mercoledì 29 aprile 2015

Eolico, nel Fortore arrivano i cinesi

Visita ufficiale, ieri, della China Power nel Fortore. 

"L'intento della missione degli uomini di Shangai è la verifica per futuri investimenti nelle fonti rinnovabili e nella realizzazione di infrastrutture elettriche nel Sannio e in particolare nel Fortore, in un'area compresa fra San Marco dei Cavoti, Foiano di Val Fortore e San Bartolomeo in Galdo", si legge in una nota del Comune di Foiano, che però non specifica a quale tipologia di fonte energetica pulita - eolico, solare, eccetera -  sono interessati i cinesi.

A chiarire i contorni della vicenda ci pensa oggi però il vicesindaco di Foiano, 
Giuseppe Ruggiero, che 
 - dalla propria pagina Facebook -  parla di "progetti eolici".  

Gli uomini del colosso energetico cinese, dopo una serie di sopralluoghi, hanno incontrato il sindaco Michelantonio Maffeo e lo stesso Ruggiero.

Il presidente Wang Hugen ha affermato che uno degli interessi prioritari della China Power sarà l’ammodernamento delle attuale rete di distribuzione elettrica al fine di potenziare gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili che il colosso cinese intende intraprendere.

Fra gli interessi della China Power, ci sarebbe anche la Diga di Campolattaro, infatti questa mattina c’è stato un incontro presso il ministero delle Infrastrutture insieme al sottosegretario Umberto Del Basso De Caro.

La delegazione cinese con a capo il presidente Wang ha invitato l’amministrazione di Foiano per una visita ufficiale presso gli stabilimenti e gli uffici di Pechino e Shangai per il mese prossimo.

(foto tratta dalla pagina Facebook del Comune di Foiano)

martedì 28 aprile 2015

Montefalcone e i dipendenti comunali pagati con i soldi dell’eolico

La notizia ha dell'incredibile. Lo stipendio ai propri dipendenti il piccolo comune di Montefalcone di Valfortore lo paga con i proventi dell’eolico e non con i trasferimenti dello Stato centrale, che ritardano ad arrivare. E dunque senza il privato l'ente sarebbe già in default.

La denuncia  arriva dell’assessore comunale
Rocco Ciarmoli. 

“Ormai i trasferimenti statali – accusa l'amministratore dalle pagine del quotidiano online
ottopagine.it  – non bastano nemmeno a pagare i dipendenti comunali e le utenze. Se non ci si dota di entrate extra statali siamo destinati al dissesto finanziario, destinati a scomparire come la maggior parte dei piccoli comuni italiani. Qui non stiamo parlando di un azienda o di una cooperativa, stiamo parlando dello Stato che non ha i soldi”.

E il tutto a discapito – sono parole dell’assessore – dei 30 operatori impiegati nelle cooperative di servizio, che da dicembre non vedono un euro.

Montefalcone incassa circa 300mila euro all’anno dalle pale eoliche. 
“Questi soldi vengono spesi per offrire dei servizi alla popolazione, come museo, biblioteca, assistenza agli anziani, assistenza ai disabili, mensa scolastica, trasporto alunni eccetera”, afferma Ciarmoli.
E aggiunge: “Trovo semplicemente vergognoso che queste persone pur svolgendo dignitosamente il proprio lavoro e ricevendo dei miseri stipendi, siano proprio quelle che debbano pagare le conseguenze di uno stato che ritarda ad immettere liquidità nei comuni”.
Quando l’austerità uccide i piccoli comuni. E come se non bastasse il comune fortorino si è visto quest’anno decurtare i trasferimenti di altri 80mila euro. Una mannaia che per questi piccoli paesi a volte significa sopravvivenza.

L’assessore però un’idea per fare uscire i piccoli  comuni dalla crisi ce l’ha: adottare una moneta complementare. 
“In questo modo si aumenterebbe – spiega al quotidiano online – il potere d’acquisto di cittadini, commercianti e produttori locali. Maggiore sarà l’area di accettazione della moneta maggiore l’aumento del pil locale”.

lunedì 27 aprile 2015

No triv bike tour, si parte

Una staffetta simbolica di cinque giorni in bicicletta, ma anche insieme agli asini e a piedi che parte dal Sannio, ai confini con il Molise, e fa tappa in Irpinia, nell’Alta Basilicata, nel Vallo di Diano e termina in Val d’Agri, la più estesa piattaforma petrolifera europea su terraferma.

Si inizia il 29 aprile da Santa Croce del Sannio per arrivare in giornata a Benevento. Il 30 aprile, dopo aver attraversato tre permessi di ricerca – Santacroce, Case Capozzi e Pietra Spaccata – tappa a  Gesualdo, nel Permesso Nusco, in Irpinia. 

Il primo maggio sosta a Muro Lucano, in Alta Basilicata, per passare il giorno dopo ad Atena Lucana, nel Vallo di Diano dove insistono i permessi Tardiano e Monte Cavallo. 

Da Atena partirà il Cammino silenzioso insieme ad asini e muli che si ricongiungerà a Viggiano al Ciclonauta, e ai ciclisti, raccogliendo dai territori attraversati le sementi e i doni dei contadini per la Madonna nera, in occasione della festa del 3 maggio.

Dopo un passaggio simbolico al Centro oli di Viggiano si chiude a Villa d’Agri. 

venerdì 24 aprile 2015

Trivelle nel Sannio, il M5stelle chiede conto al ministro

Trivellazioni più vicine in Irpinia e nel SannioIl deputato del Movimento 5 stelle Carlo Sibilia ha chiesto un incontro “ristretto” al ministro Guidi.

