sul proprio sito web un manifesto con il quale comunica di aver partecipato con esito positivo all’avviso per la selezione di Progetti integrati dei piccoli comuni (Pico) per un importo pari a 150mila euro.

"In questo modo intende rafforzare l’azione a sostegno dello sviluppo delle capacità imprenditoriali, contrastare i fenomeni di spopolamento, di difficoltà di accesso al credito da parte delle imprese, e promuovere parallelamente la propensione dei territori locali ad attrarre nuovi investimenti. Il Pico ha l’obiettivo primario di promuovere opportunità lavorative per i disoccupati ed inoccupati, in particolare giovani, donne e immigrati", si legge in una nota dell'esecutivo guidato da Canonico.

mercoledì 4 marzo 2015

Politiche digitali, Italia agli ultimi posti in Europa

Correva l’anno 2014 e Renzi annunciava in pompa magna una svolta epocale nel campo dell’innovazione tecnologica (“L’Italia deve cambiare faccia, anzi deve cambiare interfaccia”). Da una Venezia estiva il premier insisteva sul superamento del gap digitale e sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel settore. Secondo il Censis lo spread digitale, infatti, costa al Belpaese 3,6 miliardi all’anno di mancata crescita economica.

E così a bacchettare la Penisola in tema di politiche digitali ci ha pensato l'Unione europea. Secondo il rapporto Digital economy and society index 2015, presentato nei giorni scorsi e quasi ignorato dalla stampa, l’Italia è soltanto al venticinquesimo posto nella classifica elaborata dalla Commissione europea. Siamo in compagnia di Paesi definiti a basse prestazioni quali Ungheria, Slovacchia, Slovacchia, Cipro, Polonia. Peggio hanno fatto solo Grecia, Romania e Bulgaria.

Tutt’altro discorso per i Paesi ad alte prestazioni digitali. In cima alla classifica svettano quelli che hanno saputo investire in innovazione tecnologica: Danimarca, Svezia, Paesi Bassi, Finlandia.

Ma quali sono le ragioni del nostro ritardo? L’Italia paga innanzitutto lo scotto di non aver creduto nelle potenzialità della rete. Siamo ultimi in Europa per connessione a internet veloce (la media è di 9,18 Mbps): solo il 21 per cento delle famiglie ne fa uso.

Un altro dato negativo è l’abbonamento del 51 per cento delle famiglie italiane alla banda larga fissa. Mentre gli abbonati alla banda larga superiore (30 Mbps) sono pari al 2,2 per cento. Basti pensare che la media UE è del 22 per cento per capire come il ritardo nell’Agenda digitale penalizzi fortemente aziende e cittadini.

“Lo sviluppo dell'economia digitale sembra essere frenato dal basso livello di competenze digitali”, si legge nel rapporto. E così solo il 59 per cento degli utenti usa abitualmente internet, mentre addirittura 31 per cento degli italiani non sa nemmeno come si accede alla rete. Non solo: il 42 per cento degli utenti utilizza i servizi bancari online e il 35 per cento fa acquisti online.

Va un po’ meglio per le imprese nel campo della gestione digitale (ventiduesimo posto), ma non si fa progressi nello sfruttare le potenzialità dell’e-commerce, qui il fatturato totale è di appena il 4,8 per cento.

L’Italia non brilla, poi, nemmeno in tema di e-Government. Per la Commissione europea, “in parte perché i servizi pubblici online non sono sufficientemente sviluppati e in parte a causa delle carenze in termini di competenze digitali”.

Sono trascorsi un po’ di mesi dalle dichiarazioni di Matteo Renzi e solo alla fine dell’anno scorso il Governo ha predisposto il Piano nazionale banda ultra larga e quello di Crescita digitale per il perseguimento degli obiettivi dell’Agenda digitale, così come previsto dall’Accordo di partenariato 2014-2020.

“Dotare l’Italia di reti a banda ultralarga è anche la premessa per avere un giorno un’Italia più veloce, più agile, meno burocratica”, si legge nei piani della presidenza del Consiglio, che – è notizie di queste ore – metterebbe sul piatto 6 miliardi di risorse da qui al 2020.