Com’è noto il ministero dello Sviluppo economico qualche giorno fa ha riaperto la procedura per il rilascio dell’autorizzazione alla ricerca di idrocarburi da parte della Delta Energy nelle province di Benevento e Avellino.

"I cittadini sanniti ed irpini – si legge in una nota – sono giustamente preoccupati per le conseguenze che il progetto Case Capozzi riguardante ben 18 comuni (tra cui anche quattro nel Fortore, ndb), potrebbe avere sul piano della salute umana, dell’ambiente e dell’economia locale a forte vocazione agricola e vitivinicola”.
Il M5S, ricorda il parlamentare, “è da sempre contrario alle trivellazioni che non solo deturpano l’ambiente e pongono a repentaglio la salute dei cittadini ma mettono in ginocchio territori vocati all’enogastronomia e al turismo ecosostenibile”.

E conclude: “Basta con la logica del petrolio. Il nostro oro nero sono i prodotti tipici locali e il nostro paesaggio”.

giovedì 23 aprile 2015

VOGLIONO CHIUDERE L'ARCHIVIO DI STATO DI LUCERA, IL PIU’ANTICO D’ITALIA


di Raffaele Vescera*

Lo Stato Italiano ha deciso di sferrare l’attacco finale al suo, anzi al nostro, Sud. Se nell’ultimo ventennio berlusconian-leghista (complice il Pd) gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno sono calati dell’80%, (dati Svimez) desertificando il nascente tessuto industriale meridionale, che cresceva meglio e più di quello settentrionale, e iniziava a far paura al nord, ora si è passato alla distruzione delle storiche eccellenze meridionali: l’agricoltura e la cultura.

Quanto accade in questi giorni in Capitanata è emblematico. Il governo Renzi ha ordinato la chiusura, insieme ad altri, degli archivi di Stato di Foggia e Lucera. Quest’ultimo è il più antico d’Italia, a dispetto delle teorie che parlano di un Sud preunitario arretrato, conserva la memoria storica di una parte importantissima del Regno di Napoli, poiché la bella e ricca Lucera era capoluogo delle province di Capitanata e Molise, prima di cedere il posto a Foggia, seconda città del Regno per importanza.

Lì sono conservate le grandezze civili ed economiche del Sud, le sue ricchezze finanziarie, le politiche sociali e l’efficienza degli organi di Stato. Lì ho raccolto la documentazione dei miei romanzi storici, e chiunque si occupi di Storia e di antica civiltà della nostra terra ne sarà privato. 

Vogliono trasferire il tutto a Monopoli, a 200 km da Lucera e a 300 dal Gargano, in un’unica sede regionale, in una vecchia caserma dismessa, dove i faldoni saranno accatastati in chissà quali condizioni di abbandono. Non lo possiamo permettere. Giù le mani dalla nostra antica civiltà.

A Lucera è stato chiuso di recente anche l'antico e prestigioso tribunale che, grazie al proc. Domenico Seccia, stava debellando la mafia garganica.

Oltretutto, la infelice chiusura delle province condanna a morte le biblioteche provinciali del Sud, che in un territorio impoverito vivono solo di risorse pubbliche, al contrario di quelle del nord, beneficate da sponsor bancari e non d’ogni genere. E’ a rischio chiusura anche la biblioteca provinciale di Foggia, tra le più importanti del Mezzogiorno e d’Italia. Siamo alla frutta.

Com’è alla frutta l’agricoltura meridionale. Sono oltre 700.000 aziende agricole in crisi, in conseguenza della politica dei governi italiani che fanno lo scambio scellerato con i paesi del terzo mondo, armi per prodotti agricoli, mentre il pretesto xylella torna utile per devastare i nostri uliveti in funzione di speculazione edilizia e sanitaria.

La stessa Fiera dell’agricoltura di Foggia, la più antica e prestigiosa d’Italia, è stata abbandonata dallo Stato: sono 10 anni che lo stesso ministero dell’Agricoltura non vi partecipa. Fiorente fino a vent’anni fa, ai tempi (strumentalmente vituperati) di Moro, era inaugurata dai capi di governo. Ora è ridotta ad un bazar di cianfrusaglie.

Attesa l’organicità del centro destra agli interessi del nord, (la lista “noi con Salvini” in Puglia la dice lunga) Vendola dov’è, alle terme? Ed Emiliano che dice in merito? Se questi sono i politici meridionali, non ci siamo proprio. Al Sud è necessario un nuovo ceto politico non più subalterno all’Italia nordcentrica.


Diffondiamo a tutti i contatti il video di questo scempio:SPOT - SALVIAMO GLI ULIVI DEL SALENTO Restiamo uniti, CONDIVIDI
Posted by ULIVI del Salento, NO all'ERADICAZIONE on Giovedì 23 aprile 2015

mercoledì 22 aprile 2015

Baselice e le cinque gare di appalto


Dal blog del Comune di Baselice apprendiamo che nel 2015 sono stati pubblicati 5 avvisi pubblici di aggiudicazioni di gare di appalto. Ecco l'elenco

1) Consolidamento versante orientale (Pescannozzo)
A vincere l’appalto è stata la ditta "Campania Sonda Srl" con sede in Agropoli (SA)
Importo complessivo di aggiudicazione: 398.803,79 euro.   

2) Lavori rete fognaria comunale e potenziamento impianto di depurazione.
A vincere l’appalto è stata la ditta “Chiusolo Costruzioni Srl” con sede in Baselice (BN). Importo complessivo di aggiudicazione: 1.486.615,06 euro.

3) Lavori di bonifica e messa in sicurezza della discarica comunale.
 A vincere l’appalto è stata la ditta “Sannio Appalti Società Consortile arl” con sede in Benevento  Importo complessivo di aggiudicazione: 600.215,97 euro.

4) Lavori di Ripristino della Strada Comunale Serra Mangialatte - Porcara.
A vincere l’appalto è stata la ditta “Constructions Company Srl” con sede in San Bartolomeo in Galdo (BN). Importo complessivo di aggiudicazione: 1.552.095,84 euro.

5) Lavori di completamento infrastrutture area PIP
A vincere l’appalto è stata la ditta “Rillo Costruzioni srl” con sede in Ponte (BN). Importo complessivo di aggiudicazione: 699.310,70 euro. 

lunedì 20 aprile 2015

Barbarossa, la Dc e le eterne promesse elettorali

di Angelo Iampietro

Mi sovviene un ricordo letterario di un componimento di Giosuè Carducci: “Il Parlamento”.

In tale componimento si parla della lotta tra Comuni e Impero. Siamo nel 1174 e  Federico I (Barbarossa) ridiscende per la quinta volta in  Italia per sottomettere definitivamente quei Comuni che si erano resi autonomi, con un proprio ordinamento, di fatto rendendosi liberi da ogni vincolo vessatorio dell’Imperatore.

Il suo esercito dalla Germania giungeva puntualmente ogni anno in Val Padana, dopo aver attraversato la Valle dell’Engadina, ad ogni inizio di primavera; la sua discesa era determinata dal fatto che molte città, come si accennava, si erano concesse un proprio statuto comunale, approfittando dell’interregno dinastico in Germania. La sua discesa era diventata oramai un’abitudine che costava morte, miseria  ed anche umiliazione per gli abitanti dei Comuni ribelli, i quali per difendersi si erano uniti in Lega.

Il paragone tra la discesa del Barbarossa in Italia e quella dei nostri politici per le elezioni, in questo caso regionali, pur non portando nulla di nefasto alle nostre popolazioni come avveniva per i Comuni ribelli, l’ho fatta per la ripetitività dell’azione: scendere in campo per annunciare opere che migliorerebbero i servizi delle popolazioni come quelle della Val Fortore, mai considerate come avrebbero meritato, se non per pagare le tasse o per rendere altri servigi obbligatori, senza, giustamente, ricevere quelli che altre comunità avevano ed hanno.

Quando ci sono le elezioni politiche o regionali, puntualmente, per la gente del Fortore arriva qualche promessa da parte di quei politici che ritengono di poterci omaggiare di qualcosa che diversamente non sarebbe possibile.

Il suo o loro interessamento, recuperando i fondi necessari, consentirebbe, a loro dire, lo stanziamento di fondi per il completamento dell’arteria stradale “Fortorina”, nel suo percorso naturale fino a San Bartolomeo in Galdo.

La sua realizzazione è prevista al momento, per i fondi stanziati, fino a San Marco dei Cavoti; con la promessa pre-elettorale, la si completerebbe fino a San Bartolomeo in Galdo.

Quale notizia più gradita di questa, perché farebbe uscire i veri paesi della Valfortore  (S. Bartolomeo in Galdo, Baselice, Foiano Valfortore, Castelvetere Valfortore, Montefalcone Valfortore) dall’isolamento, consentendo alle rispettive popolazioni di percorrere una vera strada, perché quelle attuali non si possono definire tali non solo per il  percorso tortuoso, ma anche per l’inadeguatezza dell’assetto poco sicuro e stabile dove gli avvallamenti e le buche non si contano.

Aggiungo, poi, l’attraversamento del passo del “Casone Cocca”, a m. 1000 slm, trepidazione ed avventura per l’automobilista che, per attraversarla, d’inverno s’imbatte con  ghiaccio,  neve e nebbia!

Negli anni ’60 e ’70, nei nostri paesi regnava la DC, guai a non essere della DC. Sempre in occasione delle elezioni qualche politico veniva a farci visita e numerose erano le presenze per accogliere  l’illustre visitatore, il quale non trascurava i voti che avrebbe ricevuto, elargendo lusinghiere promesse.  E che promesse!. Se ne parlava per le strade e c’era chi, grande sostenitore delle promesse, non si accalorasse in discussioni faziose  con qualche avversario politico  per argomentare quanto bene  facesse, a noi della Valfortore, la DC.

Gli illustri politici visitatori, in seguito, ma sempre prima delle lezioni, facevano pervenire con telegramma al segretario politico della locale sezione della DC gli importi promessi per la realizzazione di opere pubbliche necessarie e di importanza primaria per lenire i disagi  della comunità. 


Le comunicazioni telegrafiche venivano affisse alle porte della sezione politica in modo che tutti potessero prendere visione di ciò che si sarebbe realizzato grazie all’interessamento di quel politico. Seguivano le elezioni e costui veniva votato  per le tante promesse, che molti ingoiavano e che, quasi in forma ipnotica, ne  vedevano, in anticipo e concretamente la realizzazione.

E intanto si era votato…, c’era stato il consenso…, e  tanti erano felici perché avevano vinto! Che dire, di fronte al consenso, espresso in più  centinaia di voti, bisognava solo accettare democraticamente i risultati!

Passavano le elezioni e le promesse andavano, giorno dopo giorno, nel  dimenticatoio; quelle promesse, anche scritte sui telegrammi appiccicati alle porte della sezione  Dc, si scolorivano  e dopo qualche settimana diventavano  illeggibili…

Così svaniva tutto  e con esso la speranza dei tanti creduloni!
La differenza tra gli anni ’60-’70 è che allora c’erano le promesse ed i telegrammi, ora ci sono solo gli annunci che vengono ampliati dalla stampa e dai canali audiovisivi.

Si crede ancora alle promesse? Non lo so!