Intanto, non solo continuiamo ad essere gli ultimi per copertura a banda ultralarga “ma anche la nazione con la più estesa diffusione di aree a fallimento di mercato (aree bianche next generation) d’Europa”. Un bel risultato non c’è che dire.

martedì 3 marzo 2015

Baselice, è flop alle primarie del Pd

Un vero flop le primarie del Partito democratico a Baselice per eleggere il candidato a governatore della Campania.

In quella che una volta era la roccaforte della sinistra nel Fortore si sono recati a votare - domenica scorsa - solamente 74 elettori (dati definitivi).

La metà delle primarie del 2012 quando si recarono al voto per eleggere il segretario nazionale circa 145 simpatizzanti. In questa tornata invece 42 votanti hanno scelto Cozzolino, 32 il salernitano De Luca.

Da Baselice a Roma, la vita rurale delle donne fortorine raccontata nelle foto di Morelsa Barbato

La mostra da oggi all'8 marzo 2015 presso la Flag Room Louge del Palazzo della FAO a Roma

La vita delle donne nei contesti rurali della Val Fortore descritta con lo sguardo di una giovane fotografa di Baselice, Morelsa Barbato, sarà in mostra da oggi all'otto marzo presso la Flag Room Louge del Palazzo della FAO a Roma.

Dal titolo “Workers of the Earth” la personale fotografica, promossa in occasione della Giornata internazionale della donna, dalla rappresentanza permanente d'Italia per l'alimentazione e dalla “Women Representitives' Gender Network” co-presieduta dai rappresentanti di Mozambico, Svizzera, racconta scatti del quotidiano di giovani e anziane legate alla ruralità di una valle dalle numerose potenzialità paesaggistiche e agroalimentari. Oggi l'inaugurazione.

Da Baselice a Roma, la vita rurale delle donne fortorine raccontata nelle foto di Morelsa Barbato | Fortore | news | NTR24 - l'informazione sul web

lunedì 2 marzo 2015

Il Quaderno.it si ferma. Stop agli aggiornamenti

“Il portale di informazione 'Il Quaderno.it' non verrà aggiornato da giovedì 5 marzo a giovedì 12 marzo 2015 per motivazioni che non dipendono dalla volontà dei redattori di questa testata”. È quanto si legge in una nota della redazione apparsa oggi sul quotidiano online.

E continua: “Dopo un 2014 vissuto in totale autogestione e senza nessuna certezza sul futuro, siamo costretti, nostro malgrado, a fermarci. La sospensione temporanea potrebbe diventare definitiva, per quanto ci riguarda, se non ci saranno novità concrete sul futuro di questa testata online, a partire dal 13 marzo”.

La nota è firmata dai redattori Laura De Figlio, Nella Melenzio, Gaetano Vessichelli.

La redazione de 'Il Quaderno.it' si ferma. Dal 5 al 12 marzo nessun aggiornamento

sabato 28 febbraio 2015

Fortorina, un tavolo tecnico per evitare nuove illusioni e delusioni

di Leonardo Bianco

Torno a parlare di Fortorina solo per chiarire alcuni punti del mio intervento di giovedì 26 febbraio sul sito sanbartoloemaninelmondo.it.(e ripreso anche da questo blog, ndb). Ribadisco che i 103 milioni di euro che l’Anas ha destinato per i prossimi cinque anni al completamento della Fortorina sono i benvenuti (ci mancherebbe altro).

Ma per evitare inutili proclami con conseguenti inutili illusioni mi sembra più che legittimo chiedere agli amministratori locali di agire e chiedere un tavolo tecnico, così come era stato proposto nell’incontro dell’8 dicembre scorso a San Bartolomeo in Galdo, per non rimanere spiazzati come è successo l’estate scorsa.

Tutti ricordiamo l’annuncio dello stanziamento di 65 milioni di euro, inseriti nel decreto del governo denominato “Sblocca Italia”, per la continuazione dei lavori alla variante della Strada Statale 212 che dovrebbe arrivare fino a San Bartolomeo per poi proseguire sulla Statale 17, tra proclami e speranze riaccese e poi la doccia fredda per i cittadini fortorini quando si scoprì che il finanziamento riguardava la realizzazione della circumvallazione di San Marco dei Cavoti. Mentre al Fortore (quello vero) solo le briciole. Allora per evitare nuove illusioni è dovere dei sindaci e degli amministratori fortorini chiedere all’Anas e alle istituzioni un incontro, così come auspicato lo scorso dicembre, a San Bartolomeo in Galdo per capire dove e come saranno spesi i 103 milioni di euro.