In un precedente mio articolo dicevo che la Val Fortore è cambiata grazie all’impegno, all’operosità e al sacrificio dei nostri emigranti, che, con le rimesse, hanno creato, in quegli anni, tanto lavoro per l’artigianato locale e ad altre attività, che hanno consentito un volto nuovo al nostro territorio.

Apprendo, purtroppo, che  lo scorso anno come reddito medio siamo posizionati tra gli 8058 Comuni italiani al posto 8001 con un reddito di 9602. Soltanto 57 Comuni in Italia hanno un reddito medio inferiore al nostro.

Che le promesse, remote e presenti, siano state e sono anche causa di un impoverimento generale della popolazione del Fortore e di Baselice in particolare?

Ai lettori la risposta.

domenica 19 aprile 2015

Dieci buoni motivi per dire no alle trivelle

Postiamo i dieci motivi per dire no alle trivellazioni petrolifere della professoressa Maria Rita D’Orsogna apparsi qualche anno fa sul suo blog del fattoquotidiano.it, ma che riproponiamo qui data la stretta attualità della tematica trattata

venerdì 17 aprile 2015

Siamo i più poveri d'Italia

Siamo i più poveri d’Italia. I più poveri della Campania. I più poveri della provincia di Benevento. Gli ultimi tra gli ultimi. Lo vogliate o no, questa è la realtà. Non ci sono scappatoie. Di fronte ai numeri sciorinati dal Sole24ore si resta con l’amaro in bocca.

Baselice è il comune in cui è stato dichiarato un reddito medio di 9.602 euro. Cifra che colloca il borgo in posizione 8001 su 8058 comuni italiani.

Tra i comuni del Fortore peggio hanno fatto San Giorgio la Molara (8.019 posto con 9.310 euro dichiarati) e Castelvetere (8.023 posto con 9.220 euro).

Un po’ meglio va per San Bartolomeo, Foiano e Montefalcone, ma i dati mostrano tutta la drammaticità di una realtà periferica dove l’unica chance continua ad essere la fuga.  E basta leggere qualche dato sullo spopolamento per rendersene conto.

“Valle di lacrime”, la definiva lo studioso Gianni Vergineo.  E da allora tutto e niente è cambiato. Certo, oggi la povertà delle periferie è decisa dai processi della globalizzazione economica, ma di fronte a questi dati ci saremmo aspettati una levata di scudi da parte della classe politica locale.

E invece silenzio assordante, meglio non parlarne ci sono le elezioni regionali .

mercoledì 15 aprile 2015

Terre di passaggio. No triv Bike tour

Migliaia di chilometri quadrati nell’Appennino meridionale sono interessati da permessi di ricerca petrolifera. Territori montani e collinari costellati da piccoli comuni, ecosistemi già fragili e a rischio dove a biodiversità, prodotti tipici, vini docg, paesaggi, agricoltura e riserve idriche strategiche si preferisce un’industria estrattiva a forte impatto ambientale.

Ma i liberi cittadini dell’Appennino meridionale uniscono le loro voci, si incontrano, si raggiungono e presentano il 15 aprile alle 17 presso il Circolo della Stampa di Avellino, che supporta l’iniziativa, “Terre di passaggiono triv bike tour”. Una staffetta simbolica di cinque giorni in bicicletta, ma anche a dorso d’asino, a piedi che parte dai confini con il Molise fa tappa nel Sannio, in Irpinia, nel Vallo di Diano, nell’Alta Basilicata e termina in Val d’agri, la più estesa piattaforma petrolifera europea su terraferma.
Si inizia il 29 aprile da Santacroce per arrivare in giornata a Benevento. Il 30 aprile, dopo aver attraversato tre permessi di ricerca – Santacroce, Case Capozzi e Pietra Spaccata – tappa a  Gesualdo, nel Permesso Nusco, in Irpinia. Il primo maggio sosta a Muro Lucano, in Alta Basilicata, per passare il giorno dopo adAtena Lucana, nel Vallo di Diano dove insistono i permessi Tardiano e Monte Cavallo. Da Atena partirà una carovana a dorso d’asino che si ricongiungerà a Viggiano al Ciclonauta, e ai ciclisti che si aggregheranno, raccogliendo dai territori attraversati le sementi e i doni dei contadini per la Madonna nera, in occasione della festa del 3 maggio.
Dopo un passaggio simbolico al Centro oli di Viggiano si chiude a Villa d’Agri con il resoconto dell’iniziativa, l’esperienza della Val d’Agri e l’invito ai territori ad auto-organizzarsi per lanciare uno, cento, mille no triv bike tour e proporre insieme soluzioni per la sovranità energetica ed alimentare. In ogni tappa d’arrivo è previsto un momento di incontro, di comunicazione e testimonianza, a cura dei Comitati e Associazioni che aderiscono, per informare sulle criticità ambientali e proporre un utilizzo sostenibile delle risorse naturali dell’Appennino meridionale.

Lungo il cammino convergeranno sull’itinerario, nato da un’idea del Ciclonauta Claudio Ferraro, ciclisti auto-organizzati e trekkers che potranno aggregarsi e convergere sul tracciato in aggiornamento su www.forumambientale.org/terre-di-passaggio.  Un gruppo di videomaker raccoglierà le testimonianze che saranno diffuse tramite facebook, un canale youtube e l’hasthag #TerreDiPassaggio. Ogni contenuto sarà opensource e potrà essere diffuso secondo le regole del copyleft.
Terre di passaggio è un invito all’azione, perché il passaggio non è semplice attraversamento, ma cambiamento, transizione, speranza in una pianificazione che tenga conto delle scelte e decisioni di chi abita i territori, non di chi si limita a passarci e decide dall’alto.
L’iniziativa è stata lanciata tramite la libera piattaforma di aggregazione Forum Ambientale dell’Appennino www.forumambientale.org ed è organizzata autonomamente dai Comitati e Associazioni di cittadini che hanno creduto nel progetto e lo stanno realizzando.
Per adesioni al percorso cicloturistico è possibile contattare la Fiab (Federazione italiana amici bicicletta) Sannio Irpinia che curerà l’intero viaggio.