E avere, se possibile, notizie dei 200 milioni ulteriori che servono per il completamento. Tutto qua. Questo era il senso del mio intervento. Prima di esultare credo che sia necessario e giusto dire ai cittadini come si intendono spendere i soldi. Ora aspettiamo che i sindaci e gli amministratori fortorini, al di là delle passerelle e delle asserzioni alle quali ci hanno abituato nel passato, facciano il loro dovere: convochino il tavolo tecnico con Anas e governo e informino i loro cittadini.

giovedì 26 febbraio 2015

Fortorina, "annunciati" 103 milioni ma non bastano

di Leonardo Bianco

Abbiamo appreso dal presidente della Provincia di Benevento che l’Anas ha stanziato 103 milioni di euro per il completamento della Fortorina. Pare che il titolare della Rocca dei Rettori, Claudio Ricci, l’abbia saputo dal sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Umberto Del Basso De Caro. Una buona notizia che lascia ben sperare per il futuro dopo l’incontro dell’8 dicembre a San Bartolomeo in Galdo di Del Basso De Caro e Ricci con gli amministratori fortorini.

I due esponenti del Pd in quell’occasione avevano espressamente garantito il loro impegno affinché la Fortorina finalmente arrivasse a compimento e oggi arrivano i primi risultati. Ma c‘è un ma, a preoccuparci è il fatto che per completare la Statale 369 mancano ancora 200 milioni di euro. Il sottosegretario l’8 dicembre scorso, ribandendo ciò che aveva detto in occasione dell’inaugurazione e dell’apertura del tratto della variante della Statale 212, che per completare la Fortorina occorrono 300 milioni.

I 103 milioni sarebbero sicuramente un primo passo, ma aspettiamo di conoscere dall’Anas e dal sottosegretario quali saranno i successivi passaggi per trovare i restanti 200 milioni di euro per il completamento dell’opera. Inoltre siamo in attesa che gli amministratori fortorini convochino il tavolo tecnico con i dirigenti e tecnici dell’Anas.

Tavolo che era stato annunciato dal sindaco di San Bartolomeo in Galdo sempre nell’incontro dell’8 dicembre scorso. Ora che l’Anas ha annunciato che per i prossimi cinque anni arriverà una cospicua somma di denaro per il completamento della Fortorina, crediamo - ripetiamolo - che sia arrivato il momento di convocare amministratori e dirigenti dell’azienda autostradale per conoscere il progetto e il tracciato che verrà realizzato. Siamo in attesa. E nell’attesa incrociamo le dita.

mercoledì 25 febbraio 2015

Forestazione, la lettera di un operaio della Comunità Montana del Fortore: 'Attendiamo risposte certe'

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un operaio della Comunità Montana del Fortore, Filippo Coduti, che ha voluto portare all'attezione per l’ennesima volta le ormai esasperate condizioni dei lavoratori forestali della Regione Campania.
"Ormai - scrive - ad ogni incontro ci sentiamo sempre dire le stesse cose, ma senza mai una risposta concreta. Voglio ancora credere nelle istituzioni e che vanno rispettate.

Non voglio cercare i colpevoli di questa drammatica situazione a tutti i costi, e questo invito lo faccio a tutti gli operai, troppi errori sono stati fatti… ma il nostro obbiettivo deve essere un altro.

Il nostro settore della forestazione - aggiunge nella missiva - non può restare indifferente alla Regione Campania, non è più tollerabile che questa giunta continua a promettere risorse a tutti, ma di fatto le promesse non sono mai mantenute, davanti alla serietà, alla professionalità e maturità, con i quali tutti gli operai stanno affrontando questa situazione e vertenza estremamente difficile.

Voglio invitare per l’ennesima volta tutti gli operai, sindacati CGIL-CISL-UIL, Presidenti di tutte le Comunità Montane a ricompattare e ricostruire un settore che ci appartiene.

Credo - prosegue - che tutti i Presidenti delle Comunità Montane, assessori, sindacati, debbano riunirsi alla svelta per valutare con responsabilità, serietà una soluzione definitiva per un settore che non deve assolutamente morire.

Ribadisco che siete stati eletti da noi cittadini è che avete l’obbligo di dare risposte concrete, risposte certe! Siamo tutti - conclude Coduti - lavoratori indignati, amareggiati, arrabbiati".

Forestazione, la lettera di un operaio della Comunità Montana del Fortore: 'Attendiamo risposte certe' | Fortore | news | NTR24 - l'informazione sul web

lunedì 23 febbraio 2015

A Strade di Vini il duo italiano Bianco-Valente e gli svedesi Kultivator

Questa settimana Castelvenere (noto per essere il comune più vitato d’Italia) si è trasformato in residenza d’artista, ospitando tra le strade del suo centro storico, le cantine tufacee e i suoi vigneti, due coppie di artisti: il duo italiano BIANCO-VALENTE e gli svedesi KULTIVATOR . Non sembra essere un caso perché da qualche mese, nel comune sannita il progetto di ricreazione del paesaggio rurale: Strade di Vini, ha messo in opera un workshop coinvolgendo con esperti e innovatori che stanno dialogando con gli studenti sanniti e con la comunità locale.

A restituirci un’interessante lettura del paesaggio nell’accezione di biosfera e infosfera è Alex Giordano, docente dello IULM e fondatore di Rural Hub, che durante il talk (del 14 febbraio) ha proposto una riflessione sulla necessità di un’ecologia della comunicazione necessaria per una vivibilità dell’infosfera, ma anche della biosfera. Un punto centrale che ha ispirato l’intero progetto e il lavoro di Giovanna e Pino e degli svedesi Malin e Mathieu immersi totalmente nella narrazione di una terra, densa di non solo di vigne, ma anche di storie e di racconti: un habitat vivo dove gli artisti stanno creando un discorso con la gente e i luoghi ancora pieni di magia. Cosa racconteranno gli artisti di Castelvenere che ancora non conosciamo?

Stiamo seguendo il loro viaggio e come partecipanti curiosi e, consapevoli che queste esperienze non possono ripetersi, attendiamo emozionati l’esito di questa residenza che il “nostro” bravo curatore Leandro Pisano (direttore di Interferenze) ha saputo rendere un’esperienza significativa e appassionante. Nell’attesa, tutti hanno delle opinioni: i ragazzi si fermano a chiedere che succederà sabato sera, alcuni ormai fanno parte della crew e lavorano attivamente nelle cantine insieme agli artisti. Per salutarli, nella speranza di rivederli presto, sabato pomeriggio alle 18 tutti (artisti e non) presenteremo i lavori e con una piccola festa nelle cantine tufacee ospiteremo il sound artist Raffaele Mariconte con i suoi suoni del vino, A Year in the Vineyard e il Dj set di Gamino (deep elettronic dub session) from Jambassa , un viaggio attraverso la musica elettronica dal sapore dub e techno, con incursioni nei territori più vari dell’EDM.
www.stradedivini.it

Kultivator Fondato nel 2005 dagli artisti Mathieu Vrijman, Malin Lindmark Vrijman e Marlene Lindmark e dagli agricoltori Henric Stigeborn e Maria Lindmark, oggi è un progetto open di collaborazione sperimentale tra l’agricoltura biologica e l’arte visiva, situato nel villaggio rurale di Dyestad, sull'isola Öland sulla costa sud della Svezia.
 Con l'installazione di alcune attrezzature in una fattoria abbandonata, vicino alla popolazione agricola attiva, 
Kultivator offre uno spazio per la sperimentazione e la contaminazione tra arte e produzione agricola. Kultivator organizza progetti, mostre e laboratori che esplorano possibili narrazioni alternative all'interno delle pratiche artistiche e dell'agricoltura, con i membri del progetto e/o gli ospiti della fattoria. Sull’isola Kultivator ha una residenza, uno spazio espositivo e un caseificio con 30 mucche, polli, anatre, pecore e cavalli. Dall'inizio del 2005, circa 80 artisti, ricercatori e agricoltori ha visitato e ha lavorato sul posto.