MO CHIAMA ALL’AZIONE COMUNE CONTRO LA BEFFA RC AUTO

Il simbolo della lista Mo
La formazione meridionalista MO!, guidata da Marco Esposito, invita gli altri candidati alla presidenza della Regione Campania a prendere posizione comune contro la beffa della Rc auto, in base alla quale le province campane e la città metropolitana di Napoli vengono sfinite ricche e subiscono tagli più pesanti perché pagano tariffe Rc auto più elevate.


martedì 14 aprile 2015

Un baselicese alla conquista della Confederazione

L'altro giorno mi è arrivato il libro Bambini proibiti della psicologa Marina Frigerio Martina. Il sottotitolo ne descrive bene il contenuto: Storie di famiglie italiane in Svizzera tra clandestinità e separazione.

Il testo uscito nel 1992 denuncia la drammatica realtà di molti bambini (soprattutto meridionali) costretti a vivere segregati in casa o mandati agli orfanotrofi di frontiera perché la legge svizzera impediva ai lavoratori stagionali di portarli con sé.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora e molti nostri emigranti si sono ben inseriti nella società elvetica. E oggi occupano ruoli di responsabilità più o meno importanti nei luoghi dove hanno messo nuove radici.

È il caso del baselicese Leonardo Iampietro arrivato in Svizzera nel 1992 (l'anno dell’uscita del libro), il quale da 15 anni ricopre il ruolo di capo gruppo presso ospedale di Locarno. Non solo, Leonardo da qualche anno ha deciso di dedicare un po’ del proprio tempo alla politica. Dal 2012, infatti, è consigliere comunale a Muralto, dove è anche impegnato nel volontariato.
“Penso sia ora che persone di buona volontà  mettano a disposizione un po`del proprio tempo per costruire un nuovo modo di far politica, partecipare alle scelte future in difesa dei propri valori”, dice al nostro blog.
E per questo che domenica prossima, 19 aprile, Leonardo, proverà a fare il grande salto alle elezioni cantonali con il Partito popolare democratico (Ppd).
“Uno dei tre partiti storici  (altri Plr librali radicali / PS socialisti) che ha contribuito  alla stabilità governativa e benessere della  confederazione,  da sempre in difesa delle politiche famigliari e sociali”, spiega.
Il Partito cattolico conservatore (dal 1970 Partito popolare democratico) è permeato - sin dalla sua nascita  - da una corrente cristiano-sociale, che all’interno del Parlamento e negli ambienti associativi e sindacali svizzeri si è battuta in particolare a favore di misure di protezione e aiuto alle famiglie.

lunedì 13 aprile 2015

Trivelle, riparte Case Capozzi

"Trivelle più vicine", titolava ieri il quotidiano online ottopagine.it. dopo che il ministero dello Sviluppo economico nei giorni scorsi ha riavviato la procedura per il rilascio dell'autorizzazione alla ricerca di idrocarburi da parte della Delta energy nelle province di Benevento e Avellino.

“L'Unmig (Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse del ministero) ha pubblicato nella apposita sezione del sito internet ministeriale l'avvenuto superamento delle criticità che erano sorte a cavallo tra la fine del 2012 e i primi mesi del 2013, quando il dicastero aveva comunicato alla società promotrice il Preavviso di rigetto”, si legge sul sito del quotidiano.

“E invece da Roma - continua il giornale - è arrivato il dietrofront: Case Capozzi si può fare. Lo scorso 31 marzo il ministero ha trasmesso a Delta energy la Comunicazione di prosecuzione istruttoria che sancisce la ripartenza dell'iter per la concessione del nulla osta alla ricerca di idrocarburi”.

E ora si attende il prossimo passaggio

“Il ministero – si legge nell’articolo – ha formalmente richiesto nei giorni scorsi alla Regione Campania la adozione della delibera di ‘Intesa’, provvedimento previsto dal quadro normativo sulla legislazione concorrente che il decreto Sblocca Italia ha profondamente modificato”.

Ecco i diciotto i comuni coinvolti: Foiano di Valfortore, Molinara, Montefalcone di Valfortore, Castelfranco in Miscano, Ginestra degli Schiavoni, San Giorgio la Molara, Buonalbergo, Pago Veiano, Pesco Sannita, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Benevento, Pietrelcina, Paduli, Sant'Arcangelo Trimonte, Apice, San Nicola Manfredi, San Giorgio del Sannio, Casalbore, Montecalvo, Ariano e Melito.

sabato 11 aprile 2015

Baselice, in arrivo 1 milione e 341mila euro per Palazzo Lembo

Il Cipe sblocca “Cantieri in Comune”, 200 milioni di euro per 137 progetti, tra cui cinque paesi del Sannio. 

Tra i comuni ammessi ai finanziamenti c’è anche il palazzo Lembo di Baselice per la cui riqualificazione e valorizzazione sono stati stanziati 1.341.438 euro.

“Si tratta di progetti finanziati che fanno parte dell’iniziativa della presidenza del Consiglio dei ministri, opere portate direttamente all'attenzione del premier Matteo Renzi”,  fa sapere il sottosegretario Umberto del Basso de Caro
I progetti, tuttavia, devono essere appaltabili entro il 30 aprile e cantierabili entro il 31 agosto.

(Foto di Michele Franco Caserio)

venerdì 10 aprile 2015

Emergency a Castel Volturno

Martedì 31 marzo Emergency ha aperto un nuovo ambulatorio a Castel Volturno, in provincia di Caserta, per offrire gratuitamente ai migranti e alle fasce più deboli della popolazione cure mediche di base e l'aiuto dei propri mediatori socio-sanitari. 