Bianco-Valente Coppia nella vita e nell’arte Giovanna Bianco e Pino Valente hanno scelto il video e la sua installazione nell’ambiente come forma privilegiata di un racconto per immagini e suoni in cui si intrecciano la memoria, la percezione, il tempo e la visione. Conosciuti ormai nel panorama internazionale dell’arte contemporanea, hanno partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all’estero, tra le quali Paris Photo nel 2007, Vesuvius curata da Gigiotto Del Vecchio a Pechino nel 2006, il progetto Artesto-Nokia Connect to Art presso la Triennale di Milano nel 2006, la Biennale di Venezia nel 2004, Cine y Casi Cine curata da Berta Sichel a Madrid nel 2004, Reisefreiheit curata da Kersting nel 2003 ad Amburgo e De gustibus curata da Achille Bonito Oliva presso il Palazzo delle Papesse di Siena nel 2002. Alcune delle opere sono entrate a far parte di prestigiose collezioni museali.

venerdì 20 febbraio 2015

Agri Blogger | Cercasi giovani con esperienza nel settore agricolo per aderire ad un progetto europeo

Stanno cercando giovani con esperienza nel settore agricolo per aderire ad un progetto europeo che ha come obiettivo quello di migliorare la qualità del suolo. (per informazioni cliccare qui  sotto)

Agri Blogger | Cercasi giovani con esperienza nel settore agricolo per aderire ad un progetto europeo

giovedì 19 febbraio 2015

Il petrolio molisano e il pentito Schiavone

Quando si parla di petrolio molisano, bisogna fare i conti col problema “radioattività” originatosi dopo le dichiarazioni del pentito Schiavone quando l’Arpa Molise ritenne di dovere accertare quali ne fossero i valori nel territorio di Cercemaggiore, dove era stato scavato il pozzo petrolifero “Santacroce” della Montedison.

Per continuare a leggere l'articolo clicca qui sotto
www.termolionline.it

martedì 17 febbraio 2015

sabato 14 febbraio 2015

Viaggio in bici No Triv nell'Appennino meridionale

Una traversata in bicicletta, una pacifica passeggiata aperta a tutti, per far conoscere attraverso il contatto con i naturali custodi della terra, i contadini, risorse naturalistiche, territori e paesaggi dell’Appennino meridionale nella sua bellezza, biodiversità e magia. Aree interne già sotto attacco per il sovrasfruttamento delle sorgenti, gli sversamenti abusivi, l’eolico selvaggio e la desertificazione indotta dalla mancanza di pianificazione strategica e sostenibile delle risorse territoriali.

L’itinerario sarà una staffetta nei territori con la possibilità di partecipare liberamente ad alcuni tratti o seguire l’intero percorso. Una libera marcia simbolica che attraverserà le zone interne e alla quale ognuno può aderire.

Il percorso si costruirà insieme a chi aderirà e attraverserà i territori dei Permessi di ricerca interessati.
La tappa di arrivo è la Val D’Agri, in Basilicata, con il suo centro oli e i pozzi petroliferi in funzione. Le tappe interesseranno le nostre aree interne per testimoniare le bellezze del paesaggio e l’importanza dell’agricoltura.

Il percorso si disegnerà in base alle adesioni e insieme si valuterà l’organizzazione delle tappe e degli incontri informativi sui territori.

Idealmente la durata del viaggio centrale dovrebbe essere di 4 giorni e tre notti, ma si valuteranno percorsi e possibilità.

giovedì 12 febbraio 2015

Petrolio nel Sannio. Il caso Arpa Molise e l'ambigua posizione della Regione Campania

Sarà anche vero che il ‘Progetto Nusco’ (698,50 Kmq complessivi, di cui 696 kmq in provincia di Avellino), interessa solo per 2,50 kmq la provincia di Benevento, ma allo stesso tempo può essere un precedente pericoloso per il prosieguo anche degli altri progetti che tengono il Sannio con il fiato sospeso: ‘Case Capozzi’ 423,70 i KMq da trivellare e ‘Pietra Spaccata’ dove i kmq sono 333,30. Il caso questa volta è tutto politico (per continuare a leggere l'articolo de ilquaderno.it clicca qui sotto)

Petrolio nel Sannio. Il caso Arpa Molise e l'ambigua posizione della Regione Campania

Strade del Fortore abbandonate, il caso Montefalcone

Una petizione per il ripristino della segnaletica stradale sulla provinciale 45, che collega Montefalcone di Val Fortore con la statale 90 bis. E' quanto presenteranno alcuni cittadini sanniti al presidente della Provincia di Benevento, Claudio Ricci: la strada in questione, dal km 6 in avanti, è infatti carente di indicazioni. 