“Prosegue così il nostro impegno nell'area di Castel Volturno, una delle zone a più alta presenza di migranti in Italia, dove abbiamo iniziato a lavorare nel 2013 con un ambulatorio mobile, toccando con mano giorno dopo giorno le difficoltà legate all'accesso alle cure in un territorio dove al degrado si aggiunge la forte presenza della criminalità organizzata
”, si legge in una nota dell’associazione no profit.

Gualani e stallieri nel Fortore

Clicca qui sotto per leggere l'interessante pezzo sull'articolo 69 dello statuto comunale di San Bartolomeo del 1300 che anticipa di secoli l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori del 1970 e dove si parla già allora del divieto di licenziare senza giusta causa

giovedì 9 aprile 2015

Le politiche di austerità le paga il Sud

Un Sud messo in ginocchio dalla spending review all’italiana. E non c’è governo nazionale che tenga. Così a pagare il conto delle politiche di austerità sono soprattutto le regioni meridionali.

A dirlo non è qualche nostalgico neoborbonico, ma l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno.

Secondo le ultime elaborazioni Svimez, infatti, anche quest’anno la scure che si abbatterà sulla spesa pubblica meridionale (in percentuale sul Pil) sarà il doppio di quella del centro-nord: il 6,2% contro il 2,9%.

Non solo. Anche i tagli alla spesa in conto capitale non andranno di pari passo: il 2,1%  in meno per i meridionali e l’0,8% per gli abitanti al di là del Tronto. Difatti, negli ultimi anni il ministero dell’Economia ha saputo ben indirizzare le sue sforbiciate: il Sud ha subìto riduzioni da due a tre volte in più rispetto al centro-nord: rispettivamente -1,6%  e -0,5% nel 2013 e 1,9% e 0,7% nel 2014.

Non va meglio nel lungo periodo. In dieci anni, dal 2001 al 2012, al Sud la spesa in conto capitale è scesa del 58%, passando da 16,5 a 6,9 miliardi di euro. Al centro-nord invece è calata del 10%, passando da 3,7 a 3,3 miliardi di euro.

In soldoni significa che i 791 euro attribuiti a ogni meridionale nel 2001 dopo undici anni sono diventati 334. Quasi la metà. Mentre i 99 euro destinati pro capite alle aree sottoutilizzate del centro-nord sono scesi appena a 85.

“Sotto l’etichetta della spending review si sono nascosti una serie di tagli che, soprattutto con riferimento alle spese in conto capitale, hanno esercitato un effetto depressivo sull’economia dell’area, amplificando i divari regionali”, si legge nello studio Spending review e divari regionali in Italia che sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista Economia Pubblica-The Italian Journal of Public Economics.
E come se non bastasse sulle ustioni l’acqua bollente. A dare un altro colpo alla già disastrata economia meridionale ci pensa l’austerità: nel 2015 il 9,5% del Pil al Sud contro 6% del centro-nord. Sempre secondo le stime Svimez le manovre effettuate dal 2010 ad oggi dai vari Governi (il cui valore complessivo arriva a oltre 109 miliardi di euro nel 2014) sono pesate più nel Mezzogiorno rispetto al centro-nord.


Nello specifico il peso delle manovre sul Pil per il 2013 sono assai differenti a livello territoriale: 5,5% nelle regioni centro-settentrionali e 7,8% in quelle meridionali. Stesse dinamiche negli anni successivi: per il 2014 l’impatto è risultato del 5,9% al centro-nord e dell’8,7% al Sud. E cresce ancora nel 2015, arrivando al 6,8% a livello nazionale. Ma se al centro-nord il peso si ferma al 6%, al Sud sale fino al 9,5%.

Per non parlare poi del sostegno alle imprese. Nel settore pubblico allargato - che comprende Pa ma anche colossi quali Enel, Eni, Poste italiane, Ferrovie dello Stato - la quota totale è calata dal 36,5% del 2001 al 30,2% del 2012. 

E proprio nel 2012 le spese d’investimento delle aziende pubbliche nel Mezzogiorno erano pari a 215 euro pro capite, contro i 318 del centro-nord. Nel caso delle imprese pubbliche locali lo scarto era ancora più ampio: rispettivamente 62 e 188 euro.

mercoledì 8 aprile 2015

MUORI PRIMA? MENO FONDI PER LE CURE

Postiamo la denuncia della lista civica Mo! che ha come candidato a presidente della Regione Campania il giornalista Marco Esposito

Dalla fine del 2013 nella sanità si applica la micidiale "formula Calderoli", una regola in base alla quale il fondo sanitario nazionale si distribuisce tra le regioni in base al solo parametro dell'età. In pratica più anziani ci sono, più arrivano fondi sanitari. 

L'effetto paradossale è che se c'è un territorio dove per ragioni ambientali ci si ammala e muore presto, spariscono i fondi sanitari. 

Tale formula è talmente assurda che il Parlamento ha deciso di ripescare una legge mai abrogata, del 1996, che di criteri per stabilire il giusto fabbisogno sanitario ne indicava almeno quattro.

Se si riflette un attimo, è assurdo che serva una legge per dire di applicare una legge in vigore; ma siamo in Italia e non ci si deve stupire di nulla. 

Fatto sta che la legge di stabilità del 2015 dice che si applica la legge del 1996 purché ci sia entro il 30 aprile del 2015 l'accordo nella Conferenza Stato Regioni, ovvero anche l'accordo delle Regioni del Nord che però non ne vogliono sapere di cambiare un criterio che le avvantaggia, a partire dal presidente della Conferenza, il piemontese Sergio Chiamparino.

Cosa accade in caso di mancato accordo? 

Che resta in vigore il solo parametro legato all'età, cioè la formula Calderoli che danneggia soprattutto la Campania dove c'è una speranza di vita di due anni più bassa rispetto alla media.

lunedì 6 aprile 2015

Sassi di Baselice, ecco il resoconto dell'incontro con il sindaco

Rivedere e migliorare il progetto di consolidamento del costone di via Pescannozzo. Queste le richieste avanzate dal Movimento per la tutela paesaggistica e del centro storico di Baselice al sindaco Canonico nell'incontro che si è tenuto presso la sala consiliare lunedì 30 marzo

Il comitato di cittadini, che ha raccolto oltre 160 firma online per salvare i sassi baselicesi, ha avanzato proposte precise all'amministrazione: deturpare il meno possibile il costone di via Pescannozzo.

Il primo cittadino da parte sua ha assicurato che sarà fatto il possibile per evitare che venga stravolto uno dei luoghi più suggestivi del paese, ma allo stesso tempo ha sottolineato che c’è la necessità di intervenire per mettere in sicurezza l’area, che da anni è interessata da caduta massi e detriti pericolosi per l’incolumità pubblica e privata.

All’incontro era presente anche il direttore dei lavori, l'ingegnere Salvatore Pizzi, il quale ha ribadito che l’unica soluzione possibile per mettere il costone in sicurezza è la posa di reti elettrosaldate e con la tecnica dello spritz beton (calcestruzzo spruzzato con spinta pneumatica). 

Dal canto suo, il Movimento pur capendo le ragioni dell’amministrazione e dei tecnici - tra l’altro i lavori sono stati già appaltati e dovrebbero iniziare nelle prossime settimane - ha invitato il sindaco comunque a trovare soluzioni meno invasive possibili.

Tuttavia, dal sindaco e dall'ingegnere Pizzi è arrivata la conferma che i lavori interesseranno solo una parte del costone, quella che guarda ad est. Mentre la parte con le case nel tufo, non dovrebbe essere oggetto di interventi (così è stato assicurato nel corso dell’incontro).

Da parte loro i tecnici hanno messo a punto una serie di accorgimenti per trovare delle soluzioni cromatiche che rendano  il costone quanto più possibile simile all'originale. 

Soluzioni che però non hanno convinto del tutto il movimento, il quale ha fatto sapere che la sua battaglia non si fermerà e che vigilerà sulla realizzazione del progetto. 

sabato 4 aprile 2015

Ottopagine, oggi ultimo giorno in edicola

La grave crisi che ha colpito l’editoria fa un’altra vittima illustre del giornalismo campano. Oggi esce in edicola l'ultimo numero di Ottopagine. Si chiude così una storia lunga venti anni, iniziata il primo dicembre del 1995 in provincia di Avellino. E negli ultimi anni sbarcata anche nel Sannio. Tuttavia la testata continuerà a fare informazione sul web e in tv con Ottochannel al canale 696 del digitale terrestre.

Alla notizia della chiusura del cartaceo è arrivato il duro commento del sindacato dei giornalisti
«Dopo venti anni dall’uscita in edicola, la società che pubblica Ottopagine comunica ufficialmente la chiusura del giornale cartaceo per puntare tutto sulla tv e sull’edizione online. Un risultato che ha portato ad una pesante riduzione del personale. Il sindacato è già al fianco dei lavoratori che sono stati messi fuori dalla redazione e metterà in campo qualsiasi azione perché i loro diritti vengano rispettati», afferma il segretario del Sindacato giornalisti della Campania, Armando Borriello.

mercoledì 1 aprile 2015

La presunta nazione Padana

di Antonio Gentile

In questi ultimi decenni, con l'affermazione politica della Lega Nord, si è spesso parlato di "nazione padana" a proposito delle regioni settentrionali e si è cercato di legittimare tale concetto con una comune identificazione territoriale e linguistica.

Per meglio comprendere l'infondatezza di queste tesi bisogna prima analizzare i termini di nazione e di lingua.

In Italia oltre a gruppi linguistici francesi, tedeschi, occitani, albanesi, croati, greci e catalani e a piccole nazionalità come la friulana, la sarda e la ladina dolomitica, si può parlare di nazione toscana, di nazione delle Due Sicilie e di una comunità di popoli padani.

Questi ultimi, infatti, sebbene i ripetuti tentativi di autoriconoscimento non possono ritenersi una nazione: la Padania fisica e quella nazionale non coincidono.

Terre geograficamente padane come la Valle d'Aosta, il Tirolo meridionale ed il Friuli, per citare soltanto le principali, non ne fanno parte. Né serve appigliarsi all'espediente dei nomi delle nazioni, che di sovente sono inventati per ragioni d'opportunità e di visibilità, in quanto l'artificio "nominalistico", Più o meno fondato e giustificabile culturalmente, deve indicare una comunità oggettivamente riconoscibile e inter-soggettivamente riconosciutasi.

L'altro aspetto, certamente basilare, a sostegno dell'esistenza di una nazionalità comune è quello storico-linguistico.

Chiarendo subito che, una comune nazione padana creatasi nei secoli con un'omogenea identità linguistica, storica e politico-amministrativa rimane del tutto fantomatica e che, a nulla valgono i continui riferimenti alla Scozia o ai successi politici dei partiti regionalisti, ribadiamo che l'aspetto linguistico resta determinante per comprendere la reale consistenza della pretestuosa rivendicazione leghista.