Secondo i richiedenti, è necessario ripristinare la segnaletica ai margini della carreggiata con catarifrangenti, rifare la striscia bianca per la delimitazione di metà carreggiata e rifare il manto stradale. 

(Fonte: Sp 45 Montefalcone-90 bis, petizione alla Provincia per il rifacimento della segnaletica | Fortore | news | NTR24 - l'informazione sul web)

mercoledì 11 febbraio 2015

Un sogno diventato miraggio: la Ferrovia della Valfortore

di Leonardo Bianco

Oltre un secolo fa, il ‘900 era appena iniziato, nella neonata Provincia di Benevento si discuteva di viabilità e trasporti. E tra le tante proposte presentate per migliorare i collegamenti tra San Bartolomeo e il capoluogo e soprattutto per favorire i rapporti sociali e commerciali tra il Sannio e la Puglia, c’era quella di realizzare una linea ferroviaria.

Notizie di avviare un progetto per la Ferrovia della Valfortore si trovano nel libro di Angelo Fuschetto, studioso e appassionato di storia sannita, “Una testimonianza sugli anni di vita pubblica nel primo Novecento”. Lo storico nel suo lavoro riporta la lettera scritta da Angelo Ricci di San Marco dei Cavoti, politico di spicco del Fortore, alla vigilia delle elezioni al consiglio provinciale di Benevento del 1914. Ricci, eletto per la prima volta nel 1902, nella missiva diretta agli elettori del Mandamento di San Giorgio La Molara, presenta le iniziative intraprese per lo sviluppo e l’ammodernamento delle aree interne. E tra queste c’è anche il progetto di realizzazione di una Ferrovia della Valfortore.

“Fui a gittarne la prima scintilla in Consiglio provinciale – scrive il consigliere sammarchese - con l’ordine del giorno del 28 maggio 1904 col quale fra l’altro si faceva voto al Governo del Re per una linea ferroviaria nel nostro Circondario. Né fu il solo”. Infatti, stando alla lettera di Angelo Ricci, il consiglio si espresse a favore della linea ferroviaria che doveva collegare il capoluogo sannita a San Bartolomeo in Galdo e proseguire fino alla Capitanata. Un’iniziativa che ebbe anche l’appoggio degli esponenti parlamentari sanniti e in particolare del senatore del Regno Leonardo Bianchi. Sempre secondo il consigliere sammarchese nel 1907, nella seduta del 27 marzo, addirittura fu approvato anche il progetto presentato dall’ingegnere Alberto Capuano.

E l’anno successivo, come si evince dal documento pubblicato nel lavoro di Angelo Fuschetto “Una testimonianza sugli anni di vita pubblica nel primo Novecento”, l’11 marzo 1908 il consiglio provinciale approvò, sempre dietro proposta di Angelo Ricci, lo stanziamento di Lire 500 a Km per la ferrovia della Valfortore. Somma naturalmente che non era sufficiente e che doveva essere integrata dal Governo centrale. E a testimonianza della volontà e dell’impegno degli amministratori locali per la realizzazione della linea ferroviaria, c’è la delibera del 5 maggio del 1914, approvata dal comitato dei sindaci del Circondario di San Bartolomeo in Galdo, presieduto dall’allora primo cittadino del capoluogo fortorino, Pietro Colatruglio.

Una delibera con la quale i sindaci facevano voto al Governo del Re per la realizzazione della Ferrovia che avrebbe dovuto collegare Benevento a Foggia. Una linea ferroviaria che avrebbe dovuto risolvere il problema dell’isolamento del Fortore. Sono trascorsi circa 111 anni dalla prima delibera del consiglio provinciale e dal documento dei sindaci del Circondario di San Bartolomeo in Galdo e della strada ferrata neanche l’ombra. La Ferrovia del Valfortore, così la definì Angelo Ricci, è rimasto un sogno, anzi un miraggio, insieme a tante altre opere mai realizzate.

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