La fantomatica Padania risulta del tutto priva sotto il profilo linguistico di una sua pur minima "standardizzazione ortografica" tale da indicare convenzionalmente l'affinità certa tra i vari dialetti; manca inoltre una letteratura espressa in lingua autoctona paragonabile, per esempio, per importanza e notorietà, alla lingua occitana dei trovatori che ha, tra l'altro, segnato una grande stagione della letteratura europea.

Naturalmente, quanto detto precedentemente, non esclude che nell'area geografica padana esista un patrimonio culturale ed umano da rispettare e che, in tale ambito, si possano legittimamente rivendicare forme d'autogestione politica ed economica.

Dunque, la "nazionalità padana" rimane del tutto priva di fondamento, venendo meno gli elementi sostanziali per tale riconoscimento, mentre l'obiettivo più esplicito della Lega Nord, nella logica del "solve et coagula" resta la creazione di un'entità geoeconomica omogenea, competitiva a livello europeo, che si possa liberare del "fardello" meridionale".

Gli ultimi avvenimenti poi, confermano la volgare strumentalizzazione fatta dai leghisti di sfruttare questi tesi autonomiste per gestire potere e arraffare tutto quello che è possibile senza un minimo di dignità.

Una forma di contestazione anticentralista espressa nella protesta antifisco e xenofoba contro "Roma ladrona", gli immigrati e i meridionali, che utilizza tematiche identitarie a scopo prevalentemente utilitaristico.

La pretesa, poi, di contrapporre la "Repubblica del Nord", derivata da un'inesistente nazionalità, alla "Repubblica delle Due Sicilie", derivata invece da una comune storia prestigiosa e plurisecolare, rimane un'assurda forzatura, non essendo neanche lontanamente paragonabili gli elementi storici, territoriali e linguistici.

venerdì 27 marzo 2015

Sassi di Baselice, il movimento chiede un incontro al sindaco

Il neonato Movimento per la tutela paesaggistica e del centro storico di Baselice scrive una missiva al sindaco Canonico sulla vicenda del progetto di consolidamento del costone Pescannozzo, anche detto i “sassi” di Baselice 

Lista Mo presenta dossier sul voto in Campania

"In Campania (così come in Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Marche e Puglia) si è votato il 28 marzo 2010 e i Consigli regionali scadono il 27 marzo 2015", si legge nella nota stampa diramata dalla lista civica MO in seguito alla conferenza stampa, (svoltasi ieri, ndb) per presentare un dossier sul voto in Campania.

Per legge spetta alla Giunta regionale convocare le elezioni, nell'ultima domenica utile prima della scadenza dei cinque anni ovvero il 22 marzo 2015. Con il comma 501 dell'articolo unico della legge 190/2015 il 23 dicembre si è stabilito però che la data del voto andava fissata in una domenica entro 60 giorni dalla scadenza, ovvero entro il 27 maggio 2015.

Il governo però ha scartato tutte le domeniche fino al 27 maggio per la presenza di festività cattoliche o ebraiche, Pentecoste compresa, di feste civili, nonché del raduno degli Alpini, ed è intervenuto nuovamente il 12 marzo 2015 con un decreto legge nel quale ha allungato il periodo di 60 giorni aggiungendo all'articolo le parole “o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori”.

Ciò ha consentito al governo di indicare il 31 maggio 2015 come “election day” nei 515 Comuni e nelle 7 Regioni, invitando queste ultime “a voler indire i rinnovi dei Consigli regionali nella stessa data individuata per le elezioni amministrative”, ovvero appunto il 31 maggio.

La Regione Campania non solo non ha provveduto, ma non ha neppure predisposto la modulistica utile per la raccolta firme e la presentazione delle liste. Nello stesso tempo voci insistenti parlano di un ulteriore slittamento del voto a livello nazionale per la scoperta che il 31 maggio fa ponte con il 2 giugno. Ma se si votasse il 7 giugno i Comuni andrebbero al ballottaggio il 21 giugno.

Le legge 53/1990 all’articolo 14 e successive modificazioni prevede 180 giorni di tempo per la raccolta delle firme. Tale limite temporale indica il massimo; tuttavia in caso di scioglimento anticipato del Consiglio regionale di almeno 120 giorni “il numero minimo delle sottoscrizioni è ridotto alla metà”, ovvero in Campania 3.875 firme invece di 7.750. Se ne deduce che la legge vuole garantire almeno due mesi di tempo per la raccolta delle sottoscrizione delle liste: riducendo il numero necessario se i tempi dovessero essere inferiori.

Siamo quindi all'assurdo che nonostante non ci sia scioglimento anticipato bensì un prolungamento della consiliatura non si è riusciti a rispettare la regola dei 180 giorni per la normale raccolta delle firme e siamo ormai a poco più di 30 giorni dalla consegna della documentazione.

In particolare la Regione Campania:

1.non ha convocato i Comizi elettorali per il 31 maggio 2015 nonostante l'indicazione nel comunicato del governo del 12 marzo 2015:

2.non ha ripartito i 50 seggi fra le cinque province in base alla nuova popolazione risultante dal censimento del 2011

3.non ha pubblicato modulistica e istruzioni relative alla presentazione della lista in tempo da garantire i 180 giorni per la raccolta delle firme".

«Il giorno prima della scadenza ufficiale non si sa ancora niente e un Consiglio Regionale che resta in carica oltre i cinque anni stabiliti, non può cambiare le leggi una volta scaduti i termini – afferma Marco Esposito durante la conferenza stampa ricordando il tentativo, sventato grazie all’impegno della Lista MO, di alzare la soglia minima necessaria per eleggere dei rappresentanti in Consiglio Regionale, facendola passare dal 3% al 10%, ma solo per chi compete da solo, mentre in coalizione lo sbarramento è nullo – Noi non ci alleiamo con nessuno, siamo una lista per il territorio e ci confronteremo con tutti in maniera propositiva».

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